Art Bonus per la Rocca Rangoni a Spilamberto

H_Home Facciata 1dic2013 052

Non sono molti i comuni che stanno cercando di mettere a frutto le agevolazioni fiscali per le donazioni alla cultura (il cosiddetto “Art-Bonus”) per promuovere progetti di raccolta fondi finalizzati a finanziare “interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici” di loro proprietà. Nei giorni scorsi a Bologna ha preso il via un’iniziativa di raccolta fondi (800mila euro è l’obiettivo) per il restauro della fontana del Nettuno realizzata da Jean Boulogne alla metà del XVI secolo (vedi). L’amministrazione comunale ha annunciato uno stanziamento di 200mila euro, ma la restante parte è affidata al sentimento civico dei cittadini bolognesi ed alla loro capacità economica. Il Resto del Carlino si è prontamente mobilitato (pdf), raccogliendo sin da subito una buona adesione (tra cui una donazione di 20.000 euro dell’ex-imprenditore Marino Golinelli: pdf). Qualche mese prima un ambizioso progetto di fundraising era stato avviato dal comune di Spilamberto (vedi) con l’obiettivo di raccogliere 200mila euro per il restauro della facciata della Rocca Rangoni, dal 2005 di proprietà dell’amministrazione comunale. In assenza del propellente garantito da un quotidiano locale il progetto spilambertese stenta però a decollare. E’ invece un progetto di grande interesse e sarebbe interesse di tutti (anche dei vignolesi) vederlo coronato da successo. Ecco dunque qualche suggerimento.

Sigla della famiglia Rangoni (foto dell'1 gennaio 2012)

Sigla dei marchesi Rangoni (foto dell’1 gennaio 2012)

[1] L’amministrazione comunale di Spilamberto ha dedicato al progetto un’apposita pagina del sito web (vedi), creata a dicembre 2014. Vi si dice che il progetto, relativo al restauro della facciata, “ha un costo indicativo di 200 mila euro e va ad integrare i diversi interventi realizzati in questi anni per sistemare uno degli edifici storici più importanti del paese. Si prevede in particolare la sistemazione dell’intonaco antico di circa 140 mq di superficie e la sistemazione dell’apparecchiatura muraria per altri 260 mq.” La pagina è corredata di alcune foto degli interni della Rocca, utili a far conoscere le condizioni delle stanze non accessibili al pubblico. Infine è presentato in estrema sintesi il cosiddetto “Art-Bonus” e relative agevolazioni fiscali e sono date indicazioni sul “come donare”.

La facciata posteriore  della Rocca, affacciantesi sul vasto parco retrostante (foto dell'1 gennaio 2012)

La facciata posteriore della Rocca, affacciantesi sul vasto parco retrostante (foto dell’1 gennaio 2012)

[2] Possiamo dire che l’informazione web non è né esaustiva, né presentata in modo accattivante o coinvolgente, nonostante il sindaco Umberto Costantini abbia sin qui dato prova di saper maneggiare in modo sofisticato il web ed i social media. Insomma, se al progetto si crede davvero bisogna fare decisamente meglio. Se non si vuole realizzare un sito web apposito (preferibile), almeno si riveda l’informazione fornita oggi, magari distribuendola su più pagine web. Bisognerebbe inoltre:

  • presentare il progetto di restauro della facciata con qualche disegno o rendering;
  • predisporre una presentazione storica della Rocca e dei motivi di interesse per la comunità;
  • collocare in secondo o terzo piano la parte di testo relativa all’accordo con la Fondazione di Vignola, fuori luogo in quel contesto (è sufficiente dire che esiste, senza sottrarre troppa attenzione al “navigatore”);
  • inventarsi modalità di comunicazione web complementari al testo scritto (ma spesso più efficaci per un “appello”), come un video con l’invito a sostenere il progetto, in cui oltre al sindaco anche qualche “cittadino onorario” (o comunque opinion leader) promuove l’intervento (oltre a sostenerlo), magari realizzato in modalità social;
  • realizzare la pagina con l’elenco dei donatori e relativo importo della donazione (anche se la normativa del decreto Art-Bonus richiede solo una rendicontazione pubblica sul sito web istituzionale).
La corte interna (foto del 26 luglio 2014)

La corte interna (foto del 26 luglio 2014)

