Strada dei vini e dei sapori: verso l’uscita?

Nel programma di legislatura dell’Unione Terre di Castelli, approvato dal consiglio il 22 gennaio scorso (26 voti favorevoli su 28), è scritto chiaramente: “superamento della Strada dei vini e dei sapori, ente fortemente indebitato e poco funzionale per lo sviluppo turistico dei nostri territori”. Insomma, gli enti locali di parte modenese giudicano oggi insoddisfacente quell’esperienza e vogliono liberarsene. Anche perché stanno lavorando ad un diverso progetto di marketing territoriale (e dei prodotti del territorio) ed è giusto destinare a questo tutte le risorse possibili. Questa prospettiva ha suscitato le proteste dell’attuale presidente della Strada, Fabio Federici (già vicesindaco di Crespellano e ora assessore del nuovo comune di Valsamoggia: vedi), che ha però dovuto riconoscere l’esistenza di un debito di 800mila euro (è la prima volta che l’importo del debito viene reso pubblico!). Molto lentamente viene così alla luce la situazione di malagestione della Strada (certo, non imputabile all’attuale cda). Ma la domanda vera rimane: chi paga?

Il logo della Strada dei vini e dei sapori

Il logo della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” fotografato presso l’ex-sede della Strada, l’ostello comunale di Vignola (foto del 19 ottobre 2013)

[1] Il disastro della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (vedi) matura nei primi dieci anni di vita (1999-2008). Quello che doveva essere un progetto forte, visto il coinvolgimento di un territorio a cavallo di due province (Modena e Bologna), viene affossato da episodi eclatanti di malagestione (vedi). L’entità del debito accumulato non è mai stata rivelata – di sicuro non compare in alcun documento ufficiale. Non sappiamo se la cifra rivelata finalmente da Fabio Federici (che dalla Gazzetta di Modena del 7 febbraio 2015 afferma: “nel 2008 ci siamo trovati 800mila euro di debito”: pdf) è quella vera (e definitiva). E’ indubbiamente una cifra realistica (in precedenti dichiarazioni, fatte a fine 2013, il presidente Fabio Federici e l’allora sindaco di Castelvetro Giorgio Montanari, assessore al turismo dell’Unione, si limitarono, bontà loro, ad informare l’opinione pubblica dell’esistenza di un “buco” nel bilancio della Strada: vedi). E’ significativo, però, che, se di malagestione si tratta (e potrebbe essere diversamente con un debito di 800mila euro?) gli amministratori della strada abbiano sempre evitato di perseguire i responsabili. Anzi, le responsabilità sono sempre state taciute. Nascoste agli occhi dell’opinione pubblica (proprio mentre si usano soldi pubblici per ripianare quel debito).

Gazzetta di Modena, 7 febbraio 2015

Gazzetta di Modena, 7 febbraio 2015

[2] Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa nei giorni scorsi il presidente della Strada, Fabio Federici, prospetta l’idea di una situazione sotto controllo. Il debito di 800mila euro “di anno in anno [lo] stiamo ripianando”. “E nel 2017 dovremmo arrivare a una gestione in attivo”. Così sulla Gazzetta di Modena del 7 febbraio 2015 (pdf). L’impressione è che Federici faccia confusione: il fatto che per il 2017 si preveda una “gestione in attivo” non significa, di per sé, che a quella data il debito sia stato estinto, ovvero il “buco” ripianato. Ma il punto vero è comunque un altro: posto che il debito sia di 800mila euro (al 2008) e che gli attuali amministratori abbiano concordato con una o più banche un piano di rientro che preveda la restituzione del prestito ottenuto (a copertura del “buco”) con tranche annuali da 80mila euro per dieci anni (per semplicità lasciamo da parte gli interessi), come sono ottenuti questi 80mila euro? Ovvero, chi paga? Chi paga per questo episodio di malagestione? Pagano forse gli amministratori responsabili del “buco”? Paga il partito (allora DS, poi PD) a cui appartenevano gli amministratori responsabili del “buco”? O pagano gli enti locali con risorse del loro bilancio (con quota parte del corrispettivo per i servizi forniti dalla Strada, corrispettivo, dunque, che dovrebbe coprire non solo il costo dei servizi, ma anche l’annuale rata-debito), dunque della collettività? Insomma, pagano i cittadini? A questa domanda – avanzata anche in occasione dell’ultima campagna elettorale per le elezioni comunali – Federici non ha mai risposto (vedi). Eppure la domanda non può essere liquidata come inopportuna. Mi pare.

