La Fondazione di Vignola presenta il piano programmatico 2014-2016

Si è tenuta questa mattina a Modena la conferenza stampa per la presentazione del piano programmatico 2014-2016 della Fondazione di Vignola. Ad illustrarlo il presidente Valerio Massimo Manfredi ed il vicepresidente Giuseppe Pesci. Il piano sarà presentato pubblicamente nella serata di martedì 8 ottobre, ore 20.45, presso la Rocca di Vignola, in un incontro che sarà anche l’occasione per riflettere sul futuro delle fondazioni di origine bancaria, grazie alle relazioni del prof. Mauro Zavani e della d.ssa Ulpiana Kocollari (qui il manifesto pdf). Ma già nel corso della conferenza stampa di stamani sono state illustrate le linee guida dell’operare della fondazione nei prossimi anni (qui la cartella stampa consegnata oggi: doc). Riduzione delle spese di gestione, ampliamento dei settori rilevanti (se ne aggiunge un quarto: “sviluppo locale”), riduzione anche dell’ammontare dei finanziamenti da erogare annualmente (da 1,8 a 1,5 milioni di euro), revisione del progetto su Villa Trenti, rallentamento del programma di intervento sulla Rocca – queste le principali novità. Vediamo.

Il presidente della Fondazione di Vignola, Valerio Massimo Manfredi. Alla sinistra il prof. Mauro Zavani, ordinario di economia aziendale ad UniMoRe (foto del 4 ottobre 2013)

Il presidente della Fondazione di Vignola, Valerio Massimo Manfredi. Alla sinistra il prof. Mauro Zavani, ordinario di economia aziendale ad UniMoRe (foto del 4 ottobre 2013)

[1] Gli effetti della crisi economica si riflettono su risorse e strategia della Fondazione di Vignola – si potrebbe sintetizzare così la prospettiva della nuova gestione Manfredi. Sulle risorse perché le maggiori difficoltà di valorizzazione del patrimonio portano ad una contrazione della somma erogabile annualmente: si passa da 1,8 milioni di euro del 2013 a 1,5 milioni di euro del 2014. Diminuzione che non ha nulla a che vedere con il cambio di presidente avvenuto ad aprile 2013 (dalla presidenza Giovanni Zanasi a quella Valerio Massimo Manfredi), ma è invece una conseguenza dell’andamento incerto e frenato dei mercati finanziari. Anzi, la contrazione sarebbe stata ancora maggiore se i vertici della fondazione non avessero deciso di intaccare (non in misura eclatante) le riserve accantonate negli anni passati. Al raggiungimento di questo obiettivo contribuisce anche la revisione di alcune scelte del passato. Da un lato l’ulteriore revisione dei costi degli organi di governo dell’ente e di alcune funzioni: riduzione delle indennità al comitato di gestione del 7%, taglio del gettone ai consiglieri da 600 a 550 euro, riduzione del compenso del segretario del 5%, fino ad una drastica riduzione dei costi per l’ufficio stampa (da 50mila a 15mila euro annui).

Villa Trenti, vecchia sede della biblioteca comunale (foto del 23 marzo 2013)

Villa Trenti, vecchia sede della biblioteca comunale (foto del 23 marzo 2013)

Dall’altro la revisione del progetto più importante e più oneroso: la risistemazione di Villa Trenti (la vecchia sede della biblioteca comunale). Viene qui abbandonato il progetto di farne la sede dell’archivio storico comunale e collegati (ospedale, ecc.) (vedi) – per l’archivio si sta cercando una diversa soluzione – visto che le spese di consolidamento della struttura per reggere il carico del patrimonio documentale e per rendere accessibile al pubblico seminterrato e sottotetto erano particolarmente ingenti (oltre 1,3 milioni di euro). L’idea attuale, certo ancora da affinare, è di farne sale di lettura, visto che gli spazi della nuova biblioteca Auris sono già saturi. E magari pure spazi per un salotto letterario. Una soluzione che consentirà di spendere una cifra significativamente inferiore a quanto previsto ad inizio anno (circa 300mila euro contro 1,3 milioni di euro). Infine anche i progetti di riqualificazione e recupero di nuovi spazi nella Rocca subiranno un rallentamento, così da spostare in avanti alcune spese ritenute rinviabili (decisione che non tocca la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria ritenuti necessari, come il rifacimento del tetto della Sala degli armigeri e la stabilizzazione della torre del Pennello, lesionata dal terremoto del maggio 2012). Tutto ciò si traduce nella liberazione di risorse che consente di attenuare la contrazione delle erogazioni annue (ridotte da 1,8 milioni di euro a 1,5, anziché a 1,2).

