Ferrovia Vignola-Bologna. Nel 2013 il servizio migliora, ma siamo ancora lontani da uno standard qualitativo dignitoso

Dopo anni di primati negativi si registra finalmente un’inversione di rotta per il servizio ferroviario sulla linea Vignola-Bologna. Migliora la qualità del servizio. Non di molto, ma migliora. Molto rimane comunque da fare per avere un servizio di qualità, diciamo “di livello europeo”. Questi sono i dati che emergono dal report sulla performance di affidabilità e puntualità del servizio ferroviario regionale ed in particolare della linea Bologna-Vignola realizzato per il terzo anno consecutivo dall’associazione degli utenti In prima classe per Bologna-Vignola (vedi). Qui i principali risultati (e qui il report completo: pdf).

Uno dei vecchi treni ALN 663 ancora in esercizio sulla linea Vignola-Bologna (qui in sostituzione di un ATR220 in manutenzione) (foto del 30 aprile 2014)

Uno dei vecchi treni ALN 663 ancora in esercizio sulla linea Vignola-Bologna (spesso in sostituzione di un ATR220 in manutenzione) (foto del 30 aprile 2014)

[1] Affidabilità. Il dato più significativo del 2013 è rappresentato dalla riduzione delle soppressioni: se si escludono quelle per “sciopero”, “forza maggiore” e “lavori programmati” (importanti quelli nel tratto Bazzano-Muffa nel luglio e agosto 2013: vedi), le cancellazioni di treni per cause di servizio come i guasti al materiale rotabile e all’infrastruttura scendono infatti del 20% rispetto il 2012 e di quasi il 70% rispetto il 2011 (vedi). E’ l’effetto dell’introduzione dei nuovi treni: prima i nuovi treni diesel ATR220 (vedi), anch’essi però ritenuti oggi insoddisfacenti, e soprattutto i nuovi treni elettrici ETR350 (vedi) – oggi ne sono presenti in genere 2, su 4 treni impiegati per garantire il servizio sulla linea. Il dato rimane comunque ancora elevato: 245 treni cancellati per guasto, mancanza di mezzi o di personale. Si tratta di cancellazioni dell’ultimo minuto, di quelle che lasciano a piedi i passeggeri e dunque particolarmente fastidiose. Su tutto il Servizio Ferroviario Regionale (9 linee ferroviarie) questo tipo di soppressioni sono state 559, di cui appunto 245 (il 43,8%) sulla Vignola-Bologna! Migliora quindi l’affidabilità, che però resta ancora molto bassa (soprattutto per le corse Bazzano-Bologna, essendo svolte ancora, esclusivamente o quasi, con i vecchi treni ALN 663 o 668).

Il nuovo ETR350 presso la stazione di Zola Comune, dove il nuovo impianto ACEI non viene messo in funzione perché il marciapiede del secondo binario è troppo corto rispetto ai nuovi treni elettrici! (foto del 20 settembre 2013)

Il nuovo ETR350 presso la stazione di Zola Comune, dove il nuovo impianto ACEI non viene messo in funzione perché il marciapiede del secondo binario è troppo corto rispetto ai nuovi treni elettrici! (foto del 20 settembre 2013)

[2] Puntualità. Migliora lievemente anche la puntualità: quasi il 91% dei treni effettuati nel 2013 è giunto a destinazione in orario o quasi (con non più di 5 minuti di ritardo), superando, anche se di poco, la performance del 2012 (89%) (va considerato però che il dato sulla puntualità è calcolato solo sulle corse effettuate, non tiene cioè conto dei treni soppressi – che di sicuro puntuali non sono). Tuttavia il dato resta ampiamente al di sotto dello standard contrattuale (96,1%). Dall’analisi dei dati emergono anche notizie meno positive: tra le cause di soppressione e ritardo prevalgono quelle per guasto e malfunzionamento del treno o della linea. Si tratta di un dato molto preoccupante e che richiede interventi immediati, come la definitiva dismissione dei vecchi treni diesel ALN.

Anno 1938: elettromotrici Piaggio a Vignola il giorno dell'inaugurazione della ferrovia elettrica (foto Archivio storico ATC e Archivio storico Neri)

Anno 1938: elettromotrici Piaggio a Vignola il giorno dell’inaugurazione della ferrovia elettrica (foto Archivio storico ATC e Archivio storico Neri)

[3] La direzione di marcia è dunque quella giusta, ma occorre fare di più per raggiungere uno standard qualitativo dignitoso. Occorre proseguire sul binario dell’innovazione e della costante manutenzione. Gli aspetti prioritari su cui lavorare sono ben noti:

  • dismettere completamente i vecchi treni ALN, non affidabili, troppo lenti e non confortevoli (oltre che non accessibili a disabili in carrozzina);
  • dotare la linea di un servizio di bigliettazione moderno (anche con la possibilità di fare il biglietto online) e di un sistema d’informazione efficiente e puntuale (oggi così non è);
  • adeguare l’orario ferroviario alle esigenze dell’utenza (specie per il servizio Bazzano-Bologna).
Uno dei vecchi treni diesel, ALN 663, alla stazione di Savignano Comune (foto del 9 maggio 2014)

Uno dei vecchi treni diesel, ALN 663, alla stazione di Savignano Comune (foto del 9 maggio 2014)

[4] Non da ultimo occorre lavorare per ridurre i tempi di percorrenza. A distanza di 10 anni dalla riapertura della linea e dopo investimenti per milioni di euro occorre lavorare per ridurre i tempi di percorrenza (oggi 60-62 minuti per 32,7 km). Gli utenti chiedono di poter viaggiare più celermente! Di ritornare almeno all’”alta velocità” del 1939 quando per percorrere il tratto Vignola-Casalecchio si impiegavano 37 minuti, contro i 47 di oggi (vedi)! Su richiesta dell’associazione degli utenti (vedi) nei mesi scorsi è stato avviato uno studio, coordinato dalla provincia di Bologna, ma ad oggi i risultati sono ancora deludenti (vedi). L’associazione però non demorde.

Orario della ferrovia elettrica Casalecchio-Vignola, anno 1939.

Orario della ferrovia elettrica Casalecchio-Vignola, anno 1939.

[5] Tra le cause di questa performance tutt’altro che entusiasmante sta anche la mancanza di un adeguato sistema di governance. Le aziende incaricate del servizio (TPER Spa e FER Srl) rispondono alla Regione, il committente, che però è troppo distante dalle realtà delle singole linee ferroviarie. Manca un tavolo formale di “confronto” (sta per: indirizzo, controllo, rendicontazione) tra le aziende che gestiscono il servizio, gli enti locali serviti dalla linea, la rappresentanza degli utenti. Le iniziative volontaristiche, certamente apprezzabili, messe in campo dalla Provincia di Bologna nel tentativo di coordinare lo sviluppo del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM), centrato sul capoluogo di regione, sono risultate insufficienti, anche per la scarsa efficacia della presenza dei comuni (tanto per stare a casa nostra: l’assessore del comune di Vignola, Mauro Montanari, è risultato del tutto inadeguato al ruolo). Anche su questo fronte urge innovare.

PS Qui il testo del report completo (pdf). Qui il sito web dell’associazione (vedi). Il testo del presente post è una versione rivista ed ampliata del comunicato stampa rilasciato dall’associazione il 9 maggio 2014.

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