Vini di montagna a Guiglia. TerraQuilia, bollicine di carattere, di Simone Balestri

Home_TerraQuiliaHo sempre amato le escursioni tra i boschi, i profumi ed i colori che con l’alternarsi delle stagioni regalano sempre diverse emozioni. Passeggiando tra le nostre montagne (per noi 500 metri sul livello del mare è già “montagna”), in piccole rive intorno a Guiglia tra castagneti e sentieri, troviamo anche vite. Lambrusco Grasparossa, Malbo Gentile, Sangiovese e Cabernet per le uve rosse, ma anche Moscato, Trebbiano di Romagna, Pignoletto, Gewurtztraminer per le uve bianche. Troviamo TerraQuilia. L’amore per la terra, la tradizione ed il vino di Romano Mattioli, imprenditore al di fuori del mondo enologico, ha dato vita negli ultimi anni, ad un progetto che inizialmente, non lo nego, aveva lasciato un poco perplesso anche il sottoscritto e chi mi conosce bene sa che le nuove scoperte e gli azzardi (enogastronomici, s’intende!) sono per me, come un invito a nozze! Andando a trovare Romano, ascoltando le parole di Sergio, cantiniere esperto, degustando i vini e vedendo letteralmente la passione che aleggia in cantina ed in vigna, i dubbi passano. Questa è la storia della mia visita a TerraQuilia ed i suoi “alti Lambruschi” Modenesi.

Romano Mattioli con una parata dei prodotti della sua Cantina.

Romano Mattioli con una parata dei prodotti della sua Cantina.

Alti Lambruschi” era il nome di una serata di degustazione di Lambruschi (non soltanto emiliani) coltivati oltre i 500 metri s.l.m. L’altezza infatti gioca un ruolo importante nella qualità e nel carattere di un vino. Grandi escursioni termiche, tipologia dei terreni e pendenze significative possono donare ai vini particolari acidità, profumi intensi e persistenti, ma certamente i rischi di gelate precoci e tardive, in questi siti sono sempre dietro l’angolo e annate come il 2014, molto piovosa e fresca, di certo non sono facili.

Lambrusco in “Conca d'Oro”.

Lambrusco in “Conca d’Oro”.

TerraQuilia produce vini a rifermetazione naturale in bottiglia o Ancestrali, tecnica che vi ho già raccontato (vedi), raggiungendo risultati importanti, con l’ottenimento di riconoscimenti di pregio, anche a livello nazionale e sponsorizza squadre di atleti ed atlete che sono vanto sportivo per Modena e per l’Italia: la squadra di pallavolo femminile Liu-Jo e la squadra di Handball (palla a mano) TerraQuilia di Carpi, vincitrice della Super Coppa. Situata come dicevo, nel comune di Guiglia, l’azienda posa le sue viti in tre aree vocate per diversità di tipologia:

  • Conca d’Oro (dove ha sede la Cantina);
  • Fratelli Bandiera (poco più a valle);
  • Riva di S. Antonio (situata lungo la famosa “Corta” per Guiglia, via Panaro).

Dal 1° luglio 2014 l’azienda ha ottenuto la certificazione biologica, quindi dalla prossima vendemmia avrà possibilità di esporre in etichetta il bollino Bio, ma questa – personalmente – è soltanto una parte dell’importanza che Romano Mattioli dà alla produzione naturale. TerraQuilia nasce con l’obiettivo di produrre un vino il più possibile naturale, con la minima aggiunta di solfiti e soltanto se indispensabili ai fini di ottenere un prodotto di qualità (ricordo che il vino contiene naturalmente solfiti, in quanto risultato della fermentazione; tutti i vini contengono solfiti quindi).

Controllo di pressione su campioni di bottiglie.

Controllo di pressione su campioni di bottiglie.

