Primarie PD per i candidati sindaco: ennesimo scontro sulle regole

C’è qualcosa di assolutamente singolare nel fatto che ogni volta che il PD si appresta alle primarie si accende lo scontro sulle regole. E’ così anche questa volta, con le primarie per la selezione dei candidati sindaci in vista delle elezioni comunali 2014. “Braccio di ferro sulle regole per le primarie” si legge sui quotidiani modenesi. In effetti le “regole” per le primarie verranno approvate dalla direzione provinciale del PD nella seduta del prossimo 7 gennaio. E il fatto è che le “regole” anziché costituire la cornice normativa che disciplina la competizione politica nel partito, sono esse stesse oggetto di lotta politica. Anziché essere fissate una volta per tutte, sono invece aggiornate tutte le volte con una finalità strumentale: quella di facilitare la corsa di qualche candidato (gradito a chi conta nel partito) o di ostacolare la corsa di qualche altro candidato (evidentemente sgradito a chi conta nel partito).

Enrico Baj, Femme habilleé, 1961 (opera esposta alla 55a Biennale d'Arte di Venezia - foto del 17 novembre 2013)

Enrico Baj, Femme habilleé, 1961 (opera esposta alla 55a Biennale d’Arte di Venezia – foto del 17 novembre 2013)

E’ stato così nelle primarie del novembre 2012 (la “revisione” delle regole allora aveva l’obiettivo di contenere l’”esuberanza” del candidato Matteo Renzi: vedi). E’ di nuovo così nelle primarie per la scelta del candidato sindaco nei comuni chiamati al voto nel prossimo mese di maggio, a partire da Modena dove l’area ex-DS è in difficoltà ad esprimere un candidato forte dopo la rinuncia del segretario regionale Stefano Bonaccini. Grazie alle regole ed al loro “aggiornamento” si vorrebbe facilitare un esito anziché un altro. E’ un tipico male italiano quello di manipolare regole ed istituzioni per fini di parte. E’ dunque singolare che il PD, che pure si propone di “raddrizzare” il paese, risulti afflitto esattamente dallo stesso male che vorrebbe curare: scarso senso delle “istituzioni”. Ed è ancora più singolare che la classe dirigente del partito, nei suoi diversi livelli, non abbia nulla da dire rispetto a questo atteggiamento strumentale verso le regole. Anzi, forse neppure percepisca “il problema”. Da parte mia, invece, vorrei mettere in luce la disinvoltura con cui le norme relative alle primarie vengono disattese o manipolate. Perché il PD che vorrei è un PD che rispetta le regole, anziché usare (strumentalmente) le regole.

Enrico Baj, Scacchi (il Re e la Regina), Cantiere del '900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo, Milano (foto del 27 dicembre 2013)

Enrico Baj, Scacchi (il Re e la Regina), Cantiere del ‘900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo, Milano (foto del 27 dicembre 2013)

Le norme sulle primarie locali del PD sono ottenute dalla sovrapposizione di più testi. E’ ancora in vigore il Regolamento quadro per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali, risalente alla segreteria Veltroni (pdf). Ad esso si aggiungono le norme inserite nello Statuto del PD dell’Emilia-Romagna (che al capo IV, artt. 16 e 17, tratta del tema Primarie per la scelta dei candidati per le cariche istituzionalipdf). Infine il tutto si chiuderà con il Regolamento di livello provinciale, atteso appunto dalla Direzione provinciale del prossimo 7 gennaio (vedi).

