Primo consiglio comunale della legislatura 2014-2019

G_consiglio 21giu2014 039Nella suggestiva cornice del giardino di Villa Tosi-Bellucci, la sede municipale, si è tenuta stamattina la prima seduta del consiglio comunale della legislatura 2014-2019. Dopo aver ri-aperto la porta principale del municipio, una seduta del consiglio all’aperto. A cui hanno potuto assistere tutti i cittadini interessati. Ed anzi dove, a termine della seduta formale, ai cittadini è stata data la parola! Sono solo piccoli segnali, ma promettenti. Di un rapporto diverso tra amministrazione comunale e città. L’era Smeraldi è cominciata.

Foto di gruppo con i nuovi consiglieri comunali, gli assessori, il sindaco, sulla gradinata di ingresso del Municipio (foto del 21 giugno 2014)

Foto di gruppo con i nuovi consiglieri comunali, gli assessori, il sindaco, sulla gradinata di ingresso del Municipio (foto del 21 giugno 2014)

[1] Grande partecipazione di pubblico e grande emozione (da parte di chi, per la prima volta nella storia vignolese del dopoguerra, si è trovato ad essere “maggioranza” nell’amministrazione) hanno contrassegnato la seduta di insediamento del consiglio comunale nella legislatura 2014-2019. I tanti cittadini presenti hanno indubbiamente apprezzato la nuova location del consiglio comunale – all’aperto, in una bella giornata. Un’esperienza che non rimarrà di certo unica – l’impegno è infatti quello di portare le sedute del consiglio nei diversi quartieri della città. Comunque, accanto ad un po’ di formalità di rito e ad alcune votazioni per eleggere i rappresentanti in alcuni organismi amministrativi, i momenti di rilievo della mattinata sono stati l’elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio comunale; la presentazione della nuova giunta vignolese (confermato quanto annunciato alla stampa: vedi; tra qualche giorno gli incarichi annunciati ai consiglieri); l’elezione dei cinque rappresentanti, oltre al sindaco Mauro Smeraldi, in seno al consiglio dell’Unione Terre di Castelli.

Marco Sirotti durante il suo discorso a commento dell'avvenuta elezione a presidente del consiglio comunale (foto del 21 giugno 2014)

Marco Sirotti durante il suo discorso a commento dell’avvenuta elezione a presidente del consiglio comunale (foto del 21 giugno 2014)

[2] Marco Sirotti è stato eletto presidente del consiglio comunale. Nadia Piseddu (M5S) vicepresidente. Per l’elezione del presidente sono state necessarie due votazioni. Alla prima, infatti, non si è raggiunto il quorum richiesto: “il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati” (art. 16, comma 2 dello Statuto comunale). I consiglieri PD e M5S hanno infatti votato scheda bianca. L’elezione del presidente è dunque avvenuta con la seconda votazione in cui è invece sufficiente “la maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri assegnati”. La scelta del non-voto da parte del gruppo PD era annunciata (vedi). Ha prevalso la volontà di “marcare il territorio”– e la cancellazione della memoria del “pasticcio” fatto dal PD nel 2009 (vedi). In ogni caso il neo-presidente, Marco Sirotti, ha fatto uno dei più bei discorsi di insediamento di sempre, ricordando che democrazia è anche l’opportunità di una minoranza di diventare maggioranza e, grazie al voto, andare al governo della città. Le elezioni comunali 2014, in effetti, consegnano la politica cittadina ad una nuova “normalità”: l’alternanza è possibile; l’alternanza è stata possibile. E questo, come giustamente ha sottolineato Marco Sirotti, assegna oggi una maggiore responsabilità a chiunque si proponga agli elettori per il governo della città. In una città divenuta oggi pienamente contendibile non c’è più spazio, non dovrebbe più esserci spazio, per offerte elettorali di “pura testimonianza”. Chi si candida in questa nuova situazione dovrebbe farlo sulla base di un programma vero, serio, per tutta la città. Infine il richiamo alle innovazioni regolamentari, degli istituti di partecipazione dei cittadini, delle modalità operative (es. lo svolgimento di sedute consiliari nei quartieri della città) ha ricordato l’orizzonte di innovazione che attende l’istituzione nei prossimi cinque anni: più trasparenza, più “voce” a minoranze e cittadini, più coinvolgimento e partecipazione della città. Una vera lezione di idee, oltre che di stile.

