La natura violata. Sito gravemente inquinato a Solignano Nuovo (Ex Frattine), di Roberto Monfredini

La sensazione è quella della morte. Dell’inoltrarsi per una selva oscura. Camminare in un cimitero di alberi e di natura  malata. Non si ode un canto di uccello sui rami, anche se è maggio. Non si vede uno storno. Non si vede un airone andare a bere nell’acqua apparentemente limpida, ma mortale, del torrente Tiepido. Non si ode un canto a squarciagola di un usignolo. Non si vede uno scoiattolo arrampicarsi su di un ramo. Nessuno vuole vivere in questo luogo. Si sono passati voce, gli animali: qua si muore, muoiono i beghi filtratori, muoiono gli insetti, muoiono i pesci. Si vede ad occhio la vegetazione che si interrompe, per riprendere dopo alcune centinaia di metri a monte.

Il riquadro giallo evidenzia la località "Solignano 2 Ex Frattine", a ridosso del torrente Tiepido (sulla sx), nel territorio di Castelvetro, località Solignano Nuovo. Sito gravemente inquinato (immagine da Google Maps)

Il riquadro giallo evidenzia la località “Solignano 2 Ex Frattine”, a ridosso del torrente Tiepido (sulla sx), nel territorio di Castelvetro, località Solignano Nuovo. Sito gravemente inquinato (immagine da Google Maps)

Carcasse di tronchi appoggiati e morti sul greto del fiume. Tronchi anche apparentemente forti stroncati dal veleno mortale raccolto da una radice che ha inserito i propri villi sulla melma rossa. I figli  nati a grappoli sotto i padri già secchi dopo i primi anni di vita, senza riuscire a fare se non poche foglie in un vano tentativo di  scambiare ossigeno per la sintesi. Alcuni sopravvissuti che si ergono ancora  fieri, con la linfa in piedi come se fossero però mutilati, senza una parte verde e solo rade foglie sui rami verso il sole. E’ solo un miscuglio di colori, mattonelle, blocchi di refrattari, amianto incastrato tra le  sponde che emerge e ti fa capire che molto altro potrebbe esserci là sotto, nascosto.
Il torrente che forma un ansa e l’uomo che ne devia il corso per non fare portare via con il fiume i  cadaveri della ceramica. E il fiume che aspetta inesorabile la piena per riappropriarsi del suo corso naturale come volesse erodere per sempre quel tumore incastrato nel suo corpo. E alla fine il fiume riesce a ritagliare come il burro la sua sponda e a sgretolarla mettendo in luce le metastasi colorate.

Lastre di materiale con amianto lungo il torrente Tiepido, località Ex Frattine.

Lastre di materiale con amianto lungo il torrente Tiepido, località Ex Frattine.

Emergono allora i resti del percorso umano finalizzato a colorare le nostre case, i sacchi delle materia prime, pieni o vuoti, i colori cinabro, l’ocra, la terra bruna, con tutti i metalli dal piombo al cadmio, dallo zinco al cromo, dal boro al selenio, e l’amianto a blocchi incastrato nelle sponde ormai emerse dall’onda impetuosa del torrente quando diventa fiume. Ma trovi anche l’amianto lungo il fiume, i blocchi dei forni vecchi refrattari, cambiati e superati dai nuovi, che giacciono come sassi al sole tra i flutti.

Frammento di materiale con amianto lungo il greto del torrente Tiepido, località Ex Frattine.

Frammento di materiale contenente amianto lungo il greto del torrente Tiepido, località Ex Frattine.

Il fiume ha ricevuto tutto e con la pazienza di Siddharta ha accettato che l’uomo nella sua stupidità lo violentasse. Ha accettato la violenza su di se lasciando fare, come un padre quando deve fare comprendere al figlio che sbaglia. Ha pensato il fiume con le piogge di poter lavare tanta stupidità umana, ha pensato certamente che “un giorno si accorgeranno che sbagliano a considerarmi una discarica, io sono la vita” – avrà pensato il fiume – “e con me nasce e muore ogni cosa, perché io raccolgo l’acqua dal cielo e la porto al mare”.
Di cosa ha voglia questo torrente della prima pianura? Di tornare a sentire sulle sue sponde il cinguettio degli uccelli, di ascoltare i rami dei giovani alberi che crescono e si rinfoltiscono di foglie, di ascoltare il lento e silenzioso  rumore delle radici che penetrano nella terra filtrata dai beghi, di ascoltare il dimenarsi dei pesci che scendono dalla montagna e depongono in un’ansa le uova. C’era il paradiso, l’abbiamo riempito con l’inferno. Facciamo, tutti, in modo che il paradiso torni.

