Strada dei vini e dei sapori: c’è un “buco” nel bilancio? Quanto grande?

Con singolare leggerezza alcuni amministratori locali hanno dichiarato a mezzo stampa che c’è un buco nel bilancio della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (vedi). Lo ha fatto l’attuale presidente dell’associazione, nonché vicesindaco a Crespellano, Fabio Federici. Lo ha fatto l’assessore con delega alle politiche per il turismo e marketing territoriale dell’Unione Terre di Castelli, nonché sindaco di Castelvetro, Giorgio Montanari. “Sappiamo tutti del grosso buco creato in passato” è la dichiarazione di Federici. “Dopo la vicenda del buco …” – così ne parla il sindaco Montanari. Invece no. Del “buco” i cittadini non sanno proprio nulla. E nulla sanno anche i consiglieri comunali (di certo non quelli di minoranza). Del “buco”, infatti, non si parla in alcuno dei documenti o atti ufficiali di queste amministrazioni comunali o dell’Unione Terre di Castelli, anche se i comuni sono soci (e pure fondatori) della Strada. Forse, allora, è il caso di fare chiarezza. O magari di invitare gli organi competenti ad avviare un’indagine.

L'ostello comunale

L’ostello comunale “Casale della Mora”, chiuso da un anno ed in precedenza gestito dalla Strada dei vini e dei sapori (foto del 19 ottobre 2013)

[1] E’ merito de Il Resto del Carlino e del giornalista Valerio Gagliardelli se la notizia è ora di dominio pubblico, anche se è passata il larga parte inosservata. All’origine sta il rinnovo della convenzione tra Unione Terre di Castelli e la Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” per la gestione dello sportello di informazione turistica (IAT) ubicato a Spilamberto, presso “Villa Fabriani” (via Roncati 28), anche sede del Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale. Convenzione che non riguarda tutti i comuni dell’Unione (Marano, Guiglia e Zocca non vi hanno mai aderito; né hanno voluto aderirvi, nonostante le sollecitazioni) e che, in occasione del rinnovo, nel luglio 2013 (per l’ulteriore triennio 2013-2016), ha visto sfilarsi anche il comune di Savignano. Insomma, invece che allargarsi sul territorio, il servizio IAT assegnato in gestione alla Strada si rimpicciolisce. Non si riducono, invece, i costi: ancora 70.000 euro l’anno per un “servizio” mai sottoposto ad analisi costi/benefici (qui la delibera della Giunta dell’Unione n.75 del 15 luglio 2013: testo deliberatesto convenzione).

Gli edifici dei servizi (fino al 2012 sede della Strada dei vini e dei sapori) (foto del 19 ottobre 2013)

Gli edifici dei servizi presso l’ostello comunale di Vignola, fino al 2012 sede della Strada dei vini e dei sapori (foto del 19 ottobre 2013)

[2] La vicenda, come si diceva, è finita sulle pagine de Il Resto del Carlino lo scorso novembre. Ed è qui che si registrano le sorprendenti dichiarazioni. Sorprendenti e gravi, visto che ufficilmente del “buco” non sa nulla nessuno. Il primo a parlarne è stato il sindaco di Castelvetro, Giorgio Montanari. Riferendosi alla decisione del comune di Savignano di non partecipare al rinnovo della convenzione afferma: “Non commento la scelta, peraltro legittima, di Savignano. Ma la Strada negli ultimi anni, dopo la vicenda del buco, ha voltato pagina e i risultati sulla promozione territoriale sono stati ottimi. Lo dicono i dati, il fatto che tra pubblico e aziende i soci siano centinaia tra Modena e Bologna, e i tanti contributi europei e regionali intercettati, che hanno portato e porteranno alla realizzazione di progetti ambiziosi.” (Il Resto del Carlino, 2 novembre 2013: pdf). Che i risultati siano ottimi (sic) andrebbe provato. L’uscita di Savignano non depone a favore di questa “tesi”. In ogni caso si vorrebbe capire in che cosa consiste “la vicenda del buco”. Di tenore analogo le dichiarazioni, qualche giorno dopo, del presidente della Strada, nonché vicesindaco di Crespellano, Fabio Federici: “Sappiamo tutti del grosso ‘buco’ creato in passato, ma nel 2008 abbiamo voltato pagina: come associazione siamo solidi e stiamo ottenendo ottimi risultati sulla promozione enogastronomica” (Il Resto del Carlino, 15 novembre 2013: pdf). No, purtroppo non è così. Del “buco” non sappiamo tutti! E soprattutto del “buco” non c’è traccia in alcun documento ufficiale. Solo rumors (vedi).