La nuova giunta comunale di Vignola. Da sinistra: Monica Maisani, Simone Pelloni (vicesindaco), Mauro Smeraldi, Kathrine Ciardulli, Francesco Rubbiani, Erio Ricchi (foto del 21 giugno 2014)

La nuova giunta comunale di Vignola. Da sinistra: Monica Maisani, Simone Pelloni (vicesindaco), Mauro Smeraldi, Kathrine Ciardullo, Francesco Rubbiani, Erio Ricchi (foto del 21 giugno 2014)

[3] L’elezione dei rappresentanti del consiglio comunale di Vignola in seno al consiglio dell’Unione Terre di Castelli ha quindi consegnato questo risultato: ad accompagnare il sindaco Mauro Smeraldi nel consiglio dell’Unione saranno per la maggioranza Mauro Minozzi (Città di Vignola), Gianfranco Uguzzoni (Vignola per tutti), Chiara Smeraldi (Vignola Cambia) e per la minoranza Antonia Zagnoni (PD) ed Enrico Bazzani (La Vignola che vogliamo). Comunicati, infine, anche i rispettivi capigruppo: Enzo Cavani per Vignola Cambia; Roberta Amidei per Vignola per tutti; Mauro Minozzi per Città di Vignola. Per M5S e lista La Vignola che vogliamo l’unico consigliere sarà ovviamente il capogruppo. Al momento il PD è “non pervenuto”. Infine, terminata la seduta “formale”, un primo momento di “apertura”. La parola è stata data ai cittadini presenti. In tre ne hanno approfittato: Massimo Venturi, presidente del consiglio di circolo, ha ricordato la mobilitazione della Direzione Didattica di Vignola e di tantissimi genitori per il potenziamento dell’organico scolastico, così da poter soddisfare tutte le richieste di “tempo pieno” alla scuola primaria; Savio Burzacchini, colonna portante del volontariato vignolese, ha sollecitato l’amministrazione ad un forte impegno verso il volontariato di cui la città è ricca; Maurizio Tonelli, agricoltore e “ambientalista” (e con una smagliante camicia “garibaldina”) ha ricordato l’importanza del rispetto per la “terra” ed il territorio – radice unica delle nostre vite al di là delle sempre presenti divergenze di opinioni. Insomma, il primo passo è compiuto e va nella giusta direzione. Ora viene il bello (ed anche il difficile). Ma si può essere ragionevolmente fiduciosi.

PS Qui un po’ di foto sulla giornata (flickr slideshow)

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3 Responses to Primo consiglio comunale della legislatura 2014-2019

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Un po’ di immagini della seduta del primo consiglio comunale, 21 giugno 2014:

