Parco Berlinguer in via Ragazzi del ’99. Sulla cura dei parchi pubblici occorre cambiare!

Ore 7.30 di stamattina, sopralluogo al Parco Enrico Berlinguer in via Ragazzi del ’99 alla Vescovada. Uno dei tanti sopralluoghi periodici nei parchi vignolesi (vedi). Incontro casualmente Graziano che mi illustra gli ultimi “sviluppi” nel parco: due nuovi alberi piantumati direttamente dai cittadini; lo sfalcio dell’erba avvenuto ieri (ma fino al giorno prima era così alta che non ci si girava); il cancello rotto che attende da mesi un intervento di riparazione. Ed altro ancora. Anche qui, come altrove (vedi), sono presenti forme di organizzazione informale tra residenti per la cura di una delle aree verdi più grandi di Vignola (la quarta per dimensioni dopo il Parco dei nuovi nati, il Parco di via di Mezzo, il Parco della biblioteca). Ma nessun supporto è intervenuto da parte dell’amministrazione comunale. Anzi, i nuovi alberi da mettere a dimora, annunciati nella primavera del 2013 dal competente (sic) ufficio comunale non sono mai arrivati. Comunque, interessante è un confronto con la realtà di cinque anni prima. E qualche ragionamento per contrastare la deriva della “città pubblica”.

Il cancello d'ingresso del parco E.Berlinguer. E' rotto da mesi e da mesi in attesa di riparazione (foto del 12 aprile 2014)

Il cancello d’ingresso del parco E.Berlinguer. E’ rotto da mesi e da mesi in attesa di riparazione (foto del 12 aprile 2014)

[1] L’amministrazione Denti aveva annunciato a mezzo stampa la completa sostituzione dei vecchi arredi nei parchi vignolesi. Non è stato fatto. Nel parco Berlinguer è stato tolto il vecchio tavolo in legno, oramai “consumato”. Ma non è stato sostituito. Sono rimaste invece le vecchie panchine in legno, consumate anch’esse. Una situazione che non dà proprio l’idea del decoro. Insomma, qui di arredi nuovi non se n’è vista neppure l’ombra. Così anche per gli alberi. Manutenzione inesistente. Ma un taglio ad alzo uno (metro) di un grande salice (è avvenuto più di un anno fa). Ma la voglia di vivere è stata più forte e dunque ora ha rigettato e sta di nuovo crescendo rigoglioso. I nuovi alberi sono stati piantati da alcuni residenti che si sono aut organizzati: nel 2013 (vedi) un melograno ed castano (quest’ultimo purtroppo oggi secco); nel 2014 un tiglio ed un fico.

Giovani foglie nella pianta di fico messa a dimora autonomamente da alcuni cittadini (foto del 12 aprile 2014)

Giovani foglie nella pianta di fico messa a dimora autonomamente da alcuni cittadini (foto del 12 aprile 2014)

La fontanella del parco oggi funziona (ma non sempre è così). In ogni caso non è di certo una fontanella a misura di bambino – ma si sa, questi non hanno rappresentanza politica (vedi)! Il campo da pallavolo (così era nel 2009 ad inizio legislatura) è stato trasformato in campo da basket, ma è privo delle righe di delimitazione delle aree di gioco. Insomma, un lavoro lasciato a metà. Le porte del campo da calcio hanno la rete rotta (possibile che non si riescano a trovare reti in grado di durare qualche anno?). Un lampione è rotto da diversi anni. Altri due hanno i vetri così oscurati che non possono che rilasciare una luce assai fioca. Il cancello d’ingresso si è rotto qualche mese fa e da allora è in attesa di manutenzione. Adesso non si riesce più a richiuderlo. L’erba è stata finalmente tagliata, con il metodo “mulching”: sminuzzamento dell’erba lasciata sul posto. Così si spende meno (e ovviamente si emette anche meno CO2 – è stato giustificato così), ma non è certo il massimo per chi continua ad usare il parco.

Il sindaco Daria Denti aveva promesso nuovi arredi nei parchi vignolesi. Che dire? (foto del 12 aprile 2014)

Il sindaco Daria Denti aveva promesso nuovi arredi nei parchi vignolesi. Che dire? (foto del 12 aprile 2014)

Comunque, in cinque anni non c’è stato alcun miglioramento – il parco ha oggi la stessa condizione di mediocrità di cinque anni fa (unica nota positiva la libera iniziativa di cura di alcuni cittadini). Ma cinque anni fa c’era almeno la speranza che, a Vignola, si volesse davvero adottare un programma di progressivo miglioramento dei parchi vignolesi (che sono una trentina) – era il Masterplan del verde pubblico (vedi). Oggi questa è svanita.

Voglia di vivere! Il salice ancora in vita dopo essere stato segato ad un metro d'altezza! (foto del 12 aprile 2014)

Voglia di vivere! Il salice ancora in vita dopo essere stato segato ad un metro d’altezza! (foto del 12 aprile 2014)

[2] Non possiamo continuare a chiudere gli occhi sul progressivo degrado della città e, in questa, dei parchi pubblici. Né si può accettare questo processo di impoverimento funzionale ed estetico solo perché “non ci sono (più) soldi”. La sfida dell’amministrare sta nell’affrontare comunque questo problema, recuperando risorse per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della città e del suo verde pubblico (sottraendole da altri fronti, non c’è dubbio), ma anche mobilitando un maggior impegno dei cittadini (e delle attività produttive del territorio) per la cura dei luoghi in cui vivono. Una sfida persa dall’amministrazione Denti nel completo silenzio del PD locale. Le disponibilità dei cittadini ci sono – le testimonianze sono numerose (vedi). Ci sono però due precondizioni che debbono essere soddisfatte:

  • si può richiedere impegno volontario nella cura, nella sorveglianza, nella manutenzione (per il verde pubblico, per le scuole, ecc.), ma ciò deve avvenire nell’ambito di un “patto di quartiere” tra cittadini ed amministrazione in cui le due parti esplicitino gli impegni che si assumono per il quartiere (vedi);
  • occorre facilitare – rendere user-friendly – il ciclo della segnalazione e del controllo delle manutenzioni, rendendolo anche trasparente ed accessibile a tutti. Tutti cioè debbono poter controllare i “tempi di risposta” degli addetti alla manutenzione e debbono poter controllare l’elenco degli interventi richiesti, effettuati, e relativa spesa. Si tratta di innovare l’interfaccia tra i cittadini ed i servizi amministrativi. I modi per farlo sono diversi. Basta mettere una targhetta con un recapito telefonico dell’addetto alla manutenzione su ogni arredo (volendo essere più sofisticati un QRcode). Basta attivare un sistema di segnalazione web come fatto da diverse amministrazioni comunale (es. in Valsamoggia). No archeologia informatica (come Rilfedeur) però!
Un nuovo tiglio piantato autonomamente da alcuni cittadini residenti nei pressi del parco (foto del 12 aprile 2014)

Un nuovo tiglio piantato autonomamente da alcuni cittadini residenti nei pressi del parco (foto del 12 aprile 2014)

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