#NoRiciclati? Vota Mauro Smeraldi sindaco!

Massimo Dragonetti, candidato al consiglio comunale del PD, scrive su facebook con tono perentorio: “l’8 giugno si sceglie tra una proposta completamente nuova di centrosinistra (giunta e gruppo consigliare completamente nuovi, senza nessun riciclato, punto) …”. Mi pare di sognare. Giancarlo Gasparini, candidato sindaco del PD, è in politica dal 1990, quando divenne assessore (incarico retribuito) con Gino Quartieri. E’ stato assessore fino al 1997, quando venne nominato presidente del Coiss, incarico (retribuito) tenuto fino al 2004. Nel 2004 è divenuto consigliere comunale. Così di nuovo nel 2009, quando ha assunto la carica (incarico retribuito) di presidente del consiglio (per la cronaca: percependo l’indennità di carica intera, pur continuando a svolgere la professione a tempo pieno: vedi). E’ dunque in politica a Vignola da 24 anni ed in questo periodo ha ricoperto un po’ tutti gli incarichi disponibili nella politica locale. Eppure Massimo Dragonetti viene a raccontarci #NoRiciclati? C’è forse qualcuno, in queste elezioni 2014, più “riciclato” (uso il linguaggio di Dragonetti) di Gasparini? Di sicuro no.

Manifesto elettorale di Giancarlo Gasparini, candidato sindaco del PD (foto del 12 aprile 2014)

Manifesto elettorale di Giancarlo Gasparini, candidato sindaco del PD (foto del 12 aprile 2014)

[1] Le affermazioni di Dragonetti sono davvero stupefacenti. E non solo perché il suo #NoRiciclati equivale a tirarsi la zappa sui piedi (visto che il candidato PD ha all’attivo 24 anni di recycling). L’essere nuovi non è di per sé un valore. E, per converso, l’avere già ricoperto in passato incarichi politico-amministrativi non è automaticamente un dis-valore. Certo, potrei più facilmente accogliere la campagna #NoRiciclati di Massimo Dragonetti & C., visto che Giancarlo Gasparini è il più gran “riciclato” di queste elezioni (è in politica da prima di Berlusconi!). Invece questo modo di ragionare mi sembra particolarmente stupido. Basti pensare alla legislatura appena conclusa: l’unico assessore che merita la sufficienza tra quelli della giunta Denti è anche quello che più di dieci anni prima aveva già ricoperto quel ruolo, ovvero l’unico davvero “riciclato” (vedi). Gli altri, i cosiddetti “nuovi”, sono stati assolutamente deludenti (vedi). Come assai deludente è stato il sindaco (vedi; pure sostenuto per quattro anni senza tentennamenti dallo stesso Gasparini). Il fatto vero è che occorre un metro di valutazione un po’ più sofisticato rispetto al semplice essere “nuovo”. Perché altrimenti si finisce col vantare la propria inesperienza come titolo di merito! Invece, è sulle “capacità” che bisognerebbe focalizzare l’attenzione. Sulle cose che uno si propone di fare o, meglio ancora, su quelle fatte (o non fatte) nel passato da amministratore (nel caso lo sia stato).

Manifesto per le primarie del PD del 2 marzo scorso (foto del 14 febbraio 2014)

Manifesto per le primarie del PD del 2 marzo scorso (foto del 14 febbraio 2014)

[2] Guardiamo a quest’ultima legislatura, di cui Gasparini ha fatto parte per 4/5 del tempo. Nel periodo compreso tra luglio 2009 e giugno 2013 (quando Gasparini si è dimesso) sono state approvate circa 300 delibere. Se si tolgono ordini del giorno e mozioni presentate dalle minoranze ne rimangono circa 200, tra cui atti importanti come l’approvazione del bilancio comunale (di previsione, consuntivo, assestamento, ecc. per quattro annualità: 2010, 2011, 2012 e 2013), del bilancio della società Vignola Patrimonio, numerosi piani particolareggiati, anche in zona agricola (fino a quando la competenza è rimasta del consiglio). Tutti approvati con il voto favorevole di Gasparini, allora perfettamente integrato nell’amministrazione Denti. E’ su queste decisioni che bisognerebbe focalizzare l’attenzione (alcune condivisibili, altre non condivisibili ed anzi fortemente contestate dalle minoranze – ed in molti casi anche dai cittadini) piuttosto che invocare il #NoRiciclati come fa Massimo Dragonetti (anche perché, come già detto, se il criterio deve essere quello allora Gasparini è un #Riciclato da 24 anni). Eccone alcune allora:

