Un PSC culturalmente vecchio/2. Sul consumo di territorio il PSC fa (parziale) retromarcia a seguito delle osservazioni della Provincia

La giunta dell’Unione, con delibera n. 155 del 19 dicembre 2013 (ad oggi non la trovate né nell’archivio delibere, né nell’Albo Pretorio online!), ha approvato i nuovi elaborati del PSC (nuova versione del Documento Preliminare, con aggiunte le schede degli ambiti di riqualificazione e di nuova urbanizzazione), aggiornati ed integrati a seguito dei lavori della Conferenza di Pianificazione iniziata nel settembre scorso (e la cui fine dei lavori è prevista per il prossimo 14 gennaio). Le modifiche introdotte sono interessanti, visto che, in larga parte, riguardano quei “nodi critici” su cui anche su questo blog si è richiamata l’attenzione (vedi).

Territorio rurale urbanizzabile a Vignola secondo il PSC: residenziale N1 via Marchetti (laterale di via Barella, sul retro del cimitero): 4.900 mq

Territorio rurale urbanizzabile a Vignola secondo il PSC. Residenziale N1 via Marchetti (laterale di via Barella, sul retro del cimitero): 4.900 mq

Ovviamente i documenti “aggiornati” non facilitano la lettura del semplice cittadino, visto che le parti aggiunte o modificate non sono evidenziate. Vi sono quattro interventi principali di aggiornamento del Documento Preliminare (si trova qui assieme agli altri documenti aggiornati: vedi) ed una rivisitazione (in riduzione) delle superficie di “nuova urbanizzazione”, ovvero di “cementificazione” di terreno agricolo. Si tratta di:

  1. una modifica della parte relativa alle nuove urbanizzazioni (pp.51-53 del nuovo Documento Preliminare – Relazione, datato dicembre 2013) e contestuale suddivisione in due tabelle di una tabella in precedenza unica;
  2. una modifica e precisazione circa la “manovra” per nuovi insediamenti industriali (pp.59-61); nel testo è stata inserita una tabella (a p.61) relativa al “fabbisogno di aree produttive per delocalizzazioni di insediamenti esistenti”;
  3. una precisazione in merito alla “disciplina degli ambiti agricoli”, con precisazione del rapporto tra le norme che si propone e la classificazione adottata dal PTCP della Provincia di Modena (pp.70-71);
  4. una integrazione alla sezione “I margini urbani e gli annucleamenti in territorio rurale” (pp.78-79).
Territorio rurale urbanizzabile a Vignola secondo il PSC: residenziale N2 Brodano (36.400 mq)

Territorio rurale urbanizzabile a Vignola secondo il PSC. Residenziale N2 Brodano: 36.400 mq. Altro che stop al consumo di territorio non compromesso come promise il sindaco Daria Denti in campagna elettorale!