La mia visita coincide con il periodo di vendemmia ed avere la possibilità di essere in cantina in questi momenti è grande privilegio per chi visita e sinonimo di grande serietà e trasparenza da parte di chi produce (e tutti gli amici produttori che vi ho raccontato fino ad ora mi hanno accolto proprio in questi momenti concitati ed eccitanti: vedi). I mosti ottenuti con pigiatura soffice, prendono posto nei tini a controllo di temperatura e la fermentazione ha inizio. Per la fermentazione si utilizzano soltanto i lieviti “indigeni”, presenti cioè sulle bucce (la famosa pruina, patina biancastra che ricopre gli acini, presente anche sulle prugne, ad esempio) e nell’ambiente nativo; pochi grammi/hl di lieviti selezionati, al bisogno, se le fermentazioni faticano a partire. Il periodo di sosta nei tini è variabile a seconda dei prodotti che si vogliono ottenere, se rifermentati con sedimento o “sfecciati”. Grande lavoro e impegno per ottenere prodotti sani, genuini.

Particolare del periodo di rifermentazione. Il “fondo” altro non é che lieviti esausti. Il loro contatto con il vino, apporta caratteristiche uniche al prodotto.

Particolare del periodo di rifermentazione. Il “fondo” altro non é che lieviti esausti. Il loro contatto con il vino, apporta caratteristiche uniche al prodotto.

Una particolarità in vigna, che mi piace far notare: la scelta di non effettuare potatura verde o sfogliare per agevolare l’insolazione dei frutti, ma di intrecciare, in cima ai filari allevati a guyot, i tralci in eccesso, scelta che sottolinea come si ricerchi massima naturalità anche nella crescita delle viti. La struttura della cantina sfrutta il procedimento “a caduta” in fase di imbottigliamento, per minimizzare lo stress ai vini che invece pompe ed altre forzature meccaniche potrebbero causare.

Bottiglie in rifermentazione durante l'ultima fase di caduta del sedimento sul tappo. Seguirà poi la sfecciatura e la definitiva tappatura con tappo in sughero per la commercializzazione.

Bottiglie in rifermentazione durante l’ultima fase di caduta del sedimento sul tappo. Seguirà poi la sfecciatura e la definitiva tappatura con tappo in sughero per la commercializzazione.

TerraQuilia è sinonimo di “Metodo Ancestrale” e questo vuole anche dire lunghi affinamenti e possibilità di ottenere vini longevi. La porzione di cantina volta a questo scopo è interrata a livello del suolo ed oltre a bottiglie di incredibili rifermentati (che vi svelerò in degustazione più avanti), ospita anche alcune barrique di secondo passaggio per l’affinamento di un rosso strutturato ed importante: il Re Malbone, un uvaggio di Malbo Gentile e Cabernet Sauvignon ben composto, intenso, dal tannino ben supportato grazie al Cabernet e dolci note di tabacco, mora e prugna tipiche del Malbo. Ovviamente fermo. Particolare la scelta di pavimentare il locale con una particolare pietra tipica del territorio, capace di rilasciare un costante grado di umidità che permette ai vini il miglior affinamento, senza seccare il tappo, evitando così ossidazioni o spiacevoli difetti ai vini.

La pavimentazione dei locali cantina. Grazie ad uno strato di particolare pietra, si ottiene un'umidità costante ideale per l'affinamento.

La pavimentazione dei locali cantina. Grazie ad uno strato di particolare pietra, si ottiene un’umidità costante ideale per l’affinamento.