  • l’approvazione del piano particolareggiato che consentirà la costruzione di nuove villette (13 nuove unità abitative) nella zona agricola conosciuta come “Impresa Mancini” è avvenuta con il voto favorevole di Giancarlo Gasparini (è la delibera n.43 del 29/06/2010 ). Si poteva fare diversamente? Certo! Lo testimonia il “dibattito” (ma sarebbe meglio dire: lo “scaricabarile”) che nell’estate 2013 si è acceso tra l’amministrazione Denti e l’ex-sindaco Adani su quella decisione, presa dalla maggioranza PD (vedi). Un nuovo capitolo della “villettopoli in campagna” che caratterizza la storia vignolese degli ultimi quindici anni (vedi). Invece se 13 nuove unità abitative verranno costruite nell’Impresa Mancini sarà anche merito (sic!) di Giancarlo Gasparini. E’ solo in campagna elettorale, dunque, che i candidati PD affermano “stop al consumo di terreno agricolo o non compromesso” (vedi)!
  • e veniamo così al PSC, questo PSC in itinere da più di otto anni e costato più di un milione di euro (vedi), ma che è tuttora in mezzo al guado (e che sarà una delle prime “rogne” per i nuovi amministratori). E Gasparini, nel corso di questo lungo e tribolato iter (che peraltro ha visto pure nascere, visto che era sia consigliere comunale, sia consigliere dell’Unione Terre di Castelli anche nella legislatura 2004-2009), ha mai avuto qualcosa da dire? Che so, un invito allo “stop al consumo di terreno agricolo”? No, non pervenuto. Un invito a lasciar perdere i faraonici progetti di una “cittadella del cibo” (con annesse strutture della grande distribuzione con superficie di vendita di 11.000 mq nell’area ex-Sipe: vedi) ed invece localizzare quelle funzioni di “vetrina” delle tipicità locali nei centri urbani del territorio? No, non pervenuto. Oppure un invito ad organizzare seriamente i percorsi di coinvolgimento della città nella definizione dell’atto di pianificazione territoriale più importante per disegnare il futuro di questo territorio (vedi)? No, anche qui non pervenuto. Il fatto è che Gasparini appartiene ad un partito che ha rinunciato da tempo ad “elaborare politicamente” il tema di come rinnovare la democrazia locale e di come innestare momenti di partecipazione dei cittadini nelle istituzioni rappresentative (vedi). E dunque anche Gasparini non ha nulla da dire in merito; nulla che non siano slogan superficiali. In effetti, quando c’è stata la concreta possibilità di fare un percorso di progettazione partecipata per il parco di via di Mezzo ha fatto finta di niente (vedi). E così oggi il quartiere ha in dotazione un parco assolutamente inospitale (vedi).
  • ogni anno il consiglio comunale approva quattro atti relativi al bilancio comunale – si tratta degli atti più importanti ed allo stesso tempo dei più impenetrabili per i cittadini. Per sedici volte, dunque, da presidente del consiglio comunale, Gasparini ha avuto la possibilità di richiamare l’amministrazione Denti all’impegno di “rendere leggibile” il modo in cui vengono impiegati i 18-19 milioni di euro di spesa corrente (più qualche ulteriore milione di euro di spesa per investimenti) (vedi). Ma la sua voce non si è sentita. Dev’essere rimasta in gola – evidentemente per non disturbare il manovratore. Su come fare informazione per rendere comprensibile l’operato dell’amministrazione non c’è un solo atto significativo della presidenza Gasparini. Su come rendere più trasparente l’amministrazione comunale neppure. Eppure le sollecitazioni non sono mancate da parte delle minoranze – Vignola Cambia in primis (si vedano le mozioni portate in consiglio comunale n.31, 77 e 85/2010).
Mauro Smeraldi, candidato civico al ballottaggio, il prossimo 8 giugno, contro il candidato PD Giancarlo Gasparini (foto del 19 febbraio 2014)

Mauro Smeraldi, candidato civico al ballottaggio, il prossimo 8 giugno, contro il candidato PD Giancarlo Gasparini (foto del 19 febbraio 2014)

Ci sarebbe ovviamente materia per continuare nell’elenco. Però mi fermo qui. La conclusione è terribilmente semplice. Io non ho bisogno di improbabili inviti #NoRiciclati per dire che non voterò Gasparini, ma voterò invece per Mauro Smeraldi (che comunque di sicuro #Riciclato non è!). Per giungere a questa conclusione mi basta recuperare un po’ di memoria sulle cose fatte e su quelle non fatte da Gasparini in questi anni di recycling politico vignolese, a partire da quelle più vicine a noi, la legislatura 2009-2014.

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4 risposte a #NoRiciclati? Vota Mauro Smeraldi sindaco!

  1. Minozzi Mauro ha detto:

    Come fa Gasparini a dire “aprire la porta principale del Comune”? Quando la giunta uscente l’ha chiusa era forse in minoranza e quindi non poteva incidere?
    Degli ultimi due Sindaci di Vignola uno ha venduto la piazza dei Vignolesi l’altra ha chiuso agli stessi la porta principale consentendo ai Vignolesi solo l’ingresso di servizio!

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Era in maggioranza … inconsapevolmente. Succede.

    • itappens ha detto:

      Comunque per aprire una porta basterebbe chiamare un fabbro… (per la piazza di Vignola è utile ricordare che il progetto del parcheggio interrato era dell’amministrazione Quartieri, e comunque la piazza era già perduta da anni se non come parcheggio e sede settimanale del mercato)

  2. Maurinho ha detto:

    Mi chiedevo se, al di là del riciclo e delle “facce nuove” ipotizzate da Gasparini, ciò che si legge sui giornali oggi sia una sorta di jolly giocato per far saltare il banco (nella sua idea, of course). Cioè dare due nomi di assessori (brave persone, ci mancherebbe), tra i quali l’una, la Gozzoli, in svariati anni di consiglio comunale pare non abbia mai aperto bocca, l’altra, la Covili, che, se è vero ciò che sento, pare sia una dipendente dell’ASP (certo, nel caso, nessuna incompatibilità, ma vedremo se prenderà aspettativa, nel caso, o se passerà oltre). Boh, sperando in un’elezione con vittoria schiacciante di Smeraldi sarò pure di parte, ma mi pare che il doctor G. stia scivolando su bucce di banane che lui stesso getta a terra. Una squadra solida, importante, fatta da facce nuove e autorevoli. Se questo è l’inizio, c’è da sorridere (compiaciuti, da questa parte del balottaggio). E da scuotere sconsolati il capo (dall’altra parte della barricata, quella dell’elettorato pro Gasparini), per queste continue e reiterate manifestazioni di questo PD un po’ così…

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