Vignola e il quarto principio della termodinamica. Un intervento su cogenerazione e teleriscaldamento, di Flavio Quintavalli

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Cittadini vignolesi e non avranno notato nei mesi scorsi il paese messo a dura prova da interminabili lavori stradali un po’ dappertutto e la nascita di un bel capannone di non modeste dimensioni con due scintillanti ciminiere dove prima al massimo schiamazzava ad ogni fine anno scolastico un luminoso ottovolante. Secondo gli amici di CPL Concordia (vedi) tutto ciò serve a far risparmiare all’ambiente 360 tonnellate all’anno di CO2 (il famigerato gas effetto serra) e 0,56 tonnellate di NOx (altre schifezze chimiche non amiche dell’uomo), in parole povere  il teleriscaldamento, con la postilla di energia verde, secondo il non esaustivo depliant messo a disposizione di noi abitanti e fruitori di questa meraviglia tecnologica.

La centrale di cogenerazione di CPL Concordia, realizzata nell'area spettacoli lungo via Circonvallazione (foto del 12 ottobre 2013)

La centrale di cogenerazione di CPL Concordia, realizzata nell’area spettacoli lungo via Circonvallazione (foto del 12 ottobre 2013)

Di per se questo apparato è apprezzabile, vi sono esempi in tutta Italia dove funziona più o meno bene, in alcuni casi male. In Alto Adige ogni paese ne ha uno che funziona però a biomassa (parola che a qualcuno fa venire l’orticaria solo a sentire le prime 4 lettere ed è già li a raccogliere firme per un comitato anti), ma lassù sono più avanti di noi, hanno discorsi di filiera corta per la materia prima da bruciare, ecc ecc. Anche Nostro avrebbe dovuto funzionare a biomassa (10/12 anni fa – sì, è quasi tre lustri che se ne parla se non lo sapevate – e si chiamava METE), poi hanno deciso per il metano, tanto la gente pensa che la biomassa inquini e il metano no, così stanno buoni; ciò è accaduto nel 2009, rispetto allora il progetto è molto cambiato (pdf).

La centrale di cogenerazione di CPL Concordia realizzata nell'area spettacoli, lungo via Circonvallazione (foto del 12 ottobre 2013)

La centrale di cogenerazione di CPL Concordia realizzata nell’area spettacoli, lungo via Circonvallazione (foto del 12 ottobre 2013)

Di che si tratta? In un capannone di cemento vi sono 3 grosse caldaie ed un motore diesel (di origine navale), al quale è collegato un alternatore che fa elettricità, ed è cosa buona perché del gas bruciato non si spreca niente, poi l’acqua calda si infila in tubi coibentati posati sotto  le strade e si fa un giretto di 5 km per raggiungere le utenze pubbliche, cioè scuole, palestre, piscina, ospedale ecc. per poi tornare ad anello al punto di partenza raffreddata, lì essere di nuovo riscaldata e così via.
Allora cos’è che non va bene? Faccio un esempio: se immaginiamo un edificio come un secchio da orto da tener pieno perché dobbiamo innaffiare, ma questo è pieno di buchi, voi cosa fate? Tappate i buchi o continuate a mettere dentro acqua con la pompa? Il calore dentro casa nostra si comporta allo stesso modo, più buchi ci sono più energia serve a tenerla calda.

Il pieghevole di presentazione del progetto realizzato dal comune di Vignola e da Vignola Energia (la società di CPL Concordia incaricata della gestione)

Il pieghevole di presentazione del progetto realizzato dal comune di Vignola e da Vignola Energia (la società di CPL Concordia incaricata della gestione)

