Stenta il decollo dell’incubatore d’impresa del centro storico. Ed è un peccato.

Adesso è ufficiale. La montagna ha partorito il topolino. Dopo più di tre anni di studi, sopralluoghi, delibere, incontri, comunicati stampa (soprattutto questi) l’incubatore d’impresa del centro storico è diventato realtà. Ma al momento ha “partorito” solo l’insediamento di un nuovo negozio in centro storico (una galleria d’arte, attesa in via Cantelli 5). Ogni nuovo insediamento è un fatto positivo, ci mancherebbe (a patto che sia “compatibile”, come insegna la vicenda del Tubooza Café: vedi). Ma qui c’è un’amministrazione comunale che ha “lavorato” (sic) per cinque anni e oggi riconsegna alla città un centro storico che presenta esattamente gli stessi problemi del 2009 (anzi qualcuno in più, per via della crisi economica e della carenza di manutenzione). Il fatto è che l’incubatore, per come è stato pensato, offre incentivi troppo blandi per innescare un vero processo di riqualificazione commerciale. Ed in ogni caso è un intervento che affronta solo una delle criticità del centro, mentre le altre rimangono ancora tutte lì (in primo luogo la presenza di edilizia residenziale degradata).

Nella centralissima via Garibaldi l'edificio di fianco alla chiesa parrocchiale, che una volta ospitava il Bar National, è da tempo abbandonato (foto del 13 novembre 2013)

Nella centralissima via Garibaldi l’edificio di fianco alla chiesa parrocchiale, che una volta ospitava il Bar National, è da tempo abbandonato (foto del 13 novembre 2013)

[1] Tutto era partito con la delibera di giunta n. 139 del 13 settembre 2010, dove si lanciava il “patto con la cittadinanza per la valorizzazione residenziale e commerciale del centro storico” (pdf). Ne seguirono due incontri pubblici con i residenti ed alcuni negozianti, utili solo a farli arrabbiare ancora di più per un’amministrazione sino ad allora cieca di fronte ai segni di difficoltà del centro storico (vedi). Dentro al “patto”, tra l’altro era inserito, oltre al progetto dell’incubatore, anche quello di un “prontobus”, una prima sperimentazione di un servizio di trasporto pubblico urbano (dopo che, colpevolmente, l’allora assessore Denti aveva lasciato cadere l’opportunità di una sperimentazione con i fondi AMO per l’anno 2009), poi scomparso. Alla fine il “patto” è completamente evaporato – più nessun incontro con i cittadini è stato tenuto (forse nel “palazzo municipale” avevano timore di essere presi a male parole: vedi). I suoi possibili contenuti non sono neppure mai venuti a galla: sicurezza, lotta al degrado (e per il decoro), manutenzione puntuale ed accurata (invece si rattoppa la pavimentazione in ciottoli con asfalto!), riduzione della presenza delle automobili (vedi), realizzazione di nuovi parcheggi a servizio del centro, riqualificazione dell’edilizia residenziale. Quest’ultimo, in particolare, è un tema particolarmente critico visto che si traduce anche in una composizione sociale squilibrata (con oltre il 53% di residenti di nazionalità straniera: vedi). Ma l’amministrazione Denti si è ostinatamente rifiutata di riconoscere il problema e dunque di iniziare a pensare a come promuovere la riqualificazione degli edifici residenziali del centro (su cui, invece, sono le minoranze che hanno avanzato proposte: vedi). Ha dunque perso un’occasione importante, come quello di coinvolgere ACER Modena nella riqualificazione di alloggi in centro storico, per realizzare lì i nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (vedi) – un perfetto esempio di carenza di visione strategica.

Un altro edificio oggi completamente vuoto sempre nella centralissima via Garibaldi. Ospitava fino a qualche mese fa "Lo Scrigno" (foto del 13 novembre 2013)

Un altro edificio oggi completamente vuoto sempre nella centralissima via Garibaldi. Ospitava fino a qualche mese fa “Lo Scrigno” (foto del 13 novembre 2013)

[2] Gli interventi di cui ha bisogno il centro storico di Vignola si distribuiscono in un ampio ventaglio. Uno di questi è la promozione di nuovi insediamenti di negozi, insomma l’incubatore d’imprese. Nessuno degli altri fronti d’intervento ha visto realizzazioni minimamente significative – tutto l’operato dell’amministrazione Denti nel corso di questa legislatura consiste dunque in questo progetto (oltre alla sostituzione delle fioriere ed al “cesso con vista”: vedi). Che ad oggi stenta a decollare. Dopo tre anni di “lavori” (sic) finalmente, a maggio 2013, il “Programma d’intervento” è stato approvato con delibera di Giunta Municipale n. 54 del 6 maggio 2013 (pdf). Ma solo per essere subito modificato ed integrato altre due volte (prima con delibera di giunta n.98 dell’1 luglio 2013, poi di nuovo con delibera di giunta n.147 del 14 ottobre 2013). Il Programma prevede un “articolato menu di benefici”: contributi economici e finanziamenti; disponibilità di locali in cui avviare la propria attività con un canone di locazione concordato; forniture di servizi comuni e coordinati per le aziende (comunicazione, logistica, marketing) ed altro.