  1. Le primarie si svolgono ad una distanza temporale non superiore a otto mesi e non inferiore a quattro mesi dalla data prevista per le elezioni. Nei casi in cui le elezioni si svolgano, a normativa vigente, tra il 15 aprile e il 15 giugno, le primarie si tengono in una domenica collocata tra il 15 di novembre e il 30 Gennaio” (Regolamento quadro nazionale. Art. 2, Convocazione e svolgimento delle primarie). Questa norma è già stata disattesa. Le primarie, almeno in Emilia-Romagna, sono infatti previste per il 23 febbraio (o il 2 marzo), mentre le elezioni comunali si terranno con ogni probabilità il 25 maggio, assieme alle elezioni europee.
  2. Il Sindaco, il Presidente di Provincia o il Presidente di Regione uscente e che, ai termini della legge e degli statuti nazionale e regionale del PD, risulti rieleggibile, scioglie la riserva circa una eventuale riproposizione della propria candidatura entro nove mesi dalla prima data utile per lo svolgimento delle elezioni. In caso di termine ordinario del mandato entro il 15 settembre dell’anno precedente alle elezioni” (Regolamento quadro nazionale. Art. 4, Presentazione delle candidature, comma 2). Nel caso di Vignola questa norma è già stata violata. Il sindaco uscente, Daria Denti, non si è ancora pronunciato sull’intenzione o meno di ricandidarsi e per non “disturbarla” nessuno ha fissato un termine per il suo pronunciamento (che a norma di Regolamento nazionale sarebbe comunque dovuto avvenire entro il 15 settembre 2013).
  3. Qualora il Sindaco, il Presidente di Provincia o di Regione uscenti, al termine del primo mandato, avanzino nuovamente la loro candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative solo se sostenute dal 30% dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero di un numero di sottoscrizioni pari almeno al 15% degli iscritti nel relativo ambito territoriale. La percentuale di questi ultimi è calcolata sul totale degli iscritti dell’anno precedente. Regolamenti regionali possono alzare la soglia dei componenti dell’Assemblea territoriale competente fino ad un massimo del 40%” (Regolamento quadro nazionale. Art. 4, Presentazione delle candidature, comma 4). Su questa materia lo Statuto del PD dell’Emilia-Romagna introduce però una variazione, abbassando le soglie delle sottoscrizioni: “Qualora il Sindaco, il Presidente di Provincia o di Regione uscenti, al termine del primo mandato, avanzino nuovamente la loro candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative se ricevono il sostegno del 25% dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero di un numero di sottoscrizioni pari almeno al 10% degli iscritti nel relativo ambito territoriale” (Statuto del PD dell’Emilia-Romagna, art. 16, comma 6). Si tratta di norme rilevanti nel caso vignolese, visto che è assai probabile che, pur in presenza di un sindaco con un solo mandato svolto, si arrivi ad una competizione tra due (o più) candidati (vedi). Vedremo cosa dirà in proposito il regolamento che verrà licenziato dalla segreteria provinciale il 7 gennaio. Intanto una innovazione è comunque prefigurata: oltre alle firme degli iscritti è richiesta la raccolta di un certo numero di firme anche tra i semplici cittadini (per i comuni delle dimensioni di Vignola – 15.000-30.000 abitanti – si parla di 250-500 firme).
Enrico Baj, sculture in ceramica, MIC-Museo Internazionale della Ceramica, Faenza (foto del 29 dicembre 2013)

Enrico Baj, sculture in ceramica, MIC-Museo Internazionale della Ceramica, Faenza (foto del 29 dicembre 2013)

Norme fissate nei documenti di partito, ma poi disattese. Norme cambiate in tutto o in parte ad ogni occasione di elezioni primarie. Nulla di stabile. Le norme stesse vengono continuamente aggiustate, ma non per rispondere ad un “processo di apprendimento” (in tal caso la modifica delle norme dovrebbe avvenire molto prima rispetto al momento in cui debbono essere messe in atto), ma strumentalmente, per agevolare od ostacolare determinati esiti. Può un partito che ha questo atteggiamento verso le proprie norme costituire una risorsa per il paese?

PS del 9 gennaio 2014: qui il testo del Regolamento per le primarie approvato dalla Direzione provinciale del PD del 7 gennaio scorso (pdf).

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8 Responses to Primarie PD per i candidati sindaco: ennesimo scontro sulle regole

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    LE PRIMARIE sono diventato uno slogan,per fare finta di essere molto molto democratici, anche se incompetenti
    Nessuno ha mai FATTO NOTARE che Renzi è lo stesso “personaggio” che AVEVA PERSO LE PRIMARIE PRECENDENTI SOLO 9 MESI PRIMA..
    Quindi i casi sono due 1) O tutti coloro che , la volta scorsa,avevano fatto vincere Bersani, lo avevano votato per “abitudine”, non usando la propria testa.
    O 2) tutti coloro che hanno fatto poi vincere Renzi ,non sono gli stessi.della volta precedente.
    Non voglio prendere in considerazione la possibilità che questa seconda volta, lo abbiano votato,perchè più telegenico.degli altri concorrenti (?)