Non ci voleva molto ad applicare questa semplice teoria, ma da noi no, hanno mistificato l’indubbio vantaggio in efficienza di produzione di calore rispetto alle vecchie ed obsolete caldaie esistenti spacciandola per energia verde! Ci ritroveremo quindi i medesimi edifici spreconi, con gli stessi impianti di prima, gli stessi infissi in alluminio di prima, gli stessi muri freddi di prima, però con tanta anzi tantissima bella energia prodotta col cogeneratore (in parte). Con l’aggravante di poter vantare maggiori risparmi a fronte di maggiori consumi, in po’ come il mio amico che per primo comprò la Ritmo Diesel e saliva in macchina anche per fare 100 metri, col motto “più giro, più risparmio”. Furbo!
Ma lo sapete che mettere giù sottostrada tubi coibentati costa non meno di 300/350 €/m? Che per 5.000 metri fa 1.750.000 €. Poi ci mettiamo il capannone, i cogeneratori e tutto il resto, arriviamo a 5/6 mln di € o forse anche di più. Ma se la stessa cifra fosse stata spesa per sostituire gli infissi, magari con triplo vetro, magari quelli con le tendine dentro così si risolveva anche il problema dell’irragiamento estivo, poi se si fossero coibentate le pareti, poi anche un bel sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore?     Ma lo sapete che un umano solo per il fatto che respira genera una potenza di 100W? E se di umani in un’aula ben coibentata ce ne sono 25/30 dopo un paio d’ore si possono staccare i termosifoni perché non servono più, a maggior ragione se c’è un impianto di VMC così stanno anche belli ossigenati e svegli?
Con un tale sistema sarebbe stato sufficiente sostituire i vecchi generatori con caldaie a condensazione, gli ambienti adeguatamente isolati avrebbero avuto meno necessità di energia e la bassa temperatura di mandata dell’acqua avrebbe consentito ottimi rendimenti e quindi risparmio, il tutto con aumento del confort termico e del benessere in generale degli utenti.

Trincea per la posa dei tubi del teleriscaldamento. Qui in via G.Marconi (foto del 30 luglio 2013)

Trincea per la posa dei tubi del teleriscaldamento. Qui in via G.Marconi (foto del 30 luglio 2013)

Vedere l’ennesimo ecomostro sorgere “quasi in centro” fa venire una grande amarezza sia per la bruttezza che per lo spreco di territorio, vederlo sorgere inutilmente per un’opera che servirà solo al bilancio CPL ed ai suoi collaboratori (e sapete bene a chi mi riferisco) fa venire anche rabbia. Sfido qualsiasi ingegnere o termotecnico coinvolti in questo abominio a portarmi numeri che smentiscano quanto ho detto.
Per quanto riguarda l’ecomostruosità pare che sia stato dato mandato a famoso architetto della zona, autore anche della biblioteca, di studiare un qualche cosa per mitigare… tanto per rimanere in tema si è scoperto che uno degli ultimi edifici pubblici costruiti, la biblioteca appunto, sia l’edifcio più energivoro del Comune, quando nelle nostre case c’è ancora il termo acceso lì i condizionatori pompano al massimo per non cuocere i poveri lettori. Complimenti a tutti quanti, specie ai miei colleghi che progettano nel 2003 come nel 1973 (per chi c’era, il tempo dei pattini alla domenica…).
E il quarto principio della termodinamica? Vabbè, i primi tre ve li leggete su Wikipedia, il quarto dice: “l’energia immessa in un corpo è tanto meno necessaria quanto più questo è coibentato, a meno che il fattore CPL sia sufficientemente elevato da friggere il cervello dei nostri amministratori”.

Flavio Quintavalli

Il cartello di cantiere (foto del 12 ottobre 2013)

Il cartello di cantiere (foto del 12 ottobre 2013)

Precedenti articoli su tema:

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10 Responses to Vignola e il quarto principio della termodinamica. Un intervento su cogenerazione e teleriscaldamento, di Flavio Quintavalli

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Quello che TEORICAMENTE potrebbe, ed anzi dovrebbe rappresentare una cosa buona, con queste amministrazioni comunali, SUCCUBI DI INTERESSI ALTRI, rappresenta invece una TRAPPOLA dalla quale vorrei mettervi in guardia.

