Demografia 2014 a Vignola: ancora in crescita la popolazione

I dati dell’anagrafe comunale relativi al 2014 evidenziano ancora una crescita della popolazione vignolese. L’andamento dei fenomeni “essenziali” (nati, saldo naturale, saldo migratorio, popolazione straniera) si conferma in linea con quanto registrato negli ultimi anni. Qualche incertezza in più sul quadro demografico a causa della crisi economica.

Popolazione residente a Vignola, anni 1994-2014. La riduzione registratasi nel 2013 è conseguenza della "pulizia anagrafica" a seguito del censimento della popolazione 2011.

Popolazione residente a Vignola, anni 1994-2014. La riduzione registratasi nel 2013 è conseguenza della “pulizia anagrafica” a seguito del censimento della popolazione 2011.

[1] Al 31 dicembre 2014 la popolazione vignolese ammonta a 25.244 unità. I dati anagrafici ci dicono che la popolazione vignolese riprende a crescere (+246 unità in un anno; al 31 dicembre 2013, infatti, i residenti erano 24.998). L’operazione di pulizia anagrafica conseguente al Censimento della popolazione 2011 aveva ridotto di qualche centinaio di unità la popolazione del 2013 rispetto all’anno precedente, spezzando la continuità della serie storica crescente. Con il 2014 riprende il trend crescente, anche se di ritmo meno accentuato rispetto agli anni precedenti. La crisi economica in atto si riflette anche sui fenomeni demografici.

Numero dei nati, anni 1960-2014.

Numero dei nati, anni 1960-2014.

[2] Il numero totale dei nati nel 2013 è pari a 271. Un valore intermedio tra quello del 2013 (260) e quello del 2012 (282). Si tratta comunque di un valore ancora ragguardevole, in linea con i valori degli ultimi anni (vedi il grafico). Non ci si faccia ingannare dal ritorno ai valori del “baby boom” vignolese (296 nati nel 1964 e 286 nel 1963): il confronto con quegli anni è falsato dalla diversa dimensione della popolazione (allora 17.000 circa, oggi più di 25.000), ovvero riflette un tasso di natalità significativamente diverso (allora assai più elevato). Ed un contributo significativo, in termini di nascite, è dato oggi dalle coppie straniere: 35,1% dei nati del 2014 (95 dei 271 nati) non è di cittadinanza italiana.

Numero dei nati, numero dei morti e saldo naturale, anni 2003-2014.

Numero dei nati, numero dei morti e saldo naturale, anni 2003-2014.

[3] Il saldo naturale del 2014 (differenza tra il numero dei nati e quello dei morti) è di nuovo positivo (+14): da tempo oscilla attorno alla zero, senza orientarsi definitivamente su valori positivi (dopo che per un lungo periodo è risultato costantemente negativo). Come negli anni passati, il contributo più importante (quasi esclusivo) alla crescita della popolazione è dato dal fenomeno dell’immigrazione (il saldo migratorio è costantemente positivo da circa quindici anni). Il contributo del saldo naturale, pari a 127 unità, è infatti pari al 4,4% dell’incremento intervenuto nel decennio 2005-2014 (+2.893). Insomma, più del 95% della crescita della popolazione vignolese dell’ultimo decennio è dato da nuovi arrivi (da altri comuni o altri paesi).

Incidenza della popolazione straniera sulla popolazione complessiva di Vignola, anni 2000-2014.

Incidenza della popolazione straniera sulla popolazione complessiva di Vignola, anni 2000-2014.

[4] Si conferma quanto già sappiamo da tempo: la popolazione di Vignola, dei comuni limitrofi e più in generale di questa parte dell’Emilia (la fascia pedemontana di Reggio Emilia, Modena e Bologna), non cresce per processi endogeni (ripresa della natalità e dunque recupero di un saldo naturale positivo), ma per processi esogeni, ovvero per i processi migratori (da altre zone d’Italia e dall’estero). Con un contributo rilevantissimo degli stranieri, cresciuti dagli 813 del 31 dicembre 2000 (quando erano il 3,9% della popolazione residente) ai 4.421 del 31 dicembre 2014 (pari al 17,5% della popolazione residente). La crescita rallenta, ma continua (gli stranieri erano 4.230 del 31 dicembre 2013, pari al 16,9% della popolazione residente). Un fatto che ci deve far pensare che il tema dell’integrazione non è eludibile e che le politiche per promuovere questa “integrazione” non sono affatto un lusso.

