Dislocata. Un anno di arte contemporanea a Vignola

Alessandro Moreschini, Uomini al lavoro, 2000 (opera esposta presso la galleria d'arte Dislocata, Vignola; foto del 19 aprile 2015)

Alessandro Moreschini, Uomini al lavoro, 2000 (opera esposta presso la galleria d’arte Dislocata, Vignola; foto del 19 aprile 2015)

E’ in Via Cantelli 3/1 a Vignola: “ex garage, ex laboratorio meccanico, ex deposito. Uno spazio di 25 mq in una delle strade più intrise di storia della città di Vignola, immerso in un complesso contesto multietnico” – come recita la presentazione (vedi). E già in questo si intuisce l’esistenza di un chiaro “programma culturale” dell’associazione WunderKammer che quello spazio espositivo gestisce (vedi). Sostanzialmente mettere in contatto due mondi lontani: quello dell’arte contemporanea e una realtà cittadina di provincia come Vignola. Lo spazio espositivo Dislocata è atterrato a Vignola, in centro storico, grazie al matching di due elementi: l’intenzionalità delle animatrici e l’opportunità dischiusa dall’incubatore d’impresa per il centro storico Armilla (possiamo anzi dire che si tratta di uno dei pochi reali casi di successo dell’incubatore: vedi). Comunque, si è trattato di una bellissima notizia per la città. Ed oggi, a poco più di un anno dell’avvio di questa esperienza, merita un commento.

Alessandro Moreschini, elementi tratti da Ora et Labora, tempera acrilica su metallo, 2004 (opera esposta presso la galleria Dislocata, vignola; foto del 19 aprile 2015)

Alessandro Moreschini, elementi tratti da Ora et Labora, tempera acrilica su metallo, 2004 (opera esposta presso la galleria d’arte Dislocata, vignola; foto del 19 aprile 2015)

[1] Lo spazio espositivo Dislocata ha iniziato la propria attività il 21 marzo 2014, con la mostra di Sandra Sisofo (vedi). Da allora si sono succedute, con regolarità, esposizioni dedicate a Sabrina Muzi (con performance dell’artista sotto i portici di via Bonesi l’11 maggio 2014), Mario Brattella, Mariella Lo Manto, Isabella Bordoni (con tre eventi nell’ambito del PoesiaFestival 2014), Carmela Corsitto e, da ultimo, Alessandro Moreschini (mostra attualmente in corso, fino al 26 aprile: vedi). Insomma, un programma di tutto rispetto. Indubbiamente eccezionale per una realtà di provincia come Vignola. Inoltre, come annunciato, la presenza artistica è debordata ben oltre i ristretti spazi della galleria. Invadendo le aree circostanti. Come il vicino Teatro Cantelli, location di una delle performance artistiche (di e con Isabella Bordoni e Christian Mastroianni: vedi), ma poi divenuto anche veicolo permanente di questa nuova presenza in città (con i pannelli di Mario Brattella ancora affissi, a decorare la facciata del vecchio teatro).

La facciata del Teatro Cantelli con i pannelli di Mario Brattella vista da via Bonesi (foto del 31 maggio 2014)

La facciata del Teatro Cantelli con i pannelli di Mario Brattella vista da via Bonesi (foto del 31 maggio 2014)

[2] Qualcuno potrebbe pensare che sia “fuori luogo” un centro di “promozione” dell’arte contemporanea a Vignola. Non so cosa ne pensino le promotrici, ma indubbiamente l’aver fatto ricadere una tale iniziativa in questo paesotto di provincia è una sfida ambiziosa. Certo, la denominazione dello spazio espositivo (Dislocata), può far pensare che ci sia piena consapevolezza di questa sfida. Dislocata. Dis-locata. Il dizionario Treccani riporta come significato del verbo “dislocare” più opzioni che si dispongono lungo una gamma dal più al meno rassicurante: da “collocare nei luoghi più opportuni” a “spostare da un luogo a un altro, trasferire”, fino anche a “slogare, produrre una slogatura” (vedi). Dunque Dislocata, a Vignola, può significare anche un piccolo trauma. Ed in effetti questo effetto di “slogamento”, di introduzione di un elemento di tensione nel pigro vissuto culturale cittadino, è innegabile. Eppure questa presenza è preziosa e meriterebbe maggiore sostegno da parte delle istituzioni cittadine. Non necessariamente maggiori risorse (le iniziative sono realizzate anche grazie al sostegno economico della Fondazione di Vignola), ma una maggiore risonanza comunicativa sì. Perché, a mio parere, proprio nel mantenere aperto un contatto con la non sempre rassicurante arte contemporanea essa esercita per la comunità cittadina una funzione importante.

Il manifesto della performance di Isabella Bordoni e Christian Mastroianni in occasione del PoesiaFestival 2014 (foto del 27 settembre 2014)

Il manifesto della performance di Isabella Bordoni e Christian Mastroianni in occasione del PoesiaFestival 2014 (foto del 27 settembre 2014)

[3] Dopo che Marcel Duchamp ha apposto la firma dell’artista su un volgare orinatoio (1917) senza essere accompagnato alla porta si è incrinata per sempre la falsa naturalezza che avvolgeva l’arte ed è subentrata una nuova fase contrassegnata inevitabilmente da riflessività. La domanda “cos’è l’arte”, in altri termini, diventa uno stimolo potente all’innovazione della produzione artistica (anche questo testimoniano opere eclatanti come la merde d’artiste di Piero Manzoni o come le Brillo Boxes di Andy Wharol – e siamo solo all’inizio degli anni ’60). Da allora il campo artistico è divenuto lo scenario di un inarrestabile processo di innovazione, come testimoniato anche dagli artisti ospitati in questi mesi da Dislocata. Pensiamo ad alcune opere che abbiamo visto esposte, realizzate anche con materiali deperibili, di Sabrina Muzi (vedi) oppure all’intervento di estetizzazione di normali oggetti della vita quotidiana (come una ruota d’auto o una serie di chiavi da meccanico ricoperte da una fitta trama decorativa) come nelle opere di Alessandro Moreschini esposte in questi giorni (vedi).

