Ferrovia Vignola-Bologna: è possibile ridurre i tempi di percorrenza?

E’ possibile ridurre i tempi di percorrenza? Ovvero avere finalmente un treno un po’ più veloce? E’ quanto si sono chiesti gli associati del “comitato utenti” In prima classe per Bologna-Vignola (vedi). Dopo qualche milione di euro investiti nell’ammodernamento della linea (elettrificazione del tratto Vignola-Bazzano, risistemazione del piano binari a Vignola: vedi, realizzazione della stazione di alimentazione di via Lunga, nuove stazioni ACEI a Vignola e Zola Comune) e 75 milioni di euro per l’acquisto di 12 elettrotreni Flirt Stadler ETR350 (di cui 4 destinati – secondo il piano originario – alla tratta Bologna-Vignola) la domanda è sembrata pertinente. Ed in effetti è stata posta per la prima volta all’inizio di quest’anno con l’obiettivo di ottenere una risposta, possibilmente positiva, in occasione dell’entrata in vigore del nuovo orario a dicembre 2013. Anche perché nel frattempo era stata annunciata la messa in servizio dei nuovi treni elettrici, più performanti oltre che più rispettosi dell’ambiente (vedi).

Un nuovo treno elettrico ETR350 alla stazione di Bazzano, durante un viaggio di prova (foto del 4 aprile 2013)

Un nuovo treno elettrico ETR350 alla stazione di Bazzano, durante un viaggio di prova (foto del 4 aprile 2013)

[1] Nulla di rivoluzionario. Nulla di sovversivo. Nulla a che fare con insoddisfacibili aspettative irrealistiche. Ma, piuttosto, la conclusione logica di dieci anni di tribolati investimenti sulla linea che, certo, infine un miglioramento almeno per quanto riguarda i mezzi in circolazione l’hanno prodotto. E’ migliorata l’affidabilità (meno guasti). E’ migliorato il comfort. Possibile che non si riesca anche a migliorare sul fronte dei tempi di percorrenza? Possibile che la sostituzione dei vecchi treni diesel ALN663 e ALN668, con trent’anni di esercizio sulle spalle, con i nuovi ATR220 (ancora diesel) e poi con i nuovissimi ETR350 (elettrici) non lasci un segno in termini di riduzione dei tempi di percorrenza? Possibile che ancora oggi servano 62 minuti per percorrere 32 km? E, soprattutto, possibile che la “moderna” ferrovia Vignola-Bologna faccia viaggiare i suoi treni più lentamente che nel 1939? Perché è questo che succede, come dimostra un raffronto tra i tempi di percorrenza relativo al tratto Vignola-Casalecchio (nel 1939 la ferrovia terminava lì): 37 minuti nel 1939; 45 minuti nel 2013 (per alcune corse 47!) (per i dettagli tecnici: vedi). Insomma la domanda risultava assolutamente legittima, pertinente, di buon senso. Ma nell’Italia di oggi (spesso anche in questa regione “più avanzata”) non sempre le domande di buon senso trovano risposta prontamente. Ed in effetti così è stato anche in questo caso, visto che le istituzioni preposte (Regione, enti locali, aziende regionali incaricate del servizio ferroviario), certo con ruoli differenziati e differenti responsabilità, ad oggi non hanno risposto. Anche se, dopo un lungo e tortuoso percorso per richiamare l’attenzione sul tema, qualcosa infine si è mosso.

Anno 1938: elettromotrici Piaggio a Vignola il giorno dell'inaugurazione della ferrovia elettrica (foto Archivio storico ATC e Archivio storico Neri)

Anno 1938: elettromotrici Piaggio a Vignola il giorno dell’inaugurazione della ferrovia elettrica (foto Archivio storico ATC e Archivio storico Neri). I tempi di percorrenza erano inferiori a quelli dei nuovissimi ETR350!!!

[2] E’ infatti del 30 ottobre una lettera firmata dal vicepresidente della Provincia di Bologna, Giacomo Venturi, in cui chiede formalmente alla Regione Emilia-Romagna ed alle due aziende interessate (TPER Spa e FER Srl) di valutare la possibilità di un “miglioramento di orario”, ovvero di un miglioramento dei tempi di percorrenza, come richiesto dall’associazione degli utenti (qui il pdf). E’ un fatto di grande importanza. E’ un ottimo risultato, anche se per conseguirlo è servita grande determinazione dell’associazione. Che ha peraltro dimostrato una buona capacità di visione strategica (diversamente dagli enti locali – dispiace dirlo). Infatti il 31 maggio 2013 ha trasmesso le proprie richieste, in rappresentanza di qualche migliaio di passeggeri che giornalmente si servono della linea, alle istituzioni preposte in merito al nuovo orario 2013-2014, mettendo al primo punto la richiesta di riduzione dei tempi di percorrenza (in concomitanza con la messa in servizio dei nuovi treni ETR350) (pdf). Ha riproposto il tema negli incontri del “tavolo di coordinamento” con gli enti locali e le aziende di gestione – pur senza ottenere grande considerazione (vedi il punto 5 del resoconto dell’incontro del 21 maggio 2013 a Zola Predosa: pdf). Infine ha cercato di sollecitare i rappresentanti dei cittadini (i consigli comunali) in tutti i comuni interessati dal servizio (Vignola, Savignano, Bazzano, Crespellano, Zola Predosa, Casalecchio) tramite una mozione in cui si richiedeva, alla Regione ed alle aziende di gestione, “di realizzare uno studio al fine di ridurre i tempi di percorrenza delle corse sulla linea ferroviaria Bologna-Vignola, da presentare pubblicamente entro il mese di settembre 2013”.