Targa con il logo della Strada dei vini e dei sapori

Targa con il logo della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (foto del 19 ottobre 2013)

[3] Queste dichiarazioni sono di una leggerezza inaudita. E sono pure di una gravità inaudita. Le domande che fanno sorgere sono le seguenti:

  1. A quanto ammonta il “buco”? Vogliamo dirlo? Vogliamo dirlo ai cittadini che con ogni probabilità sono chiamati (inconsapevolmente) a farsene carico? Nell’articolo del 2 novembre vi compare un’indicazione, ma è riferita dal giornalista e non è affatto detto che sia veritiera. Vi si legge: “Quando la prima gestione della Strada, non è un segreto, si indebitò per oltre 300mila euro” (pdf). In realtà i rumors parlano di cifre assai più consistenti. Dunque, vogliamo dare una risposta precisa (ed ufficiale) a questa domanda? A quanto ammonta “il buco”? A 300mila euro? A 600mila euro? O a 900mila euro?
  2. Come si è prodotto il “buco”? All’origine vi sono episodi di malagestione (certamente) o anche di malaffare (da accertare)? Gli attuali amministratori di questo territorio (molti dei quali se non erano sindaci erano comunque in giunta quando si è formato “il buco”) vogliono dire in modo chiaro e trasparente come si è determinato “il buco”?
  3. E’ vero che si è “voltato pagina”? Ed esattamente cosa vuol dire ciò? Che “il buco” non c’è più? Che è in progressiva risoluzione? E come è avvenuto o come sta avvenendo il ridimensionamento del buco? Con i soldi degli amministratori che hanno sbagliato o con i soldi dei cittadini di questo territorio? Ad esempio è legittimo chiedersi: non sarà che i 70.000 euro della convenzione per lo IAT dell’Unione Terre di Castelli (ed esattamente per i comuni di Castelnuovo, Castelvetro, Spilamberto e Vignola) non servono solo a pagare il “servizio” ottenuto dalla Strada, ma anche a ridurre progressivamente “il buco”? E’ una domanda legittima a cui sarebbe opportuno dare risposta. Forse il presidente dell’Unione Terre di Castelli, nonché sindaco di Vignola, Daria Denti, qualcosa lo dovrebbe dire in proposito. Forse era il caso di applicare qui i principi della spending review, realizzando una puntuale analisi costi/benefici del servizio offerto dalla Strada.
Il logo della Strada dei vini e dei sapori

Il logo della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (foto del 19 ottobre 2013)

[4] Forti perplessità sulla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”, sulla sua mission e sulle modalità operative, sono state espresse dalle associazioni di categoria dell’area vignolese. Sempre Il Resto del Carlino si è preso la briga di raccogliere le loro opinioni, nient’affatto tenere verso la strada (cfr. Il Resto del Carlino, 3 novembre 2013: pdf). Esse sono anche una forte sollecitazione, indirizzate all’Unione Terre di Castelli ed al suo presidente Daria Denti, a riorganizzare completamente l’intervento in questo settore. Il messaggio è che la Strada non funziona, almeno sul versante modenese. Peccato che una legislatura sia passata invano. Intanto qualcosa si muove dalle parti delle minoranze consiliari, con un’interrogazione presentata da 5 consiglieri dell’Unione (4 del gruppo Lega Nord e autonomie, 1 indipendente), appunto per provare a fare luce sulla vicenda (qui il testo: pdf). Ovvero affinché la vicenda non si chiuda con una semplice dichiarazione alla stampa – senza alcuna assunzione di responsabilità politica. In realtà ci sarebbero tutti i presupposti per una segnalazione alla Corte dei conti. Almeno.