Gazzetta di Modena, 11 febbraio 2015

Gazzetta di Modena, 11 febbraio 2015

[3] Sempre a mezzo stampa Federici chiede ai diversi sindaci della parte modenese “un atto di fiducia, almeno per i prossimi 18 mesi” (Gazzetta di Modena dell’11 febbraio 2015: pdf). E vorrebbe convincere della buona performance della Strada e dell’utilità dei servizi erogati a beneficio del territorio (cita il raddoppio dei visitatori al Museo dell’aceto balsamico tradizionale di Spilamberto, dove ha sede lo IAT dell’Unione Terre di Castelli gestito dalla Strada in base ad apposita convenzione). Il problema è che Federici, alla presidenza della strada dal 2008, è stato sino ad ora incapace di mettere in piedi un sistema di rendicontazione puntuale dei risultati conseguiti dalla Strada, rivelandosi, da questo punto di vista, un pessimo amministratore. Certo, dovendo “gestire” (sic) un debito da 800mila euro una certa riluttanza è comprensibile, ma è inevitabile che il non aver fatto chiarezza nel 2008 (in modo pubblico e con atti ufficiali), evidentemente per un malinteso senso di solidarietà di partito (sic), è pagato oggi con la mancanza di un adeguato sistema di controllo e di rendicontazione pubblica dell’operato della Strada. Come è evidente a chiunque voglia vedere, dietro al problema di questo episodio di mala gestione sta un più ampio problema di governance (lo rilevavo già nel primo post dedicato al tema, nel giugno 2009: vedi): bisogna innovare in modo radicale le modalità di indirizzo, controllo e rendicontazione di questi enti di secondo livello (il tutto con adeguati livelli di “pubblicità”). Altrimenti inevitabilmente cresce la probabilità di enti “fuori controllo”.

La targa della Strada presso l'ex-sede, il

La targa della Strada presso l’ex-sede, il “Casale della mora”, ostello comunale. Poi lasciato a fine 2012 (foto del 19 ottobre 2013)

[4] Un’ultima considerazione è dovuta all’assordante silenzio del PD vignolese su questa vicenda. Qui tutti sapevano e nessuno ha detto niente (mai si è avuta una, dico una, presa di posizione del PD vignolese sul tema!). Ora sanno anche loro, per così dire “ufficialmente” (avendo letto la stampa locale negli ultimi giorni), che la Strada dei vini e dei sapori nel 2008 aveva un “buco” di 800mila euro (almeno). Chissà se avranno il coraggio di chiedersi qual è l’origine di un siffatto “buco” e cosa non ha funzionato nel circuito di indirizzo-controllo-rendicontazione. C’è da scommettere che il silenzio (e l’imbarazzo) sulla vicenda continuerà a lungo. In passato l’amministrazione vignolese (PD) ha evitato accuratamente di usare le leve istituzionali di cui dispone per fare chiarezza sulla vicenda e per impostare un rinnovato dispositivo di governance (anche il candidato sindaco PD si è accomodato a questa “strategia” di basso profilo: vedi). Quello che era un progetto di grande interesse è stato così affossato due volte: prima dalla mala gestione; poi dalla non volontà di fare chiarezza e di rinnovarne l’impianto, però nella trasparenza. Gli inviti di Federici giungono tardivi. Oggi l’uscita dalla Strada dei vini e dei sapori da parte dei comuni modenesi (Savignano ha lasciato nel 2013: vedi) è l’unica strada percorribile.

Organi direttivi della Strada dei vini e dei sapori

Organi direttivi della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (dal sito web della Strada; accesso di oggi, 14 febbraio 2015)

Rassegna stampa:

“Strada dei vini e dei sapori verso la chiusura”, Gazzetta di Modena, 31 gennaio 2015, p.33 (pdf)

“Strada Vini e Sapori: ‘Se tagliano i fondi siamo condannati'”, Gazzetta di Modena, 7 febbraio 2015, p.27 (pdf)

“Strada dei Vini e dei Sapori al crocevia”, Gazzetta di Modena, 11 febbraio 2015, p.26 (pdf)

“Strada dei vini, l’addio dei comuni”, Gazzetta di Modena, 14 febbraio 2015, p.21 (pdf)

“Federici: ‘E’ un errore lasciare la Strada dei vini'”, Gazzetta di Modena, 23 febbraio 2015, p.13 (pdf)

Su AmareVignola:

Requiem per la strada dei vini e dei sapori? 15 giugno 2009 (vedi)

Strada dei vini e dei sapori: buco nero o occasione di sviluppo? 7 febbraio 2010 (vedi)

Ingloriosa fine del Casale della mora, ostello comunale inaugurato pochi anni fa, 10 marzo 2013 (vedi)

Strada dei vini e dei sapori: c’é un “buco” nel bilancio? Quanto grande? 11 dicembre 2013 (vedi)

Scheletri nell’armadio. La vicenda della Strada dei vini e dei sapori imbarazza il candidato PD, 7 maggio 2014 (vedi)

Gazzetta di Modena, 14 febbraio 2015. Il sindaco di Spilamberto annuncia l'uscita del suo comune dalla Strada dei vini e dei sapori. Ugualmente farà il comune di Vignola. Sarà interessante vedere il comportamento dei sindaci PD: Castelnuovo,  Castelvetro e Marano.

Gazzetta di Modena, 14 febbraio 2015. Il sindaco di Spilamberto annuncia l’uscita del suo comune dalla Strada dei vini e dei sapori. Ugualmente farà il comune di Vignola. Sarà interessante vedere il comportamento dei sindaci PD: Castelnuovo, Castelvetro e Marano.

