Qualche risposta ad Amos Balugani

Alla fine mi devo purtroppo accorgere che l’obiettivo che il blog realizza è di cercare di attirare consensi ad un’operazione che non mi convince, per l’eterogenea aggregazione di soggetti di destra e sinistra e per il carattere “contro” (il PD) che mi pare essere l’unico collante che tali soggetti tiene uniti. Ecco perché ti dico che il tuo blog “così non mi piace più”.” E’ uno dei passaggi di un recente commento di Amos Balugani, iscritto al PD e sostenitore di Giancarlo Gasparini (qui il testo completo: vedi). Con Amos ho un rapporto di amicizia da lungo tempo, cosa che agevola la discussione. Parto dunque da qui per una risposta che proverà a toccare i temi sollevati da Amos, focalizzandomi su quelli di rilevanza pubblica anche per la campagna elettorale in atto (per una risposta circa il mio personale percorso rimando invece qui: vedi).

Mauro Smeraldi (a destra) in occasione di una discussione della lista civica Vignola Cambia (foto del 24 marzo 2013)

Mauro Smeraldi (a destra) in occasione di una discussione della lista civica Vignola Cambia (foto del 24 marzo 2013)

[1] Partiamo da questo blog (e dal mio rapporto con il PD). La “linea editoriale”, se così si può dire, non è cambiata. E’ la stessa dalla primavera 2009, da quando mi sono pubblicamente schierato a favore della lista civica Vignola Cambia alle elezioni comunali di quell’anno. Allora argomentavo del perché non ritenevo convincente la candidatura di Daria Denti (vedi). Oggi, con cinque anni di ritardo, tutto il PD attesta che quelle ragioni avevano un qualche fondamento tant’è che il sindaco uscente è stato cortesemente invitato a non ricandidarsi, visto il giudizio particolarmente severo che ha raccolto al termine di questa legislatura (il famigerato “trevirgolacinque”: vedi). L’abbandono del campo da parte del sindaco uscente, dopo un solo mandato, è un evento straordinario. Testimonia la rotta di un’amministrazione e di un partito. C’è qualcuno che può tirarsi fuori da questa débâcle? Io penso di no. Su quanto è successo non si è riflettuto abbastanza, anche nel PD. Anziché affrontare pubblicamente la questione – cosa va e cosa non va nell’operato dell’amministrazione Denti? Come è stato possibile un partito così acquiescente verso un sindaco così poco apprezzato? – si cerca ora di rimuoverla. Ma forse ai cittadini vignolesi qualche spiegazione è dovuta. Non metto in dubbio che “anche a Vignola il Partito Democratico da qualche tempo sta cercando di rinnovarsi”. Lo vedo anch’io. E le primarie del 2 marzo scorso hanno indubbiamente dato un contributo a questo processo. Ma cinque anni di ritardo non sono cosa da poco. E’ normale che errori così grossolani comportino un prezzo da pagare, politicamente parlando. Per quanto riguarda l’elogio della nuova segreteria (“al cui interno nessuno vanta curriculum politico/istituzionali nemmeno lontanamente paragonabili, per qualità e quantità di incarichi, al tuo o a quello di Rubbiani; nessuno è mai stato in nessuna Giunta!”), è un elogio davvero singolare. Ricorda un po’ l’elogio dell’inesperienza che fa parte del bagaglio retorico del Movimento 5 Stelle. In realtà ciò che conta davvero non è se qualcuno è stato in giunta oppure no. Ciò che conta è la capacità di “visione”, ovvero di individuare quegli interessi collettivi che meritano tutela e promozione, e poi di realizzarli. E qui qualche dimostrazione dovrà pur essere data – non basterà dire che l’attuale gruppo dirigente del PD è privo di curriculum! Invece succede che su partecipazione, PSC, riqualificazione del centro storico, gestione dei rifiuti, temi ambientali Vignola Cambia ha assunto in anticipo posizioni a cui oggi il PD si avvicina – vorrà dire qualcosa? Insomma, non basta presentarsi come il “nuovo che avanza”, cosa di per sé ancora scarsamente significativa (lo dico anche ai componenti della nostra “aggregazione civica”: vedi), ma bisogna dimostrare di avere una visione per il futuro della città all’altezza della sfida data dalla crisi economica, dalla sofferenza ambientale, dalla disaffezione crescente verso la politica.

