Lamandini go home!

Per fortuna l’hanno messo alla presidenza dell’Ambito Territoriale Caccia (ATC MO2): vedi. Che se l’avessero messo a capo di una base missilistica la guerra fredda sarebbe finita in altro modo. Perché Francesco Lamandini (ex-sindaco di Spilamberto) “ha il grilletto facile” (politicamente parlando). Ed è uno zelante. E queste due cose assieme non sono sempre un bene. Sta di fatto che pochi giorni fa ha lanciato la guerra agli storni “per la difesa delle ciliegie”. Una difesa fatta a suon di pallini di piombo. Diecimila storni da abbattere – questo l’annuncio. Avevo letto la notizia sui quotidiani locali di ieri, 16 maggio, e pensavo che la cosa non mi riguardasse da vicino. Sbagliavo. Oggi, domenica 17 maggio, verso le 17.30-18 un cacciatore (con il fucile in bella mostra) è passato a dieci metri da casa mia (sto nelle “basse” di Vignola, in mezzo a terreni coltivati a ciliegie). Non gradisco la vista delle armi da fuoco, ma sono stato zitto. Qualche minuto dopo … il botto. Assordante. Ed i pallini che arrivano contro casa mia, a pochi metri da me e da mia moglie – assieme stavamo sistemando il giardino. Eh no, Lamandini. Un cretino ha sparato dalla parte sbagliata, ma tu sei il “mandante”.

Gazzetta di Modena, 16 maggio 2015, p.24.

Gazzetta di Modena, 16 maggio 2015, p.24.

[1] Il comunicato stampa dell’Ambito Territoriale Caccia MO2 sulla “guerra agli storni” è davvero un capolavoro. Vale la pena leggerlo: “Come tutti gli anni è ripresa l’attività contro gli storni, a difesa delle ciliegie soprattutto nelle campagne dei Comuni di Vignola, Marano, Savignano, Spilamberto, S. Cesario e Castelfranco, da parte dei cacciatori coadiutori. Questa attività, che coinvolge molte centinaia di aziende agricole e oltre 300 coadiutori, quest’anno è stata preparata anche coinvolgendo i Comandi dei Carabinieri di Vignola e dei Comuni limitrofi, i Sindaci e il Corpo di Polizia Municipale dell’Unione Terre di castelli, la Polizia Provinciale e l’ATC Mo2. Questo per evitare, da una parte, che inutili allarmismi possano rallentare l’attività dei coadiutori e far perdere tempo alle Forze dell’Ordine, mentre dall’altra, per dare maggiore tranquillità ai cacciatori coadiutori” (qui il testo completo: pdf). Eccoci accontentati: “inutili allarmismi”; “far perdere tempo alle Forze dell’Ordine”; “dare maggiore tranquillità ai cacciatori coadiutori”. Ecco cosa produce lo zelo senza una visione. Lasciamo perdere il fatto che la stagione venatoria che ci siamo lasciati alle spalle ha prodotto 22 morti e 66 feriti (vedi). Io sapevo che i cacciatori non possono sparare se si trovano a meno di 100 metri da un’abitazione (sul sito web di ATC MO non ho trovato traccia di questa “norma”, ma ovviamente l’ente cura l’interesse dei cacciatori, non di chi potrebbe venir “disturbato” dalla loro attività). Nelle basse di Vignola, zona agricola, è raro che non ci siano case nel raggio di 100 metri, visto che per campare bastava un podere di quattro biolche (ovvero un ettaro, ovvero 100×100 metri). Insomma, è zona agricola, ma le case sono sufficientemente diffuse e ciò dovrebbe impedire l’attività venatoria. Eppure i pallini sono caduti davvero a pochi metri da me e mia moglie che eravamo tranquillamente in giardino. Inutili allarmismi? Per fortuna i figli erano in casa in quel momento. Comunque, senza preoccuparmi troppo (a differenza di Lamandini) della “tranquillità dei cacciatori coadiutori” alcune urla le ho fatte (all’indirizzo del cacciatore coadiutore). Almeno quelle.

Francesco Lamandini (a dx), allora sindaco di Spilamberto, in veste di muratore alla posa della prima pietra del tecnopolo dell'Unione Terre di Castelli (foto del 5 aprile 2014)

Francesco Lamandini (a dx), allora sindaco di Spilamberto, in veste di muratore alla posa della prima pietra del tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli (foto del 5 aprile 2014)