PS Con delibera della giunta municipale n.14 del 17 febbraio 2015 il comune di Vignola ha deliberato il recesso dalla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (qui il testo pdf). Sulla Gazzetta di Modena del 19 febbraio 2015 (p.26) il sindaco di Castelvetro, Fabio Franceschini, annuncia uguale decisione per il suo comune. “Tra i tagli previsti dalla spending review comunale, anche Franceschini, dopo i suoi colleghi di Spilamberto e Vignola, uscirà dall’associazione “Strada dei Vini e dei Sapori”.” La parte modenese, dunque, abbandona la strada. Si attendono i pronunciamenti di Castelnuovo Rangone e Marano. Potranno fare diversamente? (annotazione aggiunta il 22 febbraio 2015)

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7 risposte a Strada dei vini e dei sapori: verso l’uscita?

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Milco Maccaferri, direttore al momento dell’intervista da parte della Gazzetta di Modena (dell’11 settembre 2008), dichiarava un “buco” da 150mila euro. Tutto falso, ovviamente, come ora viene alla luce con queste “ultime” dichiarazioni di Fabio Federici. Si noti che Milco Maccaferri fa ancora parte del consiglio direttivo della strada, anche se ha cambiato “cappello”: allora lo era come assessore del comune di Marano; oggi come rappresentante dei soci privati (La bottega dei sapori, con sede a Marano). Il confronto delle dichiarazioni fatte nel corso del tempo dagli amministratori della Strada è molto interessante. Risulta in modo inequivocabile l’esigenza di fare chiarezza in modo definitivo.

      • schrodinger ha detto:

        Non solo, Milco Maccaferri è lo stesso che ha sostenuto che non ci sono bilanci più puliti di quelli presentati dalla strada, dimenticando di aver sempre chiuso i bilanci dell’associazione in pari, nonostante i dipendenti di tale associazione in molti casi a fine anno non fossero in pari con gli stipendi. Ora io non sono un amministrativa, ma mi chiedo, come un bilancio possa essere corretto se lo si chiude in pari pur avendo debiti nei confronti dei dipendenti. Vogliamo poi parlare delle situazioni contributive che sia fabio che Milco ignorano?
        Signori, vi assicuro, che avere a che fare con questo cda, è molto peggio di quanto pensiate.

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    In quindici giorni la Gazzetta di Modena ha dedicato ben quattro articoli alla Strada dei vini e dei sapori. Questa “copertura” è encomiabile, anche in considerazione del fatto che si è giunti ad un passaggio critico. Può essere che nel giro di poco tempo si sfilino tutti i comuni modenesi che al momento sono soci (Castelnuovo, Castelvetro, Marano, Spilamberto, Vignola). Bisognerebbe però che il giornalista, Marco Pederzoli, che un po’ di mestiere ce l’ha, riuscisse a formulare al presidente Fabio Federici la giusta domanda: “chi paga?”. Ovvero, chi sta pagando (e con quali soldi) o chi pagherà il debito di 800mila (Federici), ma probabilmente ancora maggiore, che la Strada ha accumulato negli anni di malagestione? Ci vorrebbe davvero un giornalismo che riesce a riconoscere quanto è clamorosa l’ammissione del presidente Federici di un “buco” di 800mila euro! E che di conseguenza provasse a fare un po’ di chiarezza sulla vicenda. Sempre ammesso che ci si ritenga un “servizio pubblico”.

    • schrodinger ha detto:

      A pagare sono le convenzioni stipulate con la strada, convenzioni che dovrebbero stipendiare i dipendenti che poi effettivamente continuano a fornire i servizi che la strada dice di erogare così bene. Quindi signori a pagare i debiti della strada, siamo tutti noi cittadini dell’Unione.

  2. Rosanna Sirotti ha detto:

    Come spesso accade sono d’accordo con te, specialmente se penso alle aspettative che ci avevano illustrato alla sua costituzione. Forse perchè non ho “il quoziente” non ho mai visto una pratica utilità di questo organismo che in altre realtà, es. Trentino, forse funziona. Probabilmente una gestione manageriale diversa avrebbe consentito di sviluppare il turismo e di non fare BUCHI. E’ un po’ la storia dell’Ostello “Casale della mora” …

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Con delibera della giunta municipale n.14 del 17 febbraio 2015 il comune di Vignola ha deliberato il recesso dalla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”. Sulla Gazzetta di Modena del 19 febbraio 2015 (p.26) il sindaco di Castelvetro, Fabio Franceschini, annuncia uguale decisione per il suo comune. “Tra i tagli previsti dalla spending review comunale, anche Franceschini, dopo i suoi colleghi di Spilamberto e Vignola, uscirà dall’associazione “Strada dei Vini e dei Sapori”.” La parte modenese, dunque, abbandona la strada (che come è illustrato nel post è stata affondata due volte: prima dalla malagestione del passato, poi dalla mancata trasparenza dell’operazione rilancio). Si attendono i pronunciamenti di Castelnuovo Rangone e Marano. Potranno fare diversamente? Intanto il PD di Vignola è muto. La cosa non lo riguarda o l’imbarazzo è troppo grande?

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