Legalità ed economia. Un incontro di approfondimento promosso dalla Fondazione di Vignola

Venerdì 28 marzo, ore 21 nella sala dei Contrari della Rocca di Vignola, si tiene il primo incontro di “riflessione, scambio di libero pensiero, nuove consapevolezze” promosso dalla Fondazione di Vignola. Il tema trattato è “Legalità ed economia” (vedi). Innanzitutto non deve sfuggire il fatto che con questa iniziativa la Fondazione assume di nuovo una responsabilità di proposta a cui aveva rinunciato negli ultimi mandati (in cui invece si era limitata a sostenere iniziative altrui). Con il titolo “Non sono chiacchiere da bar” ha infatti definito una cornice entro cui collocare incontri pubblici a tema. Si inizia, appunto, con il tema della legalità. A parlarne Stefano Pesci, sostituto procuratore del tribunale di Roma; Eugenio Garavini, vicedirettore generale della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna; Elena Salda, vicepresidente CMS spa e presidente Giovani imprenditori di Confindustria Modena. A condurre la serata Ettore Tazzioli, direttore di TRC. Tre considerazioni.

Manifesti dell'iniziativa "Legalità ed economia" promossa dalla Fondazione di Vignola (foto del 22 marzo 2014)

Manifesti dell’iniziativa “Legalità ed economia” promossa dalla Fondazione di Vignola (foto del 22 marzo 2014)

[1] Conviene osservare sin da subito che il tema non è affatto nuovo per questo territorio. Già l’amministrazione comunale aveva sviluppato alcune importanti iniziative sul tema della legalità, specie dopo il 2006, quando il sindaco stesso, Roberto Adani, era stato destinatario di una busta con proiettile e relative minacce alla famiglia, segno della volontà di intimidazione di organizzazioni criminose presenti sul territorio (vedi). Impegno poi rinnovato dall’Unione Terre di Castelli, da ultimo, ad esempio, con l’adesione ad AUT AUT Festival, il festival regionale contro le mafie che si tiene in primavera tra Bazzano, Castelfranco Emilia e Vignola (vedi) e che nel 2014 vedrà realizzata la terza edizione. Accanto a ciò molteplici iniziative sul territorio: l’ospitalità della Festa di Libera da parte del comune di Savignano (su iniziativa, dapprima, del sindaco Massimo Calzolari), la costituzione del presidio di Libera “Lea Garofalo” dell’Unione Terre di Castelli, l’impegno della LAG-Libera Associazione Genitori per iniziative sulla legalità, le iniziative di diversi istituti scolastici e così via. Nonostante questo ricco tessuto di iniziative quello della legalità (e del contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata) è ancora un tema di nicchia. Non si è riusciti a tradurlo in “nuova consapevolezza”, per riprende una delle finalità del ciclo d’incontri promosso dalla Fondazione. E non basterà di certo, a centrare l’obiettivo, l’aggiunta di un incontro, pur con la presenza di relatori autorevoli. Ciò che manca, per fare un salto di qualità, è infatti un “sistema informativo” ed una modalità di rappresentazione dell’andamento del fenomeno (che possa consentire di mettere periodicamente a disposizione della collettività un po’ di dati, se non un vero e proprio report). Se non un vero e proprio “osservatorio” (che richiederebbe risorse non indifferenti), almeno un dispositivo interistituzionale che ne svolga però le funzioni: raccogliere dati e metterli a disposizione delle istituzioni e dell’opinione pubblica, in modo routinario. Senza questa operazione il rischio che anche iniziative di qualità si ridimensionino a “chiacchiere da bar” (non per il contenuto, ma per l’effetto) è elevato.

Anselm Kiefer, Fur Saint-John Perse Etroits sont les vaisseaux, 2003, 330x560 cm, particolare (foto del 3 novembre 2013)

Anselm Kiefer, Fur Saint-John Perse Etroits sont les vaisseaux, 2003, 330×560 cm, particolare (foto del 3 novembre 2013)

[2] Il focalizzare l’attenzione sulle mafie ci porta troppo facilmente a pensare che i fenomeni di illegalità provengano dall’esterno. Certo, questo è vero per le infiltrazioni di organizzazioni criminali nei territori più ricchi di questa regione (e dunque anche di quest’area della provincia di Modena). Ma esistono, purtroppo, anche vistosi fenomeni di illegalità prodotti endogenamente. Insomma, anche la nostra “comunità” non è esente da una produzione interna di illegalità. Il fenomeno dell’abusivismo edilizio ne è forse il segno più eclatante. Sarebbe interessante, da questo punto di vista, ripercorrere la storia vignolese degli ultimi dieci anni (ricordiamo solo che il caso dello stabilimento ex-Galassini, ora definitivamente acquisito al patrimonio comunale, è solo il caso più vistoso di una vasta galassia di abusi edilizi emersi nel corso degli ultimi anni). Questa “produzione endogena” legata a strategie forzate di arricchimento e finanche ad episodi di concussione o corruzione dovrebbe spingere la comunità vignolese ad una profonda riflessione sulla diffusione di responsabilità, fosse anche solo quella della connivenza o dell’accettazione passiva. Certo che, per riprendere il tema della “rappresentazione” di un fenomeno come quello dell’abusivismo edilizio, potrebbe esserci un impegno maggiore proprio dell’amministrazione comunale, magari sotto forma di organizzazione e produzione di report (o di un’apposita sezione web) sugli abusi edilizi – visto comunque che mensilmente l’elenco degli abusi edilizi è pubblicato sull’albo pretorio online (vedi).

Maria Lassnig, Du oder ich, 2005 - 55a Biennale d'Arte di Venezia (foto del 17 novembre 2013)

Maria Lassnig, Du oder ich, 2005 – 55a Biennale d’Arte di Venezia (foto del 17 novembre 2013)

[3] Infine c’è una questione relativa al target di queste iniziative (non è il caso – lo preciso – di questa della Fondazione). Troppo spesso le scuole sono identificate come target principale se non esclusivo delle iniziative e dei progetti sulla legalità (o contrasto dell’illegalità). E’ un’impostazione di comodo che va superata. Troppo spesso si assume che un intervento nei confronti degli studenti produrrà effetti stabili nel tempo, dunque in grado di incidere (in termini di sensibilità, atteggiamenti o comportamenti) anche quando questi diventeranno adulti. Si tratta, però, di un nesso causale tutto da dimostrare (e probabilmente erroneo). Si dovrebbe invece assumere l’impostazione di intervenire sul target che direttamente si vuole colpire: gli adolescenti per le questioni di “legalità” tra gli adolescenti; gli adulti per le questioni di “legalità” tra gli adulti. Ciò stimolerebbe necessariamente la ricerca e sperimentazione di metodologie d’intervento mirate specificamente al mondo adulto. A tal fine potrebbero venire in aiuto adeguate tecniche di “marketing sociale”. In ogni caso anche per siffatti progetti di intervento occorre iniziare a “misurare” gli esiti. Sempre con l’intento di andare oltre le “chiacchiere da bar”, per quanto sofisticate.

 

 

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