Incidenza % della popolazione straniera sul complesso della popolazione vignolese, anni 2000-2014.

Incidenza % della popolazione straniera sul complesso della popolazione vignolese, anni 2000-2014. La diminuzione relativa al 2013 è dovuta alla “pulizia anagrafica” conseguente al Censimento della popolazione 2011.

[5] La crisi economica in atto ha rallentato, ma non fermato l’arrivo di cittadini stranieri (vedi). Lo conferma l’analisi della composizione del saldo migratorio. Nel 2014 i cittadini stranieri cancellati dall’anagrafe comunale per trasferimento in altro comune (o in altro paese) sono stati 382, mentre gli iscritti all’anagrafe vignolese (provenienti da altri comuni o da altri paesi) sono stati 481. Il saldo migratorio, tra gli stranieri, è dunque positivo: +99 unità (con un contributo un po’ più alto della componente femminile). Gli stranieri contribuiscono dunque al 43,4% del saldo migratorio complessivo (che è risultato pari, nel 2014, a +228 unità).

Popolazione straniera per nazionalità (principali dieci nazionalità per consistenza). Confronto tra diverse annualità (2008, 2013, 2014)

Popolazione straniera per nazionalità (principali dieci nazionalità per consistenza). Confronto tra diverse annualità (2008, 2013, 2014)

[6] Non si registrano variazioni significative nella composizione per nazionalità dei cittadini stranieri presenti a Vignola. Da vent’anni, ormai, il gruppo più consistente è quello originario del Marocco (1.009 residenti al 31 dicembre 2014, pari al 4,0% della popolazione residente ed al 22,8% degli stranieri residenti). Seguono i cittadini di Albania, Tunisia, Sri Lanka, Romania, Ghana, Ucraina, Cina e altri (vedi il grafico). L’alta percentuale di popolazione femminile per alcune nazionalità (Ucraina, Moldova) è chiaramente associata alla richiesta di personale assistenziale familiare (le cosiddette badanti). 113 cittadini stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel 2014 (erano stati 77 nel 2009; 52 nel 2010; 31 nel 2011). E’ risultata dunque quanto mai opportuna la decisione della nuova amministrazione civica di fare della consegna della cittadinanza italiana un rito pubblico.

Un momento della cerimonia pubblica di consegna della cittadinanza italiana (foto del 22 luglio 2014)

Un momento della cerimonia pubblica di consegna della cittadinanza italiana (foto del 22 luglio 2014)

PS Questa sintetica descrizione del quadro demografico annuale viene prodotta anno dopo anno dal 2008. I post precedenti sul tema si trovano sotto la categoria “demografia“.

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3 Responses to Demografia 2014 a Vignola: ancora in crescita la popolazione

  1. mauro ha detto:

    Sempre apprezzabile lavoro! Grazie Andrea.

  2. Rosanna Sirotti ha detto:

    mi associo a Mauro per l’apprezzamento espresso al tuo lavoro vorrei anche conoscere quanti fra gli immigrati nuovi e vecchi hanno un lavoro stabile. Se in molti non hanno lavoro ed hanno famiglia potrebbero diventare un problema per la collettività.
    rosanna

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Certamente la crisi economica colpisce settori (edilizia e industria) in cui sono occupati molti cittadini stranieri. La perdita del lavoro o anche solo la riduzione del lavoro mette in difficoltà numerose persone e numerose famiglie che già erano a rischio di marginalità. Sono certamente cresciute le persone straniere necessitanti di assistenza economica (lo stesso è avvenuto anche per molti italiani, però). Negli ultimi anni, pertanto, un numero non trascurabile di stranieri è rientrato in patria o comunque ha cercato sistemazione in altri paesi europei. Un caro amico, Abdeljalil, ad esempio, si è trasferito con la famiglia in Germania. I dati dell’anagrafe comunale registrano un alto turnover: molti stranieri lasciano Vignola per altre destinazioni, ma gli arrivi sono comunque superiori a queste partenze. Il “saldo” della presenza degli stranieri si è dunque ridotto anno dopo anno, ma è ancora positivo. Penso che sia un indicatore, certo grossolano, delle opportunità occupazionali che comunque trovano ancora nel nostro territorio. L’immigrazione degli stranieri è stata trainata dalle opportunità di lavoro (da fabbisogno di manodopera delle nostre imprese e delle nostre famiglie). Per quanto ridotta questa opera ancora. I dati dell’anagrafe ci dicono questo. Per risultati più puntuali occorrono dati più specifici (es. quelli dei centri per l’impiego).

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