Unire marketing territoriale e promozione culturale. Spunti da un progetto sull’origine di Venezia

Mosaico con il Giudizio universale (sec XII-XIII). Controfacciata della Basilica di Santa Maria assunta, Torcello (foto del 2 agosto 2014)

Particolare del mosaico con il Giudizio universale (sec XII-XIII). Controfacciata della Basilica di Santa Maria assunta, Torcello (foto del 2 agosto 2014)

Il Metadistretto Veneto dei Beni Culturali, con il sostegno della Fondazione Telecom Italia, sta sviluppando un progetto  per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-culturale di Altino e Torcello, due località legate alla storia  delle origini di Venezia (qui un video di presentazione: vedi). Si tratta di una delle numerose iniziative locali di promozione del turismo culturale, in questo caso focalizzato su alcuni aspetti meno noti della storia di Venezia, ma assai importanti per comprendere la città. Per quanto il progetto sia da ritenersi tutt’altro che ottimale offre spunti per realizzare finalmente anche nell’Unione Terre di Castelli un “sistema informativo” articolato (ed intelligente) in grado di unire finalità di marketing territoriale e di promozione culturale.

Uno dei due chiostri del complesso di San Salvador, Venezia, sede del Future Centre di Telecom Italia (foto del 3 agosto 2014)

Uno dei due chiostri del complesso di San Salvador, Venezia, sede del Future Centre di Telecom Italia (foto del 3 agosto 2014)

[1] Nei pressi del Ponte di Rialto a Venezia (sestiere S.Marco), si situa il cinquecentesco convento di San Salvador, un complesso che si articola attorno a due chiostri (di cui uno attribuito a Jacopo Sansovino), connessi all’omonima chiesa. In questo stupendo complesso, accessibile al pubblico nei giorni festivi, trova sede il Future Centre di Telecom Italia. In modo del tutto casuale ho avuto l’occasione di visitarlo e di prendere conoscenza del progetto “Le origini di Venezia. Altino – Torcello” (vedi), oltre che di sperimentarne uno degli applicativi. Il progetto, ideato dal Metadistretto Veneto dei Beni Culturali è risultato vincitore al bando “I beni culturali invisibili”, indetto nel 2011 dalla Fondazione Telecom Italia e dunque avviato alla realizzazione (vedi).

Banner di presentazione del progetto "Le origini di Venezia", presso il Future Centre di Telecom Italia a Venezia (foto del 3 agosto 2014)

Banner di presentazione del progetto “Le origini di Venezia”, presso il Future Centre di Telecom Italia a Venezia (foto del 3 agosto 2014)

Il progetto prevede lo sviluppo di un percorso di “segnaletica interattiva” lungo i siti di Altino e di Torcello. Questo tipo di segnaletica permetterà un duplice livello informativo: quello più tradizionale e descrittivo della storia e delle principali emergenze culturali e artistiche e uno on demand che, attraverso la sua componente tecnologica, permetterà all’utente una personalizzazione dell’esperienza di visita. Per consentire all’utente di conservare una componente “tangibile” dell’esperienza sonora sperimentata sul luogo – è prevista la realizzazione di una serie di microracconti su fatti storici dei due siti e microinterviste alla popolazione locale scaricabili in più lingue attraverso o codici QR presenti sui pannelli segnaletici per gli utenti che entrano nell’area del sito. Una volta scaricati i contenuti potranno essere utilizzati in loco ma anche conservati sul proprio smartphone per un utilizzo successivo alla visita.” E’ possibile farsi un’idea del progetto visitando l’apposito sito web (vedi) dove sono organizzate molte delle informazioni storiche sulla città romana di Altino (I-II sec. a.C.) e sull’insediamento lagunare di Torcello (VI sec. d.C.) e del nesso che lega questi due insediamenti con la successiva città di Venezia (il termine Venetia in epoca romana si riferisce all’intera regione; l’uso per identificare la città  si afferma tardivamente: almeno fino all’anno mille l’insediamento in laguna corrispondente all’attuale Venezia è identificato come civitas Rivoalti – da cui l’attuale Rialto, nella parte centrale della città).

Il sito web sulle origini di Venezia realizzato nell'ambito del progetto (foto del 3 agosto 2014)

Il sito web sulle origini di Venezia realizzato nell’ambito del progetto (foto del 3 agosto 2014)

[2] Nonostante l’adozione di un nome che richiama la propria storia (“Terre di Castelli”) l’Unione dei comuni non dispone ad oggi di strumenti adeguati di informazione storica, per fini culturali e di marketing territoriale. I siti web dei comuni o quelli specializzati (sic) per il marketing territoriale e la promozione turistica sono decisamente inadeguati, in alcuni casi penosi – si veda il sito web della Strada dei vini e dei sapori “Città, Castelli, Ciliegi” (vedi), ma anche quello dello IAT dell’Unione (vedi). Mancano informazioni di qualità (tra cui materiali video), mancano collegamenti tra i contenuti, mancano narrazioni accattivanti, mancano differenziazioni dei percorsi rispondenti ai differenziati interessi dei cittadini e dei visitatori. Manca la consapevolezza che “sistemi” di questo tipo debbono essere centrati sull’utente (non sul produttore di contenuti), ovvero debbono tener conto della “risorsa” oggi più scarsa: l’attenzione (eppure è del 1971 l’osservazione di Herbert A.Simona wealth of information creates a poverty of attention”)! Manca inoltre un’articolazione ed integrazione tra materiali web e materiali cartacei (ancora oggi indispensabili). Tutti segnali della mancanza di un adeguato progetto.

