Venerdì 17 ottobre si parla del nuovo Polo Archivistico

Pochi giorni fa a Spilamberto una “mobilitazione civica” ha portato alla raccolta di più di 900 firme per contrastare il progetto di accorpamento degli archivi storici comunali in un’unica sede a Vignola (pdf). Del tema ci siamo già occupati un po’ di tempo fa (vedi). L’impressione è che gli oppositori spilambertesi enfatizzino gli aspetti negativi del progetto (il “distanziamento” da Spilamberto), sottovalutando ampiamente quelli positivi (che ci sono e sono assai rilevanti). Comunque, tutti gli interessati al tema possono partecipare ad un incontro pubblico presso la sede del nuovo archivio (a Vignola in via Papa Giovanni Paolo II n.96, nello stabile che ospitava l’ex-archivio CRV), promosso dagli enti locali e dalla Fondazione di Vignola, venerdì 17 ottobre alle ore 17. Sarà l’occasione non solo per prendere conoscenza del progetto del nuovo servizio, ma anche per ragionare della proposta di costituire un’associazione di utenti e sostenitori del nuovo archivio storico. Ed in tal modo di promuoverne una maggiore valorizzazione.

Lo stabile di proprietà BPER che ospitava l'archivio della CRV, in via Giovanni Paolo II n.267 (foto del 25 aprile 2014)

Lo stabile di proprietà BPER che ospitava l’archivio della CRV, in via Giovanni Paolo II n.96 (foto del 25 aprile 2014)

[1] Il progetto dell’unificazione di più archivi storici comunali in un’unica sede ubicata a Vignola è maturato nel corso dell’ultimo anno. Come già illustrato, è conseguenza del cambio intervenuto nel 2013 ai vertici della Fondazione di Vignola e del relativo cambio di programma in merito all’utilizzo di Villa Trenti, la vecchia sede della biblioteca comunale (vedi). A fronte di un investimento di circa 1,6 milioni di euro (necessari per l’acquisto dello stabilimento ex-CRV usato appunto come sede agli archivi della banca) la Fondazione offre agli enti locali del territorio (Vignola, Castelnuovo, Castelvetro, Marano, Savignano, Spilamberto) un articolato “servizio di archiviazione”. Come recita lo schema di convenzione, “la Fondazione si impegna:

  • a predisporre degli spazi destinati alla conservazione dei documenti, assegnando al Comune uno spazio ben determinato di metri lineari (assegnati) in via esclusiva;
  • ad allestire una sala consultazione, una sala didattica e una sala ad uso delle associazioni culturali del territorio, in locali adiacenti ma separati da quelli adibiti a conservazione documentale;
  • a mettere a disposizione per due pomeriggi alla settimana proprio personale con la funzione di commesso.
  • La Fondazione provvede altresì alla pulizia, alle spese relative alle utenze, alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali e delle attrezzature suddette di proprietà.
  • Garantisce la copertura assicurativa dell’immobile nonché dei mobili, attrezzature e del patrimonio presenti nei locali. L’assicurazione relativa al patrimonio storico artistico resta invece in capo al Comune.
L'edificio dell'ex-archivio CRV visto da ovest. Si vede in primo piano il binario ferroviario (foto del 25 aprile 2014)

L’edificio dell’ex-archivio CRV visto da ovest. Si vede in primo piano il binario ferroviario (foto del 25 aprile 2014)

Il canone annuo per tali servizi ammonta a 48.000 euro, così ripartiti tra i 6 comuni che sinora hanno manifestato disponibilità all’adesione (in alcuni casi le relative delibere sono già state adottate):

  • Comune di Castelnuovo Rangone: €. 5.000
  • Comune di Castelvetro: €. 5.000
  • Comune di Marano: €. 3.000
  • Comune di Savignano: €. 5.000
  • Comune di Spilamberto: €. 5.000
  • Comune di Vignola: €. 25.000

Se si considera che finalmente in tal modo gli archivi storici comunali potranno avere una sede rispondente ai requisiti di legge (sino ad oggi solo il comune di Castelvetro risultava adempiente – anche per questo il progetto ha ottenuto accoglienza favorevole da parte della Soprintendenza archivistica per l’Emilia-Romagna), che gli spazi a disposizione si prestano anche per le attività di consultazione e più in generale culturali (legate alla valorizzazione dell’archivio), che il servizio prevede anche l’impiego di nuove tecnologie di gestione e pulizia, diventa difficile contestare la ragionevolezza del progetto. In effetti il nuovo Polo archivistico può garantire “una e più ampia fruizione del patrimonio storico valorizzando le possibili sinergie tra gli enti e le associazioni culturali dei diversi territori”. Solo a Spilamberto si sono levate voci di protesta contro questo progetto – ed anzi alcune realtà associative hanno promosso una raccolta di firme, invitando i cittadini a mobilitarsi (pdf). Come in ogni operazione di centralizzazione aumentano gli “oneri logistici”: studiosi e cultori di storia locale di 5 dei 6 comuni aderenti dovranno percorrere un po’ più di strada per l’accesso all’archivio. Ma ottengono in cambio un servizio decisamente migliorato. Nessun vulnus all’identità cittadina od al patrimonio storico del comune! Solo un (relativo) disagio logistico. Le 100-150 consultazioni annue dell’archivio storico spilambertese (i numeri sono questi) implicheranno il disagio di dover percorrer alcuni km per accedervi. E’ un disagio compensato dai benefici offerti dal nuovo “polo archivistico”? Si potrebbe già rispondere di sì per gli aspetti “materiali”. Diviene però importante precisare quelli organizzativi e gestionali.

