Un sasso nello stagno della campagna elettorale/1. Pedonalizzare il centro storico?

Un po’ troppo spesso i programmi dei candidati alle elezioni comunali sono infarciti di parole d’ordine tanto accattivanti, quanto generiche ed inconcludenti. “Rilanciare la qualità del centro storico” ne è un perfetto esempio. Se poi a pronunciare questa frase banale – chi non sarebbe d’accordo? chi vorrebbe meno qualità? – è l’assessore uscente Mauro Scurani, allora c’è davvero qualcosa che non va. Se una campagna elettorale deve servire a qualcosa non può essere che ci se la cava con qualche banalità. Vediamo allora di aggiungere un po’ di sale. Io sono convinto che per dare qualità al centro storico bisogna togliere di lì un po’ di auto: di quelle circolanti e di quelle parcheggiate. Ed in questo modo restituire spazi ai cittadini (ed anche agli esercenti): per la socialità, per attività ricreative, per iniziative culturali.

Il parcheggio di Corso Italia: la sottrazione dell'uso a piazza si giustifica se serve a liberare il centro storico dalle auto (foto del 26 marzo 2011)

Il parcheggio di Corso Italia: la sottrazione dell’uso a piazza si giustifica se serve a liberare il centro storico dalle auto (foto del 26 marzo 2011)

[1] Dico anche subito che non ho una ricetta, ovvero una soluzione già oggi presentabile, tecnicamente fattibile e, soprattutto, in grado di reggere alle osservazioni ed alle critiche che verrebbero certamente ad un tale progetto. Una parte non trascurabile di commercianti è scettica o contraria, temendo di veder danneggiati i propri affari – anche se vi sono oramai tantissimi esempi di centri storici che vivono grazie all’assenza delle auto, non alla loro presenza! Scetticismo ed osservazioni vanno tenute in considerazione (così come le opinioni favorevoli, che ci sono: vedi), ma non dovrebbero fermare un tale progetto. Può aiutare un esercizio di immaginazione. Immaginiamo che il centro storico di Vignola (quello dentro al tracciato delle mura medioevali) risulti per un attimo privo di automobili. Una zona interamente pedonalizzata. Adulti, anziani, bambini vi potrebbero camminare liberamente, senza pericolo o senza preoccupazione. Gli esercizi pubblici potrebbero occupare una parte della sede stradale con i tavolini. Negozi, associazioni, istituzioni pubbliche e culturali avrebbero spazio a disposizione per realizzare iniziative e micro-eventi per richiamare l’attenzione dei cittadini e dei clienti e per iniziative culturali in strada: musica, giocoleria, arte, libri, ecc. Non è questa la “qualità” di cui avrebbe bisogno il nostro centro storico? Ve l’immaginate questo brulicare di iniziative nelle piazze e nelle strade che convergono sulla Rocca, Palazzo Barozzi-Boncompagni, il giardino pensile Galvani (vedi), le torri della cinta muraria cittadina, l’antica “via dell’oro” (vedi), la casa del Muratori, ecc.?

Nella mappa è evidenziato il perimetro del centro storico e (in giallo) i parcheggi a servizio del centro. La larghezza massima del centro (lungo l'asse est-ovest) è di circa 250 metri.

Nella mappa è evidenziato il perimetro del centro storico e (in giallo) i parcheggi a servizio del centro. La larghezza massima del centro (lungo l’asse est-ovest) è di circa 250-300 metri.

[2] Al momento nessuno dei tre candidati alle primarie PD ha affrontato esplicitamente il tema (della serie: non pervenuti!), forse perché è un po’ impegnativo e rischioso. Le uniche attenzioni ad una tale prospettiva vengono da Vignola Cambia (un’idea, non ancora un “progetto”). Certo. Servirebbe uno studio di fattibilità, di quelli tecnicamente fondati. Cosa si dovrebbe fare? Quali sono i temi che dovrebbero essere analizzati?

