Aut Aut, Festival contro le mafie: uscire dal puro marketing

Nonostante le dimensioni ridotte dei manifesti (50×70 cm) immagino che qualche vignolese abbia colto la foto dell’ex-sindaco Daria Denti (peraltro quella della campagna elettorale 2009!) sui manifesti di Aut Aut, 4° Festival regionale contro le mafie, affissi in città. Confesso che quando l’ho visto mi sono chiesto: possibile che gli organizzatori abbiano trascurato il fatto che il sindaco di Vignola è cambiato? Ho poi visto in programma che Daria Denti è invitata, in qualità di economista, a parlare di “Mafie: econoMia” – un’iniziativa promossa dal Circolo Gramsci Giovani di Spilamberto. Certo sarebbe interessante conoscere le ragioni di questo singolare invito, ovvero di quali competenze un’economista che ha fatto ricerche sui temi dell’innovazione e del trasferimento tecnologico è in grado di mettere in campo in un confronto sull’economia mafiosa. Mi terrò la curiosità. L’occasione, invece, la vorrei utilizzare per un commento su un evento che potrebbe essere particolarmente importante per i territori che lo promuovono (Valsamoggia, Castelfranco Emilia, Spilamberto e Vignola). Ma affinché diventi davvero importante occorre che esca da un’impostazione in termini di puro marketing e rinunci alla retorica dell’antimafia di cui oggi è infarcito, per aprire invece gli occhi sulla realtà in cui si colloca.

Manifesti di Aut Aut 4° Festival regionale contro le mafie (foto del 9 maggio 2015)

Manifesti di Aut Aut 4° Festival regionale contro le mafie (foto del 9 maggio 2015)

[1] Sarà anche un’edizione minore, quella del 2015, causa la mancanza dei finanziamenti regionali. Ma non è solo questione di risorse. Ciò di cui soffre, sin dall’inizio, il Festival regionale contro le mafie che si tiene nel quadrilatero tra Bazzano, Savignano, Spilamberto e Castelfranco Emilia è però un deficit di visione. Una debolezza di progetto. Che si faccia “cultura” contro la mafia e contro l’illegalità con concerti, spettacoli teatrali e tornei di pallamano è tutto da dimostrare. In ogni caso, sospendiamo il giudizio. Che un evento antimafia possa essere impostato come un grande circo viaggiante, un assemblaggio di eventi e “spettacoli” il cui copione è lo stesso indipendentemente dal pubblico che si ha di fronte, è invece una debolezza vera. Detto in modo più chiaro, la “mafia” di cui si parla in questo Festival sembra sempre essere qualcosa di esterno (qualcosa che dall’esterno aggredisce una società sana). Un fenomeno lontano rispetto a cui, in ogni caso, la nostra posizione è chiara senza possibilità di equivoci. Rispetto a “quella mafia” noi siamo schierati. Siamo contro. Tutto facile. Peccato che la realtà sia diversa.

Raffigurazione fumettistica di Peppino Impastato, assassinato dalla mafia nel 1978. A lui è intitolato un torneo di pallamano nell'ambito del Festival.

Raffigurazione fumettistica di Peppino Impastato, assassinato dalla mafia nel 1978. A lui è intitolato un torneo di pallamano nell’ambito del Festival (foto del 9 maggio 2015).

