Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”. Introduzione alla mostra di Palazzo Strozzi, di Carlo Maria Pelatti

Ancora pochissimi giorni (chiude il prossimo 20 luglio) per visitare la mostra Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”, a Palazzo Strozzi a Firenze (vedi). Anche stavolta la introduce Carlo Maria Pelatti, invitandoci a non perdere questa occasione!

Ebbene sì, Signore e Signori! Una mostra superba nella sua quasi interezza. Una “exhibition” dove, davanti a certi capolavori, ci si deve “inginocchiare”. Punto e basta! Gli organizzatori hanno fatto le cose per bene. Onorare due grandi della pittura universale con i loro affreschi, le loro tele e le pale d’altare! Tutto rigorosamente per esaltare la “Bella Maniera” incorniciata dalle sale del palazzo di Michelozzo! Niente male, eh…!B_pontormo-rosso fiorentino-introUna mancanza: l’importante sezione dedicata alla grafica. Neppure l’ombra di un disegno! Peccato! Sarebbe stato un degno completamento del percorso espositivo che avrebbe coronato, in modo più che lusinghiero, il percorso artistico dei due protagonisti. Non solo: per quanto riguarda Pontormo, sarebbe stata una bella rivincita, nell’anniversario michelangiolesco, esporre i disegni del suo testamento artistico scomparso: il “Giudizio Universale” affrescato realizzato nel catino absidale di San Lorenzo (1554-’56) e oggi conosciuto, in modo lacunoso, da alcuni preziosi disegni!

Rosso Fiorentino, Pietà, 1537-1540, Louvre, Parigi.

Rosso Fiorentino, Pietà, 1537-1540, Louvre, Parigi.

Un’altra mancanza o, meglio un desiderio di “vedere” per “capire”. Nella sezione dedicata ai ritratti, davanti all’opera di fra Bartolomeo “Ritratto di Girolamo Savonarola” (1499-1500, Firenze, Museo di San Marco), sarebbe stato audace e provocatorio allestire la “Stanza della Res-publica di Firenze”, la stanza della libertà, del coraggio, dell’indipendenza, della voglia, dell’immortalità dove tutti noi ci saremmo immersi e perché no… identificati! Cosa metterci? Pensiamo alla storia:

  • 1492, muore a Careggi Lorenzo de’ Medici e Cristoforo Colombo arriva nelle sue “Indie”.
  • 1506. Pier Soderini, Gonfaloniere a vita di Firenze, arruola Michelangelo e Leonardo per affidargli il progetto di affrescare una parte delle pareti del salone “Dè Cinquecento”, sede del potere fiorentino, con due episodi storici per glorificare l’orgoglio fiorentino: a Michelangelo “La battaglia di Cascina” e a Leonardo da Vinci “La battaglia di Anghiari“, entrambe perdute.
  • 1517, Lutero.
  • 1527, Roma, il Sacco.
  • 1529-1530, l’Assedio di Firenze
  • 1530, Rosso se ne va per sempre da Firenze perché deve diventare il pittore di Francesco I. L’arte della “Bella Maniera” nel cuore dell’Europa! Una follia che lo porterà al suicidio (Giovanni Battista di Jacopo detto Rosso Fiorentino, Firenze 18 Marzo 1495- Fontainebleau 14 Novembre 1540). E’ ricordato come il pittore maledetto. Scusatemi: se il risultato pittorico di un artista, classificato “maledetto” (penso anche al Merisi), è questo! Vi consiglio di guardare, nel più religioso silenzio, la sua ultima “Pietà” (1538-’40 c.: vedi), prestito eccezionale del Dèpartement des Peintures, Louvre, Paris e qui esposto!
  • 1545, il Concilio di Trento.

La data più importante, quella da scolpire? 15 Febbraio 1564, giorno della nascita di Galileo Galilei! Un opera sopra tutte: “Teoria del Moto”. Cosa c’entra con la “Bella Maniera”? Cambia tutto, se Dio vuole! Se la pittura di questi artisti deve superare l’arte per diventare Arte, allora si abbandona Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e tutto ciò che è “prospettiva matematica”, per entrare nella più “Bella Maniera” della Libertà perché, adesso, e solo adesso, c’è il nuovo spazio contaminato dal colore, senza più compromessi. Pittura, libertà, poesia, capaci di liberarsi nell’invenzione della superficie, non della tela ma del cuore dello spettatore. Toccare il mondo dei sensi! Ecco la missione di Dio affidata a Pontormo e Rosso! Deformazione anatomica che, Rosso di Pontormo, inventano in funzione della destrutturazione del linguaggio della figura stessa.

