Strada dei vini e dei sapori: le responsabilità di Federici

Fabio Federici, presidente della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”, continua a strepitare a mezzo stampa contro l’uscita dalla Strada dei comuni modenesi. Il comune di Vignola, in effetti, ha già deliberato il recesso dalla Strada (pdf). Spilamberto e Castelvetro hanno annunciato analogo provvedimento. Savignano già non aveva rinnovato l’adesione nel 2013. Tanta insistenza del presidente della Strada potrebbe risultare a qualcuno inspiegabile. E’ bene, dunque, fornirne un’interpretazione.

Fabio Federici, presidente della Strada, strepita contro il recesso dei comuni di parte modenese dalle pagine della Gazzetta di Modena (qui il 23 febbraio 2015)

Fabio Federici, presidente della Strada, strepita contro il recesso dei comuni di parte modenese dalle pagine della Gazzetta di Modena (qui il 23 febbraio 2015)


[1] Pochi giorni fa, sempre sulla stampa (vedi), Federici stesso ha ammesso l’esistenza di un “buco” di (almeno) 800mila euro nel bilancio della Strada (al 2008, dice Federici; non è dato sapere, però, qual è la situazione attuale). Situazione di cui sarebbe responsabile la gestione precedente alla sua (anche se qualche componente della passata gestione è pure nell’attuale consiglio). Ovviamente Federici si dimentica di dire all’opinione pubblica ed ai cittadini di questo territorio chi è chiamato a pagare per il risanamento della Strada. In realtà lo rivela con gli strepiti di questi giorni: evidentemente i 105mila euro pagati annualmente dai comuni di parte modenese non sono solo il giusto pagamento per “servizi” forniti dalla Strada in termini di marketing territoriale, ma includono anche una quota a servizio del debito. Questo, plausibilmente, è il vero motivo di tanto strepitare contro il recesso del comune di Vignola (oggi non più a guida PD) e degli altri. Venendo meno l’adesione di questi comuni, viene meno chi finanzia, sotto la copertura di servizi acquistati, il ripianamento del debito accumulato in anni di mala gestione. Altrimenti non si spiega tanto strepitare. E non si spiega neppure come possa avvenire in pochi anni il ripianamento di un debito di 800mila euro. Insomma, nella storia della locale Strada dei vini e dei sapori c’è praticamente di tutto, tranne la chiarezza.

Il logo della Strada dei vini e dei sapori

Il logo della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” fotografato presso l’ex-sede della Strada, l’ostello comunale di Vignola (foto del 19 ottobre 2013)

[2] In effetti nella tribolata vicenda della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Cilegi”, originata nel 1999 (vedi), troviamo diversi elementi che non solo si configurano come malagestione dal punto di vista economico (un “buco” di 800mila euro prodotto in pochi anni), non solo evidenziano una drammatica sottovalutazione dei requisiti di risanamento, ma evidenziano anche l’incapacità di impostare un adeguato dispositivo di governance (ovvero un adeguato sistema di indirizzo-controllo-rendicontazione nel rapporto tra la Strada e la principale “committenza”: gli enti locali):

  • Ad oggi non sappiamo ancora quali comportamenti (solo “errori” di gestione? anche malaffare?) sono all’origine del “buco” di 800mila euro. La cosa ha una sua importanza, visto che dal chiarimento di questo punto dovrebbe conseguire chi chiamare a “pagare” per il “buco” (gli amministratori del passato? chi ha fornito loro copertura politica?).
  • Ad oggi non sappiamo nulla di preciso circa l’entità del “buco” (una cosa sono le parole alla stampa, un’altra i documenti ufficiali: del “buco” non si parla in nessuno documento ufficiale!), circa le caratteristiche dell’eventuale programma di risanamento (plausibilmente indebitamento con istituti bancari e restituzione del prestito spalmato su più annualità), circa la sua efficacia (sta funzionando?).
L'ostello comunale

L’ostello comunale “Casale della Mora”, sede della Strada fino a fine 2012, poi abbandonato (e ora in fase di rilancio) (foto del 19 ottobre 2013)

Questi due primi punti chiamano in causa la responsabilità dell’attuale presidente, Fabio Federici, che ha accettato di operare per il “rilancio” della Strada in una condizione di opacità, senza fare chiarezza (verso gli enti locali e l’opinione pubblica) sulle responsabilità del dissesto e sulle condizioni di risanamento. Per questo possiamo osservare che la Strada è stata affossata due volte: prima dagli anni di mala gestione; poi dalla non volontà di fare chiarezza e di rinnovarne l’impianto, però nella trasparenza (vedi).