[2] Basta guardare ai fatti della provincia di Modena – alcuni dei quali ci toccano pure da vicino (vedi). Certo, il tema delle infiltrazioni mafiose è oggi di dominio pubblico (ma solo pochi anni fa un amministratore pubblico che ne parlasse apertamente era accusato di non fare gli interessi del territorio: vedi; da riflettere anche la testimonianza dell’ex-sindaco Roberto Adani: vedi). Ma accanto all’operare della criminalità organizzata di tipo “mafioso” c’è una criminalità “organizzata” diffusa che coinvolge pezzi del mondo economico locale (questo direbbero le indagini in corso sul caso più recente, quello di CPL Concordia: vedi), amministratori di aziende pubbliche (di nuovo il riferimento è alle indagini sui vertici passati dell’Azienda Ospedaliera di Modena, il Policlinico: pdf), tecnici ed amministratori di enti locali (in corso i processi sul “caso Serramazzoni”: pdf – che qualche legame con Vignola ce l’ha pure). E spesso con la copertura, più o meno attiva, di pezzi del mondo politico. Possibile che su questi fenomeni locali, che riguardano direttamente noi modenesi, un festival come quello “contro le mafie” non abbia nulla da dire? Perché lo sanno anche i bambini che la mafia del Sud (ed anche quella che dal Sud è infiltrata al Nord) è “cattiva” e dunque bisogna schierarsi dall’altra parte. Per veicolare questo messaggio basta dunque l’intitolazione di un torneo di pallamano. Ma forse abbiamo bisogno di altro (specie se si vuole legittimare il fatto di spendere soldi pubblici).

L'ex-sindaco di Vignola Daria Denti, invitata in qualità di economista ad un dibattito su "MAFIE: econoMia" a Spilamberto.

L’ex-sindaco di Vignola Daria Denti, invitata in qualità di economista ad un dibattito su “MAFIE: econoMia” a Spilamberto (foto del 9 maggio 2015).

[3] Il nostro problema, di cittadini, imprenditori, amministratori che vivono e lavorano qui, in questo pezzo di Emilia, è invece un altro. E’ quello di come riconoscere i fenomeni di illegalità (quanto diffusa?) che attraversano la nostra via o che vi scorrono accanto. E’ quello di riconoscerli e, una volta riconosciuti, non voltarsi dall’altra parte, non far finta di non vedere. Io, ad esempio, mi chiedo come sia stato possibile “non vedere” il “buco” di più di 1 milione di euro (ma il presidente Fabio Federici rassicura, si tratterebbe di un buco di solo 800mila euro – vedi – frutto peraltro della precedente gestione – dov’è dunque il problema?) provocato dalla mala gestione della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (vedi). Un episodio che riguarda tre dei quattro comuni che oggi promuovono il Festival contro le mafie. Mi chiedo come sia possibile non segnalare all’autorità o almeno non dichiarare all’opinione pubblica le responsabilità di quella mala gestione. Mi chiedo se non ci siano state coperture politiche, magari l’intervento di qualche parlamentare locale che ha impedito che si prendessero provvedimenti drastici per tempo. Sono domande, ad esempio, che farei molto volentieri all’economista esperto di mafia (sic) ed ex-sindaco di Vignola Daria Denti, che i giovani del Circolo Gramsci di Spilamberto hanno invitato all’evento spilambertese del 14 maggio.

Il programma dell'incontro spilambertese, giovedì 14 maggio nella Rocca Rangoni, organizzato dal Circolo Gramsci giovani di Spilamberto (foto del 9 maggio 2015).

Il programma dell’incontro spilambertese, giovedì 14 maggio nella Rocca Rangoni, organizzato dal Circolo Gramsci giovani di Spilamberto (foto del 9 maggio 2015).

