Serve davvero un capro espiatorio al PD di Vignola?

Lo shock della sconfitta elettorale ha generato disorientamento nel PD di Vignola. Il risultato era assolutamente inatteso. E soprattutto dopo il primo turno (vedi) nessuno lo riteneva un esito probabile. Invece è successo l’improbabile – anche se questo esito era assolutamente possibile, come testimonia un confronto con il ballottaggio del 2009 (vedi). Eppure in questi giorni Margherita Venturelli (ex-segretario PDS a Vignola) e Liliana Albertini (già sindaco nel periodo 1981-1987 e poi parlamentare PCI per qualche mese) hanno iniziato a ripetere il ritornello: tutta colpa di Gasparini.

Manifesto elettorale presso la sede del candidato del PD Gasparini (foto del 28 aprile 2014)

Manifesto elettorale presso la sede del candidato del PD Gasparini (foto del 28 aprile 2014)

Sarebbe interessante conoscere le ragioni di tale valutazione. Io rimango convinto che dei tre candidati che si sono sfidati alle primarie Giancarlo Gasparini fosse quello che aveva più chances di successo (vedi). D’altro canto uno scarto di 147 voti su 9.435 voti validi è un nonnulla: bastava un battito d’ali di farfalla a Tavernelle per determinare un risultato diverso. Improbabile che l’analisi del voto vignolese e della sconfitta del candidato PD, in questo clima, possa determinare qualche sviluppo produttivo. Meglio sarebbe dunque ragionare sullo stato del partito a livello locale, provando ad immaginare un percorso per rilanciarlo rispetto alla funzione principale: quella di “elaborazione politica” (vedi). Il rischio infatti è che la reazione alla recente sconfitta risulti assolutamente “rituale” e dunque il PD si prepari ad una nuova sconfitta tra cinque anni. Esattamente come successo a Savignano.

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2 Responses to Serve davvero un capro espiatorio al PD di Vignola?

  1. Daniele ha detto:

    Prima la matematica, poi (subito dopo) le polemiche (sarebbe però meglio una riflessione..)

    Come pensato da diverse persone e lettori del forum, dopo il primo turno la possibile sconfitta del PD al ballottaggio era ben piu che nell’aria. Bastavano due conti ed un minimo di logica:

    La differenza (in voti) al primo turno era di 1371 (a favore del PD). Gli altri voti “non PD” e “non Smeraldi” erano 2661 (quindi quasi il doppio del gap iniziale). Visto che era logico supporre che:
    i) tornasse alle urne piu volentieri chi aveva voglia di cambiare piuttosto che di conservare,
    ii) chi ha votato 5stelle o a destra difficilmente avrebbe votato PD,

    ecco la “non sorpresa”.

    A questo punto speriamo bene. Personalmente sono fiducioso.
    Daniele

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Certo, Daniele. Sono conti che avevo fatto anche io – li trovi qui:
      https://amarevignola.wordpress.com/2014/05/28/si-puo-fare-ecco-perche-smeraldi-puo-vincere-al-ballottaggio/
      In effetti, facendo il confronto con il ballottaggio 2009, l’impresa sembra a portata di mano. Ma ogni elezione è anche storia a sé. Comunque effettivamente la “voglia di cambiare amministrazione” ed una diversa “mobilitazione” dei diversi elettorati hanno indubbiamente pesato, probabilmente consegnandoci il risultato che tutti conosciamo. Sta di fatto, però, che lo scarto è davvero contenuto. E questo mi fa dire che le cose potevano anche andare diversamente. Per quanto riguarda il dibattito che nei prossimi giorni verrà svolto in casa PD (sembra che la riunione del Comitato direttivo locale sia convocata per martedì 17 giugno) ho l’impressione che ogni tentativo di lettura della sconfitta non potrà essere conclusivo, per il fatto che i fattori sono molteplici: (1) il risultato deludente dell’amministrazione uscente; (2) le caratteristiche del candidato Gasparini (tra cui il proporsi come sindaco part time); (3) composizione delle liste e programma; (4) campagna elettorale. Personalmente ritengo più produttivo dedicare attenzione al funzionamento (ma dovrei dire “malfunzionamento”) del rapporto tra partito ed amministrazione e tra partito e città. Certo, adesso il PD di Vignola ha cinque anni di tempo per innovare davvero – ma su questi punti.

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