Roberto Monfredini

Frammento di materiale con amianto lungo il greto del torrente Tiepido, località Ex Frattine.

Frammento di materiale contenente amianto lungo il greto del torrente Tiepido, località Ex Frattine.

PS Successivamente ad un duplice sopralluogo l’ARPA-Distretto territoriale Sassuolo-Vignola il 30 marzo 2010 ha prodotto una relazione sul sito contaminato “Solignano 2 Ex Frattine”. I campioni prelevati evidenziano una concentrazione di piombo superiore di più di 100 volte i limiti di legge (es. 17.700 mg/kg ss contro i 100 mg/kg ss previsti per le aree verdi). In sintesi, “è emersa indubitalmente la presenza di rifiuti ceramici interrati (…) caratterizzati da elevati livelli di contaminazione da metalli ceramici, non compatibili con l’area in oggetto“. Un episodio di inquinamento ambientale che evidenzia da un lato comportamenti al di fuori della legalità da parte di imprese di produzione ceramica, dall’altro incapacità (o non volontà) di controllare e sanzionare da parte delle istituzioni pubbliche. Il nostro processo di industrializzazione – all’italiana – è evidentemente punteggiato anche da episodi del genere. (AP)

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11 Responses to La natura violata. Sito gravemente inquinato a Solignano Nuovo (Ex Frattine), di Roberto Monfredini

  1. balestri79 ha detto:

    E di fronte a tutto questo scempio, CHI ha la responsabilità di controllo è colluso!
    Non posso credere alla storia che NESSUNO si sia accorto di questo!
    Viva l’Italia!

  2. Davide Satrioni ha detto:

    Buongiorno vorrei chiedere una riflessione su un argomento della campagna elettorale.
    COMODATO
    Le case concesse in comodato d’uso GRATUITO ai figli (sia che il comodato sia registrato o no) dovevano essere assimilate alle PRIME CASE e quindi o esentate o oggetto di tassazione ridotta.
    QUASI OVVIAMENTE dopo il voto non ne abbiamo più sentito parlare.
    Questo argomento fa per caso parte di quel 70% medio di promessendei programmi elettorali che finiscono nel bidone della spazzatira ?????
    Gradirei anche un interessamento dell’amministrazione della svolta.
    Corsialmente saluto.
    Davide Satrioni.

  3. Roberto ha detto:

    Scusate ma sopra c’è una pista da cross ???

  4. roberto monfredini ha detto:

    si , pista abusiva, sul sito consiglieri castelvetro 5 stelle trovate anche i video di 5 e 16 minuti sul link frattina , in quello da 5 minuti intervistiamo di domenica i ragazzi del cross

  5. fausto ha detto:

    Una roba sanissima il cross in mezzo alle polveri al piombo, una goduria. Complimenti a noi italiani: un capolavoro.

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Da Il Fatto Quotidiano, di oggi, 12 agosto 2014:
    “L’area della Ex Frattina nel comune di Castelvetro (Modena) è stata posta sotto sequestro amministrativo dall’Oipa per disastro ambientale. Arriva dopo 30 anni il primo provvedimento ufficiale di indagine rispetto ai 4,35 ettari attorno al torrente Tiepido in località Solignano (Mo) che tra gli anni ’70 e ’90 sono diventati una discarica a cielo aperto per i rifiuti delle industrie ceramiche della zona. “35mila metri cubi di fanghi ceramici lasciati a marcire per 40 anni con punte di 100 grammi di metalli pesanti ogni chilogrammo di terra secca”, spiega Roberto Monfredini, veterinario, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle che assieme agli altri due suoi colleghi di partito segue la vicenda da anni. “In quel terreno c’è di tutto. Se prendiamo 100 grammi come esempio, 61 grammi sono di piombo, 31 di zinco e per la rimanente cifra è stato trovato di tutto dal cadmio al nichel, dal cromo al rame e all’alluminio”.