    La commistioni di interessi politici-spartitici-amministrativi, ha alimentato a FerrHERA, appetiti, e interessi particolari, tanto che quasi nessuno oggi è spinto a collegarsi al tele-riscaldamento realizzato da HERA in città.
    Funzione come Mangiafuoco nel paese dei Balocchi, con il rischio concreto di diventare tutti “ciuchini” che lavorano per mantenerli.
    l’AD di Hera infatti guadagna il doppio di Obama per gestire IL MONOPOLIO di servizi, che incassano con bollette .dalle
    quali ,una volta entrati, non si riesce più ad uscire.
    ( mancheranno le canne fumarie nelle costruzioni )
    Un consiglio: EVITATE DI FARVI FREGARE
    http://www.estense.com/?p=292698
    leggetevi anche i commenti.

    • gigi morotti ha detto:

      Io in biblioteca la frequento spesso. Oltre ad “alcune” costruttive in termini di risparmio, l’edificio deve combattere con l’uso quotidiano da parte degli “umani” e il risparmio energetico è sconfitto in partenza. Immagino che gli edifici pubblici siano usati tutti così, quelle “cose” che non applicano elementari principi di risparmio sono esseri umani, persone che conosciamo e spesso vediamo ad iniziative ecologiste. La politica del comune di Vignola è vecchissima, e nasce già sconfitta. Io al cubo ci abito vicino, non c’è solo quello ma la grossa iniziativa immobiliare che sta nascendo davanti mi fa dire una cosa sola: è ancora vittorioso il mondo dei politici e professionisti (vedi anche cooperative e soci) approsimativi e privi di una cultura profonda.

  2. roberto monfredini ha detto:

    per teleriscaldamento ho sempre inteso la interconnessione tra un bruciatore e le abitazioni , ma ho visto l’esperienza finlandese 40 anni fa , nella quale sono le industrie a scaldare la città , ad es se ho 14 ceramiche che vanno 24 ore al dì con calore prodotto e inutilizzato , per quale motivo non posso affiancare un tubo dell’acqua e a 300 metri riscaldare tutto un paese di 3000 abitanti
    questo si chiama pragmatismo , cosa diversa invece pensare ai 280euro Mwh delle fonti rinnovabili e dei certificati . da un lato ho ceramiche che non hanno a volte i soldi da pagare il metano , inquinano i polmoni degli abitanti e buttano il calore prodotto , dall’altro ho l’imprenditore che vede lauti guadagni bruciando qualsiasi cosa e inquinando l’aria remunerato da noi tutti con la bolletta , .il problema è di sostanza , si sta speculando quando si dovrebbe cambiare mentalità , è la sovrapposizione di un errore ad un altro errore, non si sta cambiando direzione .

  3. Gio ha detto:

    Caro Architetto, ma lei dov’era quando si sono costruiti migliaia di appartamenti con la propria caldaietta e, anche in tempi recenti, tanti appartamenti non adeguatamente coimbentati? Perché non ha detto ai suoi clienti, come fanno i professionisti seri, io un edificio così non lo progetto, si rivolga ad un altro. Che il teleriscaldamento dovesse essere a biomasse sarebbe stato auspicabile. Ora per legge vi costringono a fare case coibentate e sopra i cinque appartamenti vi obbligano a collegarvi al teleriscaldamento o a fare un centralizzato… ma anche voi guardate prima al vostro interesse e se ve lo impongono per legge aiutate i vostri clienti a svicolare.
    Monfredini poi … perché non fare un teleriscaldamento all’inalca che scaldi Settecani e Cà si Sola … in Germania. Svezia, Danimarca gli hanno fatti… per cui evinco che con i filtri appropriati e le soluzioni tecnologiche più avanzate lei è d’accordo a questa soluzione

  4. lanfrancoviola2011 ha detto:

