Mauro Smeraldi è il nuovo presidente dell’Unione Terre di Castelli

Ha richiesto davvero poco tempo l’elezione delle principali cariche istituzionali dell’Unione Terre di Castelli, avvenuta in occasione del consiglio di insediamento di stasera, 31 luglio. Nel volgere di meno di un’ora era tutto fatto. La giovanissima Francesca Cassanelli (consigliere di Castelnuovo Rangone, della lista “Centrosinistra per Castelnuovo e Montale”: vedi) è stata eletta presidente del consiglio dell’Unione (un solo astenuto). Vicepresidente del consiglio è stato eletto Erio Linari (consigliere comunale di Savignano, della Lista dei cittadini – Insieme per Savignano). E come aveva proposto pubblicamente un mese fa il sindaco di Castelnuovo Carlo Bruzzi (vedi), alla presidenza dell’Unione è stato eletto (all’unanimità) il sindaco di Vignola Mauro Smeraldi. Un successo impensabile poco tempo fa. Ma anche una grandissima responsabilità.

Seduta di insediamento del consiglio dell'Unione Terre di Castelli (foto del 31 luglio 2014)

Seduta di insediamento del consiglio dell’Unione Terre di Castelli (foto del 31 luglio 2014)

[1] L’accordo che ha portato alle votazioni condivise, anziché allo scontro tra le diverse componenti “politiche” del consiglio (centrosinistra, “civici”, centrodestra) è stato raggiunto nei giorni scorsi. Oltre a riguardare le persone da eleggere alle più importanti cariche istituzionali dell’Unione Terre di Castelli esso ha incluso un primo “schema programmatico”. Non un vero e proprio “programma” – questo dovrà essere presentato, discusso ed approvato (a norma di statuto) entro l’approvazione del primo bilancio di previsione (nella passata legislatura la “dimenticanza” di questo passaggio costò cara all’allora presidente Lamandini: vedi). Ma una sorta di canovaccio, di elencazione dei punti di maggiore importanza. E’ stata la sottoscrizione di questa sorta di protocollo d’intesa a spianare la strada all’elezione di Mauro Smeraldi a presidente dell’Unione Terre di Castelli.

Il sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, interviene per presentare le linee programmatiche dell'Unione in occasione della seduta consiliare di insediamento (foto del 31 luglio 2014)

Il sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, interviene per presentare le linee programmatiche dell’Unione in occasione della seduta consiliare di insediamento (foto del 31 luglio 2014)

[2] Non ci sono novità particolari rispetto ai temi e problemi in agenda da tempo per l’Unione. Un PSC da portare a termine il più rapidamente possibile (vedi). Accanto ad esso un tribolato progetto di “polo della sicurezza” (vedi) da perfezionare, forse ridefinire e comunque realizzare anche qui in tempi brevi. La ricerca di politiche di contrasto della crisi economica (da perseguire “con ogni mezzo”) ed un nuovo sentiero per lo sviluppo locale. Nuove modalità di partecipazione dei cittadini alle decisioni più importanti e nuove forme di coinvolgimento degli utenti nella pianificazione dei servizi pubblici e nel loro controllo della qualità (così da rinvigorire il rapporto tra cittadini ed Unione!) – impegni già assunti con le recenti modifiche allo statuto (vedi). Un rafforzamento della funzione di controllo di gestione al fine di meglio rappresentare benefici e criticità dell’Unione. E così via (vedi).

Mauro Smeraldi in un momento della campagna elettorale (foto del 19 febbraio 2014). Da stasera è presidente dell'Unione Terre di Castelli.

Mauro Smeraldi in un momento della campagna elettorale (foto del 19 febbraio 2014). Da stasera è presidente dell’Unione Terre di Castelli.

[3] Ciò che è invece cambiata, divenendo più acuta, è la consapevolezza dell’urgenza sia di una maggiore coesione dell’Unione, sia della necessità di un recupero della sua capacità di visione strategica – certo, più facile da dirsi che da farsi. Le incerte innovazioni istituzionali in corso (la strana soppressione-non soppressione delle Province) ed il mutato quadro politico regionale (la crisi economica ed il conseguente calo di risorse ha fatto saltare l’aspirazione alla “regione policentrica” – ora i principali capoluoghi pretendono una diversa distribuzione delle risorse, meno diffusa, più gerarchizzata, più concentrata su di loro), richiedono davvero ogni sforzo possibile per aumentare, anziché diminuire, il peso politico dell’Unione e l’efficacia delle sue politiche. Recuperando quel ruolo di “avanguardia” dell’innovazione istituzionale che aveva assunto qualche anno fa, ma che si è perso nel corso della passata legislatura (2009-2014) (vedi). Anche per questo le linee programmatiche illustrate stasera (ed approvate nell’atto dell’elezione del nuovo presidente) prevedono in modo esplicito – scopriremo presto con quanta convinzione – la fusione dei comuni come possibile orizzonte, proprio al fine di recuperare od accrescere potere di governo per questo territorio (vedi).