[4] Possiamo continuare ad impostare Aut Aut, Festival regionale contro le mafie, come un’operazione di marketing: la mafia è cattiva e noi siamo i buoni. Che siamo i buoni lo testimonia il fatto stesso che promuoviamo Aut Aut. Insomma, l’ennesimo episodio, qui elevato al rango di Festival, della retorica dell’antimafia. Ma forse è meglio correggere il tiro. Forse è meglio assumere il presupposto che le risorse morali e civili necessarie per “prendere posizione” di fronte ad episodi di illegalità gravi oggi scarseggiano anche tra di noi, nella “civile” società modenese e vignolese. E dunque è meglio assegnarci il compito di rafforzare quei dispositivi istituzionali e sociali che ci aiutano a vedere ed a prendere posizione. Dalla rotazione delle cariche, al limite di mandati, alla trasparenza (total disclosure!), a nuovi dispositivi di governance partecipati (in cui esponenti della “società civile” possano esercitare un’adeguata funzione di controllo) e così via. Un Festival regionale contro le mafie, accanto a concerti, spettacoli teatrali, tornei di pallamano, dovrebbe promuovere una riflessione di questo tipo. Per amministratori, funzionari, imprenditori, liberi professionisti, impiegati, insegnanti, cittadini. Ed una conseguente innovazione della prassi istituzionale. Dovrebbe avere come interlocutori non solo le scuole, ma soprattutto le associazioni di categoria e gli ordini professionali. Dovrebbe poi produrre delle “narrazioni” ed anche dei report (basterebbe una volta ogni 3-4 anni) sui fenomeni che riguardano questo territorio, attingendo dalla cronaca e dagli atti della magistratura (e magari incaricando della narrazione studiosi o giornalisti che in ciò hanno identificato una missione – da Giovanni Tizian a Stefano Santachiara). Abbiamo bisogno di uscire dalla logica degli eventi per entrare in quella delle routines. Un Festival può essere uno strumento potente per alimentare di idee e spunti di innovazione le routines di contrasto dell’illegalità di amministrazioni e imprese, ovvero di un’intera società. Quella nostra, modenese e vignolese. Basta impostare correttamente il progetto. Speriamo dunque nella quinta edizione.

PS Aut Aut, 4° Festival regionale contro le mafie si svolge dal 9 al 17 maggio. Qui il programma (vedi) e qui la locandina (pdf). Alcuni mesi fa il Gruppo Editoriale L’Espresso ha prodotto il volume ‘Ndrangheta all’emiliana. Infiltrazioni e complicità: i documenti d’accusa della magistratura, distribuito con le testate del gruppo (vedi; da noi anche la Gazzetta di Modena). E’ un buon punto di partenza (di cui peraltro non v’è traccia nel festival Aut Aut 2015 – un peccato). In passato critiche di estemporaneità era state rivolte ad un’iniziativa della Fondazione di Vignola – il tema è sempre lo stesso: andare oltre le chiacchiere (vedi). Alla Fondazione, comunque, l’Unione Terre di Castelli si potrebbe rivolgere per un finanziamento al Festival, meglio se con un programma all’altezza del tema. Altrimenti meglio uscirne.

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5 Responses to Aut Aut, Festival contro le mafie: uscire dal puro marketing

  1. sagittarius1959 ha detto:

    Ciao Andrea, NO non è mi è “sfuggito”….ho subito notato il volto della ex Sindaco di Vignola….e come dimenticarselo???? INFATTI appena uscite le locandine mi sono chiesta: “Ma che c’azzecca la foto della Denti qua???” . Ma tu, fine e attento ricercatore, mi hai svelato l’arcano!!!! Però…..non sapevo fosse una “economista”….azzo!!!!
    Comunque…anche stavolta….ho l’impressione che con l’operazione “Aut- Aut”…….si sia voluto “convincere” (o meglio “autoconvincere”) che….”noi” (cioè “loro”….chi “governa”) sta nella metà della lavagna dove c’è scritto “BUONI” e naturalmente tutti gli altri, va da se’, sono nell’altra metà…cioè quella dei “CATTIVI”….
    eh……”è quest’acqua qui….” (cit. P.Bersani)