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Le cose sono molto più semplici, Lanfranco. Una parte consistente del partito è stata costretta a prendere atto, dopo la non-vittoria delle elezioni politiche 2013, che la ricetta Bersani era fallimentare. Renzi lo diceva da tempo e così ha conquistato credibilità. Poi tra i sostenitori di Renzi nel 2013 ce ne sono di tutti i tipi: convinti della prima ora, convertiti dell’ultima. Comunque, io sono assolutamente a favore delle primarie, ovvero dell’allargamento anche ad elettori e potenziali elettori della scelta dei candidati per le cariche istituzionali. E le primarie, sino a qui, hanno anche dimostrato di funzionare abbastanza bene, ovvero di consentire di scegliere candidati di qualità. Comunque migliori (o non peggiori) di quelli che sarebbero stati indicati dai ristretti gruppi dirigenti. Ben vengano le primarie, dunque. A patto che siano vere. A patto che le si imposti in modo tale da risultare efficaci (meglio un po’ di tempo per conoscere i candidati). Ma perché siano credibili bisogna che le regole non rispondano a finalità strumentali (favorire qualcuno, penalizzare qualcun altro). Purtroppo, invece, è questo il rito a cui ci ha abituato il PD. Bisogna invece che le regole delle primarie siano definite nella condizione del “velo di ignoranza” (per citare John Rawls), ovvero senza sapere chi si candiderà. Per questo vanno definite con largo anticipo rispetto alla data di svolgimento. Certo, poi le primarie non sono la cura di tutti i mali del PD. Ma sono una cosa positiva ed apprezzata dagli elettori. Ben vengano dunque le primarie. E ben vengano regole intelligenti (e non strumentali) sulle primarie.
      Per chi fosse interessato ad un po’ di riflessioni:
      https://amarevignola.wordpress.com/category/primarie-pd/

  2. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Condivido le conclusioni di Andrea in linea generale.
    Ritengo che ciò che è successo e che succederà sempre più spesso, dipende dal fatto che è finito il controllo sulla INFORMAZIONE da parte degli s-partiti.
    Purtroppo ancora una gran parte degli elettori non “bazzica Internet” e deve accontentarsi di ciò che propinano loro i vecchi mezzi di Informazione.
    E’ certo che man mano moriranno coloro che non vanno su Internet, diventerà sempre più difficile essere eletti in quanto “capibastone” di un qualche partito,invece che per meriti personali.
    Speriamo solo non sia necessario troppo tempo.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Sul punto 2 (la riproposizione della candidatura di un sindaco al primo mandato va fatta entro il 15 settembre o comunque 9 mesi prima delle successive elezioni) segnalo la vicenda di Castelvetro. In quel caso il sindaco uscente, Giorgio Montanari, ha confermato l’intenzione di ricandidarsi entro i termini previsti dallo statuto, ovvero entro il 15 settembre (come lui stesso ricorda):
    «Avevo sciolto le mie riserve già nel settembre scorso, quando lo stesso segretario del partito mi ha chiesto cosa intendessi fare riguardo le mie intenzioni per la prossima legislatura. Del resto, lo statuto regionale del Partito Democratico prevedeva proprio che entro settembre i sindaci dovessero sciogliere le proprie riserve; io semplicemente ho rispettato lo statuto e ho dato la mia disponibilità a ripresentarmi per la prossima legislatura correndo dunque alle elezioni amministrative che ci saranno di qui a breve»
    http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2014/01/04/news/elezioni-bis-di-montanari-e-lista-unica-per-la-destra-1.8409234

    Dunque la situazione è questa: a Castelvetro il sindaco uscente rispetta lo statuto del PD, ovvero le norme sulle primarie per la selezione del candidato a sindaco. Questo però non avviene a Vignola, dove il sindaco uscente si fa beffe dello statuto PD e, d’altro canto, nel partito nessuno si premura di ricordargli che le regole sono queste. Come peraltro si è già osservato: qui sono oltre al partito liquido, sono al partito … gassoso.