    Foto 21giu2014 044
  2. Michele Fioraio ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo quando scrivi:” ora viene il bello”. Si perchè la campagna elettorale è terminata, la proclamazione degli eletti c’è stata ed è stata ratificata, così come la squadra che accompagnerà il Sindaco nei prossimi cinque anni. Anzi è una squadra+2( so bene che ci sono anche gli eletti, ma quelli li hanno decisi i “cittadini”). Nulla di irrispettoso nei confronti di alcuno, semplicemente prendere atto di una prerogativa del Sindaco e della differenza tra un assessore e il ricevimento di una delega.Devo dire che prima ancora di sapere quando si sarebbe convocato il 1°Consiglio Comunale, ho ripercorso tutto quanto è stato scritto(non le risposte) in questo blog ed è stato un rivedere un percorso costruito ad arte e molto bene. Vi ho notato almeno un prima( ancora partecipante ad una forma partito) e un dopo. Tutto ciò in un crescendo, quasi mistico ma sempre assolutamente lucido, ove attraverso il tuo fideismo assoluto, ho scoperto e letto, anche, che esperienza e “noviziato”, a seconda della loro provenienza sono da intendersi “un giusto mix….”, in un caso, nell’altro ” operazioni riciclate…”. Ovviamente rispetto l’opinione( si dice sempre così) pur se non la condivido in quanto si adottano pesi e misure diverse che a mio giudizio non dovrebbero esservi pur “militando” in un campo.Diciamo che in un qualche modo questo post(il tuo) dà risposta(così mi auguro,pur nella diversità delle reciproche opinioni) a chi, appena dopo la vittoria, con non molta eleganza ti ha ringraziato per il lavoro svolto e l’abnegazione con la quale l’hai portato avanti, ma…….. essendo raggiunto il risultato(vittoria elettorale)… il compito si poteva considerare concluso. Scusami ma è un pò come si fa con le cose che non servono più. Il fatto che possa continuare a leggerti( spero mi creda sincero) mi fa molto piacere e continuerò a farlo. Opinioni, ovviamente e legittimamente, diverse. Dicevamo” ora viene il bello” anche perchè non è più possibile(credo e spero) che a domande si risponda con dei titoli di libri da leggere, che beninteso non fa mai male. Ruolo/ funzione/ controllo dei consiglieri e partecipazione[attiva] dei cittadini con apertura del “nostro Comune”. Ruolo/ funzione e controllo solo in fase di bilancio con emendamenti mai accolti e se accolti restano lettera morta? (Ovviamente questo è il passato) o sempre. Se è vera la seconda, il controllo oltre che sulla formazione del bilancio, lo si attua attraverso il governo[giornaliero]della Giunta. Quindi perchè non adoperare le nuove tecnologie comunicative per far sapere delle delibere di Giunta? Possibilmente nel modo più immediato possibile( non raccogliendole a chili) e non in forma cartacea al singolo capogruppo ma con mail a tutti i consiglieri( xhè non anche per quanto riguarda l’Unione?) e ai “cittadini” che ne facessero richiesta? In questo caso si potrebbe attuare anche una forma di propedeudicità delle forme democratiche di partecipazione e eventuale condivisione delle scelte. Anzi, potrebbe essere bello far avere( sempre con le nuove tecnologie) a tutti coloro che lo desiderassero, i punti programmatici, da 1 a 23 o giù di li,che a suo tempo furono presentati al Cantelli. Certo lo so c’è il programma. Avere, però, qualche cosa che può essere immediatamente codificato credo sia molto meglio. D’altro canto, un esperto di comunicazione come te, dovrebbe convenire sul fatto che a volte è meglio avere cose brevi e capibili da tutti, piuttosto che….. . Non sarebbe male se, sempre adoperando le nuove tecnologie e non chiedendo di andare sul sito del Comune perchè ciò esiste già e non sarebbe molto innovativo, il Sindaco c’informasse, per tempo, di incontri/ riunioni/ e quant’altro potesse essere utile ai “cittadini”(ovviamente nel rispetto delle prerogative degli organi istituzionali)e che se chiamati, anche in questo caso, sarebbero in grado e per tempo di poter esprimere la propria opinione. Se per puro caso si dovesse adottare questa metodologia , perchè non avere ciò anche per le importanti deleghe conferite? Deleghe che pur senza avere il rango assessorile, come dimostrano diversi e tanti tuoi