I tre candidati alle primarie PD: Serena Bergamini, attuale segretario cittadino; Giancarlo Gasparini, ex-presidente del consiglio comunale; Mauro Scurani, assessore comunale uscente.

I tre candidati alle primarie PD: Serena Bergamini, segretario cittadino (poi dimessosi); Giancarlo Gasparini, ex-presidente del consiglio comunale; Mauro Scurani, assessore comunale uscente.

[2] Un secondo ordine di quesiti interroga la natura stessa delle liste civiche. Non sono anch’esse portatrici di “ideologia”? – è questo in sintesi l’interrogativo che sta al fondo dei quesiti posti da Amos. L’impegno in una lista civica significa che “destra e sinistra sono la stessa cosa”? Significa “che la politica non serve più e non c’è più bisogno dei partiti”? E’ certo che la soluzione “lista civica” è il sintomo innanzitutto del crollo di legittimazione dei partiti. Ed è un crollo che non è conseguenza di un destino cinico e baro – qualche ragione i partiti l’hanno fornita (vedi) e ciò ha agevolato il matching con un sentimento “populista” sempre pronto a ridestarsi in Italia. Ma io sono convinto che l’aggregazione civica che oggi sostiene Mauro Smeraldi non sia caratterizzata solo dal non-essere-partito. Sarebbe davvero troppo poco. Mi sembra invece, anche per la diversità di competenze e sensibilità messe in campo dalle tre liste civiche (vedi), che sia in grado di offrire una visione (dunque un programma) all’altezza delle sfide che Vignola ha di fronte. E’ questo un buon terreno su cui competere. Per quanto riguarda lo schema destra/sinistra è chiaro che ha ancora una sua rilevanza, ma questa si è affievolita nel tempo (la sensibilità verso la sostenibilità ambientale prescinde, in una qualche misura, da questa dicotomia) ed a livello locale è indubbiamente meno pregnante (conta non poco, infatti, il ben amministrare: dire ciò che si fa, fare ciò che si dice, dare conto del proprio operato, massima trasparenza, ecc.). In realtà è proprio il deficit di elaborazione dei partiti “di sinistra” che ha prodotto un mancato riconoscimento di temi (penso alla partecipazione ed alla trasparenza, alla tutela dell’ambiente, al riconoscimento dei diritti degli utenti della pubblica amministrazione) che sono pertanto entrati nell’agenda politica dietro la spinta di movimenti e comitati. Ed oggi queste esperienze si organizzano e si propongono di amministrare la città – a Vignola come altrove. In ogni caso sono convinto che tutti i temi indicati da Amos (diritti civili – attenzione verso i più deboli – accoglienza verso gli stranieri – rispetto dell’ambiente – partecipazione democratica) troveranno adeguata trattazione nel programma in corso di definizione da parte di Vignola Cambia, Città di Vignola, Vignola per tutti. Ci sarà occasione per ritornarci.

Il manifesto di Giancarlo Gasparini (particolare) (foto del 14 febbraio 2014)

Il manifesto di Giancarlo Gasparini per le primarie del PD (particolare) (foto del 14 febbraio 2014)

[3] Altre due questioni sono più puntuali e dunque la risposta è più agevole. La prima. “Non diciamoci però che la cementificazione di Vignola è frutto di quel pochissimo ulteriore territorio che l’Amministrazione Denti (..) ha deciso di aggiungere; a me così sembra davvero una grande mistificazione.” In effetti non si trova scritto da nessuna parte, in questo blog, che la “cementificazione”, ovvero la forte crescita dell’urbanizzato, è responsabilità dell’amministrazione Denti (ma qualche responsabilità sui piani particolareggiati in zona agricola ce l’ha però, ad esempio nell’Impresa Mancini). Su questo blog si trova invece scritto chiarissimamente che non si può prendere in giro i cittadini affermando una cosa (stop al consumo di territorio non compromesso) per poi farne un’altra (approvare il Documento Preliminare del PSC che prevede ancora “consumo di territorio”)! E questo, tra l’altro, è successo ben due volte! Una prima volta in campagna elettorale, nel 2009, quando l’allora candidato sindaco Daria Denti assunse pubblicamente l’impegno allo “stop del consumo di territorio non compromesso” solo pochi mesi dopo aver approvato, quale assessore della giunta Adani, i documenti del PSC che dicevano l’opposto (vedi). Ma il raggiro è stato perpetrato una seconda volta quando, noncurante degli impegni presi in campagna elettrale, Daria Denti, sindaco di Vignola, ma anche Presidente dell’Unione, nel 2013 ha approvato un “nuovo” PSC che però prevede ancora “consumo di territorio non compromesso” (prima 18,9 ettari, poi ridotti a 7,74 ettari dopo le osservazioni – critiche – della Provincia di Modena) (vedi).