Andrea del Sarto, Madonna delle Arpie, 1517 (Uffizi di Firenze)

Andrea del Sarto, Madonna delle Arpie, 1517 (Uffizi di Firenze)

Un plauso agli organizzatori per aver messo, in parallelo, uno di fianco all’altro, tre capolavori, sulla stessa parete. Al centro il maestro, Andrea del Sarto nella sua perfetta “Madonna delle Arpie”, a sinistra, Pontormo nella sua “Sacra Conversazione” (Pala Pucci) e a destra, lui, Rosso, nella rifiutata “Madonna col Bambino e quattro santi” (Pala dello Spedalingo). Come può il nostro sguardo sopportare tutto questo? Le loro figure, il loro colore, la loro musicalità melodrammatica! Alfabeto irreale, improbabile! Sguardo alchemico! Fuga dalla realtà! Superamento dell’immaginazione per attingere al “non finito”. Colore estratto dall’essenza stessa delle emozioni. Non più imitazione, ma libera interpretazione del moto, principio dinamico dell’incessante divenire dell’esistenza, causa di ogni vita! Pontormo e Rosso; pittori della crisi dell’arte: politica e religiosa.

Pontormo, Visitazione, 1528-1530, Pieve di San Michele Arcangelo, Carmignano.

Pontormo, Visitazione, 1528-1530, Pieve di San Michele Arcangelo, Carmignano.

Eppure nascono capolavori assoluti e che ora Firenze e spone, per la prima volta tutti, insieme: dalla “Pala di Villamagna” del Rosso, alla “Visitazione” per Carmignano del Pontormo, allo stupefacente “Doppio ritratto” della fondazione Cini di Venezia del Pontormo, al “Ritratto virile” della National Gallery of Art di Washington del Rosso.
Un consiglio: non siate turisti superficiali delle mostre che arrivano al “che bello!”! Avvicinatevi alle opere (sempre con cautela anche se qui, a Palazzo Strozzi, gli allarmi sonori non funzionano!). Per favore, perdetevi nel loro colore, nel loro sfumato, nell’espressione dei volti ritratti, nelle lunghe dita delle loro mani, nei loro occhi, negli inamidati e preziosi colletti delle bianche camicie maschili indossate sopra ad aristocratici broccati neri. Guardate le acconciature delle più belle “cortigiane” di Firenze, invidiate i loro abiti, i loro preziosi gioielli! Ne vale la pena, veramente! Non cercate ciò che è ovvio ma entrate nel loro spazio offerto da Galileo e reso colorato dalla disperazione e dalla dolcezza di questi due immortali pittori!
Se uno non vede questo, non entra nella “Bella Maniera”! Tutto questo a Firenze sino al 20 Luglio 2014.

Carlo Maria Pelatti

PS Qui il video ufficiale della mostra:

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2 Responses to Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”. Introduzione alla mostra di Palazzo Strozzi, di Carlo Maria Pelatti

  1. Laura Toniolini ha detto:

    Ho colto volentieri il suggerimento dell’articolista ed ho visitato nei giorni scorsi la mostra *Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”* e anch’io l’ho trovata eccellente da molti punti di vista.

    Vorrei fare tre appunti alle cose scritte nel post.

    Primo: Palazzo Strozzi non fu costruito su progetto di Michelozzo.

    Secondo: a metà del percorso di visita della mostra era collocata una vasta e interessantissima sezione dedicata al disegno.

    Terzo: gli affreschi del coro di San Lorenzo, parrocchia dei Medici, furono portati a termine poco più di un anno e mezzo dopo la morte di Pontormo dall’allievo Bronzino e inaugurati il 23 luglio 1558 (le decorazioni parietali in questione, iniziate nel 1545 o nel 1546, vennero poi distrutte nel 1738); per approfondimenti in merito, imprescindibile è il rimando a Massimo Firpo, *Gli affreschi di Pontormo a San Lorenzo. Eresia, politica e cultura nella Firenze di Cosimo I*, Torino, Einaudi, 1997.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    “È stato assegnato a «Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”» (Firenze, Palazzo Strozzi 2014) il premio The Apollo Awards per la migliore esposizione dell’anno 2014, conferito dalla prestigiosa rivista «Apollo».”
    http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2014/12/122563.html
    Qui l’annuncio sul sito web della rivista:
    http://www.apollo-magazine.com/apollo-award-winners-2014-2/

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