Demografia 2013 a Vignola. Cresce ancora la popolazione, seppur lentamente

I dati dell’anagrafe comunale relativi al 2013 non sono di facile lettura. La pulizia dei registri anagrafici conseguente alle irreperibilità registrate al Censimento della popolazione 2011 ha infatti determinato una cancellazione di circa 800 residenti (in larga parte stranieri) nel passaggio da 2012 a 2013. A fine 2013, invece, l’operazione di riallineamento tra anagrafe comunale e censimento ha portato ad aggiungere circa 400 residenti. Meglio dunque leggere i dati 2013, almeno per quanto riguarda la popolazione residente, in riferimento al trend degli anni precedenti: anche se in modo rallentato, cresce ancora la popolazione vignolese (qui i dati del 2012: vedi). Rimane elevato il numero dei nati (260). Gli stranieri sono quasi il 17% della popolazione residente.

Popolazione residente a Vignola, anni 1994-2013. La riduzione degli abitanti nel 2013 è imputabile alla revisione indotta dal Censimento 2011.

Popolazione residente a Vignola, anni 1994-2013. La riduzione degli abitanti nel 2013 è imputabile alla revisione indotta dal Censimento 2011.

[1] Al 31 dicembre 2013 la popolazione vignolese ammonta a 24.998 unità. L’operazione di pulizia anagrafica conseguente al Censimento della popolazione 2011 ci ha dunque riportati alla situazione di due anni fa. Al 31 dicembre 2011, infatti, la popolazione risultava di 25.132 unità (mentre erano 24.802 al 31 dicembre 2010). La revisione dei dati indotta dal Censimento ci consente di affermare che la popolazione vignolese è ancora in crescita, ma assai più lentamente rispetto al periodo pre-crisi. Ancor più a seguito della particolarità dei dati 2013 (ri-allineamento tra dati Censimento 2011 e dati anagrafe comunale) conviene guardare ai trend in atto, più che ad una singola annualità. In questi anni la popolazione residente è costantemente cresciuta, anche se la crisi economica in atto ha prodotto un forte rallentamento degli arrivi (vedi).

Numero dei nati nel periodo 1960-2013.

Numero dei nati nel periodo 1960-2013.

[2] Il numero totale dei nati nel 2013 è pari a 260. Il calo rispetto ai nati 2012 (quando furono 282, il valore più alto in assoluto dal “baby boom” vignolese: 296 nati nel 1964 e 286 nel 1963) non è trascurabile. Si tratta comunque di un valore ancora ragguardevole, in linea con i valori degli ultimi anni (vedi il grafico). Certo, il confronto con gli anni del baby boom è falsato dalla diversa dimensione della popolazione (allora 17.000 circa, oggi 25.000 circa), ovvero riflette un tasso di natalità significativamente diverso (allora assai più elevato). Nel corso degli ultimi dieci anni la differenza tra nati e morti è risultata positiva di 41 unità (il saldo naturale è positivo, anche se molto vicino allo zero), ovvero con un contributo di circa +4 unità all’anno.

Numero dei nati e numero dei morti nel periodo 2004-2013. Il "saldo naturale" è dato dalla differenza tra i due valori. Nel corso del periodo si registra una tendenza verso il saldo naturale positivo (anche se di scarsa entità).

Numero dei nati e numero dei morti nel periodo 2004-2013. Il “saldo naturale” è dato dalla differenza tra i due valori. Nel corso del periodo si registra una tendenza verso il saldo naturale positivo (anche se di scarsa entità).

[3] Inoltre, se si pensa che nello stesso periodo la popolazione vignolese è cresciuta di 2.829 unità, risulta chiarissimo che la crescita è stata determinata esclusivamente dai processi migratori (il contributo del saldo naturale, pari a 41 unità, è infatti pari all’1,4% dell’incremento intervenuto nel decennio). Si conferma quanto già sappiamo da tempo: la popolazione di Vignola, dei comuni limitrofi e più in generale di questa parte dell’Emilia (la fascia pedemontana di Reggio Emilia, Modena e Bologna), non cresce per processi endogeni (ripresa della natalità e dunque recupero di un saldo naturale positivo), ma per processi esogeni, ovvero per i processi migratori (da altre zone d’Italia e dall’estero). Con un contributo rilevantissimo degli stranieri, cresciuti dai 1.484 del 31 dicembre 2003 (quando erano il 6,7% della popolazione residente) ai 4.230 del 31 dicembre 2013 (pari al 16,9% della popolazione residente). In pratica nei dieci anni tra fine 2003 e fine 2013 la popolazione vignolese è cresciuta di 2.829 unità ed al tempo stesso la popolazione straniera residente a Vignola è cresciuta di 2.746 unità. La crisi economica in atto ha rallentato, ma non fermato l’arrivo di cittadini stranieri (vedi).  Un fatto che ci deve far pensare che il tema dell’integrazione non è eludibile e che le politiche per promuovere questa “integrazione” non sono affatto un lusso.

Primi dieci gruppi nazionali per consistenza. Confronto tra 2008 e 2013.

Primi dieci gruppi nazionali per consistenza. Confronto tra 2008 e 2013.

[4] Non si registrano variazioni significative nella composizione per nazionalità dei cittadini stranieri presenti a Vignola. Da vent’anni, ormai, il gruppo più consistente è quello originario del Marocco (991 residenti al 31 dicembre 2013, pari al 3,9% della popolazione residente ed al 23,4% degli stranieri residenti). Seguono i cittadini di Albania, Tunisia, Sri Lanka, Romania, Ghana e altri (vedi il grafico). Le prime dieci nazionalità rappresentano il 90,5% di tutti gli stranieri (erano l’89,8% nel 2008). L’alta percentuale di popolazione femminile per alcune nazionalità (Ucraina, Moldova) è chiaramente associata alla richiesta di personale assistenziale familiare (le cosiddette badanti).

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