Sempre con la delibera di giunta n.155/2013 l’Unione ha altresì preso atto dell’approvazione da parte delle Giunte Comunali di Savignano sul Panaro e Spilamberto delle proprie proposte di variante d’anticipazione ai sensi dell’art. 41 della Legge Regionale n.20/2000. Inoltre, sempre in precedenza, anche il comune di Vignola aveva adottato un atto di indirizzo in tema di PSC, con la delibera di giunta n. 171 del 25 novembre 2013, dove si prevede di ridurre il “consumo di territorio”, portando le superfici potenzialmente destinate a nuove urbanizzazioni da 29,39 ettari a 7,74 ettari (21,65 ettari sono dunque mantenuti, diversamente dalle originarie previsioni di piano, a territorio agricolo) (per un commento critico: vedi). Le ragioni addotte dagli atti ufficiali per questi “aggiornamenti” sono assolutamente generici. Magari sarà possibile comprendere qualcosa di più preciso dagli interventi  in occasione della seduta congiunta delle competenti commissioni consiliari (comunali e dell’Unione) che si terrà domani, 8 gennaio 2014, ore 20.30, presso la sala consiliare del Municipio di Vignola. Sta di fatto che anche le osservazioni presentate dalla Provincia in sede di Conferenza di Pianificazione hanno riguardato un punto particolarmente dibattuto e critico, come peraltro già rilevato su questo blog (vedi): il rapporto tra politiche di riqualificazione e rigenerazione che si dichiara di voler perseguire ed invece le consistenti previsioni di nuove urbanizzazioni (che da sole esauriscono la potenzialità espansiva ancora prevista dal PTCP nella misura del 3% dell’attuale superficie urbanizzate). Risulta infatti che mentre si dichiarava di voler dare priorità a riqualificazione e rigenerazione urbana (strategia che dovrebbe consentire di rinunciare all’ulteriore consumo di territorio agricolo: vedi), si prevedeva anche un’ulteriore urbanizzazione (ovvero potenziale consumo di territorio agricolo) per 36,1 ettari (l’ampliamento massimo consentito dal PTCP – per assicurarsi questa possibilità il piano individua nuove aree potenzialmente urbanizzabili per 68,3 ettari). E’ vero che si dichiara che le nuove previsioni “a consumo di suolo” hanno un ruolo secondario nella manovra di Piano, ovvero che verrà data priorità alla “riqualificazione” o “rigenerazione”. Chi però ha seguito il lungo e tortuoso iter di definizione di questo PSC (otto anni di stop-and-go per una spesa complessiva superiore ad 1 milione di euro: vedi) è legittimato ad esprimere scetticismo. Infatti la parte di studio e di analisi sugli strumenti realisticamente implementabili per politiche di “riqualificazione” e “rigenerazione”, o anche per la trasformazione degli alloggi sfitti in utilizzati (p.53), è assolutamente inconsistente! La mancanza di uno specifico documento di analisi dei casi di successo (o di fallimento) delle politiche di “riqualificazione” ecc., con simulazione di applicazioni nella nostra realtà territoriale, testimonia della mancanza di un vero interesse per le politiche alternative al “consumo di territorio”. Il primo e più grave limite del PSC in costruzione sta dunque nella (mancanza di) volontà politica (e nel conseguente limitatissimo investimento nello studio delle politiche di riqualificazione, rigenerazione, riuso). Ciò rende del tutto aleatorio il raggiungimento degli obiettivi dichiarati per le politiche di riqualificazione e rigenerazione, mantenendo però aperta la porta alla assai più semplice soluzione dell’ulteriore consumo di suolo agricolo.

Territorio rurale urbanizzabile a Vignola secondo il PSC: produttivo P1 Vignola: 7.300 mq

Territorio rurale urbanizzabile a Vignola secondo il PSC. Produttivo P1 Vignola: 7.300 mq

Riepilogo qui la situazione aggiornata delle nuove urbanizzazioni tuttora previste (consumo di territorio!) sia per “residenziale” che per “produttivo”:

  • Nuovo territorio rurale urbanizzabile (residenziale): N1 Via Marchetti, Vignola: 4.900 mq; N2 Brodano, Vignola: 36.400 mq; N3 via Pilamiglio, Spilamberto: 22.500 mq; N4 via Cervarola, Spilamberto: 34.200 mq; N5 Spilamberto Nord: 25.300 mq; N6 San Vito, Spilamberto: 3.500 mq; N7 Castelnuovo Est: 126.900 mq; N8 Castelnuovo Ovest: 36.600 mq. Totale: 290.300 mq (l’equivalente di 40 campi da calcio regolamentari FIFA).
  • Nuovo territorio rurale urbanizzabile (produttivo): P1 Vignola: 7.300 mq; P2 Spilamberto: 26.400 mq; P3 S.Eusebio 1, Castelvetro: 122.500 mq; P4 S.Eusebio 2, Castelvetro: 26.300 mq; P5 Solignano, Castelvetro: 10.100 mq; P6 Castelnuovo Ovest: 73.700 mq; P7 Castelnuovo Sud: 46.700 mq. Totale: 313.000 mq. A queste aree si aggiunge l’area P8 “polo carni” tra Castelnuovo e Spilamberto, la cui estensione non è precisata.

PS La versione aggiornata del Documento Preliminare e delle schede degli ambiti di riqualificazione e di nuova urbanizzazione sono disponibili nell’apposito sito web sul PSC dell’Unione Terre di Castelli: vedi.