    La storia di questa grossa porzione di territorio modenese, oltretutto coltivata fino in anni recenti, può simboleggiare, come hanno scritto i blogger Luca Lombroso e Franco Fondriest, la triste eredità ambientale del boom industriale del dopoguerra. Fin dagli anni settanta è esistito un tubo per sversare i rifiuti di molte industrie ceramiche, fiore all’occhiello della zona, direttamente nell’alveo del Tiepido; ma come se non bastasse quel greto è diventato uno spazio dove depositare anche tutto il resto che proveniva dalle fabbriche limitrofe almeno fino agli anni novanta. “Ci lasciavano di tutto: fili di ferro, rifiuti di amianto, fanghiglie industriali, blocchi refrattari – spiega Monfredini – addirittura quando cambiavano i forni li distruggevano in mille pezzi e poi li venivano a lasciare qui. Li vedi ancora oggi se fai un sopralluogo. Tutto questo materiale tossico nel tempo ha formato ‘naturalmente’ l’argine del Tiepido”.

    Nel 1993 è il Comune di Castelvetro a preparare un progetto di bonifica, ma senza avere sufficienti fondi per finanziarlo. Sempre in quel periodo il ministero dell’Ambiente riconosce la pericolosità del sito a causa di “rifiuti tossici e nocivi” e ne obbliga la recinzione totale, il divieto di coltivazione e accesso. Solo nel 2000 però vengono stanziati 41 miliardi dal ministero per bonificare i 19 siti del protocollo SIN Sassuolo-Scandiano: 14 miliardi (pari al 43% delle aree inquinate) vengono usati, gli altri tra cui quelli destinati alla Frattina no: “Che sia stato per lungaggini burocratiche o per mancanza di volontà politica da parte dell’amministrazione, oggi ci ritroviamo ancora come allora – prosegue il consigliere – Sono rimasti solo 2 di quei miliardi del ministero (oggi direttamente gestiti dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione con gli enti locali comunali, ndr) – e non bastano di certo per bonificare la Frattina”.

    Ulteriore inghippo formale per lo spazio inquinato a ridosso del Tiepido è che una grossa parte di terreno è di proprietà della famiglia Rubbianesi che acquistò lo spazio ‘agricolo’ a metà degli anni ’80 senza sapere nulla: “Nessuno fino al 2005 ci ha detto di smettere di coltivare orzo e mais – ha spiegato ai giornali locali la figlia del defunto proprietario dell’area incriminata – Ma appena è arrivata la comunicazione ufficiale ci siamo subito fermati ed è iniziato il nostro calvario”. Fin dal 1990, infatti, i proprietari sono stati assolti dal Tribunale di Vignola da qualsivoglia diretta responsabilità nell’inquinamento delle falde acquifere, solo che oggi la loro presenza fisica sembra essere diventato un ostacolo formale per la bonifica che il Comune vuol fare: “Per utilizzare i 2 miliardi rimasti – ha spiegato il sindaco di Castelvetro, Fabio Franceschini – quel terreno privato deve diventare di proprietà del Comune (…) se i proprietari si rifiuteranno di vendercelo penso ci siano i presupposti per acquistarlo d’ufficio”.

    In attesa del passaggio di proprietà ai primi di luglio 2014 è giunto in Procura un esposto del Movimento 5 Stelle dove si pongono dubbi sulle analisi di Arpa rispetto al riaffiorare recente di lastre di amianto eternit: “157 punti di scavo e l’amianto non risulta. Come è possibile? Perché i prelievi si fermano a 20 metri dal fiume?”. “Stavolta c’è il ‘cadavere’”, conclude Monfredini, “ai carabinieri e alle guardie ecozoofile ho mostrato le piante morte e per almeno un chilometro la mancanza totale di vegetazione”.”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/12/modena-sequestrata-larea-ex-frattina-discarica-piena-di-materiale-tossico/1089503/

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