Giancarlo Gasparini e Daria Denti in occasione della prima seduta del consiglio comunale (foto dell'11 luglio 2009)

Giancarlo Gasparini e Daria Denti in occasione della prima seduta del consiglio comunale (foto dell’11 luglio 2009)

[4] La seconda è ancora più semplice. Non è in discussione questo: “A me non pare quindi una cosa così grave che un professionista di 55 anni decida di provare a fare il Sindaco dovendo contemporaneamente continuare a lavorare, a meno che non si voglia essere governati solo da professionisti della politica o da pensionati.” Ma la sua applicazione concreta alla realtà vignolese. Forse si può fare il sindaco a part-time a Marano, Guiglia, Zocca o Montese senza penalizzare l’operato dell’amministrazione. Ma non a Vignola. Che è comune di dimensioni non proprio trascurabili (il trentesimo comune in regione per numero di abitanti), è comune capo-distretto ed è il comune-perno dell’Unione Terre di Castelli. E’ inutile girarci attorno. Non si può fare il sindaco di Vignola a part-time senza infliggere un costo non indifferente alla città. Bisogna avere l’onestà di riconoscerlo. Poi, certo, la valutazione ultima spetterà ai cittadini.

 

 

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Una risposta a Qualche risposta ad Amos Balugani

  1. boschi arcadio ha detto:

    Aggiungo una risposta all’articolo del sign. Balugani di cui apprezzo le buone intenzioni, ma ….. contano i fatti.
    Le chiedo di percorrere con me, idealmente nello spazio e nel tempo la strada che faccio tutti i giorni per arrivare a casa, abito in via Liberta’.
    Giunto al ponte Muratori, porta di ingresso di Vignola, mi danno il benvenuto sulla sinistra, proprio sotto al castello (sigh), alcune baracche ora convertite in bar estivo, sulla destra un rudere di ex pompa di benzina franato con le piene del Panaro negli anni 70 e che poi non ne ha piu’ voluto sapere di franare del tutto.
    Superata piazza Braglia, incubo estivo dei residenti e regalo di un ex sindaco megalomane mi metto in coda al bus 671 da Bologna e insieme ci avventuriamo nella circumnavigazione del “K2” per arrivare in “centro”.
    Per fortuna il 671 si ferma e riesco a superarlo, se non altro con la sua mole mi copre la visuale della splendida architettura della Cassa di Risparmio, fatta di ceramica che la gente comune di solito usa nel bagno (forse l’architetto si chiamava Ginori).
    Supero il passaggio pedonale di Corso Italia senza ammazzare nessuno e mi fermo al semaforo rosso.
    Posso ammirare il palazzone “Bianco” (forse fatto da un parente dell’architetto di prima) che una volta almeno era coperto da splendidi pini marittimi, ma un sindaco che aveva litigato col proprio cervello decise che era molto meglio un parcheggio e un insegna luminosa ci ricorda che e’ battezzato con il nome di “Libero”.
    Finalmente viene verde e posso partire.
    Sono all’altezza della fossa del Castello e al cui interno qualcuno ha pensato bene di fare una colata di cemento per portarvi acqua stagnante e zanzare. A memoria di cio’ rimane la colata di cemento.
    Arrivo alla rotonda del Portello (con le fontane spente, si riaccenderanno durante la campagna elettorale) e da qui posso ammirare solo una parte (per fortuna) del complesso (..poliambulatorio…carcere..) sorto al posto dell’ex mulino di Marmi.
    Giro a destra e costeggio la scuola Barozzi che ha la prerogativa di essere mezza vuota (ma ne costruiranno un’altra), e le luci sempre accese soprattutto i fari della palestra.
    Finalmente imbocco via Liberta’ e arrivo a casa.
    E’ il capolinea.
    Non dico nulla di via Liberta’.
    E’ il vostro manifesto elettorale.
    Sembra che da qui sia iniziata la vostra politica “part/time.
    Infatti mezza strada massacrata.
    Auguri.
    Boschi Arcadio

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