L’inverno di Diego. Un fumetto di Roberto Baldazzini sulla Resistenza

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E’ un compito arduo quello di trasmettere memoria e conoscenza di eventi oramai lontani nel tempo come quelli della Resistenza e della lotta di liberazione dell’Italia dal dominio fascista e dei nazisti. I testimoni diretti di quegli avvenimenti sono sempre più radi, per semplici ragioni anagrafiche (quest’anno festeggiamo il 70° anniversario della Liberazione). Le narrazioni fatte da testimoni (anche locali) sono state pure, qualche volta, fissate in video, senza però che si sia riusciti a volgerle in un prodotto comunicativamente efficace. Assieme ai libri degli storici (tra gli ultimi consiglierei Giovanni De Luna, La resistenza perfetta, Feltrinelli, Milano, 2015: vedi) è stato il cinema a mettere al servizio della memoria e dell’autocomprensione di una nazione la propria capacità di narrare rivolgendosi a grandi masse (a partire dal film capostipite, Roma città aperta di Roberto Rossellini: vedi). Negli ultimi anni anche i fumetti si sono fatti carico di questo compito (vedi). Del 2013 è il graphic novel del vignolese Roberto Baldazzini, L’inverno di Diego. Le quattro stagioni della Resistenza, The Box edizioni, Bologna (casa editrice che purtroppo ha chiuso: vedi), che racconta la fuga in montagna di un giovane (vignolese) per sfuggire alla chiamata alle armi da parte della Repubblica di Salò e del successivo incontro con le “bande” partigiane. G_L'inverno di Diego_disegnoSi riconosce chiaramente il lavoro di scavo conoscitivo svolto da Roberto per dare spessore storico ad un’opera che rimane di fiction. Un aspetto che, pur essendo un tratto distintivo del suo modo di operare, si apprezza ancora di più in questo caso, visto che comunque questo fumetto una funzione conoscitiva intende averla. L’inverno del titolo è infatti l’inverno tra il 1943 ed il 1944, quando l’intero paese si trova smarrito a fronte delle vicende che seguono l’armistizio dell’8 settembre 1943 e si forma lentamente la consapevolezza che non è possibile non schierarsi. Un inverno di cui molto opportunamente Claudio Silingardi (direttore dell’Istituto Storico di Modena), nella postfazione al volume, parla come “l’inverno della nostra incertezza”: “la verità è che per la maggioranza dei giovani italiani – perché di loro stiamo parlando, di ragazzi nati nei primi anni venti [la chiamata alle armi riguardava infatti i nati negli anni 1923, 1924, 1925], cresciuti nella scuola fascista ed edotti solo alla realtà del regime – si tratta ora di dover fare una scelta in una condizione di estrema confusione.” Quello che a noi, al nostro guardo retrospettivo, appare chiaro in termini di contrapposizioni valoriali era inevitabilmente assai più sfumato per i ventenni di allora e la scelta della fuga sui monti non significava affatto, almeno in quei primi mesi dopo l’Armistizio, un’adesione alla Resistenza. Cosa che per molti avverrà solo in un secondo momento, magari anche solo come conseguenza imprevista di quel primo atto di “diserzione” dalla chiamata alle armi della Repubblica di Salò.

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La decisione di aderire [alle bande partigiane] risponde per molti alla necessità di difendersi dalla guerra, non di parteciparvi”. E’ così anche per il protagonista della storia, Diego, che fugge in montagna (a Fanano, presso una zia) per non essere costretto ad entrare nell’esercito repubblichino. E’ solo al termine della vicenda raccontata nel volume, come si evince dalla lettera che Diego scrive, che matura un’adesione consapevole alla Resistenza. Un’adesione a cui è giunto, però, in modo abbastanza casuale, lungo un percorso non lineare in cui giocano comunque una parte anche il conflitto con il padre (quello che potremmo definire un tipico esempio di ribellione giovanile all’autorità paterna) e l’invaghimento sentimentale per una ragazza incontrata sui monti. Comunque, proprio perché l’inverno di Diego è l’inverno dell’incertezza di Diego (e di molti giovani come lui) questo fumetto è un’ottima occasione per avvicinarsi alla Resistenza ed acquisirne anche una conoscenza un po’ meno confusa. Per il resto non resta che attendere le successive stagioni.

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PS Il 15 febbraio 2014 a Vignola è stata inaugurata la mostra, promossa dall’amministrazione comunale, su L’inverno di Diego. L’inaugurazione è stata preceduta da un incontro con l’autore presso la Sala dei Contrari, nella Rocca di Vignola. Di seguito la locandina dell’evento.

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One Response to L’inverno di Diego. Un fumetto di Roberto Baldazzini sulla Resistenza

  1. Ivo ha detto:

    Mi permetto di fare anch’io due segnalazioni, una fumettara e una no. Per chi volesse leggere una graphic novel dedicata alla resistenza, alle vicende di uomini e memorie della resistenza europea, segnalerei I solchi del destino di Paco Roca, Tunué, ed. Dell’immaginario:
    http://www.tunue.com/it/home/254-i-solchi-del-destino.html
    Semplicemente un capolavoro di uno dei più grandi narratori di storie in forma di fumetto, ma non solo direi, del nostro tempo.
    Per chi volesse introdursi alla resistenza nel senso indicato da Claudio Silingardi, ovvero l’ambiguità della situazione ma anche la difficoltà di una generazione cresciuta nel fascismo a orientarsi politicamente dopo l’8 settembre 43, ritengo davvero fondamentale La resistenza in Italia di Santo Peli, Einaudi:
    http://www.einaudi.it/libri/libro/santo-peli/storia-della-resistenza-in-italia/978880618092
    A mio parere il libro che restituisce con maggiore capacità critica e visione il “fenomeno” resistenza nella sua complessità. L’autore é noto anche per una splendida raccolta di saggi intitolata La resistenza difficile, oggi purtroppo non sempre disponibile, se non Kindle e per il recente Storie di GAP, Einaudi:
    http://www.einaudi.it/libri/libro/santo-peli/storie-di-gap/978880622285

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