Rossella Masetti all’arrembaggio della Vignola civica

Rossella Masetti, consigliere comunale PD in questa “sfortunata” legislatura (vedi), ha scritto alcune note a margine alla presentazione pubblica della candidatura a sindaco di Mauro Smeraldi, sostenuto dalle tre liste di cittadini Vignola Cambia, Città di Vignola, Vignola per tutti. Ovviamente l’occhio degli avversari non è mai benevolo – non ci si aspetta tanto. Ed in ogni caso le considerazioni critiche spingono a lavorare per migliorare ulteriormente (cosa che auspico pure io: vedi). Non sono le approssimazioni di questo inizio di campagna elettorale che debbono spaventare questa “Vignola civica” – nessuna forza politica ne è esente (neppure il PD, come ha testimoniato la campagna delle primarie: vedi). Stiamo infatti svolgendo un lavoro importante di analisi, confronto e discussione che presto si tradurrà in precise proposte per la città. Ci sono però alcune questioni che meritano una risposta puntuale, così da evitare che in questa lunga campagna elettorale si proceda al suono di argomenti cattivi – spacciando moneta falsa come se fosse buona.

Fidia Falaschetti, Vota Pino Occhio, 2010 (foto Artefiera Bologna 27 gennaio 2013)

Fidia Falaschetti, Vota Pino Occhio, 2010 (foto Artefiera Bologna 27 gennaio 2013)

[1] L’insinuazione di plagio del “programma elettorale” (sic) del PD non solo non è un atto elegante. E’ anche palesemente falso. Per la semplice ragione che non c’è niente da copiare nella bozza del programma PD: non una idea innovativa per il futuro della città, per “cambiare verso” al rapporto tra istituzioni e cittadini, per ricercare un sentiero d’uscita da questa lunga crisi (lo si è visto bene in occasione delle recenti primarie. Qualcuno ricorda un’idea interessante per la città? vedi). Ci sono infatti solo titoli assolutamente generici, inutili per chi volesse davvero imparare qualcosa. C’è poco da “copiare” da chi parla di “percorsi partecipati” e nel corso di cinque anni di legislatura non ha fatto nulla di significativo in proposito (vedi). Come c’è poco da copiare da chi dice, in campagna elettorale (2009), “stop al consumo di territorio non compromesso” e poi nei documenti del PSC prevede di urbanizzare (ovvero cementificare) 18,9 ettari di campagna vignolese (vedi). E così via. Insomma, se proprio si deve “copiare” è bene farlo dai primi della classe, non dai più somari. D’altro canto che ci sia un deficit di “pensiero” che affligge il PD non sono l’unico a rilevarlo (vedi). I programmi di chi si prepara a presentarsi alle elezioni comunali del 2014 sono peraltro ancora in fase di elaborazione, ma il patrimonio di idee sviluppate in questi anni da Vignola Cambia in tema di democrazia, ambiente, buona amministrazione testimonia di una buona capacità di elaborazione. E poi, non è stato il PD stesso che si è appropriato dei temi sviluppati nell’ambito della campagna referendaria sull’acqua pubblica, adottando lo slogan “Italia, bene comune”? Evitiamo dunque le sciocchezze.

F_Foto 1mar2014 012[2] La validità dell’aggregazione civica a sostegno della candidatura di Mauro Smeraldi è uno dei temi che suscita curiosità in città. Vi si sofferma a lungo anche Rossella Masetti. Diversi sono gli ingredienti di questa operazione, tuttora in fase di elaborazione: le persone e l’autorevolezza e la competenza di cui sono portatrici; chiarezza e forza del programma; un nuovo modo di intendere il fare politica. La costruzione di una “coalizione civica”, composta da tre liste, è anch’essa un segno di novità per questa città. E’ dunque legittimo l’interrogativo che pone Rossella Masetti: “questa diversità è utile o dannosa per il governo della città?”. Ciascuna delle tre liste civiche è portatrice di sensibilità e competenze diverse (ambiente e democrazia locale; efficientamento amministrativo e rilancio dell’economia; rafforzamento della comunità e maggior senso di sicurezza). Da queste diverse sensibilità si riuscirà ad ottenere un programma integrato e convincente ed una squadra sufficientemente omogenea? Per quello che ho visto in questi due mesi di lavoro posso dire di essere fiducioso. Due di queste liste civiche (Vignola Cambia e Città di Vignola) erano peraltro presenti in consiglio comunale in questa legislatura ed hanno collaborato assieme su numerosi temi. Con la terza si è trovata sin da subito una buona intesa. Certo, come dicevo, la prova vera starà nella forza di convincimento delle idee del programma e nella qualità della squadra. Presto tutto questo sarà sottoposto alla valutazione dei cittadini. La risposta definitiva la forniranno loro. Però possiamo dire sin d’ora che l’accostamento malizioso che la consigliera Masetti fa con le “larghe intese” nazionali è del tutto fuorviante: là si tratta di una maggioranza assemblata ex-post, a partire da programmi e candidati contrapposti, qui invece di una coalizione che si presenta con un unico candidato, con una squadra che collabora da tempo, con un programma organico sottoscritto da tutti.