  • Ad oggi, infine, manca un adeguato sistema di governance che leghi la Strada (quale “mezzo” di promozione territoriale e dei prodotti del territorio) alla committenza (in primo luogo gli enti locali, visto che questi hanno uno status particolare nella compagine sociale). Serve, in questo come in tutti i casi di “esternalizzazione” di funzioni e servizi, un circuito puntuale e trasparente di indirizzo, controllo, rendicontazione. Serve, ad esempio, un atto annuale di indirizzo che precisi gli obiettivi che gli enti locali (e gli altri soci) assegnano a consiglio e presidente (in modo pubblicamente controllabile). Serve, inoltre, un sistema di controlli periodici che consenta, anche qui in modo trasparente, di verificare l’andamento economico e l’approssimarsi agli obiettivi trimestre dopo trimestre. Serve, infine, un documento annuale di rendicontazione in cui si mostri – con i dati! – il raggiungimento o meno degli obiettivi e, più in generale, si rappresenti la performance dell’ente. Tutte cose che non ci sono e di cui l’attuale presidente e l’attuale consiglio portano una parte non piccola di responsabilità.

Per questo sono “lacrime di coccodrillo” quelle che con insistenza Federici riversa sull’opinione pubblica tramite la Gazzetta di Modena. E per questa serie di motivi l’uscita dei comuni modenesi è l’epilogo ineluttabile di questa tribolata (e opaca) vicenda.

Insegna dell'ostello comunale di Vignola, gestito dalla Strada fino al dicembre 2012. Poi abbandonato e tuttora in attesa di destinazione (foto del 19 ottobre 2013)

Insegna dell’ostello comunale di Vignola, gestito dalla Strada fino al dicembre 2012, poi abbandonato (ora in fase di rilancio) (foto del 19 ottobre 2013)

PS Anche le associazioni di categoria del territorio hanno espresso pesanti critiche verso la Strada dei vini e dei sapori, chiedendo un suo superamento a favore di un nuovo progetto di marketing territoriale. Qui le dichiarazioni dei vertici locali di Lapam, CNA, Confcommercio, Confesercenti su Il Resto del Carlino del 3 novembre 2013 (pdf). Ovviamente in quell’occasione Federici si dimenticò di replicare.

PPS Interessante è la lettura della delibera della Giunta Municipale vignolese n.147 del 25 settembre 2008 – Atto di indirizzo che regola i rapporti tra il Comune di Vignola e l’Associazione Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (pdf).

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5 Responses to Strada dei vini e dei sapori: le responsabilità di Federici

  1. Marco ha detto:

    Buongiorno, mi chiedevo se il Presidente percepisce un’indennità per il suo operato. In caso affermativo, non ritiene singolare che il Comune di Valsamoggia, di cui Federici è Assessore, versi una quota che in parte verrà utilizzata per pagarlo?

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Marco, confesso che non so se gli amministratori della strada percepiscono un’indennità. Viste le condizioni economico-finanziarie in cui versa la strada spero di no. Il fatto è che la situazione sembra essere ancora più grave di come la dipinge il presidente, Fabio Federici. Considerando anche i crediti oramai inesigibili il debito complessivo ammonterebbe infatti a 1,2 milioni di euro (cifra che è stata comunicata alla stampa dal presidente dell’Unione Terre di Castelli Mauro Smeraldi – anche se siamo sempre in attesa dei documenti ufficiali), dunque assai più degli 800mila euro annunciati da Federici (cifra che risulterebbe già enorme, trattandosi di conseguenze della malagestione 1999-2008). La gestione del “buco” ha portato all’indebitamento verso diversi istituti di credito – tra questi sembra anche la BPER – che ora strillano vedendo, con il recesso dalla Strada dei comuni modenesi, ridursi le chances di ripiano del debito. Insomma, tutti gli elementi sin qui emersi (ed in parte “estorti” nel tempo) confermano le peggiori ipotesi: amministratori maldestri, incapaci o forse anche disonesti hanno creato un “buco” nel bilancio della Strada che ora verrebbe ripianato con i soldi dei contribuenti. L’attuale presidente, Fabio Federici, avrebbe impostato in questi termini il “risanamento” della Strada. Complimenti! Insomma, gli amministratori (furbi) fanno il “buco”, i cittadini (coglioni? – un’espressione di recente sdoganata dal neo-presidente della provincia di Modena) lo ripagano. Non male. O no?