Insieme a Romano e Sergio ci sediamo nel locale degustazione … ed é andata così: Bianco dell’Emilia IGT “L’Ancestrale Nativo”. Da uve Pignoletto e Trebbiano, questo rifermentato e sfecciato ha colore giallo paglierino leggero con riflessi verdognoli. Al naso è fresco di frutta bianca, stuzzicante la nota sgrumata e floreale. Intenso e fresco in bocca, la bollicina crea freschezza e cremosità. Interessanti la sapidità e la mineralità. Ottimo aperitivo se servito ben fresco; a tutto pasto, con i piatti della tradizione (qui info sui prezzi: vedi). Da notare l’anno di vendemmia … 2013 … Passiamo adesso ad una bottiglia insolita per le nostre colline, un prodotto davvero interessante, di certo unico: Rosato dell’Emilia IGT “SanRosé” (qui info sui prezzi: vedi). Da uve Sangiovese, vinificato in rosa. L’intensità olfattiva é accattivante: agrumi, pompelmo in evidenza, poi roselle selvatiche, pesca e ricordi di mineralità. L’ingresso in bocca è intenso, con una bella persistenza di perlàge; ritornano i profumi sgrumati di pompelmo facendolo chiudere secco e persistente. Davvero un vino insolito ed una piacevolissima scoperta, adatto ad un aperitivo diverso o per un pesce al forno delicato. Veniamo adesso ai Lambruschi. Lambrusco dell’Emilia IGT “FalcoRubens”, da uve Grasparossa in purezza, fermentato a freddo ed imbottigliato con i suoi sedimenti (quindi “non sfecciato”). Periodo di affinamento di 7/8 mesi (qui info sui prezzi: vedi). Ho già avuto modo di spiegare come i rifermentati siano prodotti con una particolare predisposizione alla longevità, grazie proprio alla permanenza dei lieviti. Particolare che dona anche caratteristiche uniche ai vini. Questo Lambrusco presenta tutte le particolarità degli ancestrali: il colore rubino, la spuma molto evanescente, profumi intensi di frutta matura, fiori rossi, note di ciliegia. Buona tannicità in bocca, mineralità, freschezza ben presente, ma soprattutto persistenza di aromi: anche dopo parecchi minuti, il bicchiere regala ancora profumi intensi e piacevoli. E’ indubbio che i Lambruschi ancestrali diano il loro meglio dopo affinamenti prolungati, proprio perché alcune “spigolature” date dai sedimenti, abbiano il tempo di regalare morbidezze e cremosità davvero notevoli. E proprio con un prodotto come il prossimo vino, queste potenzialità si notano!

FalcoRubens e FalcoNero.

Lambrusco Falconero e FalcoRubens.

Lambrusco dell’Emilia IGT “Falconero Riserva” affinato 36 mesi (nel nostro caso aggiungiamone 6!! per un totale di 42). Vendemmia 2010, imbottigliata febbraio 2011 con i suoi sedimenti. Nel bicchiere porta colore vivo, rubino brillante e spuma densa evanescente. I profumi intensi e freschi, addolciti dal lungo riposo, ma in continua intensità con ciliegia matura, more fresche, note di prugna in chiusura. In bocca la cremosità è importante, morbidi tannini ed equilibrio in acidità, rendono bene l’idea di quello che un ancestrale può regalare dopo un affinamento di quasi quattro anni. Degustare prodotti di questo tipo è certamente emozionante e ringrazio Romano per avermene dato la possibilità, considerando le pochissime bottiglie ancora disponibili di quell’annata (qui info sui prezzi: vedi).

Il Falconero Selezione. Il campione degustato ha una data di vendemmia del 2010, 42 mesi di affinamento dopo la vinificazione!!!!

Il Falconero Selezione. Il campione degustato ha una data di vendemmia del 2010, 42 mesi di affinamento dopo la vinificazione!!!!

Grazie a TerraQuilia ed ai suoi Alti Lambruschi. A Romano e Sergio per la disponibilità, per la passione e la serietà. Tanti sono i vini che in questa mia visita abbiamo degustato, ma elencarli tutti sarebbe veramente difficile. Vi lascio con il consiglio di andare a trovare Romano e Sergio (qui le indicazioni: vedi) e continuare il viaggio nel metodo Ancestrale, per riscoprire la qualità della tradizione. Simone Balestri

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