Le richieste del consiglio di circolo ai 5 candidati

Un documento di richieste articolato in undici punti approvato all’unanimità dal Consiglio di circolo (Direzione Didattica di Vignola). E sottoposto ai cinque candidati sindaco. Poi convocati ad un incontro, ieri, venerdì 2 maggio ore 18, in cui è stato loro chiesto di esprimersi in merito. Tutti e cinque presenti, ma poi usciti con performance assai differenziate. Non brillante, ad esempio, quella del candidato PD Giancarlo Gasparini. Al di là di questo, due considerazioni.

Valentina Bonomo, Julian Opie (Artefiera Bologna - foto del 26 gennaio 2014)

Valentina Bonomo, Julian Opie (Artefiera Bologna – foto del 26 gennaio 2014)

[1] La lettura del documento è istruttiva non solo perché consente di comprendere le richieste di un pezzo importante del mondo della scuola vignolese (la Direzione Didattica a cui afferiscono tutte le scuole dell’infanzia statali e la scuola primaria, la vecchia “scuola elementare). Ma anche perché rivela il malessere presente e problemi non risolti nel rapporto con l’amministrazione Denti in questi ultimi cinque anni (da qui un po’ di malessere del candidato PD Gasparini). Mi limito ad alcuni esempi particolarmente eclatanti, problemi che l’amministrazione Denti lascia in eredità al futuro sindaco. Eredità pesante.

  • Emerge, ad esempio, la richiesta di realizzare il tanto annunciato (dall’amministrazione), ma tuttora nel limbo dei progetti, “polo scolastico” (vedi). Ma con una sede per la scuola secondaria di primo grado (la vecchia “scuola media”) in grado di ospitare 18 classi, non le 9 classi ad oggi previste dagli indirizzi dell’amministrazione (così la delibera di giunta n.140 del 7 ottobre 2013: pdf).
  • Vi si legge inoltre che nelle scuole dell’infanzia di Vignola “risultano 10 sezioni con limiti di capienza logistici”. Da cui la richiesta di “un piano di nuova costruzione di nuove scuole dell’infanzia”. Mentre l’amministrazione Denti ha sempre affermato che tutte le necessità delle scuole dell’infanzia erano soddisfatte. Ad esempio, sempre nella delibera di giunta n.140/2013, si afferma che sino ad oggi non si è avuta alcuna necessità di ampliare gli spazi a disposizione per la scuola dell’infanzia (vi si legge infatti: “CONSIDERATO che il plesso scolastico per l’infanzia “44 Gatti” è inutilizzato in attesa di opere di miglioramento sismico dall’anno scolastico 2010/2011, quindi potenzialmente riconvertibile in scuola per l’infanzia ma della quale non se ne è avuta necessità per 4 anni scolastici consecutivi”).
  • Ulteriore eredità (in negativo) è l’azzeramento dei finanziamenti per la qualificazione dell’offerta scolastica. Qui si è passati da 31,76 euro per alunno dell’anno scolastico 2004/2005 a 0 (zero!) con l’anno scolastico 2013/2014.

Queste e le altre “criticità” che risultano dalla lettura del documento danno l’idea di un’amministrazione che non ha brillato nel considerare la scuola vignolese uno degli ambiti di maggiore importanza delle proprie politiche.

Anthony Ausgang (opera esposta ad Artefiera Bologna - foto del 26 gennaio 2014)

Anthony Ausgang (opera esposta ad Artefiera Bologna – foto del 26 gennaio 2014)

[2] Il documento del Circolo didattico evidenzia però, forse in modo non pienamente consapevole, anche la necessità di un diverso respiro strategico nell’affrontare le “politiche scolastiche” a Vignola e nell’Unione Terre di Castelli. Servirebbe, anche in questo caso, un po’ più di confronto e discussione “pubblica”. Certo le istituzioni (amministrazione, direzione didattica, altre istituzioni scolastiche, Fondazione di Vignola) svolgono un pezzo importante di questo lavoro di confronto, dibattito, elaborazione. Ma l’elemento della “pubblicità”, ovvero dell’allargamento dei confini oltre gli organi istituzionali ed oltre i tavoli interistituzionali, non è surrogabile. C’è bisogno, infatti, di coinvolgere maggiormente la comunità locale (ad essere realistici ciò significa più ampie minoranze) nel dibattito sulle locali politiche scolastiche. C’è bisogno di allargare i tavoli interistituzionali di confronto e di coordinamento. C’è bisogno di ridurre quell’autoreferenzialità che a volte si “legge” nelle posizioni degli operatori della scuola, inglobando in modo un po’ più sofisticato le “posizioni” degli utenti (alunni e loro famiglie). C’è bisogno, anche nel mondo della scuola, di più trasparenza e di più rendicontazione, ovvero di un diverso rapporto con la comunità locale e con gli enti locali (considerazioni svolte con maggiore ampiezza in altri post: vedi). Due esempi per stare ai contenuti del documento del Consiglio di circolo.

  • Sulla qualificazione dell’offerta formativa occorre istituire un tavolo tra istituzioni scolastiche, enti locali, Fondazione di Vignola. Il finanziamento alla qualificazione dell’offerta formativa non è infatti solo quello delle amministrazioni comunali o dell’Unione, ma include anche quello (non di poco conto) della Fondazione di Vignola! Poi però l’efficacia di questi progetti (se così si può dire, semplificando) deve essere puntualmente rendicontata, oggi ancora più che in passato viste le ristrettezze delle finanze pubbliche. Più in generale occorre osservare che anche la scuola, come ogni istituzione pubblica ed ogni articolazione della pubblica amministrazione, deve sentirsi impegnata a rendicontare la propria performance (in primo luogo in termini di “valutazione degli apprendimenti”, ma non solo), in modo facilmente comprensibile ai cittadini (perché non introdurre anche qui la pratica del “bilancio di missione”?).
  • Tra i progetti a sostegno degli alunni in difficoltà il “progetto Baloo” è davvero meritorio ed in quanto tale va sostenuto. Ma si tratta solo di uno degli interventi da mettere in campo a livello locale. Ugualmente meritorie sono le attività di “doposcuola” realizzate da alcune realtà associative (a Vignola, ad esempio, l’associazione Momo). Altro ancora può e deve essere messo in campo visto che l’obiettivo della riduzione delle disuguaglianze – il dare a ciascuno uguali opportunità non significa affatto dare a tutti lo stesso (“parti uguali tra disuguali” non è un principio difendibile per l’organizzazione del welfare state, come ricordava Ermanno Gorrieri) – è un obiettivo fondamentale per la scuola. E giustamente nella home page del sito web della Direzione Didattica campeggia la scritta “Tutti diversamente uguali, tutti ugualmente diversi”. Serve dunque un programma integrato di sostegno agli alunni in difficoltà, così da manovrare in modo coordinato sia le iniziative scolastiche, sia quelle extra-scolastiche. Ed anche qui i risultati, per quanto possibile, vanno misurati e rappresentati alla comunità tutta, anno dopo anno.
Carla Bedini, Greta, 2014 (Artefiera Bologna - foto del 26 gennaio 2014)

Carla Bedini, Greta, 2014 (Artefiera Bologna – foto del 26 gennaio 2014)

PS Qui il testo del documento approvato dal Consiglio di circolo della Direzione Didattica di Vignola (pdf). Peccato che non sia reso pubblico sul sito web della Direzione Didattica (vedi), anche in considerazione del fatto che l’iniziativa è stata approvata dal Consiglio di circolo.

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