#mistomare la vendetta. Divorzio tra PD di Vignola e lista civica “La Vignola che vogliamo”

Le baruffe scoppiate tra il PD di Vignola e la lista civica d’appoggio “La Vignola che vogliamo” sono il degno epilogo di una mossa tattica di corto respiro: racimolare qualche voto in più al candidato PD in occasione delle elezioni grazie ad una lista “civica” civetta. Della vicenda neppure varrebbe la pena parlarne, se non fosse esemplificativa di una strategia che il PD persegue localmente oramai ad ogni tornata elettorale. Una lista “civica” d’appoggio al candidato sindaco Daria Denti era stata messa in campo nel 2009 – ed era scomparsa dalla scena politica vignolese pochi giorni dopo le elezioni (in cui si era fermata al 2,78%). Lo stesso è avvenuto nel 2014. Per aumentare le sue chances elettorali il candidato PD Giancarlo Gasparini promosse in tutta fretta una lista civica d’appoggio: “La Vignola che vogliamo”. Dopo aver ottenuto un discreto risultato elettorale (12,73%) essa si è però dissolta in pochi mesi, dimostrando di essere priva di “sostanza” politica. Dissoluzione certificata non solo dal passaggio dell’unico consigliere della “Vignola che vogliamo”, Enrico Bazzani, nel gruppo consiliare PD (passaggio che sarà formalizzato dal consiglio comunale nella seduta del 30 marzo) e dunque dalla scomparsa del gruppo consiliare “civico”. Ma soprattutto dagli stracci che sono volati in questi giorni tra il PD vignolese e ciò che rimane della lista “amica”. #mistomare la vendetta, si potrebbe chiosare richiamando una delle parole d’ordine del capolista “civico” Giorgio Ceré nella trascorsa campagna elettorale (vedi).

Uniti in campagna elettorale, oggi divorziati. Il prevedibile esito delle liste PD e "La Vignola che vogliamo" (foto del 24 maggio 2014)

Uniti in campagna elettorale, oggi divorziati. Il prevedibile esito delle liste PD e “La Vignola che vogliamo” (foto del 24 maggio 2014)

[1] Secondo quanto riferito da Il Resto del Carlino del 27 marzo (pdf) il direttivo (?) della lista “La Vignola che vogliamo” avrebbe così stigmatizzato il cambio di casacca del proprio consigliere: “Bazzani ha tradito il mandato dei nostri elettori che hanno legittimato la lista nell’ultima tornata elettorale, portandola ad essere la terza forza politica vignolese. Questa operazione pensiamo sia frutto di quella vecchia politica che nel Pd di Vignola trova ancora anime interne che la alimentano.” Il PD di Vignola risponde oggi su Prima Pagina (pdf): “Apprendiamo con stupore che la lista civicaLa Vignola che Vogliamo”, nata nelle ultime elezioni amministrative a sostegno del candidato Pd Giancarlo Gasparini, avrebbe scoperto per caso del passaggio del suo unico consigliere eletto Enrico Bazzani e che ora ne chieda le dimissioni. Chi dice questo mente sapendo di mentire, perché di tale passaggio erano tutti a conoscenza da diversi mesi. La personale e indiscutibile scelta del consigliere Bazzani, che ha più volte denunciato l’assenza di trasparenza e organizzazione nella struttura della lista civica e che ha ripetutamente dichiarato di sentirsi più a suo agio in un partito ben strutturato è da leggersi in un più ampio processo di rinnovamento che sta vivendo il Pd in tutto il Paese”. Non male come scambio di “cortesie” tra forze politiche alleate!

Prima Pagina, 28 marzo 2015, p.17

Prima Pagina, 28 marzo 2015, p.17

[2] Non c’è nulla di proibitivo nello stare singolarmente in consiglio comunale in rappresentanza di una più vasta aggregazione di cittadini. A patto che l’aggregazione di cittadini sia vera, ovvero avvenga attorno ad un “comune sentire” traducibile in un programma politico-amministrativo. Nella legislatura 2009-2014 è quanto hanno fatto Chiara Smeraldi (Vignola Cambia) e Francesco Rubbiani (Città di Vignola). Due liste civiche rappresentate in consiglio comunale da un unico consigliere. E che nel frattempo hanno continuato a lavorare, certo con differenti modalità ed ampiezza, anche verso l’esterno, raccogliendo idee, approfondendo temi, elaborando proposte. Qui un “album fotografico” dei 5 anni di Vignola Cambia nella passata legislatura (vedi). Se questo non è riuscito alla lista “La Vignola che vogliamo” è solo per la fragilità del progetto originario: una finta lista civica con esclusiva finalità di “raccolta” elettorale. Nulla di male, bastava dirlo (allora). Invece ce lo dicono ora.

Manifesto elettorale della lista "La Vignola che vogliamo" (foto del 28 aprile 2014). Oggi definitivamente scomparsa.