  1. Il centro storico di Vignola ospita in genere circa 100 auto parcheggiate (piazza Carducci inclusa). Sono auto dei residenti (di notte e nei festivi) e sono auto degli utilizzatori del centro (esercenti, professionisti, consumatori) di giorno. Dove le possiamo mettere? Attorno al centro storico esistono almeno 4 parcheggi utili: via Zenzano (sotto al Ponte Muratori), via del Portello (giù dalla Piscina), via Libertà (ex-magazzino Toschi), e Corso Italia (il parcheggio a 3 piani, di cui 2 interrati). Tranne il giovedì e le festività con eventi particolari sono tutti (ribadisco: tutti) sottoutilizzati. Se riusciamo a trovare il modo di intensificarne l’occupazione magari possono svolgere la funzione di liberare la superficie del centro storico dalle auto. Più difficile immaginare un aumento significativo del numero dei posti auto (lo si potrebbe ottenere realizzando parcheggi su più piani – è fattibile?).
  2. Bisogna anche affrontare e risolvere il tema della mobilità all’interno di un centro storico, in tutto o in parte, pedonalizzato. Occorre garantire la possibilità di carico/scarico a servizio dei negozi e delle abitazioni, così come occorre garantire l’uso dei garage che da tempo hanno preso il posto delle botteghe nelle aree più periferiche (più distanti dall’asse centrale di via Garibaldi). Non sembrano però essere ostacoli insormontabili. Piazza Carducci (poco più di 20 posti auto) potrebbe ancora essere usata come area di sosta veloce, riservata a residenti ed esercenti. Si potrebbe anche mantenere, seppure a “traffico limitato”, la viabilità di attraversamento su via F.Selmi, via L.A.Muratori, via J.Barozzi, per uscire su via Portello. La pedonalizzazione riguarderebbe le altre vie. Accessi controllati elettronicamente, mezzi elettrici o semplici “carrelli” per spostare piccole quantità di merci – questi ed altri dispositivi potrebbero essere messi in campo per rendere più sostenibile il progetto. Ugualmente importante sarebbe riqualificare i collegamenti con i parcheggi di via Zenzano e via Portello – sul primo sarebbe auspicabile un intervento di riqualificazione dell’area appresso la Rocca, anche per l’affaccio su via Ponte Muratori (vedi).
Palazzo Barozzi-Boncompagni: da completare il restauro e da valorizzare (foto del 23 ottobre 2013)

Palazzo Barozzi-Boncompagni: da completare il restauro e da valorizzare (foto del 23 ottobre 2013)

[3] Quanto tracciato è uno schizzo impressionistico. L’impressione però è che ci sia davvero la possibilità di far fare un salto di qualità al nostro centro storico. Riducendo la presenza di auto, facendo crescere gli spazi per la socialità, la ricreazione, la cultura. In realtà si doveva andare in questa direzione cogliendo l’occasione, nel 2004, della messa in servizio del parcheggio interrato di Corso Italia (solo la pedonalizzazione del centro storico giustifica, infatti, la rinuncia a quella “piazza”). Da allora, però, è tutto fermo (l’ipotesi di un nuovo “piano della sosta”, abbozzato nel 2006, è stato poi abbandonato, ma non perché non ce ne fosse bisogno: vedi). Negli ultimi cinque anni l’amministrazione Denti, poi, non ha fatto nulla per preparare un tale intervento: non è stata in grado di aumentare la dotazione di parcheggi a servizio del centro storico (che anzi sono diminuiti per l’installazione di dehors), né di fare alcunché di significativo per la riqualificazione del centro (in cinque anni sono state sostituite le fioriere!) (vedi).