F_Foto Pinocchio 14feb2012 068[3] Nel commento della consigliera Masetti c’è però un aspetto più disturbante di altri. “Altro elemento di forte dissonanza nell’idea di rinnovamento che il listone [dovrei dunque cedere a quest’uso linguistico e parlare del PD come del “partitone”?] vuol far credere è la presenza contemporanea di personalità che sostengono il consumo zero del territorio e altre che al consumo del territorio hanno fortemente contribuito.” E’ evidente che il riferimento è alla lista Città di Vignola a cui capo sta Francesco Rubbiani, titolare di una locale impresa immobiliare. Ma questa osservazione è il frutto o di disonestà intellettuale o di una profonda ingenuità (spero per la Masetti si tratti della seconda). Perché il consumo di territorio lo fanno le regole urbanistiche (dunque il PRG vigente o il PSC in fase di predisposizione), non imprenditori locali che svolgono la loro attività all’interno del quadro normativo approntato dagli amministratori cittadini. E’ dunque troppo facile imputare a loro il “consumo di territorio”, quando invece si tratta di responsabilità in capo agli amministratori PD di questa città. Se infatti fosse stato approvato definitivamente il PSC che, come deliberato dalla giunta Denti, prevedeva ancora, a Vignola, nuova urbanizzazione per 18,9 ettari (vedi) come si poteva poi “invitare” proprietari ed imprenditori edili ad astenersi? Le considerazioni della consigliera Masetti – di cui peraltro non abbiamo sentito la voce quando l’amministrazione Denti ha approvato (delibera di giunta n.104 del 22 luglio 2013) il documento preliminare del PSC, con possibilità di ulteriore “consumo di territorio” per 18,9 ettari (pari a 26 campi da calcio regolamentari FIFA) – distolgono dunque l’attenzione dalla vera responsabilità che è della politica cittadina. [Postilla: in più occasioni, sia in incontri ufficiali, sia informalmente, Rossella Masetti ha invitato Vignola Cambia ad entrare in coalizione con il PD, addirittura ipotizzando Mauro Smeraldi come leader di questa singolare coalizione. A lei ed al partito è stato risposto di no per le differenze programmatiche esistenti, tra cui anche quella relativa allo “stop al consumo di territorio”, visto che il PSC approvato va in altra direzione. Sono questi e non altri gli aspetti che rendono più o meno coerente, e dunque credibile, una coalizione].

F_Foto 24apr2009 119[4] Su un punto concordo. Manca una valutazione sufficientemente equilibrata di quanto realizzato, nel bene e nel male, dalle amministrazioni passate (tra cui l’amministrazione Denti). Manca in città. Manca nelle forze di minoranza. Manca pure nel PD (e questo è singolare). Lo dico dal 2009, da quando fui spinto a riflettere sul tema dall’uscita di “Dieci. La Vignola di Roberto Adani” (vedi). Ne sono convinto ancora oggi. Non condivido l’atteggiamento manicheo del tutto nero-tutto bianco. Condivido invece in pieno l’atteggiamento assunto da Francesco Rubbiani alla presentazione pubblica del 7 marzo scorso: “quanto fatto dall’amministrazione uscente non è tutto da buttare, ma noi siamo convinti di poter fare meglio”. Ma se la città, le forze di minoranza e pure il PD non hanno sedimentato una valutazione non impressionistica della trasformazione della città e delle cose fatte da chi ha amministrato, forse la responsabilità sta in capo a questi ultimi (ed al PD come forza di maggioranza) perché non sono stati in grado (in realtà non ci hanno neppure provato!) di sottrarre l’analisi alle logiche del marketing e della propaganda. Ed in politica il marketing dell’una parte (chi governa) chiama l’anti-marketing dell’altra (chi sta all’opposizione). Qualche opportunità c’è pure stata – penso al “bilancio di missione” (fatto inserire da chi scrive nello statuto del comune di Vignola: vedi) –, ma miseramente sciupata. Sarebbe dunque una buona cosa che il PD per primo rendesse conto agli elettori delle cose fatte, delle cose non fatte, e delle cose fatte, ma “venute male” dall’attuale amministrazione. Se poi si vuole presentarle pubblicamente e si è alla ricerca di un discussant minimamente competente offro sin d’ora la mia disponibilità (per i contatti: vedi). Ancora più che in passato, c’è bisogno oggi di giocare la competizione elettorale verso l’alto, cercando di avere una politica più trasparente (dico quello che faccio; faccio quello che dico) e disponibile a farsi valutare per quanto effettivamente realizzato (per chi chiede ai cittadini di poter proseguire ad amministrare) oltre che per quanto si propone di realizzare (e questo vale per tutte le liste che si proporranno). Anche su questo attendiamo all’opera la consigliera Masetti ed il PD. Potrebbe uscirne un confronto interessante.

F_bluesbr 12ott2013 117PS Qui il testo scritto da Rossella Masetti (pdf). Piccolo test sulla capacità di elaborazione e innovazione politica:  com’è che le modifiche al PSC vanno nella direzione indicata dal documento delle liste civiche (vedi)? com’è che le proposte più innovative, nello statuto dell’Unione Terre di Castelli, per dare più “potere” ai cittadini, sono state elaborate dalle liste civiche (vedi)? com’é che su gestione rifiuti, acqua pubblica, politiche energetiche è il PD che sta facendo proprie le idee civiche? Detto altrimenti: com’é che il PD attinge dall’esterno le idee innovative?

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