Navigazione comandata tramite il movimento delle mani nel sito web sulle origini di Venezia, presso il Future Centre di Telecom Italia (foto del 3 agosto 2014)

Navigazione comandata tramite il movimento delle mani nel sito web sulle origini di Venezia, presso il Future Centre di Telecom Italia (foto del 3 agosto 2014)

[3] L’affidamento delle deleghe a “Politiche per il Turismo, Politiche integrate per la Cultura e rete museale, Marketing territoriale” per l’Unione Terre di Castelli al sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, fa ben sperare. Magari è la volta buona che questo territorio riesce a dotarsi non solo di un adeguato sito web di marketing territoriale (di cui è tutt’ora sprovvisto), ma magari di un vero e proprio “sistema” a supporto dell’accoglienza e della promozione culturale di questo territorio. Non si tratta solo di offrire informazioni (cosa tutt’altro che banale, visto che debbono essere facilmente accessibili quando sono richieste). Ma anche di organizzarle in una pluralità di narrazioni che evidenzino, tanto ai residenti, quanto ai turisti, le peculiarità storico-culturali e paesaggistiche di questo territorio. Ovvero perché vale la pena trascorrervi un po’ di tempo, un pezzetto di vita.
[4] Mi limito qui a richiamare alcuni principi per una progettazione di qualità:

  • un tale sistema deve essere progettato a partire dalle “esigenze” degli utenti (anziché, come spesso succede, essere guidato dalla tecnologia o dai “produttori di contenuti”), ovvero dai loro interessi di conoscenza e dalle loro abilità cognitive ed esperienziali. Deve cioè essere in grado di rispondere agli interessi dei visitatori, offrendo percorsi tematici differenziati (monumenti, storia, cultura; ambiente e paesaggio; enogastronomia, ecc.), ma anche alla loro disponibilità di “investimento temporale” (se un argomento mi interessa sarò disponibile a dedicarvi più tempo …);
  • deve essere user friendly, ovvero tarato sulle abilità degli utilizzatori e dunque necessariamente articolato in differenti “supporti tecnologici”: alle tecnologie web vanno ancora affiancate le guide cartacee, ai totem digitali la segnaletica tradizionale, ecc.;
  • deve essere un sistema in grado di crescere nel tempo, magari secondo una logica “wiki”, ovvero di partecipazione diffusa alla produzione di contenuti (seppure sotto un’unica regia): associazioni culturali o enogastronomiche, semplici cittadini interessati, debbono poter partecipare alla redazione, validazione, aggiornamento dei contenuti.
Istruzioni per l'uso dell'applicativo di navigazione tramite uso delle mani, al Future Centre di Telecom Italia (foto del 3 agosto 2014)

Istruzioni per l’uso dell’applicativo di navigazione tramite uso delle mani, al Future Centre di Telecom Italia (foto del 3 agosto 2014)

[5] Per converso ci sono errori da evitare, di cui purtroppo abbiamo già fatto esperienza. Come spesso succede in progetti di questo tipo uno dei rischi da evitare è quello di focalizzare eccessivamente l’attenzione sui dispositivi tecnologici, perdendo di vista altri aspetti ugualmente o anche più importanti: le abilità cognitive dell’utilizzatore, la facilità d’uso, la flessibilità d’uso in base agli interessi del fruitore, l’organizzazione dei contenuti, ecc. Come riconosciuto nel progetto sulle origini di Venezia, “le tecnologie su cui si basa il progetto sono stabili e ben conosciute. La parte più innovativa del progetto, da un punto di vista tecnologico, riguarda infatti non tanto i singoli device o l’applicazione di specifici protocolli di comunicazioni quanto la regia complessiva che permette di connettere i diversi componenti.
Un esempio di applicativo che non ha avuto successo è dato dalle nuove audioguide realizzate per la visita alla Rocca di Vignola, con presentazione “teatralizzata” (vedi). Sia perché utilizza una tecnologia non coerente con le esigenze d’uso (lettore mp3 anziché iPad o app per smartphone), sia perché presuppone capacità cognitive eccessive nell’utilizzatore (che è costretto a saltare tra più periodi storici, anziché focalizzare il percorso sul momento davvero importante: l’epoca di Uguccione Contrari all’inizio del XV secolo), sia perché troppo centrato sulle esigenze del “produttore teatrale” che del fruitore.
Un altro progetto che possiamo considerare fallito, dal punto di vista dei prodotti di comunicazione,  è il progetto “Italia senza benzina” (vedi), finanziato con fondi dell’Unione Europea, ma realizzato per l’Unione Terre di Castelli nella più completa indifferenza circa i principi sopra richiamati. Chi si mette oggi ad ascoltare le “audio guide” realizzate per i comuni del territorio ed i relativi “prodotti tipici” (vedi)? Temo nessuno. Come praticamente nessuno ha guardato i video di promozione territoriale, che evidentemente non corrispondono alle regole della fruizione ottimale (la presentazione video di Vignola ha avuto ad oggi 208 visualizzazioni per la parte 1: vedi; 358 visualizzazioni per la parte 2: vedi) – una performance penosa. Insomma, bisogna davvero fare un salto di qualità.

PS Il progetto “Le origini di Venezia. Altino – Torcello” si focalizza unicamente sulla parte relativa alla storia del territorio e dei suoi insediamenti e da questo punto di vista presenta materiali di buona qualità (vedi). Manca una parte paesaggistico-ambientale ed una parte enogastronomica, ma ciò è comprensibile vista la più limitata finalità del progetto rispetto agli obiettivi del marketing territoriale.

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