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Una risposta a Mauro Smeraldi è il nuovo presidente dell’Unione Terre di Castelli

  1. Dimer ha detto:

    Come sottolinei nel tuo intervento l’ accordo è oltremodo importante in previsione dei prossimi, decisivi impegni dell’Unione per contrastare i gravi effetti della crisi economica e sociale, rilanciare una progettualità partecipata e responsabile, promuovere l’innovazione sostenibile con l’ambiente, chiarire con cura le dinamiche riorganizzative relativamente a servizi sociali e sanitari a fronte dei mutamenti, ormai di medio periodo, intervenuti nella composizione della popolazione dell’Unione.
    Fra le indicazioni di programma presentate dal presidente Smeraldi, concordate con i sindaci dell’Unione e in stato di proposta, oltre al giusto richiamo alle specificità locali, in primis quelle dei comuni montani, mi permetto di indicare alcuni dei punti sottolineati anche da alcuni degli interventi:
    – La necessità di affrontare con metodo, risolutezza e tempi ragionevole lo stato di grave disagio conseguente alla crisi; crisi ormai quinquennale, già indicata dagli analisti più attenti a seguito del caso Enron e che non accenna a esaurirsi. In questi dieci anni due dei progetti indicati come utili si sono rivelati poco efficaci:
     Quello della Sipe per vari motivi, comunque perché fermo e soggetto a un contenzioso legale;
     Quello per la elaborazione del PSC intercomunale ormai alla sua seconda versione, sostanzialmente inattivo, figlio di culture progettuali e economico-urbanistiche superate e perdenti specie sul piano dell’innovazione.

    Evocare la fretta senza chiarire in modo pubblico e trasparente:
     il quadro di riferimento, sia generale che dettagliato;
     gli obiettivi e gli attori

    suona intempestivo e inopportuno visto che già si potrebbe essere vicini al traguardo se non si fosse fatto un eccessivo affidamento sulla “magiche virtù regolatrici del mercato” e al ruolo assai acquiescente degli organi politici. Non sarebbe male, intanto, aprire una pubblica discussione sull’emergenza lavoro per intrecciarlo poi con altri settori; anche perché se i salari rimangono bassi e il lavoro molto irregolare e discontinuo, è difficile pensare che le famiglie possano fare progetti qualsivoglia e ciò incide a vari livelli.
    La giovane età di molti consiglieri dell’Unione è un fattore positivo specie se porterà a idee meno datate e scontate, ma non può giustificare l’ignoranza del passato perché è abbastanza noto che la sua conoscenza, quantomeno, ci dovrebbe consentire di evitare di ripetere gli errori commessi.

    – La necessità di chiarire la questione della riorganizzazione dei servizi sanitari, ospedale in primis, e sociali. Già tu in altro intervento offri indicazioni importanti laddove riferisci delle rassicurazioni non sempre seguite da atteggiamenti coerenti e dal problema rappresentato dalla presenza di due Ospedali modenesi a pochi chilometri di distanza, uno dei quali è stato inaugurato nel 2005, e per i quali già emergono difficoltà finanziarie a confermare la piena efficienza di queste strutture. Del pari ritengo che il ricorso alla specialistica ambulatoriale extra Vignola possa avere conseguenze importanti sul futuro del nostro Ospedale, per cui sarebbe bene esperire dati sistematici relativi ad un certo periodo e valutarne le ripercussioni su un periodo più lungo.

    – La necessità di mettere in sicurezza il territorio a partire dalla montagna e dalle fasce collinari, recuperando la fascia fluviale a una maggiore vivibilità.

    – L’esigenza di aprire una riflessione serena sulla “fusione” chiarendo il perché, il per chi e il come, in modo che le inevitabili difficoltà non siano vissute come tifosi, ma come sportivi. Intanto vorrei capire in termini di democrazia se ciò può considerarsi arricchente perché la mia esperienza mi insegna il contrario: quando si spostano i centri decisionali si perde in democrazia e spesso in efficacia, dato che i problemi arrivano tardi e adattati dai vari opportunismi e conformismi, tanto che le risposte risultano tardive o poco appropriate.

    Chi occupa posizioni di comando tende a privilegiare lo stato di equilibrio delle organizzazioni da lui dirette, seguendo la strada maestra da lui tracciata, spesso giudicando come improprie le osservazioni e le critiche altrui. E’ comprensibile, direi fisiologico, ma può diventare deleterio se non si istruiscono con cura le procedure di partecipazione, indirizzo e controllo.

    Dimer Marchi.

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