Unione Terre di Castelli e proroga del contratto con HERA. Una replica di Marco Villa

Innanzitutto, vorrei ringraziare Andrea per la possibilità di replicare su questo blog ad un suo precedente post che mi chiamava direttamente in causa (vedi). Penso che anche le polemiche più aspre possano dare un valore aggiunto se si parte dal dare parola all’altro e sentire la sua opinione. Entrando nel merito, credo che svariate affermazioni di Andrea siano sbagliate e, per usare un eufemismo, imprecise. Proviamo a partire dall’inizio.

Marco Villa (dal sito web del PD di Modena)

Marco Villa (dal sito web del PD di Modena)

[1] Andrea ha scritto: “L’Unione (Terre di Castelli) non doveva presentare alcun piano che invece è, per legge, di competenza dell’autorità regionale d’ambito (ATERSIR). E’ importante invece ricordare che dall’anno 2012 è ancora in corso nel territorio dell’Unione un progetto, denominato “Smart Area” (vedi), che ha riorganizzato la raccolta stradale nei diversi comuni
In primo luogo, bisogna decidersi: o l’Unione deve presentare un piano o non lo deve fare. Dire, nel giro di due frasi, che non lo deve fare, per poi richiamare lo Smart Area, che è un progetto scaturito da due delibere della precedente Giunta dell’Unione, è contraddittorio. In altre parole, mi si rimprovera dicendomi che l’Unione non deve presentare un piano, tanto che ce n’è in vigore uno!
[2] In secondo luogo, il progetto Smart Area non è in vigore, ma è scaduto con il 2014 (fonte: delibera di Giunta dell’Unione n°54 del 2012, allegato “Progetto Smart Area – Piano Integrato per la Gestione dei Rifiuti“, p. 3). Quindi, vista la proroga di ATERSIR, siamo “scoperti”.

Sacchi di plastica nel cassonetto della carta. Raccolta differenziata? (foto del 12 aprile 2014)

Sacchi di plastica nel cassonetto della carta. Raccolta differenziata? (foto del 12 aprile 2014)

[3] In terzo luogo, ho scritto che “la Giunta dell’Unione Terre di Castelli deve dare le proprie indicazioni ad ATERSIR che poi farà uscire un bando di gara che tenga conto di questa strategia” (indicazioni, non un piano) esattamente come ha detto Stefano Reggianini, sindaco di Castelfranco Emilia e componente del Consiglio d’Ambito per la provincia di Modena in ATERSIR, in una dichiarazione rilasciata al Resto del Carlino il 18 novembre. Riporto un passaggio: “Il capitolato di gara, uno per ogni bacino, dev’essere costruito su misura in base alle richieste dei Comuni coinvolti. Ma una sintesi chiara in quella zona non c’è“. Ora, se lo dice ATERSIR stessa, va meglio?! O, per caso, come vogliamo il bando se lo deve inventare?
[4] Andrea ha scritto: “Non è imputabile all’Unione (ma invece a qualche realtà territoriale di maggiore influenza, come la Provincia ed il “consiglio locale modenese”, organo di ATERSIR – a maggioranza PD) il fatto che da qualche anno vi è la proposta da parte di ATERSIR di proroga di un contratto ad HERA (di oltre 70 milioni di euro all’anno) che vede coinvolti non solo i Comuni dell’Unione, bensì 27 comuni della Provincia di Modena
Su questo, semplicemente, non capisco la contestazione. Ho per caso scritto che non è stata ATERSIR a prorogare? Il testo della mia e-news lo riporta lo stesso Andrea. “Il contratto che vede Hera S.p.a. come gestore della raccolta dei rifiuti urbani nel nostro ambito territoriale, doveva scadere alla fine del 2014. Tuttavia, ATERSIR, che è l’ente territoriale regionale composto dai sindaci di tutti i comuni, ha deciso di prorogare questo contratto fino al 31 dicembre 2016. Sia chiaro: non sono stati tutti i sindaci a deciderlo; anzi, è stata la dirigenza che lo ha deciso e i sindaci delle Terre di Castelli si sono dovuti adeguare“. Chi ha mai scritto il contrario?