Garage al posto di vani commerciali in via Soli (foto del 13 novembre 2013)

Garage al posto di vani commerciali in via Soli (foto del 13 novembre 2013)

Poi con la delibera di giunta n.98/2013 sono state aggiunte opportunità relativamente alla formazione (es. retail marketing) ed è stato specificato che i proprietari di immobili, per accedere alle agevolazioni economiche connesse alla ristrutturazione dei locali, debbono riconoscere ai locatari condizioni contrattuali e di canone agevolate, per i primi tre anni di locazione. Con la delibera di giunta n. 147/2013, invece, è stata introdotta la possibilità di ammettere a contributo, per le attività insediate, anche spese effettuate in data non antecedente l’1 aprile 2011 (retroattività). Vedremo cosa produrrà nei prossimi mesi (od anni) questa complessa architettura d’intervento. Sino ad oggi di concreto c’è ancora poco. Il comunicato stampa n.119 dell’8 novembre scorso (pdf) fa riferimento a 7 enti, tra imprese ed associazioni, che hanno aderito al progetto. Parla anche di “numerosi proprietari che hanno messo a disposizione diversi locali del centro storico” (la delibera n.147 del 14 ottobre 2013, meno vaga, parla di 2 proprietari aderenti; vedi pag.2). Insomma, sino ad ora la montagna ha partorito il topolino. Chi ha presente la condizione del centro storico vignolese (vitale solo lungo via Garibaldi e nelle vie laterali in prossimità di essa) può subito capire che non sarà questo intervento a cambiare significativamente il profilo di questa parte della città. Che rimane (e rimarrà ancora) quella su cui insistono le criticità più pesanti.

Spazi per attività commerciali vuote ed abbandonate da anni in via F.Selmi (foto del 13 novembre 2013)

Spazi per attività commerciali vuote ed abbandonate da anni in via F.Selmi (foto del 13 novembre 2013)

[3] Eppure le cose potevano andare diversamente – e lo possono tuttora. A condizione di riconoscere che occorre dispiegare una gamma d’interventi assai più ampi (e non limitati solo alla promozione, per quanto assai importante, di nuove attività commerciali). L’eredità di cui ha potuto beneficiare Daria Denti era considerevole. Con l’amministrazione Adani, infatti, si è realizzata la riqualificazione della pavimentazione stradale e dei portici di metà del centro storico (con relativo rifacimento delle reti). Sono state installate telecamere a servizio del centro ed anzi, proprio negli ultimi mesi della legislatura 2004-2009, era stato elaborato un interessante progetto per la sicurezza e contro il degrado (vedi). Senza dimenticare che facevano parte di quell’eredità anche i progetti di valorizzazione della funzione commerciale del centro (i Centri Commerciali Naturali), il marketing urbano, Vignola Grandi Idee, Bambinopoli ed altro ancora. Insomma, forse non era un programma completo (era infatti carente per la parte di riqualificazione dell’edilizia residenziale – un primo progetto affidato ad Agorà non produsse risultati), ma era assai più articolato di quello proposto (peraltro tardivamente) dall’amministrazione Denti. Solo che invece di andare avanti ora si fanno passi indietro.

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3 Responses to Stenta il decollo dell’incubatore d’impresa del centro storico. Ed è un peccato.

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Purtroppo il combinato relativo alla TOTALE INCOMPETENZA di tutti gli amministratori pubblici, con la complicità di tutte le associazioni di categoria del Terziario, ( a Vignola come a Ferrara ) ha trascurato e continua a trascurare L’IMPORTANZA del TURISMO nei nostri Centri Storici.
    A Ferrara quasi 1/4 dei negozi ,nelle strade pedonali del Centro ( le più pregiate commercialmente ) o hanno chiuso o sono gestite da cinesi./ orientali
    Tale Desertificazione è dovuta al disinteresse della attuale amministrazione che ha portato questa città UNESCO a perdere progressivamente e regolarmente, oltre un QUARTO delle PRESENZE TURISTICHE presenti nel 2008,mentre in tutte le altre Città Patrimonio dell’Umanità , (come FerrHERA ) ,da allora sono regolarmente aumentate di circa il 4/5% all’anno.( specialmente di Turisti Stranieri.
    Purtroppo nessuno se ne occupa e tutto va in malora, indipendentemente dalle eventuali agevolazioni promesse.
    vedi anche http://www.estense.com/?p=341012

  2. Ospite ha detto:

    mi chiedo chi ci vada più in centro storico… non c’è parcheggio gratuito, ci abitano solo immigrati, non ha senso. io se posso evito.
    ci vado una volta al mese solo perchè sono affezionato al mio barbiere. le attività commerciali sono poche, e a parte quelle storiche (come ad esempio gollini) non penso che dureranno ancora molto.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    “Ha un nome di donna e da una donna è stato creato. Da lei ha preso la determinazione e la creatività. È Armilla, il progetto voluto dalla sindaca Daria Denti e dall’amministrazione comunale di Vignola (Mo) per rigenerare, soprattutto dal punto di vista commerciale, il centro storico della città.” Qui il seguito:
    http://nuvola.corriere.it/2014/04/17/start-up-per-le-citta/
    Ovviamente anche questa parte di marketing (altra cosa sono i risultati, assai meno eclatanti) faceva parte del pacchetto dell’incarico per l’incubatore d’impresa nel centro storico. E’ bene dunque non farsi troppo facilmente suggestionare. Si aspetta dunque il primo resoconto scritto a un anno, poi a due e così via.

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