    @ Gio rispondo che non sono stati quasi mai, gli architetti, in passato, a progettare le migliaia di appartamenti delle periferie urbane a cui lei si riferisce ,ma i disegnatori dei geometri a farlo.
    D’ora in avanti, solo la gestione diretta del riscaldamento , famiglia per famiglia, può consentire di realizzare, per la maggior parte delle stesse , i risparmi necessari a sopravvivere economicamente senza essere ricattati da forme di BOLLETTAZIONE volute dalle attuali classi s-partitiche, che non potranno mai rinunciare ai propri privilegi.
    Il mio consiglio a tutti ,è quindi quello di iniziare ad investire all’interno, nell’isolamento della propria abitazione, vecchia o nuova che sia, ottenendo così un RISPARMIO ENERGETICO CON OPERAZIONI,POCO COSTOSE E DETRAIBILI FISCALMENTE. da realizzare all’interno della propria Unità abitativa anche in modo artigianale e ,magari anche come Hobby nel tempo libero.
    Senza dover richiedere costose autorizzazioni , ma rivolgendosi a Rivenditori Locali di materiali Edili di provata serietà, anche solo per un consiglio o un preventivo, i quali vi sapranno consigliare per il meglio. e che utilizzeranno la vostra piena soddisfazione, a lavori finiti, per farsi ulteriore promozione.
    Non sono i tecnici quelli che possono essere interessati a queste operazioni.
    Se poi all’interno di un piccolo o piccolissimo condominio, fossero in più d’uno a scegliere questa strada, tutti potrebbero beneficiare di sconti importanti nell’acquisto dei materiali, anche se diluiti nel tempo.
    Se volete un consiglio,non acquistate abitazioni nuove in edifici con Centrali Termiche Centralizzate.
    di cui non potrete in futuro ,controllare il costo del riscaldamento.
    Gli automatismi non sono quasi mai sufficienti ad una ottimizzazione della gestione dell’energia..
    Auguri e buon lavoro.

  5. itappens ha detto:

    Scusate ma questo centralone non si poteva almeno renderlo operativo anche in modalità raffrescamento estivo (trigenerazione) ? O è già previsto ?

  6. Gim ha detto:

    Tutti questi che diventano dei fenomeni a posteriori, orami con storicizza più nessuno, nessuno che inserisce le scelte nel tempo in cui sono state prese. Qualsiasi soluzione tecnologica oggi invecchia nel giro di pochi anni e ciò che oggi sembra avanzato tra due anni farà dire all’architetto della situazione, ma come facevate a progettare così? La biblioteca ad esempio mi risulta progettata ai primi del 2000, casaclima è stata certificata dalla provincia di Bolzano nel 2005, nel 2000 certi architetti folgorati sulla via di Damasco sapevano a mala pena cosa era un doppio vetro o almeno era l’unico dispositivo che applicavano. La biblioteca è una struttura ipogea con tetto verde quando neanche a Bolzano li facevano ancora. Poi che una biblioteca debba avere grandi vetrate, mi sembra abbastanza necessario, che oggi con le nuove tecnologie del vetro si possa fare molto meglio, altrettanto scontato, si tratterà al limite di cambiare dei vetri, la cosa più importante rimane che funzioni e sia stata una struttura pubblica particolarmente apprezzata nel suo utilizzo. Mi sembra poi di aver capito che la biblio venga collegata al teleriscaldamento e che allora fosse previsto a biomasse con trigenerazione. Mi piacerebbe saper però l’architetto, quante strutture ipogee ha realizzato o quante case con i tetti verdi ha costruito a Vignola dove opera, quanti interventi di un certo impatto hanno un riscaldamento centralizzato a biomasse con un agricoltore che li rifornisce in filiera corta. Certo, chiunque con il senno del poi e con le nuove tecnologie anche a casa propria farebbe meglio. Comunque è positivo che anche i tecnici evolvano e si convertano ai nuovi paradigmi…magari non dimenticando la storia recente e con un po’ di sana buona fede.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ci sono alcuni dettagli che vanno meglio considerati Gim. Nel luglio 2010 l’amministrazione comunale era pronta a cassare il progetto, risolvendo il contratto. Evidentemente il progetto ereditato dalla precedente amministrazione non la convinceva (non sto a dire se a torto o a ragione), almeno è quanto hanno scritto in una delibera:
      https://amarevignola.wordpress.com/2010/09/06/teleriscaldamento-a-vignola-e-polo-scolastico-si-cambia-rotta/
      Quindi, tra luglio 2010 ed aprile 2011, il progetto è stato modificato in modo significativo (in meglio? in peggio? la discussione è aperta), stralciando la centrale a biomasse e (forse per compensare economicamente la perdita delle agevolazioni fiscali) anche il rivestimento in acciaio Cor-Ten (e questo “stralcio” consegna oggi agli occhi dei cittadini uno “scatolone” in cemento davvero orribile). Qui trovi la ricostruzione:
      https://amarevignola.wordpress.com/2012/07/18/centrale-di-cogenerazione-e-rete-di-teleriscaldamento-dopo-un-percorso-tribolato-partono-i-lavori/
      Insomma, pochissimi anni fa, tra 2010 e 2011, il progetto è stato ampiamente rimaneggiato e quello che vediamo oggi è il frutto di quest’ultima progettazione. C’erano evidentemente i margini per modifiche anche sostanziose. Ancora di più? Non lo sappiamo. E poi, davvero cinque anni fa (non dieci, non venti) questa era l’unica visione tecnologica possibile? No di certo.