Una delle tre batterie di cassonetti colorati installati a Vignola e presentati come "arredo urbano" dall'amministrazione Denti (foto del 9 gennaio 2014)

Una delle tre batterie di cassonetti colorati installati a Vignola e presentati come “arredo urbano” dall’amministrazione Denti (foto del 9 gennaio 2014)

[5] Andrea scrive: “E’ inoltre il caso di ricordare che nel solo Comune di Spilamberto il progetto “Smart Area” ha visto una spesa di oltre 400mila euro di denaro pubblico per l’installazione di “calotte” che volle l’allora sindaco PD Francesco Lamandini (con Marco Villa capogruppo consiliare) e che ora il nuovo sindaco PD intende far rimuovere avendo riconosciuto il fallimento di quella “sperimentazione”“.
Innanzitutto, che c’entra? Nulla, ricordo che lo stesso Andrea ha scritto che esiste un “vecchio vizio della manipolazione dei fatti a fini di propaganda“, vizio che evidentemente ha egli stesso. Nel merito: i 400 mila euro dei “Cassonetti intelligenti” non sono stati a costo del Comune o dell’Unione Terre di Castelli, e tantomeno facevano parte del costo sostenuto del progetto Smart Area. I 400 mila euro sono stati spesi da Hera e Regione come contributo per una sperimentazione, appunto a livello regionale. E non furono spesi per le “calotte” ma per l’installazione, nei cassonetti, del lettore per le tessere. Questo vuol dire che sono d’accordo? No. Ricordo che mai in Consiglio Comunale è passata questo genere di proposta. Anzi, quando vi fu una direzione del Pd con all’ordine del giorno una votazione sul togliere le “calotte”, io votai favorevolmente, al pari di Umberto Costantini. Per cui, lasciare intendere che io ami le calotte o che io e il nuovo sindaco la vediamo in maniera diversa, manca di logica.

Lo "sputnik" è atterrato. Troppo numerosi i rifiuti abbandonati a fianco dei cassonetti (foto del 25 febbraio 2014)

Lo “sputnik” è atterrato. Troppo numerosi i rifiuti abbandonati a fianco dei cassonetti (foto del 25 febbraio 2014)

[6] Andrea ha scritto: “E’ comprensibile, visti i “brillanti” trascorsi, che sia afflitto da “ansia da prestazione” ora che la vecchia guardia del partito l’ha messo di sentinella alla rinnovatissima giunta Costantini. Ma proprio per questo è bene che impari al più presto a non farsi prendere la mano“.
Ringrazio, ma spedisco al mittente la paternale. Non commento la parte in cui mi viene gentilmente dato del “fallito”, ma un appunto lo vorrei fare su queste righe: Umberto Costantini ed io eravamo entrambi consiglieri eletti al secondo mandato di Francesco Lamandini, abbiamo condiviso il 99% delle votazioni, abbiamo a volte battagliato per le medesime questioni anche all’esterno dell’Aula (vedasi appunto l’avversione per le Calotte), ci siamo divisi alle primarie, ho sostenuto un’altra candidata perché la giudicavo una scelta migliore per Spilamberto, ma ora siamo una squadra, candidati ambedue nella la stessa lista, anche se con ruoli diversi.
Tuttavia, sì, sono una sentinella. Sono una sentinella delle azioni di Costantini come mi hanno indicato gli elettori. Sono anche una sentinella delle azioni di Smeraldi all’Unione, però. Per cui se vedrò qualcosa che non va, lo dirò, prendendomi le mie responsabilità e senza aver paura che qualcuno cominci ad offendermi sul suo blog o mezzo stampa.

Marco Villa, segretario PD Spilamberto e capogruppo gruppo consiliare Centrosinistra per le Terre di Castelli, Unione Terre di Castelli.

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5 Responses to Unione Terre di Castelli e proroga del contratto con HERA. Una replica di Marco Villa