E vai di rattoppo con l'asfalto! E' così che si dà qualità? (foto del 6 aprile 2013)

E vai di rattoppo con l’asfalto! E’ così che si dà qualità? (foto del 6 aprile 2013)

E’ paradossale che l’assessore Scurani oggi dica che il centro storico “richiederà alla prossima amministrazione un impegno di grande rilievo” (sic). Visto che lui in cinque anni non ha fatto nulla! Difficile cambiare passo con le stesse persone. Oggi la manutenzione della “nuova” pavimentazione stradale in centro viene fatta a suon di rattoppi di asfalto. Vogliamo continuare così? Anche il tema della minor manutenzione del centro a seguito dell’alleggerimento del carico automobilistico dovrebbe essere un argomento da considerare.

Piazza Maggiore a Bologna prima della pedonalizzazione, avvenuta il 16 settembre 1968 (foto dalla mostra "Bologna e gli anni Sessanta, Palazzo d'Accursio, 24 giugno 2011)

Piazza Maggiore a Bologna prima della pedonalizzazione, avvenuta il 16 settembre 1968 (foto dalla mostra “Bologna e gli anni Sessanta, Palazzo d’Accursio, 24 giugno 2011)

[4] Ultimissima considerazione. Occorre riprendere a fare esercizi di immaginazione della città del futuro – per troppo tempo si è ritenuto immodificabile l’esistente. La foto degli anni ’70 che vede le auto parcheggiate davanti alla Chiesa Plebana oggi ci dà l’idea di qualcosa di innaturale. Eppure per lungo tempo quella soluzione logistica non è stata messa in discussione. Oggi non vorremmo certo tornare indietro. Quell’episodio ci ricorda che è possibile immaginare e poi realizzare una città più avanzata in termini di qualità della vita, di valorizzazione della parte monumentalmente più importante della città (se davvero crediamo alla possibilità di incrementare i flussi turistici), di curare maggiormente la dimensione estetica della nostra città. I cinque anni di “lavoro” (sic) sul PSC non sono di certo stati usati proficuamente da questo punto di vista (a proposito: dov’eri Mauro?): è mancato un dibattito come si deve, approfondito ed allargato, sul centro storico, su come salvaguardarlo e valorizzarlo. Almeno questi pochi mesi di campagna elettorale spendiamoli in questo.

Via Garibaldi nel 1971, con le auto parcheggiate davanti alla Chiesa Plebana (Archivio fotografico A.Neri)

Via Garibaldi nel 1971, con le auto parcheggiate davanti alla Chiesa Plebana! (Archivio fotografico A.Neri)

PS Dalla “video pillola” n.7 Centro storico, di Mauro Scurani: “centro storico … che richiederà alla prossima amministrazione un impegno di grande rilievo. C’è bisogno di rilanciare la qualità del centro storico, intervenire sulle strutture, risanare una parte dei sottoservizi e comunque creare un luogo di integrazione, dove si fa cultura, un luogo attrattivo e dove c’è spazio per valorizzare nuovi insediamenti di tipo commerciale e abitativo”. Visto quanto è stato (non) fatto in questa legislatura: auguri.

PPS Ovviamente l’invadenza delle auto è solo uno dei problemi del centro storico vignolese. Altrettanto gravi sono l’edilizia residenziale degradata in larga parte del centro (motivo per cui i residenti stranieri sono più del 50% della popolazione del centro storico vignolese) e la presenza concentrata su pochi assi, anziché diffusa sull’intera area, di esercizi commerciali vitali. Per una rassegna completa e per un po’ di informazioni consultare la categoria centro storico.

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3 Responses to Un sasso nello stagno della campagna elettorale/1. Pedonalizzare il centro storico?