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2 Responses to Un PSC culturalmente vecchio/2. Sul consumo di territorio il PSC fa (parziale) retromarcia a seguito delle osservazioni della Provincia

  1. Oramai queste amministrazioni hanno solo riflessi Pavloviani,incapaci ,come sono,di prevedere il futuro
    Non è un caso che trascurino COMPLETAMENTE nei loro piani qualunque intervento-ipotesi-previsione, relativa all’Industria Turistica, e dell’Ospitalità,in questo aiutate dal silenzio assordante delle cosidette associazioni di categoria. (sic!)
    L’unica speranza e di mandarli tutti a casa prima possibile.
    Alla Guida ,meglio un “ignorante “di Buona Volontà, che un Presuntuoso,che si crede inamovibile.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Nella seduta congiunta delle commissioni consiliari comunali e dell’Unione, stasera 8 gennaio, sono state fornite informazioni circa la tempistica prevista dell’iter del PSC. Innanzitutto la chiusura della Conferenza di Pianificazione è posticipata al 28 gennaio (in origine era prevista al 14 gennaio). L’obiettivo delle amministrazioni comunali, quindi, è quello di giungere alla stipula di un “accordo di pianificazione” con la Provincia (da realizzarsi entro 90 giorni dalla chiusura della Conferenza di Pianificazione, ovvero entro il 28 aprile 2014), accordo che dovrà essere approvato dai consigli comunali. Come previsto dall’art.14, comma 7 della L.R. n.20/2000 e successive modifiche ed integrazioni: “In considerazione delle conclusioni della conferenza di pianificazione (…) il Comune e la Provincia, in caso di PSC, possono stipulare, entro il termine perentorio di novanta giorni dalla chiusura dei lavori della conferenza di pianificazione un accordo di pianificazione che definisca l’insieme degli elementi costituenti parametro per le scelte pianificatorie, secondo quanto previsto rispettivamente dall’articolo 27, comma 3, e dall’articolo 32, comma 3.” Sempre la L.R. n.20/2000, all’art.32, commi 3, 4 e 5 prevede:
    “(comma 3) Alla conclusione della conferenza di pianificazione la Provincia ed il Comune possono stipulare un accordo di pianificazione ai sensi del comma 7 dell’art. 14. L’accordo attiene in particolare ai dati conoscitivi e valutativi dei sistemi territoriali e ambientali, ai limiti e condizioni per lo sviluppo sostenibile del territorio comunale, nonché alle indicazioni in merito alle scelte strategiche di assetto dello stesso. La stipula dell’accordo di pianificazione comporta la riduzione della metà dei termini di cui ai commi 7 e 10 e la semplificazione procedurale di cui al comma 9.
    (comma 4) A seguito della conclusione della fase di concertazione, il Consiglio comunale adotta il piano. Copia del piano è trasmessa alla Giunta provinciale e agli enti di cui al comma 2.
    (comma 5) Il piano adottato è depositato presso la sede del Comune per sessanta giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione dell’avviso dell’avvenuta adozione. L’avviso contiene l’indicazione della sede presso la quale il piano è depositato e dei termini entro i quali chiunque può prenderne visione. L’avviso è pubblicato altresì su almeno un quotidiano a diffusione locale e il Comune può attuare ogni altra forma di divulgazione ritenuta opportuna.” (art.32, L.R. n.20/2000)

    Qui il testo della L.R. n.20/2000 coordinato con le norme successive:
    http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=nor&dl=2b1b5efd-4112-302b-f17e-4e4cc1584c5f&dl_id=10&dl_t=xml&dl_a=y&ev=0

    La legislatura 2009-2014 si concluderà, dunque, senza l’approvazione, ma anche senza l’adozione del PSC e del connesso RUE. Tutto ciò sarà inevitabilmente demandato ai nuovi amministratori, nel corso della legislatura successiva (2014-2019). L’eredità di questa legislatura e di queste amministrazioni sarà dunque l’accordo di pianificazione con la Provincia di Modena, ovvero l’assunzione degli elementi centrali dell’accordo conseguito con la Conferenza di Pianificazione. L’approvazione definitiva del PSC avverrà dunque plausibilmente a fine 2014 o addirittura nel 2015. E se qualche amministrazione dovesse cambiare colore politico?

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