  2. Caro Sig.Andrea Paltrinieri,
    è bello essere stati citati in un suo articolo. Ci chiedevamo quando sarebbe potuto succedere, e il fatto che sia accaduto già al secondo evento da noi organizzato, non possiamo negarlo, ci inorgoglisce.
    Come vede qualcosa di lei già lo sapevamo, anche perché evitare di conoscerla, non è semplice, vista la tenacia con cui porta avanti il suo blog di attualità politica locale.
    Ma lei può dire lo stesso di noi?
    Lo sapeva che il 29 Gennaio abbiamo organizzato l’evento “Cosa Nostra a casa nostra” nel quale il giornalista Gaetano Alessi ha saputo riportare nomi di boss e aziende coinvolte in traffici mafiosi presenti sul nostro territorio, soprattutto Bologna e Sassuolo? Siamo stati tra i primi a farlo, e le 150 persone presenti in quella serata testimoniano l’originalità e l’interesse dell’iniziativa. La sua ansia di notizia saprà sicuramente che Gaetano Alessi era presente anche ieri -nonostante abbia preferito non menzionarlo nel suo articolo- e ha ripreso il libro da lui redatto “Emilia Romagna: cose nostre”, di cui non credo sia necessario specificare il tema (http://gaetanoalessi.blogspot.it/), e la sua devastante schiettezza e precisione è stata egregiamente affiancata dall’intervento della dottoressa Daria Denti, che, per chi non lo sapesse, non è solo ex sindaco di Vignola, ma anche economista qualificata da due master (Master of research in economia presso University College of London; Master of science in economia presso VRJIE University di Amsterdam, oltre un Dottorato presso l’università di Firenze), con un personale interesse sul tema della corruzione. Il duetto di interventi ha tentato di colmare in buona parte la lacuna d’informazione riguardo quel che può definirsi “la mafia al nord”, e credo che abbia raggiunto l’obiettivo di diffondere la consapevolezza che anche da noi esistano sia boss d’ndrangheta e camorra, sia un sistema più profondo, che vede l’economia irreversibilmente corrotta, alla quale aderiamo tutti noi, tutti i giorni.
    Si direbbe, ma ci dica se sbagliamo, che la nostra iniziativa rispecchi esattamente quello che lei dichiara che manchi al Festival Aut Aut: la vicinanza con il nostro territorio, lo scantamento da una retorica che ci classifica tra i “buoni”, e ci inserisce invece nella lista dei “coinvolti”, e di conseguenza una maggiore consapevolezza. Esatto, questo è stato il nostro evento. Peccato che lei si sia fermato, dispiegando la locandina, al volto di Daria Denti, bloccato da illuminate intuizioni che le hanno suggerito di non avere neanche bisogno di venire a testare di persona la qualità dell’iniziativa.
    Non vogliamo trasformare questa lettera nella giustificazione del perché Daria Denti sia stata invitata al nostro evento, perché in qualità di giovani del Circolo Gramsci, ciò che davvero non vogliamo, è d’essere compromessi da diatribe politiche locali, che, in questo caso, ci vedrebbero diventare una pedina della speculazione partitica vignolese: non vogliamo scoraggiarla, ma non riuscirà a trascinarci nella baruffa da quartiere che oggi chiamate “politica comunale”. Per questo, mi dispiace, ci obblighiamo a non assecondare questa misera dialettica del capriccio che vi impedisce di partecipare a un evento dove presenzia l’ex sindaco di Vignola Daria Denti, ma che comunque non impedisce di scriverci sopra un articolo superficiale e acido. Detto questo sì, le rimarrà la curiosità, come ha voluto tenersi ben stretta la curiosità dell’evento, rimanendone lontano.