[2] Davvero nel 2015 l’unico modo per affrontare il “problema storni” è quello di mobilitare “oltre 300 coadiutori” armati di fucile? Qualcuno dei quali, peraltro, usa il fucile in modo un po’ troppo disinvolto? La domanda è pertinente, ma la risposta non la può fornire un ente preposto a soddisfare l’interesse dei cacciatori – certo, cercando (sic) di renderlo compatibile con quello del resto della società (agricoltori, residenti, escursionisti e bikers della domenica – la zona di caccia, infatti, include pure il percorso Sole!). Quelli sanno solo sparare e sono interessati solo a sparare. Se gli chiedete come si risolve un problema rispondono: “sparando”! Ed a capo di questo ente (anzi di uno dei tre, dico tre, che sono in provincia di Modena! Sopprimiamo le province, e poi manteniamo tre distinti Ambiti Territoriali di Caccia in provincia di Modena!) Lamandini si è subito adattato al ruolo! Bisogna dare tranquillità ai cacciatori coadiutori (che girano con un fucile in mano), non al resto della popolazione (disarmata) che può trovarsi sulla traiettoria! Insomma, magari una diversa soluzione al “problema storni”, nell’anno ipertecnologico 2015, la si può trovare. Se la si cerca, ovviamente. Non sono un esperto di queste cose, ma sarei stupito se non fossero a disposizione “equivalenti funzionali”, ovvero altri dispositivi. Diverse modalità. Magari pure meno costosi, ma ugualmente efficaci (e pensiamo sempre anche ai 22 morti e 66 feriti della stagione venatoria 2014-2015). Il mio vicino, ad esempio, ha attivato un dissuasore acustico. Certo, a volte senti versi strani che pare di essere nella jungla, ma è tollerabile. Meglio dei pallini in giardino. Insomma, sono certo che la gamma degli interventi – tra lo spaventapasseri tecnologico e l’antichissima caccia con il falcone o altri rapaci – è più ampia di quello che Lamandini vuole farci credere. In ogni caso io la mia decisione l’ho già presa: metterò cartelli al confine della mia proprietà con la scritta “Lamandini go home!”. Insomma, tu ed i tuoi cacciatori coadiutori non siete graditi. Neppure se vi spacciate per difensori delle ciliegie (che il danno vero lo patiscono a causa della drosophila suzukii: vedi). E state attenti: anch’io sono armato. Di fionda e cerbottana. Mi manca il curaro.

Il Resto del Carlino - Modena, 16 maggio 2015, p.22.

Il Resto del Carlino – Modena, 16 maggio 2015, p.22.

PS Qui il sito web di due dei tre Ambiti Territoriali Caccia (ATC) della provincia di Modena (MO2 e MO3; equivalenti a pedemontana e primo Appennino, e ad Alto appennino): vedi. Qui il comunicato stampa dell’elezione di Francesco Lamandini a presidente dell’ATC MO2, avvenuta il 23 maggio 2014 (neanche il tempo di finire il mandato da sindaco: pdf). Dal bilancio di previsione 2014 (quello 2015 non è ancora pubblicato!) si evince che l’ente gestisce attività per poco meno di 470mila euro (vedi). Le spese per il funzionamento del consiglio direttivo sono pari a 23.500 euro (5%), di cui 12.000 di compensi e rimborsi (non è indicato quanto va al presidente – plausibilmente la maggior parte dei 12.000 euro; un “arrotondamento” per Lamandini che è dipendente del PD di Modena – che proprio in questi giorni ha attivato i “contratti di solidarietà” a causa di difficoltà finanziarie).

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2 Responses to Lamandini go home!

  1. roberto monfredini ha detto:

    certo che la natura è ben cattiva , le nutrie che fanno crollare gli argini , gli storni che portano via le ciliege, gli alberi che li seghiamo per non andare un giorno a causare una piena , i pipistrelli che non hanno più una casa ma chissenefrega , però aumentano le zanzare?, e cosa c’entrano i pipistrelli , e le rondini che non arrivano ? , e queste api del cavolo , le facciamo morire sulla pannocchia ogm , ormai si spara alla nutria poi ti giri e spari allo storno , se arriva la caccia spari a quel povero fagiano rincoglionito che arriva dall’allevamento di Conegliano dopo che ha vissuto sei mesi con gli occhiali , o la lepre con il prelancio da 200 euro la coppia, e mettere delle reti a protezione ?????????

  2. zuin claidio ha detto:

    Io sono cacciatore e aiuto a casa mio suocero in campagna duroni e uva se devi esprimere un commento informati .
    Non tutti i cacciatori sono degli irresponsabili e in certi contesti i dissuasori visivi e sonori funzionano solo per poco tempo mentre l’abbatimento risulta efficace se perpetuato in maniera costante nei primi giorni di maturazione dei frutti.io non sono un coaudiatore degli storni ma di altre specie cacciabili ma le regole sono le stesse della caccia a parte le zone in cui si effettua l’intervento.per concludere non tutti i cacciatori sbagliano e sono assassini come non tutti gli automobilisti sono dei pirati e gli ambientalisti non sono degli sciocchi fondamentalisti utopistici e illusi ma anchequesti ultimi indispensabili per la salvaguardia dell’ambiente

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