[3] Ma soprattutto bisogna che l’informazione sulle agevolazioni fiscali sia assolutamente più user friendly. Non basta dire che tramite “Art-Bonus” è previsto “uno sgravio fiscale al 65% per gli anni 2014 e 2015 e al 50% per il 2016 per le persone fisiche o imprese che decideranno di finanziare progetti di interesse culturale” come quello che si propone relativamente alla Rocca. Bisogna spiegare che non si tratta di deduzioni o detrazioni d’imposta, ma di “credito d’imposta” (nella misura del 65% per donazioni effettuate nel 2015, del 50% per donazioni effettuate nel 2016) che viene ripartito in tre quote annuali di pari importo (per le imprese è utilizzabile in compensazione). Insomma, rappresentare in cosa consiste l’agevolazione fiscale è un passaggio fondamentale se si vuol davvero incentivare i cittadini a donare. Il comune di Jesi, ad esempio, pur non avendo affatto una pagina web accattivante sulla promozione delle donazioni alla cultura, ha inserito un applicativo che calcola il valore dell’Art-Bonus (inserire le cifre senza il punto di separazione delle migliaia: vedi). Tramite tale dispositivo viene calcolato l’importo massimo della donazione ammessa alle agevolazioni fiscali (ci sono infatti soglie sia per le persone fisiche, sia per le imprese – si tratta di soglie nient’affatto ristrette) ed anche il corrispondente credito d’imposta. Per una persona fisica con un reddito lordo di 30.000 euro l’importo massimo (entro il quale si usufruisce delle agevolazioni fiscali) è pari a 4.500 euro ed il corrispondente “credito d’imposta” (ovvero il beneficio, da ripartire poi in tre quote annuali) è pari a 2.925 euro. Se un cittadino versa 200 euro il credito d’imposta (65% se la donazione è effettuata entro il 2015) è pari a 130 euro (da ripartire in tre annualità). Si può dire, grosso modo, che si versa 200, ma si paga solo 70. Per un’impresa, invece, con ricavi pari a 500.000 euro l’importo massimo della donazione (ammessa al beneficio fiscale) è di 2.500 euro ed il credito d’imposta di 1.625 euro.

Il capitello di una delle colonne della corte interna (foto del 26 luglio 2014)

Il capitello di una delle colonne della corte interna (foto del 26 luglio 2014)

[4] L’esempio riportato evidenzia che le agevolazioni Art-Bonus sono significative soprattutto per donazioni di una certa entità. Per donazioni di piccolo importo (50 o 100 euro) risultano poco significative, se consideriamo che vanno effettuate tramite bonifico bancario (debbono essere tracciabili) e poi gestite al momento del pagamento delle imposte in più annualità. Questo suggerisce di impostare la campagna di raccolta fondi avendo in mente un duplice target: i pochi grandi donatori (imprese ed eventualmente professionisti di fascia alta) ed i tanti piccoli donatori. Ad entrambe bisogna mirare, se davvero si vuole puntare ad ottenere donazioni per 200mila euro in una realtà di poco più di 12mila abitanti come Spilamberto. E ciascun target richiede modalità operative specifiche.

Attraversamento della Rocca (vista dal lato fiume, da est). Sul fondo si intravvede il centro di Spilamberto (foto del 26lug2014)

Attraversamento della Rocca (vista dal lato fiume, da est). Sul fondo si intravvede il centro di Spilamberto (foto del 26lug2014)

[5] Ogni campagna di fundraising che funzioni è innanzitutto un “dispositivo sociale”. La semplice informazione circa l’opportunità (anche veicolata tramite il web) non basta. Occorrono catalizzatori e propellente – in primo luogo relazioni sociali. Bisogna cioè mobilitare per questa finalità le più importanti realtà associative e sociali del paese: dall’associazione Le botteghe di Messer Filippo (vedi) alle associazioni culturali, sportive o ricreative; dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale ai circoli ricreativi aziendali, ai gruppi informali costituiti ad hoc, sino ai gruppi “virtuali” operanti sui social network (tipo Sei di Spilamberto se … : vedi). Operazione non semplice, ma che non dovrebbe risultare neppure troppo complicata. Visto che parliamo di una raccolta fondi per intervenire su un bene cittadino che accompagna Spilamberto da secoli. Il progetto diventa così anche un test sul senso di appartenenza di una comunità e di attaccamento ai suoi simboli. Proprio per questo andrebbe accompagnata con eventi culturali, conferenze, manifestazioni, mostre fotografiche, ecc. sulla storia della Rocca e su come questa si intrecci con la storia del paese nel corso dei secoli.

La corte interna (vista da est) (foto del 26 luglio 2014)

La corte interna (vista da est) (foto del 26 luglio 2014)

PS Sul credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura (il cosiddetto “Art-Bonus”) si veda la Circolare n.24/E dell’Agenzia delle Entrate del 31 luglio 2014 (pdf), oltre alla nota predisposta dall’ANCI (pdf). Qui il testo della delibera della giunta municipale di Spilamberto n.109 del 26 novembre 2014 (pdf). Infine: il progetto relativo alla Rocca Rangoni dovrebbe interessare anche gli amministratori degli altri comuni dell’Unione, visto che se l’esperienza spilambertese avrà successo potrà essere replicata più facilmente altrove.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: