Avanzano i lavori in via Libertà. Crescono anche le perplessità, di Enzo Cavani

Con l’abbattimento di 24 tigli, a fine agosto (vedi), ha preso il via il cantiere di “sistemazione” di via Libertà. Di metà della via, per l’esattezza (e già questo fatto, ovvero che dopo quattro anni di discussioni e progetti, questa legislatura si chiuda senza una sistemazione dell’intera via è emblematico di questa amministrazione). Sebbene ad oggi i lavori non siano ancora conclusi (la conclusione del cantiere è attesa per dicembre) emerge già la configurazione che la via andrà ad assumere. Enzo Cavani, che segue con attenzione il procedere dei lavori, svolge qui alcune considerazioni. Vediamole. Ci ritorneremo a lavori conclusi – l’impressione è che la materia di discussione non mancherà!

Il cantiere di via Libertà tra via Prampolini e via Nasi (foto del 26 ottobre 2013)

Il cantiere di via Libertà tra via Labriola e via Prampolini (foto del 26 ottobre 2013)

[1] Un primo appunto di fine ottobre. Via Libertà. Due mesi dall’inizio dei lavori: si e appena concluso l’intervento sul marciapiedi-lato destro (direzione sede del Distretto sanitario). Sospendiamo il giudizio sul nuovo percorso pedonale, in attesa di una verifica puntuale (relativa a larghezza della sede, accessi e continuità di percorrenza) a fine lavori. Quel che possiamo dire con certezza è che la nuova sede carrozzabile si presenta insufficiente quanto a larghezza per una viabilità a doppio senso di marcia sicura, o per lo meno agevole: un budello pericoloso, inadatto a smaltire un traffico assai intenso e disordinato, specialmente negli orari di punta. Come non ribadire, fino allo sfinimento, che la strada avrebbe dovuto essere convertita a senso unico di marcia, in un progetto mirato che tenesse conto delle vie laterali e parallele, oltre che delle esigenze della mobilità pedonale e ciclabile, sacrificata sull’altare dell’approssimazione e del non detto?

Un posto auto in via Libertà. Perché questi spigoli? (foto del 26 ottobre 2013)

Un posto auto in via Libertà. Perché questi spigoli nel marciapiede? (foto del 26 ottobre 2013)

Non vogliamo trarre conclusioni definitive su quanto è ancora in fieri. Non è nelle nostre corde. Dobbiamo però, per impegno civico disinteressato, evidenziare con forza le nostre perplessità, le nostre contrarietà. Non parliamo dei tigli abbattuti: già tutto il possibile s’è detto (vedi). Si tratta di una ferita non rimarginabile, ma andiamo oltre. Si sono accorti i cittadini vignolesi della rumorosa, ubiquitaria presenza delle motoseghe nel loro piccolo territorio? Segnaliamo, soffermandoci ancora su via Libertà… lato sinistro (direzione sede del Distretto sanitario): un grande cedro, cresciuto giusto dietro il filare dei tigli (area Lotto), è stato tagliato qualche giorno fa. Proprietà privata, certo… Come anche vari altri esemplari potati selvaggiamente in un giardino interno, a pochi metri di distanza. Allontaniamoci un po’. Via Don Cavedoni, lungo la tangenziale (di fronte alla stazione delle corriere): una siepe pubblica, delineatasi nel tempo attraverso piantumazioni e sviluppo spontaneo, a formare una barriera nei confronti del traffico senza sosta, è stata ridotta a rado filare (vedi). Nei pressi, via Don Monari, in spazi condominiali, senza alcuna comunicazione a condomini che a noi si sono rivolti, sono stati abbattuti, senza ombra di criterio, alberi e arbusti. Ci fermiamo a quel che conosciamo. E riflettiamo sulla fondatezza delle motivazioni (?) addotte dall’amministrazione comunale, quando, pressata, è costretta a dar ragione degli abbattimenti.