Da sinistra: Ulpiana Kocollari, assegnista di ricerca UniMoRe; Mauro Zavani, professore ordinario di UniMoRe; Valerio Massimo Manfredi, presidente della Fondazione di Vignola; Giuseppe Pesci, vicepresidente della Fondazione di Vignola (foto del 4 ottobre 2013).

Da sinistra: Ulpiana Kocollari, assegnista di ricerca UniMoRe; Mauro Zavani, professore ordinario di UniMoRe; Valerio Massimo Manfredi, presidente della Fondazione di Vignola; Giuseppe Pesci, vicepresidente della Fondazione di Vignola (foto del 4 ottobre 2013).

[2] Ma la crisi in atto si riflette anche su un aggiornamento della strategia della fondazione. La percezione della drammaticità della crisi in atto c’è tutta: “è una guerra, amici miei, è una guerra” – ha ammonito il presidente Manfredi. E questo ha spinto ad ampliare il ventaglio dei settori rilevanti, quelli a cui sono destinati gli investimenti più consistenti, aggiungendo ai tre soliti (arte, attività e beni culturali; educazione, istruzione e formazione; ricerca scientifica e tecnologica) anche un quarto settore (sviluppo locale). Il grafico seguente rappresenta l’ipotesi di allocazione delle risorse nel triennio 2014-2016 a confronto con l’annualità 2013. L’inserimento di un nuovo settore rilevante (appunto “sviluppo locale”) vorrebbe contribuire a promuovere una quota aggiuntiva di sviluppo economico in questo territorio. Si tratta di una misura richiesta da numerosi stakeholder ed assolutamente condivisibile (semmai l’impressione è che le risorse messe a disposizione siano insufficienti).

Destinazione fondi per settore. Per il 2013 i dati sono quelli del Documento Programmatico Previsionale. Per il triennio 2014-2016 i dati sono quelli del Piano Programmatico Pluriennale 2014-2016, approvato l'1 ottobre 2013.

Destinazione fondi per settore. Per il 2013 i dati sono quelli del Documento Programmatico Previsionale. Per il triennio 2014-2016 i dati sono quelli del Piano Programmatico Pluriennale 2014-2016, approvato l’1 ottobre 2013.

[3] Non sviluppo qui considerazioni e valutazioni sulle innovazioni introdotte dai nuovi vertici della Fondazione di Vignola, se non per sommi capi. Ci ritornerò in modo più articolato in un apposito post. Mi limito a evidenziare le innovazioni condivisibili e gli ambiti che necessitano – a mio modo di vedere – ulteriori riflessioni e conseguenti aggiustamenti anche nell’allocazione delle risorse. E’ da valutare positivamente innanzitutto il riconoscimento di un quarto settore rilevante, relativo allo “sviluppo locale”. Man mano che il tempo passa risulta infatti sempre più evidente il forte impatto della crisi economica sul tessuto produttivo, sulle prospettive future di crescita economica, sulle opportunità di inserimento lavorativo delle giovani generazioni anche in questa regione ricca e sviluppata (qui qualche considerazione sulla situazione nazionale: vedi). Ma perché ciò possa produrre effetti tangibili le risorse ipotizzate (150mila euro all’anno) non sembrano sufficienti – anche considerando le possibili sinergie con i finanziamenti al settore della ricerca scientifica (altri 150mila euro all’anno). Bene anche la significativa revisione del progetto di Villa Trenti: non sembrava giustificata l’entità dell’investimento rispetto alla rilevanza e ricaduta del progetto (vedi). Andrebbe fatta però una riflessione ulteriore sull’ipotesi di farne non solo un ampliamento degli spazi della vicina biblioteca, ma un vero e proprio attrattore culturale.