Alessandro Moreschini, Scuola, tempera acrilica su tela, 2000 (opera esposta presso Dislocata, Vignola; foto del 19 aprile 2015)

Alessandro Moreschini, Scuola, tempera acrilica su tela, 2000 (opera esposta presso la galleria d’arte Dislocata, Vignola; foto del 19 aprile 2015)

Ma davvero questa è arte? Si chiede l’uomo comune. E la domanda è indubbiamente sensata. Non a caso teorici e critici dell’arte provano, con un misto di compiacimento ed affanno, a rispondere – così Angela Vettese, già direttrice della Galleria Civica di Modena dal 2005 al 2009, ha scritto libri come Ma questo è un quadro? (vedi) o Si fa con tutto (vedi). Nel riproporci con continuità questo interrogativo sta un motivo dell’interesse di questa sofisticata impresa culturale. Nell’offrirci occasioni di shock cognitivo od emotivo per il tramite dell’arte (davanti ad un’opera d’arte si può provare indifferenza, disgusto, piacere o anche commozione: intrigante il libro di James Elkins, Dipinti e lacrime. Storie di gente che ha pianto davanti a un quadro, Bruno Mondadori, Milano, 2007: vedi) sta una funzione di arricchimento della comunità. L’importante è contrastare il processo di banalizzazione della cultura e della vita quotidiana – che pure ha potenti forze che lo sospingono. Anche per questo è importante l’offerta di occasioni di orientamento nel mondo dell’arte e di apprendimento sull’arte, come l’interessante conferenza di Roberto Barilli, sul “ritorno del decorativo” nell’arte occidentale, tenutasi sabato 18 aprile nelle sale della Rocca di Vignola. Anch’essa frutto dell’iniziativa di Dislocata (vedi).

Raffaele Quattrone (a sinistra) e Renato Barilli, presso la Sala dei Contrari alla Rocca di Vignola (foto del 18 aprile 2015)

Raffaele Quattrone (a sinistra) e Renato Barilli, presso la Sala dei Contrari alla Rocca di Vignola (foto del 18 aprile 2015)

[4] “Fare i conti” con l’arte contemporanea, le sue sollecitazioni e provocazioni, sarebbe già un filo conduttore di tutto rilievo per un programma culturale delle istituzioni vignolesi e dell’Unione Terre di Castelli (ci metto pure la Fondazione di Vignola). Un programma di cui ad oggi non c’è traccia. Purtroppo. Se mai vorranno impegnarsi in una tale impresa esse potranno trovare nell’attività svolta da Dislocata una risorsa assai preziosa. In realtà bisogna ricordare che da tempo un “luogo dell’arte contemporanea”, almeno nelle intenzioni dei promotori (altra cosa è la realtà), è presente nel territorio dell’Unione: si tratta del MUSA (sta per Museo dell’Assurdo) a Castelvetro. Luogo però assolutamente insignificante, essendo privo sin dall’origine di un vero progetto culturale (vedi), come testimoniato dai 400 (sic) visitatori all’anno per 230 mq di spazi espositivi (vedi). Il refrain – potrebbe essere diversamente? – è di nuovo: serve una visione, serve un progetto per l’intero territorio (vedi). Così che le realtà culturali più innovative sorte spontaneamente, in modo diffuso, sul territorio possano fare sinergia nel richiamare l’attenzione di cittadini e turisti.

Locandina della mostra di Sabrina Muzi, presso l'ufficio di Armillà in centro storico a Vignola (foto del 12 aprile 2014)

Locandina della mostra di Sabrina Muzi, presso l’ufficio di Armilla in centro storico a Vignola (foto del 12 aprile 2014)

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One Response to Dislocata. Un anno di arte contemporanea a Vignola

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Solo per completare l’informazione fornita nel post. Tra le erogazioni della Fondazione di Vignola nel 2014 vi è un contributo di 4.000 euro all’associazione Wunderkammer, per “Rassegna di arte contemporanea”: “Creazione di un luogo per l’arte contemporanea “Dislocata” nel centro storico della città di Vignola all’interno del quale verranno allestiti progetti di pittura, scultura, videoarte…”
    http://www.fondazionedivignola.it/richieste_di_contributo/bandi/arte_attivita_e_beni_culturali.htm
    Erogazione poi rinnovata nel 2015: ulteriori 4.000 euro a WunderKammer Associazione Culturale per Rassegna di arte contemporanea presso la sede espositiva DISLOCATA: “Prosieguo della programmazione di mostre ed eventi nella sede DISLOCATA, proponendo e valorizzando l’arte contemporanea.”
    http://www.fondazionedivignola.it/richieste_di_contributo/bandi/arte_beni_attivita_culturali.htm

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