Presentazione pubblica dei nuovi ETR350 presso la stazione centrale di Bologna (foto del 21 gennaio 2013)

Presentazione pubblica dei nuovi ETR350 presso la stazione centrale di Bologna (foto del 21 gennaio 2013)

[3] L’iniziativa ha avuto accoglienza differenziata. Approvata prontamente dal consiglio comunale di Savignano anche grazie ad una presentazione congiunta di maggioranza (civica) e minoranza (PD) (qui la delibera n.44 del 23 luglio 2013pdf). Approvata ugualmente, ma dopo lungo tergiversare, dal consiglio comunale di Vignola (all’unanimità; la mozione era stata presentata dalla lista di cittadini Vignola Cambia – qui il testo della delibera n.32 del 24 settembre 2013pdf; e della mozione: pdf). Non presentata o bocciata nei restanti comuni del bolognese (Bazzano, Crespellano, Zola Predosa e Casalecchio) – e confesso che non ho capito perché. Ho assistito personalmente al dibattito in consiglio comunale di Bazzano e sentire il sindaco ed esponenti della maggioranza dire che condividevano il contenuto, ma non ritenevano opportuno approvare la mozione (plausibilmente perché presentata da una forza di minoranza) è – lo confesso – un’esperienza assolutamente straniante e frustrante (qui il testo della delibera n.55 del 19 settembre 2013,  con riassunto degli interventi: pdf; qui la mozione: pdf).

Il nuovo ETR350 presso la stazione di Zola Comune, dove il nuovo impianto ACEI non viene messo in funzione perché il marciapiede del secondo binario è troppo corto rispetto ai nuovi treni elettrici! (foto del 20 settembre 2013)

Il nuovo ETR350 presso la stazione di Zola Comune, dove il nuovo impianto ACEI non viene messo in funzione perché il marciapiede del secondo binario è troppo corto rispetto ai nuovi treni elettrici! (foto del 20 settembre 2013)

[4] Comunque, la lettera del vicepresidente della Provincia di Bologna consente di fare un passo in avanti ed è dunque un fatto assolutamente positivo. Siamo ancora, però, alla fase della richiesta. Ma come ha operato con determinazione per mobilitare gli enti locali interessati dal servizio ferroviario, così l’associazione, con uguale determinazione, cercherà di ottenere una risposta positiva dalle aziende di gestione (e dalla Regione). Insomma, l’obiettivo minimo è ritornare alla performance … del 1939 (vedi). E magari fare pure meglio! Per centrare l’obiettivo può essere d’aiuto mettere in atto qualche modalità innovativa di mobilitazione degli utenti. Proviamoci.

PS (Aggiunto il 15/11/2013) Dopo pochi giorni dalla lettera del vicepresidente della Provincia di Bologna è arrivata la risposta del presidente di TPER Spa, Giuseppina Gualtieri. TPER “aderisce all’invito” circa la valutazione della possibilità di ridurre i tempi di percorrenza. E’ una buona notizia. Il tema sarà trattato, per le tematiche di ordine tecnico, in una “sottocommissione specifica del Comitato Nodo”. Qui il testo della lettera (pdf). Ovviamente l’associazione degli utenti “In prima classe per Bologna-Vignola” farà la propria parte perché, dopo questo primo importante risultato, la proposta non sia lasciata cadere e si giunga davvero ad una riduzione dei tempi di percorrenza! Come detto, l’obiettivo minimo è ritornare alla performance … del 1939 (vedi)!

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One Response to Ferrovia Vignola-Bologna: è possibile ridurre i tempi di percorrenza?

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Dopo pochi giorni dalla lettera del vicepresidente della Provincia di Bologna è arrivata la risposta del presidente di TPER Spa, Giuseppina Gualtieri. TPER “aderisce all’invito” circa la valutazione della possibilità di ridurre i tempi di percorrenza. E’ una buona notizia. Il tema sarà trattato, per le tematiche di ordine tecnico, in una “sottocommissione specifica del Comitato Nodo”. Qui il testo della lettera:
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2013/11/risposta-gualtieri-orario-bo-vignola-6nov2013.pdf
    Ovviamente l’associazione degli utenti “In prima classe per Bologna-Vignola” farà la propria parte perché, dopo questo primo importante risultato, la proposta non sia lasciata cadere e si giunga davvero ad una riduzione dei tempi di percorrenza! Come detto, l’obiettivo minimo è ritornare alla performance … del 1939:
    https://amarevignola.wordpress.com/2013/09/08/1939-quando-sulla-vignola-bologna-cera-lalta-velocita/

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