    La grandezza di essere Circolo Gramsci, è quella di non essere schiavi di alcuna dimensione partitica, nonostante che i valori che ci accomunano abbiano uno schieramento evidente, dato il nome che portiamo con orgoglio e reverenza. Quella che promuoviamo è la politica, quella vera, che prevede, soprattutto, la libertà intellettuale. Se dovessimo metterci dei paletti, e negarci di invitare persone qualificate, esperte e che possano portare valore al tema trattato, solo perché di un evidente schieramento politico, a quel punto, la nostra libertà verrebbe compromessa.
    Questo non deve succedere!
    Il nostro gruppo è formato da ragazzi di Spilamberto, Savignano, Monteveglio, Marano e Vignola, e vantiamo, in particolare in quest’ultimo, esponenti e simpatizzanti sia del PD, sia delle tre liste civiche di maggioranza e che sostengono Smeraldi. Noi ci siamo riusciti. Siamo riusciti ad elevarci sopra una dialettica che non fa altro che abbassare la qualità delle iniziative, schierandosi a priori
    favorevole o contrario in base ai cognomi di chi è coinvolto. Non è forse quello che è successo a lei, che ha redatto un articolo due giorni prima dell’evento?
    Se questo è il rispetto che si ha nei confronti di un neonato gruppo giovanile, i cui contenuti non godono nemmeno della possibilità di venire ascoltati, ma vengono da subito collocati, sporcati, violentati e fatti rientrare nella stupida (sì, stupida) battaglia atavica alla Montecchi/Capuleti, tra PD e “Smeraldiani” di Vignola, possiamo definirci increduli e delusi.
    Inoltre crediamo che attaccare ragazzi di massimo 25 anni, al loro secondo evento sia una discreta caduta di stile che ha tanto il sapore di “sbirro” in antisommossa accanito sullo scolaretto con lo zaino. In questi termini, Sig. Paltrinieri, ne ricaviamo un prezioso insegnamento per la vita: la prossima volta continueremo a drogarci, a bere, e a lamentarci che non c’è lavoro, invece che organizzare eventi antimafia.
    Nonostante il chiaro tentativo di scoraggiamento, vorremo comunque invitarla, senza alcun rancore, ai nostri prossimi eventi: qualunque giudizio e critica sono ben accetti e rispettati. E non è solo retorica: conosciamo i limiti della nostra età e della nostra organizzazione, e se qualcuno si preoccupasse di valutarci, e perché no, di criticarci, ci farebbe soltanto bene, ma, col cuore, lasciateci fuori dai vostri “affari”: noi siamo liberi e indipendenti, e questo dobbiamo rimanere. Se no tutto -tutto- perde di senso.
    A questo punto la salutiamo Sig, Paltrinieri. Ci perdoni se le saremo parsi idealisti, di quell’idealismo che a un uomo della sua età parrà come candida ingenuità. In tal caso vorremmo rassicurarla: non ci riteniamo ingenui, né semplici pedine nelle mani di chi vorrebbe facilmente strumentalizzarci. Come abbiamo rifiutato la sua citazione nei nostri confronti, improntata a criticare il vecchio PD vignolese, allo stesso modo, rifiuteremmo di essere una mera piattaforma di lancio per qualunque schieramento di politica moderna.