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ho solo due osservazioni alla risposta di Marco Villa al mio post.
    (1) Marco manca l’argomento decisivo. Chi legge il testo da lui firmato per la newsletter del PD di Spilamberto si fa l’idea che la proroga del vigente contratto con HERA per la raccolta e smaltimento dei rifiuti sia responsabilità dell’Unione Terre di Castelli. Certo la proroga è stata stabilita da ATERSIR, ma l’Unione Terre di Castelli avrebbe determinato ciò con il “ritardo” nella presentazione del proprio “piano” (ovvero le richieste indirizzate al gestore, in sostituzione di un progetto “Smart Area” scaduto e – aggiungo io [nonché gli attuali sindaci] – del tutto insoddisfacente). Il mio post è dettato dall’intento di sgombrare il campo da questo equivoco (eufemismo) da lui ingenerato. La decisione di ATERSIR di prolungare il contratto con HERA fino a fine 2016 non ha nulla a che fare con la redazione o meno di un piano di Unione e con i suoi tempi di redazione. La proroga al 2016 è semplicemente scandalosa e le sue ragioni sono essenzialmente politiche, di difesa degli interessi di HERA. Il punto è questo. Ma su questo punto Marco Villa non ha nulla da dire.
    (2) Non mi colpisce il rimprovero di avergli dato “gentilmente” del “fallito”, perché così non è. Non l’ho scritto, non lo penso. Non l’ho scritto neppure “gentilmente” (immagino che ciò possa riferirsi ad una eventuale perifrasi). Ho invece ricordato alcuni evidenti insuccessi politici e da questi derivato una considerazione circa la sua “ansia da prestazione” che leggo nell’aggressività verbale (sino appunto a dare l’idea che la proroga di due anni del contratto con HERA sia responsabilità del presidente dell’Unione e dell’assessore all’ambiente – non casualmente due rappresentanti “civici” dell’attuale giunta dell’Unione) esibita in questa ed in precedenti occasioni. Forse bisognerebbe considerare che l’usuale demarcazione tra “maggioranza” e “minoranza”, se ancora esiste, è assai più sfumata che in passato, visto che presidente non è un sindaco PD, ma il sindaco “civico” Mauro Smeraldi (eletto con l’apporto determinante dei voti PD). Ho come l’impressione che Marco Villa non abbia affatto preso le misure a questa nuova situazione (e la cosa non è tranquillizzante, visto che lui è capogruppo del gruppo consiliare “di maggioranza” in questa strana legislatura).
    https://amarevignola.wordpress.com/2014/09/04/strange-days-lunione-terre-di-castelli-nella-legislatura-2014-2019/
    Più che inventarsi fittizie responsabilità dei compagni di viaggio non-PD, farebbe bene ad interrogarsi su come contribuire a ridurre l’evidente fragilità “politica” dell’Unione Terre di Castelli. Frutto – questo lo aggiungo io senza tema di smentite – innanzitutto di una disastrosa legislatura, quella 2009-2014, in cui l’Unione è stata guidata (seppure con metodi ed obiettivi divergenti!) dal duo Lamandini-Denti. Ma su questo punto vorrei tornarci, sviluppandolo, al più presto. Visto che temo davvero che l’Unione stia vivendo una grave impasse politica (evidentemente da lui sottovalutata).

    • Ivo ha detto:

      Nel testo Marco Villa, che non conosco e cui non mi lega nessuna relazione politica o personale, viene definito: “spacciatore di bufale” poi “giovane a attivo segretario del PD” e fin qui siamo al sarcasmo. La sua argomentazione politica, peraltro non così balzana e fuori luogo se letta con neutralità e attenzione, viene definita “in perfetto stile Politburo” che implica
      “il vecchio vizio della manipolazione dei fatti a fini di propaganda”. E anche qui siamo alla polemica politica certamente dura, ma pur sempre polemica. Vale la pena però notare come Villa sia immediatamente ricondotto allo schemino molto di moda nella retorica politica odierna: il vecchio comunista stalinista affezionato alla disciplina di partito che sottostà alla linea criticando i nuovi, virtuosi, aideologici e disinteressati “civici”.
      Egli, Marco Villa, manca di anticorpi che evidentemente i “civici” hanno. Qualcuno ricorda chi faceva politica con le metafore del corpo e del sesso? (lasciamo stare). Il ruolo politico di Villa viene descritto come importante a coronamento di una carriera ” fallimentare”. E qui l’argomento é ancora più interessante perché tralasciando il taglio paternalistico (del resto dopo si cita addirittura Weber! come lettura consigliata), si dichiara fallimentare la carriera di Villa perché ha sostenuto Daniela Barozzi come candidata sindaco! In sostanza ritorna lo schemino renziano, grillino e salvino: se appartieni alla vecchia guardia (comunista magari) sei un residuato, un fallito. Il messaggio politico é chiaro: adeguati oppure fatti da parte.
      Che Villa abbia sostenuto Barozzi alle contestatisstime primarie spilambertesi, é noto, che per questo debba consìderarsi un fallito come evidentemente il testo vuol far passare è forse, caro Andrea, un po’ arrogante, soprattutto perché che si tratti di un errore o di una valutazione sbagliata lo dirà il futuro prossimo (chiassa che qualcuno a Spilamberto, come pura ipotesi dico, non abbia già cambiato idea). Per fortuna il mondo ci riserverà ancora molti uomini e donne politici falliti che per fortuna staranno ancora dalla parte del torto. Ne cito tre: Miguel Gotor, M.Cecilia Guerra e Carlo Galli.