  7. Andrea M. ha detto:

    Mi scuso innanzitutto sulla lunghezza del post ma lavoro nel settore delle rinnovabili e delle riqualificazione energetiche e quando leggo post di questo genere mi ribolle il sangue!

    Se fosse per l’allarmismo e disfattismo di alcune persone staremmo ancora nell’anno 0 con riscaldamento a bue e illuminazione a torce di legno imbevute nel grasso!

    Ma vi rendete conto che da una parte si tuona contro l’inquinamento e la necessità del green e dall’altra si contestano tutti i tipi di ntervento! E qui gli ambientalisti o presunti tali la fanno da padrone!
    Non si possono fare gli impianti fotovoltaici a terra perchè consumano territorio agricolo (che nessuno coltiva più)
    Non si possono installare pale eoliche perchè rovinano la vista del paesaggio (nel nord Europa hanno i più grandi parchi eolici in mezzo al mare e nessuno li vede)
    Non si possono fare impianti geotermici per non andare ad alterare la biochimica del terreno (con zone vulcaniche cha hanno il terreno a 50° a 5 metri di profondità)
    Non si possono fare turbine che sfruttano le maree o le correnti marine perchè fanno venire l’orchite ai delfini che passano vicino!

    Ma lo sapete che per avere una licenza per la messa in esercizio di un impianto idroelettrico (che sia di 50 kw o 1Mw non ha importanza) se uno è fortunato ci mette 3 anni?!
    Ma lo sapete che un impianto a fonti rinnovabili (ovviamente non l’impianto per il tetto di casa che vede “solo” 3 enti) e le relative opere connesse vengono valutati e vistato da almeno 10 enti dove il funzionario più ignorante ha una laurea e 10 anni di esperienza alle spalle??
    Ma lo sapete che l’Italia dovrà pagare multe (ed in parte le sta già pagando) se non si sarà adeguata alle varie normative europee in materia di inquinamento?