    Un saluto cordiale,
    I giovani del Circolo Gramsci

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Cari Giovani del Circolo Gramsci di Spilamberto, innanzitutto grazie per essere intervenuti. Provo a rispondere alle questioni importanti, lasciando il folklore (che non manca nel vostro commento) per ultimo.
      (1) Ho scritto un post di 1.245 parole per commentare criticamente il programma del Festival regionale contro le mafie (per intenderci: non sarei affatto soddisfatto se venisse smantellato, ma mi piacerebbe un programma un po’ più in grado di “mordere” la realtà locale). Di queste, 161 (ovvero il 12,9%) sono dedicate all’invitata Daria Denti all’evento da voi promosso. Si tratta in larga parte dell’incipit del post (dove racconto, cosa vera, dell’essere stato colpito nell’attenzione dalla foto della campagna elettorale 2009 usata per il manifesto di Aut Aut) e dell’interrogativo circa le motivazioni dell’invito. Evitiamo dunque di ridurre l’intero post ad una questione che nell’economia del testo è marginale. Inoltre anche rileggendolo con la lente d’ingrandimento non trovate una critica all’evento da voi organizzato (semplicemente non prendo posizione). Trovate semmai una richiesta di spiegazioni sull’invito a Daria Denti. Che è effettivamente economista (cosa che so bene), ma che non si è mai occupata professionalmente, ovvero in quanto economista (ed è stata presentata e dunque invitata in quanto economista – non, ad esempio, in quanto ex-amministratore), di mafia ed economia mafiosa (verificare la bibliografia e le relazioni a congressi). Il “personale interesse sul tema della corruzione” non basta a farne un interlocutore qualificato. Di certo non più qualificato di altri che invece, come economisti, sociologi, magistrati, giornalisti, ecc. di mafia e di corruzione se ne occupano professionalmente. Insomma, nulla da dire sull’evento. Ma alla richiesta di motivare l’invito dell’ex-sindaco di Vignola, nonché economista, la vostra risposta (si tratta di un’economista che nella professione si è occupata d’altro, ma “con un personale interesse sul tema della corruzione”) è decisamente fragile. Siete voi che le avete fatto un favore invitandola? E’ stata lei a farlo a voi partecipando? Basta dirlo. Di certo in questa regione di interlocutori più autorevoli sul tema delle infiltrazioni mafiose ce ne sono a bizzeffe.
      (2) Il vostro intervento – e qui veniamo al folklore – è poi infarcito di affermazioni gratuite e di interpretazioni campate per aria. Sull’evento da voi promosso, come ho detto sopra, non ho preso posizione – se non per una richiesta di chiarimento circa le motivazioni dell’invito di uno dei due relatori. Mi sembra una richiesta legittima per chiunque organizzi un evento pubblico (magari pure utilizzando soldi pubblici). Affermazioni del tipo “i cui contenuti non godono nemmeno della possibilità di venire ascoltati, ma vengono da subito collocati, sporcati, violentati e fatti rientrare nella stupida (sì, stupida) battaglia atavica …” sono dunque semplicemente strampalate. Così molte a proposito delle quali risparmio (a me ed ai lettori) la pena della ripetizione. Non c’è assolutamente bisogno di attribuirmi schematismi che stanno più nella vostra testa (e con cui interpretate ciò che ho scritto) che nella mia. Se critico il programma del Festival regionale contro le mafie vorrei essere preso sul serio nel mio intento, che non è quello di fare dispetto a qualcuno, ma semmai di mettere in luce aspetti che organizzatori sufficientemente intelligenti ed aperti all’ascolto possono poi tradurre in un miglioramento della formula del Festival. E se chiedo lumi circa le motivazioni dell’invito dell’economista Daria Denti è perché quell’invito non mi sembra particolarmente pertinente, non perché sia interessato a riprodurre una “battaglia atavica … tra PD e “Smeraldiani” di Vignola”. Insomma, il vostro commento è infarcito di qualche sciocchezza di troppo. Nulla di grave, per carità. Oramai ne ho sentite tante (e con le prese di posizione nette su questo blog non mi sottraggo di certo anche agli aspetti meno gradevoli del confronto “dialettico”).
      Al di là di questa “divergenze di vedute” vorrei comunque esprimere apprezzamento per il vostro impegno, ancor più meritevole se, come capisco, siete persone giovani. E vi auguro di cuore di conseguire quella “libertà intellettuale” che Gramsci stesso, negli anni del carcere, ha testimoniato con sofferenza anche contro il gruppo dirigente del suo partito.

  3. Luciano Credi ha detto:

    La Mafia? Valido tema x essere eletti o x vendere tentativi di libri spesso… Cos’è la vera antimafia? x esempio essere buttati come lettori di lingua in Belgio attorno all’anno 2000 e capire che queste cose e’ meglio lasciarle all’Interpol, che ai dilettanti del circolo della tombola arciEmilia (magari compagni di chiacchiere la domenica pomeriggio anche della mia mamma…). Civici quasi amici, continuate così, che malgrado non siate belli, giovani ed abbronzati come me (scusate se cito il caro Silvio visto ultimamente a Saronno con Lara, lei quasi quasi sembrava ancora la mia vicina di camera nel 2010 in Francia, già eletta a Bruxelles, peccato che io all’epoca non guardavo mai TV italiana…, già mia amica social e di Andrea x esempio, ma non solo di lui, con pseudonimo in Facebook dal 2009, grazie anche a gior…, già commentatrice di Amare Vignola da anni, vedere su questo blog x ex., vecchio articolo di Erio Ricchi sull’architettura Biologica), spalate neve a parte (chiedere la prossima volta, magari consulenze pagate a suon di lambrusco a qualche bevitore montanaro, che le faceva x esempio nel 1989 con dei Landini, in pianura si usano meno cavalli e si vedono i risultati, nei suoi momenti di sobrietà… Quando l’esperto e’ sobrio intendo…), nel 2019 rischiate di essere rieletti… Per non accettare banali semplificazioni a costo di risultare rompiscatole…