Nuovo marciapiede in via Libertà, con anche posti auto. Ma non è un po' stretto? (foto del 26 ottobre 2013)

Nuovo marciapiede in via Libertà, con anche posti auto. Ma non è un po’ stretto questo passaggio? (foto del 26 ottobre 2013)

Verde pubblico. Verde privato. Non mondi lontani, come potrebbe sembrare. Esiste un regolamento comunale del verde (vedi), che sovrintende agli interventi di taglio e potatura in entrambi gli ambiti. Cioè, tu privato, proprietario indiscusso della vegetazione del tuo giardino, non puoi, comunque, abbattere o ridimensionare a tuo piacimento gli alberi e gli arbusti che ti appartengono, ma devi adeguarti a una normativa volta a salvaguardare il patrimonio verde, bene comune ed elemento fondante del paesaggio urbano. Si tratta di un regolamento preciso, che, dopo un’introduzione altisonante nella quale si accenna addirittura ai benefici per l’anima derivanti dalla presenza delle piante, espone le linee a cui tutti i cittadini di Vignola devono attenersi nella manutenzione della vegetazione e definisce obblighi e sanzioni per i trasgressori. Ricordiamo che la nostra non è solo una lotta per la difesa degli alberi. E’ impegno per la salvaguardia, la salute, l’identità del nostro ambiente, di cui il “patrimonio verde” è componente imprescindibile.

Il cantiere in via Libertà (foto del 26 ottobre 2013)

Il cantiere in via Libertà tra via Nasi e via Prampolini (foto del 26 ottobre 2013)

[2] Secondo appunto del 15 novembre 2013. Siamo sul lato sinistro (direzione sede del Distretto sanitario) di via Libertà. I lavori procedono. Con una celerità quasi forzosa, vista la stagione. Il marciapiedi prende forma, accentuando la percezione di ristrettezza della “nuova” carrozzabile. Il fatto è che non si tratta di pura percezione, e come tale soggetta a inganno: la strada è veramente stretta. Abbiamo osservato personalmente situazioni di difficoltà nel passaggio di due vetture provenienti da direzione opposta, anche perché gli automobilisti che frequentano la via a volte non esitano a parcheggiare alla maniera di un tempo, al di fuori dei nuovi spazi riservati alla sosta. Assisteremo, in futuro, quando tutto sarò completato e definito, ad una mutazione dei comportamenti, al rispetto delle regole, tenendo conto del fatto che i posti-macchina a disposizione saranno pochi, assai pochi?! Inutile, vero, parlare ancora di senso unico?

Via Libertà all'incrocio con via Prampolini (dove c'é la tabaccheria) (foto del 16 novembre 2013)

Via Libertà all’incrocio con via Prampolini (dove c’é la tabaccheria) (foto del 13 novembre 2013)

I marciapiedi. Avevamo deciso di non trarre conclusioni affrettate, in attesa del completamento dei lavori. Ora, però, a oltre metà dell’opera, con un lato integralmente in vista, non possiamo esimerci da alcune valutazioni. La sede di percorrenza è un alternarsi di slarghi e restrizioni: mentre le seconde possono esser dettate dalla necessità, i primi, in certi casi, risultano grotteschi, oltre che incomprensibili; ci riferiamo, ad esempio, ai punti in cui il marciapiede incontra una laterale (vedi via R. Volpi) e in essa, per alcuni metri, prosegue prima di recuperare la linea retta su via Libertà, a formare una sorta di piattaforma, sulla quale in varie occasioni abbiamo notato grosse auto  parcheggiate. Ancora: la sede di percorrenza è irregolare, perciò scomoda. Pare il frutto di un’esecuzione approssimativa. E gli accessi? Non sono ancora stati approntati in modo definitivo, quindi si vedrà. Quel che si può dire è che in alcuni casi risulterà difficile evitare situazioni di pericolo per i pedoni. Aggiungiamo che il “paesaggio” stradale che i nuovi marciapiedi contribuiscono a delineare è caotico e sgradevole: i tigli rimasti, la metà di una volta, non costituiscono più l’elemento visivo dominante. La bellezza ci è stata rubata.

Via Libertà tra via Nasi e via Volpi (foto del 16 novembre 2013)

Via Libertà tra via Prampolini e via Nasi (foto del 13 novembre 2013)

Concludiamo. Si stanno installando i pali dell’illuminazione. I vecchi fari, immersi nelle chiome degli alberi, risultavano inutili; ebbene, i nuovi sono stati collocati fra i rami, ora spogli. Qual è la differenza?  Pur considerando il progetto sbagliato, distruttivo, inadatto a risolvere i (notevoli) problemi di via Libertà e destinato a creare insoddisfazione diffusa, ci siamo posti di fronte alla realizzazione dell’intervento con animo aperto, sperando che qualcosa di positivo ne potesse comunque sortire.  Al momento è arduo conservare briciole di ottimismo.