PS Tra i membri del consiglio di amministrazione della Strada c’é l’assessore al bilancio del comune di Vignola, Romina Bertoni. Saprà qualcosa del “buco”? Hai mai rendicontato del “buco” al consiglio comunale di Vignola? Certo è che il comune di Vignola risulta del tutto  inadempiente dal punto di vista della trasparenza e dell’informazione. Infatti l’amministrazione comunale non ha ancora risposto ad un’interrogazione (qui il testo: pdf), presentata dalla lista di cittadini Vignola Cambia il 30 maggio 2013, in merito all’Ostello comunale “Casale della Mora”, la cui gestione era appunto affidata alla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” ed in cui si chiedeva anche copia dei bilanci d’esercizio 2011 e 2012 della Strada. Eppure le risposte alle interrogazioni debbono essere date entro 30 giorni a norma di legge!

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4 Responses to Strada dei vini e dei sapori: c’è un “buco” nel bilancio? Quanto grande?

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Se vale il detto “Mal comune mezzo gaudio!” sappiate che anche la “Strada dei vini e dei sapori” a FERRARA non ha mai funzionato e non è servita a NULLA, se non ad avere un altro gagliardetto per l’Ascom da sventolare per continuare a sostenere di fare qualcosa per la promozione dei rispettivi territori.
    La Confcommercio è la Confesercenti gestiscono da anni (ogni anno) 20 MILIONI DI €URO attraverso la A.P.T. Servizi Regionale, nel cui C.d.A siedono in maggioranza (2 su 3) spartendosi tale importo che corrisponde a circa 100.000.000 delle vecchie Lire ogni giorno. Realizzando una promozione che non ha portato a nessun aumento annuo di PRESENZE TURISTICHE, dal 2003, mentre il Turismo internazionale è aumentato mediamente del 2-3 % ogni anno fino al 2012. Potevate mai immaginare che con queste “teste di …uovo” i risultati potessero essere diversi?
    ILLUSI.

  2. roberto monfredini ha detto:

    non so come inquadrare questa Strada , ma credo che risulti essere una associazione e come tale deve avere un bilancio preventivo e consuntivo per godere dei benefici fiscali ,approvato dall’assemblea e dal cda , per tutti gli anni in essere ,anche quelli passati , oltre alle relazioni scritte e verbalizzate dei cda e delle assemblee, se poi aggiungiamo la presenza del pubblico come finanziatore o direttamente nel cda la trasparenza è ancora maggiore , se mancano questi cardini ci si rivolge alla corte dei conti o alla finanza

  3. balestri79 ha detto:

    Che la “Strada” sia…senza uscita, é un fatto.
    Trovo deprimente che realtà di questo tipo siano non-produttive, come questa.
    Qualcuno ha presente la “weinestrasse”? Vabbé, sarò petulante, ma la Statale 14 da Egna-Ora (Bz) a Merano (Bz) é uno degli esempi di associazionismo tra amministrazioni locali, privati (enoproduttori) e realtà sociali (cantine sociali), più proficui, in termini di valorizzazione territoriale (un bel termine, che adesso và di moda) ed anche economica.
    Non so, avranno di certo i loro problemi, ma mi é capitato di collaborare per eventi creati da loro e per eventi creati dai “nostri”…devo entrare nel merito? Basti l’esempio che “loro” investono nel territorio con eventi di eco internazionale. Noi? a malapena si fa’ “Gemelli con Gusto”. Non hanno tempo di creare “buchi”, i soldi vengono immediatamente “spesi” per creare COMUNICAZIONE. E non c’é solo la “weinestrasse”…
    http://www.suedtiroler-weinstrasse.it/italiano/

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