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    In linea di principio è difficile non essere d’accordo su una PROGRESSIVA E RAGIONATA pedonalizzazione del centro storico.
    Come sempre però, si trascura che la sua vitalità non dipende solo dalle iniziative che ,così liberato, potrebbe più facilmente ospitare, ma chi ne saranno i FRUITORI.
    Oltre ovviamente gli stessi abitanti del Comune.
    Qualunque iniziativa culturale, artistica, spettacolare, conviviale, culturale, ha però dei costi che nessun Comune può finanziare, ma al massimo co-finanziare.
    Allora è necessario avere contezza di come si MUOVONO I TURISTI, oltre che i Visitatori e gli escursionisti.
    E “qui casca l’asino” non per mancanza degli stessi, nel panorama con-sociativo ma per un eccessivo proliferare degli stessi nei centri decisionali.
    PURTROPPO. per centri Storici come quello di Vignola, ma anche come quello di Ferrara, che soffre degli stessi mali, e dove,anche lì, io denuncio INVANO.
    Gli interessi associativi-consociativi,politici-s-partici,
    i quali sembrano essere più forti di ogni tragica evidenza.
    vedi per esempio http://www.estense.com/?p=362151

  2. antonio tavoni ha detto:

    Nessuno ha al momento una ricetta per il centro, ci sono punti di vista dettati da interessi (in senso neutro) e idee che partono da particolari. Non è facile riportare il tutto ad un progetto davvero sensato e lungimirante.
    Però una cosa è certa: non si può perseverare con il quadro attuale. Il centro storico non è fatto per sopportare l’impatto di veicoli attuale, i suoi edifici erano fatti per ricevere manutenzione con una frequenza non piu’ rispettata e lo stesso stile di vita di abitanti e negozianti che lo ha formato non è sovrapponibile a quello di chi vive in quartieri residenziali piu’ periferici o lavora in aree commericiali piu’ moderne.

    Questo quadro non favorisce residenti e negozianti, tantomeno è appetibile per i visitatori. Il successo di attività insediatesi recentemente (per esempio due agli antipodi come il Caffè Terzi e il Market di via Bonesi), non devono distogliere dal fatto che negli ultimi vent’anni il crollo delle attività è stato drammatico e che molto spesso oggi gli investimenti richiesti ai privati per rendere nuovamente utilizzabili spazi commerciali e residenziali vanno davvero al di là di ogni ritorno nel medio periodo (e nessuno garantisce per una maggiore durata degli affitti) e in taluni casi al di là delle disponibilità. Solo la grande appetibilità del centro come luogo di residenza e attività lavorative può muovere le cifre necessarie a dare senso a qualsiasi intervento pubblico sul quartiere.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    La pedonalizzazione di parti del centro storico di Bologna era uno dei pochi obiettivi chiari e misurabili della nuova amministrazione Merola, insediatasi nel 2011. Osservazioni sullo stato dell’arte sono svolte da Olivio Romanini, giornalista del Corriere di Bologna e blogger: “Non è più in discussione il «se» ma il «come» e soprattutto il «quando». L’amministrazione è in ritardo perché a metà mandato, al netto dei T days, il progetto di pedonalizzazione è ancora al palo. Ma è soprattutto il «come» che preoccupa.” I T-days sono un successo della nuova amministrazione bolognese, ma c’é ancora tanto da fare.

    http://boblog.corrieredibologna.corriere.it/2013/11/11/la-pedonalizzazione-che-verra/

    La pedonalizzazione del centro (al momento un titolo, in attesa di un progetto compiuto) è un obiettivo anche della nuova amministrazione civica vignolese. Il 2015 dovrebbe essere l’anno buono per elaborare e presentare il progetto, discutendolo con la città (con i commercianti del centro, certamente, ma anche con i residenti del centro ed i cittadini che del centro sono fruitori). Sarebbe un salto di qualità per la città. E’ infatti un tema di cui si parla da vent’anni, senza però essere riusciti a fare di più rispetto alle pedonalizzazioni di viale Mazzini (allora sindaco era Gino Quartieri). Il primo compito: lavorare per convincere che un tale progetto può andare a beneficio dell’intera città. Occorre predisporre dunque un progetto senza nascondersi i problemi (e le divergenze di opinione) e cercando di dare risposta ad ogni interrogativo, osservazione, perplessità.

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