Smantellato lo skate park!

Lo skate park non c'é più. E' stato smantellato (foto del 22 febbraio 2014)

Lo skate park non c’é più. E’ stato smantellato (foto del 22 febbraio 2014)

Neppure dieci anni è durato. E’ lo skate park vignolese, ubicato presso l’area verde pubblica di via Agnini (nella cosiddetta “zona Tunnel”). I lavori di realizzazione erano terminati nel marzo 2004. Nel febbraio 2014 è stato smantellato. Non è dato sapere il perché. Non un comunicato stampa. Non una spiegazione nel sito web comunale. Non un avviso messo a disposizione nell’area. Insomma, non una parola di spiegazione da parte dell’amministrazione comunale. Come peraltro fatto anche in altre occasioni, quando si è trattato di “togliere” servizi alla città (vedi).

Lo skate park frequentato da alcuni ragazzi (foto del 24 giugno 2009)

Lo skate park frequentato da alcuni ragazzi (foto del 24 giugno 2009)

[1] Lo Skate Park “Città di Vignola” nasce a seguito del recepimento, grazie all’interessamento del gruppo consiliare DS, della richiesta di un gruppo di ragazzi vignolesi appassionati di skateboarding (vedi). Venne inserito nel piano degli investimenti 2003-2005 (approvato con delibera del consiglio comunale n.7 del 29 gennaio 2003). Con delibera della giunta municipale n.202 del 5 novembre 2003 venne approvato il relativo progetto esecutivo. L’opera, dal costo di 93.500 euro, venne completata nel maggio 2004. Inizialmente la sua gestione venne affidata all’associazione “Skate Project”, composta prevalentemente da ragazzi interessati alla pratica dello skateboard (delibera della giunta municipale n.135 del 9 giugno 2004; la convenzione, della durata di 6 anni, venne sottoscritta il 17 dicembre 2004).

Lo skate park "Città di Vignola" (foto del 16 marzo 2013)

Lo skate park “Città di Vignola” (foto del 16 marzo 2013)

In realtà si evidenziarono dopo poco problemi nella gestione che portarono, su richiesta della stessa associazione, ad una risoluzione anticipata della convenzione l’1 aprile 2006 (delibera della giunta municipale n.17 del 16 febbraio 2006). Subito dopo il consiglio comunale approvò un nuovo regolamento che consentiva l’accesso pubblico allo skate park, sotto la propria responsabilità, a condizione di essere muniti di skateboard o di pattini in linea (deliberazione del consiglio comunale n.21 del 27 marzo 2006 – qui il testo del regolamento: pdf). La struttura è stata quindi usata ad alterna intensità. Un certo numero di ragazzi vignolesi l’ha comunque frequentata. Fino al febbraio 2014, quando è stata smantellata.

Anche i Simpson sullo skate!

Anche i Simpson sullo skate!

[2] Non è dato sapere le ragioni della rimozione dello skate park vignolese. Sembra, da testimonianze raccolte nell’area, che la struttura necessitasse di un intervento di adeguamento e messa in sicurezza. L’amministrazione comunale ha preferito smantellarla. L’area verrà messa a disposizione delle associazioni presenti nell’area (un mini-campo da calcetto?). Non è in discussione l’abbandono di un progetto – magari ci sono buone ragioni per smantellare lo skate park e destinare ad altro il piano in cemento. Può succedere che si debba prendere atto del fatto che non ci sono più le condizioni per mantenere quel tipo di impianto sportivo, semplicemente perché i “costi” diventano maggiori rispetto ai “benefici” per la collettività. L’aspetto problematico, invece, sta nella mancanza di trasparenza. Nel non spiegarne le ragioni ai cittadini tutti (agli utilizzatori, ai potenziali utilizzatori, alla cittadinanza). Invece nessuna comunicazione in merito (se cercate nel sito web del comune con la parola chiave “skate” non trovate nulla in proposito). Non un comunicato stampa. Non una relazione messa a disposizione dei cittadini (che sarebbero poi, secondo l’attuale sindaco, i “datori di lavoro” dell’amministrazione). Non un avviso affisso nell’area prima, durante o dopo i lavori di rimozione. Insomma “impegno zero” nel rendere comprensibile ai cittadini le ragioni di un intervento (di eliminazione di un impianto sportivo che era comunque un’opportunità per un certo numero di ragazzi e giovani).

Acrobazie sullo skateboard presso lo skate park di Vignola (fonte facebook)

Acrobazie sullo skateboard presso lo skate park di Vignola (fonte facebook)

Magari era invece possibile organizzare un percorso di rilancio della struttura. Magari un nuovo progetto di utilizzo era possibile (il tema dell’animazione e dei servizi di quartiere dedicati ai gruppi giovanili non dovrebbe essere così irrilevante). A tutto questo “risposta non c’è …”. Anche questo episodio testimonia dell’esigenza di una diversa prassi amministrativa: serve comunicare e coinvolgere i cittadini per davvero. Anche a fronte dei “problemi” che insorgono nel quartiere, sul territorio. Parlare della “città come bene comune”, come di recente ha fatto Mauro Smeraldi, candidato sindaco di un’inedita aggregazione civica (vedi), significa anche questo.

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