    Al di là di piccole correzioni semantiche altrui (Andrea?), non posso tradurre il lombardo che non ho appreso da Lara, dato che x esempio prima della francofonia ero a Brescia io personalmente (non altri miei famigliari/familiari ben prima di me in Lombardia senza essere “terronici”…), già dal ’99 x la questione figlia dell’On. Paolo Fortunati, Vera Fortunati/Zeri… “Da Caravaggio a Ceruti…” Poi ex relatrice riconciliata dopo morte di Federico con Sgarbi (che in maniera strana ultimamente ha preso forse contatto con me, il caro farrarese malgrado tutto, vorrei non essere disturbato se non in forma costruttiva)… Ora da matrona gira x Bologna con suv da nonna… La sorella invece mia prof. solo di dottorato, dopo laurea… Conoscenti del pavullese On. Armando Ricci? Non sono fatti miei. Dato che i misteri del tricolore sono QUASI altri. Dov’è la creme della creme di tutta la massoneria emiliana? Sicuramente a Semelano/Montese (Mo) con organo ecclesiastico di enorme valore, collegato alle tenenze delle forze dell’ordine… amici dell’abbazia di Monteveglio (zona Casini… E non solo…) Il meglio della cultura riformata? Documenti da me letti che risalgono alla fine del ‘700… Detto ciò, che rapporto c’è fra mafia e massoni? Ma i mafiosi sono internazionali invece i massoni mondiali, quelli che hanno quasi distrutto l’ex nemico Silvio… Solo x questo Silvio merita di essere completamente innocente. Lui è solo un sporadico peccatore come io forse, come tanti, gli altri invece dei bastardi!!!

    Questo x dire che i massoni (oh anche solo ambiti massonici, quindi buona parte delle gerarchie Universitarie italiane…); sono socialmente parlando spesso brave persone non mafiose, ma sono dei veri propri dittatori, conoscerli x credere…

  4. Luciano Credi ha detto:

    X la precisione articolo di Erio Ricchi su Amare Vignola circa attorno al 1 febbraio 2011, pochi giorni dopo mio furibondo litigio su Facebook con Daniela Girelli (pseudonimo?), Andrea testimone, ma anche attuale presidente comunale testimone, ex leader opposizione Fiorini testimone, poi nome cambiato in Dany Nikita; all’epoca anche amica di Bonaccini e di…, scambiata x estremista di sinistra. Pochi giorni prima di mio compleanno festeggiato assieme a primavere arabe. Ma ogni riferimento è puramente causale forse… Fare ancora i dritti o sedersi con calma a tavola? Andrea, facciano loro, voi giuristi sapete cosa fare, Mauro Smeraldi in Primis.

    La Bisbetica domata commedia, o attacchi non comprensibili contro me x esempio quando annunciai di voler partecipare alle primarie PD x Vignola su questo sito inizio 2014? Gennaro? Forse ogni riferimento è quasi puramente casuale. Detto ciò, ho ancora miei indirizzi Francia del 2010, x esempio. Questo x sottrarmi alle maledicenze che gli ex o gli assistenti universitari siano persone “stronze”, hanno solo buona memoria, un po’ “Come” nei migliori dei casi, del prof. carogna interpretato da Giorgio Faletti… Ma questi sono solo forse gli aspetti più divertenti di questa narrazione, x quanto mi riguarda a livello personale, vorrei rimanere sul soft…

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