    In particolare mi vorrei riferire al Sig. Lanfranco Viola facendogli presente che :

    – Già ai tempi dell’austerity del 1976 esisteva una legge sul risparmio energetico (373/76)
    – Nel 1991, in pieno boom edilizio, è stata approvata la “famosa” legge 10 che introduceva il concetto di rendimento
    – In Emilia Romagna, ad oggi, abbiamo la terza legge più restrittiva in ambito di risparmio energetico in Italia
    – Che il progetto “termico” deve essere redatto e firmato da un termotecnico (ingegnere o perito che sia) e non è un semplice disegno da disegnatore
    – Che non è possibile fare coibentazioni interne che permettano un effettivo risparmio senza fare una pratica edilizia in quanto l’allargamento dei muri porterebbe ad un “rimpicciolimento” della superficie calpestabile che nella peggiore delle ipotesi porterebbe al non rispetto delle superfici minime dei locali (es. 9mq di una camera da letto singola).
    – Che la caldaia domestica standard (a meno di utilizzare marche al top) ha una potenza di 24kW a fronte di fabbisogni di circa 9kw (appartamenti medi di recente costruzione) quindi se la stessa caldaia fosse condominiale ci scaldo 3 appartamenti!(a meno delle perdite ovviamente)

    E poi la bomba…”Gli automatismi non sono quasi mai sufficienti ad una ottimizzazione della gestione dell’energia” peccato che la domotica (o automazione domestica) sia la base per il risparmio energetico!
    Volete qualche esempio?:
    – pompe di circolazione auto adattive ovvero che imparano le nostre abitudini e funzionano solo quando siamo in casa (o meglio ci preparano il clima al nostro arrivo)
    – sensori agli infrarossi che attivano il riscaldamento/raffrescamento solo in alcune parti della stanza
    – sensori di luminosità che abbassano le tapparelle in automatico per evitare l’abbagliamento interno e diminuire il riscaldamento estivo da irraggiamento
    – ricambi aria con recupertori di calore controllati da sensori di umidità relativa e qualità dell’aria interna

    Una semplice domanda, Secondo lei, se ci sono -10°C esterni e alla mattina voglio cambiare l’aria della camera da letto è meglio:
    A: aprirono tutte le finestra come faceva mia nonna nelle mattine d’inverno portando la temperatura interna a 10°c in 5 minuti
    B: lasciare acceso il sistema di ricambio dell’aria (costo 1000€ montato all’interno di un disimpegno) che mi recupera tutto il calore che butto fuori assieme all’aria viziata

    Quindi le perle di saggezza che lei regala, oltre ad essere illegali (abusi edilizi) sono forvianti per le persone che vorrebbero capirci qualcosa nell’ambito del risparmi energetico e indirizzarli dal rivenditore di materiale edile piuttosto che da un professionista del settore (ovviamente con nozioni multidisciplinari) non mi sembra eticamente e formalmente corretto!

    Per non andare troppo in O.T ovvero fuori tema del post principale l’unica cosa che posso dissentire in merito all’intervento del mega cogeneratore è la tempistica (ma si sà che con le amministrazioni è così) e la posizione che secondo me non è del tutto azzeccata!
    Personalmente penso che la zona migliore sarebbe stata quella del “poggio” vicino al centro sportivo e all’asilo in quanto è proprio davanti a via Resistenza ovvero dove ci sono il 90% dei plessi scolastici, che è confinante con il retro della sede Ausl e Centro Anziani, ha l’immissione della via proveniente dalla Biblioteca ed infine è la continuazione di via Bellucci dove ha sede il Comune, il Giudice di Pace e l’immissione di Via Plessi dove c’è l’Ospedale e il tutto…udite udite….senza attraversare la ferrovia come invece è stato fatto!!!!

    E poi possiamo avere gli edifici migliori con i migliori automatismi ma contro l’ingnoranza umana non si puo’ combattere! chi di voi non è stato in una struttura pubblica dove in inverno ci sono 40°C con le finestre aperte? I casi sono 2 o questa temperatura è lasciata di proposito al fine di far spogliare le belle signore (scusate la battuta da caserma) o le parole e contratti firmati per il patto energetico da parte dei sindaci è solamente carta igienica!

    Scusate nuovamente lo sfogo!

    P.s. ho volutamente ommesso il titolo di architetto quando mi riferivo al Sig. Viola in quanto sono dell’idea che un titolo di studio non significhi nulla ma sono le esperienze, la voglia continua di apprendere e sperimentare che fanno la qualità di un buon tecnico!

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