Manifesto elettorale della lista “La Vignola che vogliamo” (foto del 28 aprile 2014). Oggi definitivamente scomparsa.

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4 risposte a #mistomare la vendetta. Divorzio tra PD di Vignola e lista civica “La Vignola che vogliamo”

  1. Federico Barbarossa ha detto:

    dal lontano 19….e rotti, il PCI, insieme a Rifondazione Comunista, sono sempre stati MAESTRI nel creare LISTE CIVETTA o favorire il candidato NULLO, per “qualche voto in più”! Purtroppo fino a che ci sono ancora tanti idioti che credono nella SINISTRA, le cose non cambiano, perchè sono MILITANTI del PD…

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao “Federico Barbarossa”, in realtà il tema delle liste civiche più o meno civetta a sostegno di candidati non-civici è un tema trasversale. Ad esso ricorrono in genere i partiti in difficoltà, siano essi di destra o di sinistra. Certo, qui da noi a governare è storicamente la sinistra (PCI, PDS, DS, PD) ed in una congiuntura (lunga almeno due decenni) in cui i partiti non godono di grande appeal – ed il motivo lo dice chiaramente Piero Ignazi in questo libro:
      https://amarevignola.wordpress.com/2012/11/07/forza-senza-legittimita-il-vicolo-cieco-dei-partiti-un-libro-di-piero-ignazi/
      – forte è la tentazione di prendere la scorciatoia di mettere in piedi una o più liste “civiche” con funzione meramente elettorale. Ma quello che da noi fa il PD, principale partito di sinistra, da altre parti lo fanno i partiti di centrodestra. Non voglio neppure dire che non debbano esserci alleanze elettorali tra partiti e liste civiche – è una possibilità a volte praticata e non da escludere. Il tema vero è quanto “vere” sono le liste civiche di cui parliamo. Io ho preso parte per un’intera legislatura al “lavoro” di Vignola Cambia. Per cinque anni riunioni periodiche, discussioni, analisi dei problemi, iniziative pubbliche, banchetti in piazza, questionari ai cittadini, ecc. ecc. Si possono dire tante cose, ma di sicuro il lavoro c’è stato – per mettere a punto una visione della città, per fare proposte alternative, per contribuire (anche dai banchi delle minoranze) al governo della città. Questa è una “lista civica” vera. Ce ne sono altre. E ne possono certamente nascere altre anche all’opposizione di chi oggi amministra la città. Ma è questo lavoro di lungo corso che le dovrebbe contraddistinguere.

      Comunque, spero che proprio in questa occasione, per rimarcare la differenza con la non esemplare vicenda commentata nel post, le tre liste civiche vignolesi ora al governo della città decidano davvero di fare un salto di qualità, dando vita ad un’associazione per alimentare il dibattito “politico” cittadino. Sarebbe il modo migliore per marcare la differenza: da un lato si disgregano, dall’altro si rafforzano i legami.

  2. Bonucchi Decenzio ha detto:

    Come al solito in politica esiste tutto e il contrario di tutto: sarebbe importante mantenersi in equilibrio. Ma non pare possibile. Se il cambio di casacca fosse stato in senso contrario (in uscita dal PD) si sarebbe chiamato”bieco trasformismo”; invece diventa un atto di intelligenza politica. Se non fosse che l’ultima annata del PD vignolese non offre agli iscritti residui (come me) grandi episodi di “alta politica”: dal commissariamento freudianamente negato, alla mancata analisi del voto, fino a questo episodio in cui il PD vignolese certifica il proprio disinteresse ad allargarsi, proprio nel momento in cui tessere e partecipazione sono ai minimi storici. Adesso a Forte Alamo non c’è più neppure Davi Crockett, quello del mercatino rionale in zona tunnel, del piano sicurezza allargato all’unione e della sanità in rete fra Vignola e Bazzano. Non sarà facile (ma un’idea ce l’avrei) trovare un candidato sindaco PD a cui tirare la volata per le prossime elezioni, sempre che ci arriviamo…..

  3. Stefano Lugli ha detto:

    Questioni squallide. Se ho capito bene.

    Una persona che si è fatte eleggere da una lista civica satellite del PD ma pur sempre in una lista autonoma. Tanti cittadini che hanno creduto a questo progetto e hanno votato la lista e la persona.

    Ora la persona decide di lasciare la sua lista per passare al PD tradendo il mandato avuto dai suoi elettori. Ora la lista ora scompare

    Mi chiedo se esista ancora un concetto di dignità propria e di rispetto verso i propri elettori.

    In questi casi una persona che non è soddisfatta di come vanno le cose nella propria lista si dimette e lascia il mandato al secondo elette in lista.

    Poi stiamo qui a parlare di democrazia!
    Bella faccia tosta hanno i nostri politici della vecchia guardia.
    Complimenti.

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