  4. Luciano Credi ha detto:

    Spero di non disturbare (ma forse dovremmo farlo tutti di più a 360%),

    detto ciò;

    che bello aver scelto Enrico Baj, l’ho conosciuto alla maiçon française di Bologna circa 13 anni fa… La patafisica (ma che cos’é?)… Lui credo fu nominato assessore in una giunta leghista pur essendo una persona di “sinistra”… Vignola a scanso di equivoci, Denti a parte, è in una situazione d’impasse politica che neanche Baj, se fosse ancora vivo potrebbe risolvere.

    Quindi per questo da qui al voto prevedo guai per le nostre imprese… quando i poteri forti si scontrano anche solo per decidere se fare o non fare le primarie a rimetterci è sempre qui produce, perché un ritardo di pagamento per esempio, ad azienda fatto espressamente, per “antipatia”, cosa che avviene quando ci sono scontri di potere, può causarle il fallimento, per esempio (scusate la ripetizione stilistica).

  5. Lanfranco Viola ha detto:

    Oggi mi sono divertito a fare un altro intervento sul più letto quotidiano on Line di Ferrara ,con delle considerazioni che, secondo me, valgono,con i dovuti distinguo, anche per Vignola, Modena ecc.
    Vi riporto il Link http://www.estense.com/?p=353533
    in esso riporto alcune notizie riprese da giornali tedeschi.
    La DIFFERENZA è tutta nella loro classe politica, rispetto alla nostra.

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    La Direzione provinciale del PD, nella seduta del 7 gennaio scorso, ha approvato il Regolamento per lo svolgimento delle primarie per la scelta dei candidati alla carica di sindaco.
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2014/01/regole-primarie-sindaco-direz-prov-pd-mo-7gen2014.pdf

    Ecco le tappe più importanti, con un occhio a Vignola, ovviamente.

    Le primarie del PD o di coalizione si svolgeranno domenica 2 marzo (ovvero circa 2 mesi e mezzo prima della data delle elezioni comunali, il 25 maggio 2014).

    Entro il 24 gennaio le Assemblee comunali dovranno riunirsi per deliberare se esistono le condizioni per la costituzione di una coalizione di centrosinistra (con dunque la possibilità di primarie di coalizione) oppure no. In quest’ultimo caso le eventuali primarie saranno primarie del PD.

    Per la raccolta delle firme per presentare una candidatura deve essere concesso un tempo non inferiore ad UNA settimana. La raccolta delle firme deve comunque terminare almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle primarie (2 marzo), dunque entro il 15 febbraio.

    Nel caso il sindaco uscente, al termine del primo mandato, avanzi nuovamente la sua candidatura (ricordiamo che il sindaco Daria Denti non si è ancora espressa in merito!), possono essere presentate candidature alternative se ricevono il sostegnodi almeno il 30% dei componenti dell’Assemblea comunale PD o del 15% degli iscritti del PD del corrispondente territorio (poiché Vignola ha circa 350-400 iscritti si dovranno raccogliere circa 60 firme di iscritti al PD di Vignola). Si noti che si è deciso di NON seguire le indicazioni dello Statuto del PD dell’Emilia-Romagna!

    E’ dunque molto probabile che si arrivi a primarie del PD per la scelta del candidato a sindaco a Vignola. Il primo nodo da sciogliere, comunque, riguarda le intenzioni del sindaco uscente, Daria Denti. Ha intenzione di ricandidarsi?

  7. Giuseppe Bicocchi ha detto:

    Confesso che non mi appassionano le primarie, soprattutto perché ho provato sulla mia “pelle” come si rispettano le regole nel Partito. Ho chiesto l’intervento degli organi di garanzia del Partito a livello Provinciale, poi a livello regionale e nazionale, ho chiesto il rispetto dello Statuto, ma non c’è stato niente da fare. Non ho mai avuto ambizioni personali, ma sono stato “allontanato” dal Partito dopo 40 anni solamente per aver chiesto il rispetto della legalità. Per tentare di vedere qualcosa di legale mi sono candidato alle comunali (Zocca), sono diventato consigliere dell’Unione Terre dei Castelli, ma mi sono dovuto dimettere costatando che un consigliere conta meno di zero. La Bergamini diventerà candidata a sindaco di Vignola, ma le primarie non c’entrano un fico secco, è stata designata dal Partito del quale è dirigente, prima è arrivata a Zocca (Come tecnico) per tentare di dipanare un’enorme scandalo che ha coinvolto gli amministratori e quindi il Partito. A Zocca sta fallendo miseramente …………… seguirà …

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