Enzo Cavani

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3 Responses to Avanzano i lavori in via Libertà. Crescono anche le perplessità, di Enzo Cavani

  1. diana manzini ha detto:

    Caro Enzo Cavani, sei troppo buono e corretto!
    Io posso soltanto dire che sono totalmente nauseata dalla distruzione che i “nuovi/vecchi barbari” hanno perpetrato nella nostra bella cittadina.
    Già sono tanti i problemi che dobbiamo affrontare che non è giusto ci tolgano anche la bellezza e l’ossigeno: doni gratuiti e per tutti.
    Inutile dire che “non si vive di solo pane” o che “nati non fummo per viver come bruti…” tanto, chi di dovere, credo non ne conoscerebbe neanche il senso, visto come agisce e opera. Quanto ci sarebbe da dire ma mi fermo qui. Ti ringrazio per il lavoro che stai facendo per tutti noi e, SPERANDO CHE QUALCUNO ASCOLTI E CAPISCA, ti invio cari saluti.
    Diana Manzini

  2. Sergio Baracchi ha detto:

    ENZO ti prego di scusare la mia ignoranza, ma anch’io non condivido le soluzioni adottate per tanti motivi:

    1) Le aree di sosta sono dalla parte opposta a quella degli esercizi commerciali: una volta parcheggiato (ricevuto il diploma di fantastico guidatore) tutti dovranno attraversare per andare ai negozi o ai bar;

    2) NON SONO D’ACCORDO SUI SENSI UNICI che allungano le percorrenze ed il conseguente inquinamento – in quanto questo è quanto persegue l’Amministrazione da oltre 20 anni e che ora ha camuffato de “risistemazione”. Se questo era lo scopo non c’era bisogno di inventare l’acqua calda, bastava andare in qualsiasi comune vicino (es.: Bazzano Via Carducci) che il problema di tigli ben più grandi hanno risolto brillantemente E SENZA SEGARE.

    3) Le la Libertà ristretta e le laterali ristrette dalle auto parcheggiate risulta difficile l’immissione in quanto il raggio di strerzata di un’auto è mediamente di 9 metri. L’incubo del porfido a spigolo vivo spinge poi gli automobilisti a starne alla larga stando al centro della carreggiata. Le filette nei paesi civili hanno gli spigoli smussati: nel caso del porfido/granito, una volta montato, affinché qualcuno cadendo non si spacchi la testa, viene smussato con il flessibile

    4) Per valutare meglio il tutto urge mettere i DIVIETI DI SOSTA sul lato sinistro della strada, cosa che evidentemente gli utenti non hanno ancora capito, e cominciare a dare CONTRAVVENZIONI;

    5) Negli attraversamenti NON HO VISTO I PASSI A RASO PER ACCESSO DISABILI: qualcuno mi ha detto che alzano la strada, ma allora a cosa servono le filette.

    Da ultimo vorrei fare presente che il cantiere è in strada da alcuni mesi per fare neanche 100 metri di marciapiedi IN CONGLOMERATO (non a mosaico): per fare il PONTE EUROPA ci sono voluti 2 anni: amministratori e tecnici sappiatevi regolare.
    Sergio Baracchi

  3. loredana baruffi ha detto:

    sono piuttosto perplessa e delusa dell’operato. L’argomento è stato molto ben trattato e il commento letto esaustivo e convincente , a parte le multe ( discutibili, farei io la multa al comune semmai… ). Esistono altri sistemi. MA QUANDO UN CANDIDATO SI PROPONE
    COME SINDACO PROCLAMANDO ” RIVOGLIAMO LA PIAZZA”, COSA SOCIALMNETE UTILISSIMA , e vedo, o apprendo invece ciò che è stato fatto, allora ci sono sintomi di qualcosa da curare con urgenza! Spero di non urtare la suscettibilità di nessuno, voglio solo dire la mia con fermezza. Grazie per l’attenzione e per favore RIDATECI LA PIAZZA E IL VERDE CHE CI AVETE R U B A T O !!!!
    ====================================================
    Pago percentuali di tasi, imu e tares come nel capoluogo e qua non
    abbiamo niente. perchè?!?!?!? A conti fatti, forse mi conviene vendere e andare a Bologna, almeno è una vita più piena, e nessuno oserebbe mai bistrattarla… a parte tutto il resto del suo
    meraviglioso patrimonio. Scusate la divagazione, non poi così inopportuna e fuori tema! Ciao Loredana baruffi

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