  2. Rosanna Sirotti ha detto:

    In questo momento mi sento di rappresentare una buona percentuale di cittadini che si chiedono che cosa abbia apportato al territorio La strada dei vini e dei sapori. Di certo sappiamo che ha utilizzato soldi pubblici ed accumulato debiti che qualcuno dovrà pagare. Sono contenta che si comincino a smantellare quegli organismi che hanno dimostrato la loro inutilità e la cui gestione non è stata esempio di trasparenza.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Interessante è la lettura della delibera della Giunta Municipale vignolese n.147 del 25 settembre 2008 – Atto di indirizzo che regola i rapporti tra il Comune di Vignola e l’Associazione Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”, in cui si specifica che l’associazione è tenuta (oltre a predisporre un “piano di rilancio”) a:

    a) convocare urgentemente un incontro tra tutti i Sindaci dei Comuni Soci della Associazione “Strada dei Vini e dei Sapori” per una discussione sulla situazione attuale dell’Associazione e prospettive future;
    b) utilizzare i fondi ottenuti in contributi per avviare comportamenti virtuosi avendo come finalità il risanamento di eventuali situazioni passive rispetto ad interventi che generino nuove spese ;
    c) vincolare fondi aggiuntivi all’estinzione del debito con Istituti di Credito e Ditte , con un piano di rientro certo e verificabile con cadenze prestabilite;
    d) operare nella direzione di una chiara distinzione tra l’Associazione Strada e la Srl commerciale, sia a livello statutario che gestionale;
    e) aprire momenti di confronto istituzionale tanto sugli obiettivi annuali da perseguire, quanto sui risultati ottenuti;
    f) attivare urgentemente un controllo di gestione sul Bilancio 2008 e 2009, richiedendo un chiaro piano annuale di attività;
    g) impegnarsi a determinare un sistema di verifica e controllo finalizzato alla conoscenza preventiva degli atti di straordinaria amministrazione.

    Qui il testo completo:
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2015/02/delib-gm-147-25set2008-atto-di-indirizzo-strada.pdf

    Bisognerebbe chiedersi se tali adempimenti sono stati ottemperati (non una tantum, ma con regolarità) dal nuovo presidente e dagli organi di vertice della strada allora rinnovati. Questo “aprire momenti di confronto istituzionale tanto sugli obiettivi annuali da perseguire, quanto sui risultati ottenuti” è stato fatto? E questo ” impegnarsi a determinare un sistema di verifica e controllo finalizzato alla conoscenza preventiva degli atti di straordinaria amministrazione” è stato fatto? Temo di no. Altrimenti avremmo da tempo un quadro puntuale della situazione della Strada. Avremmo da tempo un sistema di indirizzo, controllo, rendicontazione che funziona. Come è scritto nel post, di questi mancati adempimenti il presidente Fabio Federici porta ampia responsabilità. Ampia responsabilità porta anche l’amministrazione Denti che in cinque anni di mandato (2009-2014) non ha mai preteso che gli impegni fissati venissero effettivamente adempiuti.

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Infine i comuni modenesi si sfilano dalla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”, con una risoluzione anticipata delle due convenzioni ad oggi in essere. Decisiva è stata la settimana del 20 aprile. Dapprima, lunedì 20 aprile, l’incontro tra il presidente dell’Unione, Mauro Smeraldi, e l’assessore al turismo, Umberto Costantini, coadiuvati da altri assessori, con il presidente della Strada, Fabio Federici. Quindi la decisione in giunta dell’Unione giovedì 23 aprile. La convenzione circa la “promozione turistica” (35.000 euro annui) sarà risolta entro giugno. La convenzione per la gestione dello sportello IAT dell’Unione (70.000 euro annui) sarà risolta, invece, entro dicembre 2015 (in anticipo di oltre 6 mesi rispetto alla naturale scadenza). Dal 2016 queste risorse saranno dunque pienamente a disposizione dell’Unione per il proprio progetto di marketing territoriale e promozione turistica. La notizia è stata riportata sabato 25 aprile su alcuni quotidiani locali: Gazzetta di Modena (p.31) e Il Resto del Carlino (p.23).

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