Vignola CambiaVerso per davvero. Cinque motivi per scegliere Mauro Smeraldi sindaco!

Quanto sono differenti i programmi dei due candidati che si affronteranno al ballottaggio il prossimo 8 giugno? Vorrei partire da un esempio per introdurre questo tema. Meno banale di quanto sembra, l’esempio è quello di una proposta enfatizzata da entrambi i candidati in questi giorni (e che potrebbe far pensare ad una certa sovrapposizione): “riaprire il municipio ai cittadini”. Non si tratta solo di aprire nuovamente la porta principale del municipio ai cittadini, dopo che l’amministrazione Denti l’ha chiusa qualche anno fa (costringendo i cittadini a fermarsi allo “Sportello Uno” – il nuovo front office che oggi tutti dicono vada ampiamente riorganizzato). Nel programma delle tre liste civiche che sostengono Smeraldi questa non è solo un’azione fisica da compiere non appena insediata la nuova amministrazione, ma la metafora di un ridisegno del rapporto tra amministrazione e cittadini (che si concretizza, ad esempio, nell’esperienza in corso stasera de “La parola ai cittadini”, con Paolo Michelotto: vedi) (per una trattazione più estesa: vedi). Nulla di questo si trova nel programma del candidato PD Gasparini – se non slogan superficiali. Come in questo caso, anche in molti altri le differenze ci sono e sono significative. Eccone alcune, presentate dal punto di vista delle liste civiche.

Certo apriamo la porta del municipio. Ma "apriamo" anche i processi decisionali del "palazzo" alla partecipazione dei cittadini. Le modalità sono varie. Una è questa.

Certo apriamo la porta del municipio. Ma “apriamo” anche i processi decisionali del “palazzo” alla partecipazione dei cittadini. Le modalità sono varie. Una è questa.

  1. Siamo gli unici credibili quando affermiamo “stop al consumo di territorio”. Il PD lo dice a parole, ma poi nei documenti di pianificazione (come l’attuale PSC) fa il contrario (vedi). Ancora oggi prevede di “consumare” campagna vignolese per otto ettari! Cemento al posto di alberi. Vogliamo una città diversa. Più attenta all’ambiente. E che non si “mangia” la campagna.
  2. L’abbiamo detto per tutta la legislatura: ogni intervento di riqualificazione, ogni opera pubblica, ogni cantiere in città deve vedere la possibilità dei cittadini di partecipare alla progettazione. Non è una concessione, ma un diritto. Poter conoscere in anticipo il progetto e poter fare osservazioni, anche critiche. Con noi i cattivi esempi di via Libertà (vedi) e del parco di via di Mezzo (vedi) non si ripeteranno.
  3. Non basta dire di voler tutelare l’ambiente e di sostenere la scuola. Bisogna sapere come farlo. Vogliamo realizzare un progetto di raccolta differenziata di qualità così da poter vendere i materiali raccolti (PET, carta, ecc.) ad imprese locali specializzate nel riciclaggio, riducendo anche la spesa per il conferimento dei rifiuti ad Hera (vedi). I 20mila euro all’anno ottenuti in tal modo verranno messi a disposizione delle scuole vignolesi per finanziare i progetti di qualificazione dell’offerta formativa (finanziamenti che l’amministrazione PD ha azzerato).
  4. Davvero non si riesce a fare un bilancio comunale leggibile per i cittadini? Diversamente da chi ha amministrato sino ad ora noi crediamo che sia possibile (vedi). Come crediamo che sia possibile coinvolgere i cittadini, quartiere per quartiere, nelle scelte più importanti della città (vedi). Crediamo infine che un’amministrazione trasparente sia quella che informa sulle scelte che sta per prendere. Troppe volte è successo che i cittadini siano stati informati a cose fatte (per un esempio concreto: il piano particolareggiato per la realizzazione di tredici villette nell’Impresa Mancini: vedi).
  5. Un gran numero di servizi sono oggi erogati alla collettività da aziende ed enti partecipati o controllati. Che spesso rispondono più ai partiti che ai cittadini, nonostante siano questi che ne garantiscono la sopravvivenza tramite tasse e tariffe. Vogliamo innovare completamente il processo di indirizzo, controllo e rendicontazione secondo i principi della trasparenza e della partecipazione dei cittadini (per una riflessione sul settore socio-sanitario: vedi). Per questo ci impegniamo a nominare ai vertici di tali enti solo persone di provata competenza. Il cattivo esempio del sindaco PD che ha nominato nel cda di un’azienda di servizi il segretario dei Giovani Democratici (vedi) non fa per noi.
Mauro Smeraldi in piazza durante la campagna referendaria per l'acqua pubblica (foto del 9 aprile 2011)

Mauro Smeraldi in piazza, in mezzo ai cittadini, non solo durante la campagna elettorale! (foto del 9 aprile 2011)

Non c’è Adani che tenga (per non dire di Matteo Richetti o Emilio Sabattini, i campioni di questo PD). Dal punto di vista dell’elaborazione programmatica le proposte delle tre liste civiche e del candidato Mauro Smeraldi sono indubbiamente assai più “consistenti”, ovvero meno banali, più innovative, più credibili di quelle del PD e del suo candidato. Che peraltro rispetto a queste cose non ha avuto nulla da dire negli anni 2009-2013 in cui ha fatto parte, in modo assolutamente organico, dell’amministrazione Denti. Nulla sullo stop del consumo di suolo agricolo. Nulla su più trasparenza e più partecipazione. Nulla sul contrasto all’occupazione delle istituzioni. Nulla. Non è così, forse?

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