interventi, sono importanti e di peso sia per Vignola sia per l’Unione. Relazioni mensili? Trimestrali? al fine di essere messi a conoscenza di cosa si sta facendo, quali indirizzi, quali scelte ed evitare, come già successo( ma questo è il passato)che a fronte di una delibera, sia di Vignola sia dell’Unione, l’assessore delegato dell’Unione in riunioni appositamente convocate dichiarava cose diverse da quelle votate nelle Giunte. Riguardo alla condivisione delle scelte che eventualmente si dovessero fare chiedendo ai “cittadini” il loro parere, non sarebbe male se si procedesse ad una regolamentazione. Quali materie? Con quale strumento? Quale e quanta partecipazione? Quando prevale l’interesse generale rispetto a quello particolare? Gruppi d’interesse, comitati, forme spurie di aggregazione…………. . Lo so, sono stato lungo,probabilmente noioso, e di nessun interesse ma pur non sentendomi un “cittadino fatto Sindaco”( sono sempre dell’opinione[vecchia?] che ruoli/funzioni e responsabilità vanno tenuti divisi)ho voluto percorrere la strada che avete indicato, a volte anche giustamente in modo ossessivo, riguardo alla partecipazione, democrazia, ecc.ecc.. Si, hai ragione e condivido: “ora viene il bello”. Quanto alla parola “cittadino”, credo non ve ne sia alcuna in grado di comprendere in essa stessa tutto ciò che una persona è nell’ambito della organizzazione sociale. Eppure mi da un pò di “prurito” perchè sta divenendo una parola molto abusata….perchè non sempre l’intento, nell’uso, è da ritenersi veramente nobile…….. perchè c’è stato un tempo durante il quale, questa parola differenziò un prima e un dopo(1789)e nel suo nome non furono poche le teste che si tagliarono. Anzi si arrivò a definire i cittadini a seconda dell’appartenenza……. in quel caso anche a seconda di dove sedevano nell’assemblea generale. Ovviamente erano altri tempi e non vi può essere riferimento alcuno all’oggi, salvo il fatto che troppo spesso nel loro nome si sono costruiti movimenti, comitati, partiti…… a volte un tutto indistinto ma nel nome del “cittadino”.
    p.s.
    Mi auguro che come nel passato io possa continuare a vederti girare, fotografare, riprendere ciò che non va o, come mi auguro e spero, ciò che finalmente è a posto. Far vedere, fotografando, che l’erba dei prati non è più tanto alta che i bambini vi scompaiono, o che se dovesse esserci la neve, le lame non erano pronte per partire………….. E’ stato, tra gli altri, un ottimo servizio alla città che come mi auguro possa continuare pur se mi rendo conto che non è facile e mette in gioco anche affetti. Mi viene da dire, però, che se l’hai fatto per una parte “politica”, oggi hai l’occasione di continuare a documentare non solo per una ma tutte LE PARTI POLITICHE e per i cittadini che non sono Sindaco.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Caro Michele, solo due risposte: (1) La prima è che questo blog è un … “lavoraccio”. Un lavoraccio che va avanti dal novembre 2007. Il successo che ha avuto non vorrei diventasse per me una costrizione. Sto seriamente pensando se non sia il caso di fare altro. Sia perché in questi anni un po’ di sacrificio della vita personale e professionale c’é stata (non mi dispiacerebbe riprendere a pubblicare testi di sociologia …), sia perché sette anni non sono pochi. Comunque, nulla è deciso. C’é l’estate davanti per riflettere. (2) Ho sin dall’inizio inteso la proposta di una aggregazione civica per la competizione elettorale non solo come la proposta di un gruppo di persone (più o meno “civico”) in sostituzione ad un altro gruppo (PD), ma anche come un cambio di modalità del fare politica. Più trasparenza, coinvolgimento, partecipazione. Confido che sarà davvero così. Ovviamente adesso la parola è alla giunta. Vedremo cosa proporrà in termini, appunto, di trasparenza, coinvolgimento, partecipazione dei cittadini vignolesi alle decisioni più importanti per la città. Il fatto che il tema sia stato “speso” in campagna elettorale costituisce di certo un vincolo. Un po’ di idee ci sono pure – magari da affinare. Comunque avremo presto occasione di verificare, di toccare con mano fino a dove si spinge il cambiamento.

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