Rocca di Vignola alla luce del tramonto (foto del 31 marzo 2013)

Rocca di Vignola alla luce del tramonto (foto del 31 marzo 2013)

Insoddisfacente, invece, mi sembra ancora il coinvolgimento della città nella definizione e “validazione” dei programmi: più trasparenza, più partecipazione, più confronto pubblico rimangono ancora obiettivi lontani da raggiungere (vedi). Magari nella serata di martedì 8 ottobre qualche impegno più netto potrebbe essere messo a fuoco e fatto proprio. Vedremo.

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5 Responses to La Fondazione di Vignola presenta il piano programmatico 2014-2016

  1. Paola Ferrari ha detto:

    Desidero specificare, dopo la lettura dei giornali odierni,
    che la Fondazione di Vignola ha corrisposto annualmente per i servizi di ufficio stampa nella precedente gestione del presidente Giovanni Zanasi 15.000,00 e un conseguente imponibile di 18.721,81 e non i 50.000,00 euro riportati.

  2. Nuovo C d A e nuovo presidente.: BENE. Ma mentre le voci
    1) Beni culturali 2) Istruzione 3) Ricerca sono il proseguimento di consolidate voci di bilancio, sono curioso di vedere come verrà esplicitata la voce 4 )SVILUPPO LOCALE.
    Oltre le produzioni che si sono consolidate negli anni passati e sono riuscite a sopravvivere a questo Tsunami, non vedo altra possibilità,
    per un Centro come Vignola di puntare sull’Industria Turistica, con tutto ciò che essa comporta di indotto locale e i occupazione.
    Purtroppo ,fino ad oggi, non ho ancora incontrato qualcuno che sapesse come fare, e meno di tutti proprio gli Arci-esperti, che pontificano nelle amministrazioni locali e nelle associazioni di Categoria.
    Sono proprio curioso di vedere come faranno, dopo anni di Capitani Schettino messi alla guida del settore.
    Auguri

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Lanfranco, venerdì mattina ho sentito parlare per la prima volta Valerio Massimo Manfredi nel ruolo di presidente della Fondazione di Vignola. Sono rimasto impressionato. Ma non in positivo. Fosse stata la giuria di un premio letterario forse sarebbe stato perfetto. Ma al comando di una fondazione di origine bancaria, per quanto piccola, senza avere alcuna convinta visione del ruolo che questa può giocare per lo sviluppo del territorio mi sembra davvero troppo. “Rappresentare” senza avere cognizione del ciò che si rappresenta e di ciò che si vuole rappresentare mi sembra singolare. Ottima invece l’impressione provata nel sentire parlare il vicepresidente Giuseppe Pesci. Mai banale, mai scontato. Questo primo incontro mi ha dunque confermato nella mia convinzione: c’era di meglio. Colgo anche l’occasione per ringraziare Paola Ferrari per l’importante precisazione. Io nel post ho riportato quanto è stato detto in conferenza stampa.

      • Ciao Andrea, il pomeriggio festivo e piovoso, invoglia alle riflessioni.
        Avevo pochi dubbi che i fatti stessero come dici tu, ormai, tutte le scelte sono fatte per motivi s-partici, cioè di spartizione.
        Almeno con Manfredi avete un Presidente che gode di una certa
        notorietà, fatto che in questa società mediatica ha comunque il suo peso.
        Finisce oggi a Ferrara il Festival di “Internazionale” che per 3 giorni ha riempito la città di Visitatori e Turisti.
        Per avere un esempio di notizia, che ha tenuto banco, così puoi fare qualche raffronto, vedi .
        http://www.estense.com/?p=332975
        che riguarda una delle tante iniziative presuntuose di queste ultime amministrazioni ,tutte di Centro-sinistra, (come a Vignola), che sono regolarmente abortite. dopo essersi, a suo tempo, sputtanati ben 8 Milioni di euro di Fondi Statali per lo Spettacolo.
        Non mancano le idee, manca la TRASPARENZA.

  3. Simone ha detto:

    E la biblioteca comunale? Pare che uno dei bibliotecari non verrà confermato il prossimo anno: forse ci saranno riduzioni di orario? Per esempio il lunedì?

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