      • Andrea Paltrinieri ha detto:

        Caro Ivo, che tu aborrisca Renzi, il “nuovismo” (che inevitabilmente egli ha portato con sé) e la rottamazione non giustifica la tua forzosa interpretazione della mia critica a Marco Villa. Il punto centrale è molto semplice: se leggi il testo di Villa (quello della e-news PD n.5) ti fai l’idea che la proroga di due anni del contratto di HERA sia da imputare a negligenze del presidente e dell’assessore all’ambiente dell’Unione. Questa è la “bufala”. Una “bufala” bella e buona. E questa “bufala” ha uno “spacciatore”. Punto. Per il resto, se suggerisco Weber (che scrive nel 1919) come una buona lettura per chi vuol fare politica seriamente non è di sicuro per un cedimento al “nuovismo” imperante. Delle altre sciocchezze che dici vorrei non occuparmi.

        • Ivo ha detto:

          Questione di punti di vista. Io trovo le osservazioni di Villa al tuo commento centrate. Comunque il sindaco Smeraldi ha oggi annunciato mezzo stampa che l’unione si doterà di un piano con ambiziosi obbiettivi e metodologia di raccolta, porta a porta e puntuale tariffazione, sulla quale spero sia io che te e magari Villa potremmo concordare. Ormai più di dieci anni fa i comuni di Formigine, Castelnuovo e Savignano furono tra i primi a sperimentare il porta a porta, ma da allora nelle terre di Castelli le cose non sono molto progredite, anzi..
          Detto questo, torno alla lettura di Weber nella speranza di scrivere in futuro meno sciocchezze.
          P.s. È un sezione di letture consigliate nel blog? Magari con commenti e recensioni?

  2. Daniele Bartolini ha detto:

    Buongiorno
    mi permetto un breve intervento sulla questione in qualità di presidente della Consulta Economica dell’Unione. Commento assolutamente equidistante da posizioni politiche che non mi permetto di giudicare. Come ho avuto modo di dire nell’ultima riunione della Consulta del 17.12.2014 il tema HERA, per i comuni della nostra provincia che si vedono erogati i servizi dalla Multiutility è oramai giunto al capolinea. Dal ns osservatorio di rappresentanza delle piccole imprese risulta evidente il mastodontico conflitto di interessi esistente per le amministrazioni. Infatti da una parte partecipano agli utili che definirei quasi “automatici” e “programmati” dall’altro dovrebbero esercitare il controllo sulle tariffe a favore di cittadini e imprese. Ci pare che sia giunto il momento di scegliere, o si fanno gli interessi degli utenti, garantendo loro servizi accettabili a fronte di prezzi concorrenziali o si sta dalla parte del “colosso” e si accetta questo “strano” modo di fare impresa e se ne dividono gli utili sperando che la loro destinazione finale sia a buon pro dei cittadini. Alla politica ricordiamo anche che essere arrivati alla scadenza del contratto senza una soluzione alternativa, sà tanto di presa in giro per imprese e cittadini. La situazione economica imporrebbe scelte politiche a medio lungo termine utili per lo sviluppo dell’economia territoriale. Ci spiace che ciò non sia avvenuto. Sollecitiamo gli amministratori a mettere da parte inutili campanilismi per dare risposte concrete al territorio. L’allarme come imprenditori lo abbiamo lanciato, ci pare che l’ultima campanella per imprese ed economia sia veramente suonata, al prossimo giro, se la politica non metterà in atto manovre concrete, troverà solo serrande abbassate e capannoni vuoti (mi pare che purtroppo la “conta” si già iniziata).
    Grazie e buon lavoro.
    Daniele Bartolini

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