Le dichiarazioni del presidente della Fondazione di Vignola, Valerio Massimo Manfredi, sul progetto del "polo archivistico" (Gazzetta di Modena, 24 aprile 2014)

Le dichiarazioni del presidente della Fondazione di Vignola, Valerio Massimo Manfredi, sul progetto del “polo archivistico” (Gazzetta di Modena, 24 aprile 2014)

[2] Ha fatto bene il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, a richiamare l’idea della costituzione di un’associazione locale per partecipare alla gestione: “dar vita ad un’associazione di storici locali rappresentativa di tutto il territorio intercomunale, che possa mettere in piedi il progetto culturale che darà anima al nuovo polo archivistico” (Gazzetta di Modena del 3 ottobre 2014, p.24: pdf). In effetti la sfida è questa. L’amministrazione comunale di Vignola la sta affrontando da tempo sul versante della locale biblioteca, dove un’associazione (la LAG-Libera Associazione Genitori) contribuisce tramite prestazioni di volontariato ad ampliare l’orario di apertura. Anzi, lo sforzo dovrebbe essere massimo per potenziare ulteriormente questa collaborazione (vedi). Lo stesso dovrebbe avvenire sul versante degli archivi storici locali. Ed è auspicabile che la proposta, avanzata, illustrata, discussa nell’incontro del prossimo 17 ottobre, non sia lasciata cadere. Quello dell’unificazione degli archivi storici, ovvero della loro “centralizzazione”, è un banco di prova importante della capacità di visione strategica di questo territorio. Se andrà a buon fine, come auspicabile, potrebbe preludere a più impegnative innovazioni sul versante delle politiche culturali e dei luoghi della cultura (da tempo in attesa di un “piano strategico”: vedi). Ma perché si possa procedere oltre su questa via, occorre un rinnovato impegno delle istituzioni locali nella comunicazione verso i cittadini (e nella trasparenza circa la formazione degli orientamenti decisionali), così da recuperare fiducia circa il fatto che si sta davvero perseguendo un progetto forte, anche dal punto di vista culturale , e non di mera “razionalizzazione” della spesa. Anzi, occorre imparare a coinvolgere la cittadinanza sin dalle prime fasi del processo di formazione delle decisioni. Vogliamo provare?

Prima Pagina, 2 ottobre 2014.

Prima Pagina, 2 ottobre 2014.

PS Un database degli archivi storici comunali in Emilia-Romagna è offerto tramite il sito web dell’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali – Soprintendenza per i beni librari e documentari (vedi). Un esempio di attività articolata è quella svolta dall’Archivio Storico del comune di Modena (vedi). Qui, invece, un po’ di informazioni sull’Archivio Storico del comune di Vignola (vedi).

Il Resto del Carlino, domenica 19 ottobre 2014, p.21.

Il Resto del Carlino, domenica 19 ottobre 2014, p.21.

PPS Infine un accordo è stato raggiunto. Ne ha dato comunicazione la stampa locale. Qui Il Resto del Carlino del 19 ottobre 2014 (pdf). In modo del tutto singolare, il comune di Castelvetro ha richiesto ed ottenuto uno “sconto” sul proprio canone annuo: 4.000 euro anziché 5.000. “Credo sia giusto – ha spiegato il sindaco di Castelvetro Fabio Franceschiniche Castelvetro paghi un po’ meno, proprio perché il nostro archivio storico è l’unico realmente a norma e ben tenuto. Quindi avevamo qualcosa in più da perdere in un trasloco.” Singolarissima argomentazione. Di norma si paga per il servizio che si acquisisce. Indipendentemente da quello che si lascia. Speriamo almeno che la conclusione positiva di questa vicenda consenta di diffondere l’urgenza circa una nuova (e più solida) visione sul ruolo dell’Unione e di servizi e politiche sovracomunali.

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One Response to Venerdì 17 ottobre si parla del nuovo Polo Archivistico

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Infine un accordo è stato raggiunto. Ne ha dato comunicazione la stampa locale (es. Il Resto del Carlino del 19 ottobre 2014, vedi sopra). In modo del tutto singolare, il comune di Castelvetro ha richiesto ed ottenuto uno “sconto” sul proprio canone annuo: 4.000 euro anziché 5.000. “Credo sia giusto – ha spiegato il sindaco di Castelvetro Fabio Franceschini – che Castelvetro paghi un po’ meno, proprio perché il nostro archivio storico è l’unico realmente a norma e ben tenuto. Quindi avevamo qualcosa in più da perdere in un trasloco.” Singolarissima argomentazione. Di norma si paga per il servizio che si acquisisce. Indipendentemente da quello che si lascia. Speriamo almeno che la conclusione positiva di questa vicenda consenta di diffondere l’urgenza circa una nuova (e più solida) visione sul ruolo dell’Unione e di servizi e politiche sovracomunali.

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