Il 24 settembre si elegge il nuovo presidente del consiglio comunale. Una riflessione

Martedì 24 settembre all’ordine del giorno del consiglio comunale c’è l’elezione del nuovo presidente del consiglio dopo le dimissioni di Giancarlo Gasparini avvenute, non senza polemica, il 19 giugno scorso (vedi). Dopo tre mesi di black-out la maggioranza si appresta dunque ad eleggere un nuovo presidente del consiglio. Indipendentemente da ciò che potrà succedere martedì sera – siamo oggi nella fase del toto-nomi e dei pronostici circa il coinvolgimento o meno delle minoranze nella scelta – questo passaggio istituzionale avrebbe un’importanza che nessuno sino ad ora ha colto, men che meno dalle parti della maggioranza. La scelta della persona a cui affidare questa carica, infatti, dovrebbe essere legato ad un progetto sul funzionamento dell’istituzione consiliare. Ma certo non è questa la preoccupazione del PD che ha invece tutto l’interesse ad un consiglio comunale messo ai margini dei veri processi decisionali – come tradizionalmente avviene e come è stato ancora di più con l’amministrazione Denti.

Marc Quinn, The Zone (Where Time Meets Space), 2012, olio su tela (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia - foto del 6 agosto 2013)

Marc Quinn, The Zone (Where Time Meets Space), 2012, olio su tela (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia – foto del 6 agosto 2013)

[1] “Abbiamo chiesto alle minoranze di avanzare una loro proposta, ma da allora non abbiamo più saputo nulla” – così Maurizia Rabitti, capogruppo PD a Modena Qui del 19 settembre 2013. Che prosegue: “Dal nostro punto di vista ci sembra corretto che dalla minoranza uscisse una loro proposta. Non si tratta di larghe intese, sia chiaro, ma di correttezza”. Singolari affermazioni. Singolarissime. Per due ragioni. Innanzitutto perché Maurizia Rabitti è stata l’artefice principale di quel pasticcio istituzionale che si è consumato nella seduta di insediamento di questo consiglio comunale e che ha portato la maggioranza ad “occupare” anche la carica di vicepresidente del consiglio, oltre a quella, ma questo è usuale, di presidente (l’episodio è raccontato qui al punto 3: vedi). Ma l’episodio è del luglio 2009 – e qui veniamo al secondo argomento. Da allora ci sarebbe stato tutto il tempo per rimediare. Sarebbe stato sufficiente, pochi mesi dopo quella seduta, quando le tensioni con le minoranze si erano stemperate, ricercare un accordo per l’elezione di un nuovo vicepresidente del consiglio espressione delle minoranze – e sanare così il vulnus alla correttezza istituzionale prodotto all’inizio di legislatura. Ma nulla di tutto ciò è stato fatto. Presidenza e vicepresidenza sono stati “affare” della maggioranza (caso unico nella storia del comune e in questo territorio!) per più di quattro anni, da luglio 2009 a settembre 2013. Ora mancano pochissimi mesi alla fine della legislatura che ha visto un PD afasico sul tema. Perché le minoranze consiliari dovrebbero essere interessate ad andare in soccorso ad un PD in difficoltà? L’unica ragionevole risposta delle minoranze a questa situazione, a questa tardiva e strumentale offerta, è quella di non partecipare al voto. Ribadendo nei fatti che la questione, come impostata da tempo in questa legislatura, è per intero affare della maggioranza. Dispiace, ma non c’è alternativa. Sono le considerazioni che in modo chiaro e lineare ha esposto Chiara Smeraldi della lista di cittadini Vignola Cambia (Modena Qui, 20 settembre 2013: pdf). Staremo a vedere.

Riproduzione di un'opera di Marc Quinn (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia - foto del 6 agosto 2013)

Riproduzione di un’opera di Marc Quinn (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia – foto del 6 agosto 2013)

[2] La nomina del presidente dovrebbe essere accompagnata da un “pensiero strategico” sul funzionamento del consiglio comunale a cui la legge affida la funzione di indirizzo e controllo politico amministrativo: “il consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo” (art.32, comma 1 della legge n.142/1990: vedi). Nella realtà però non è così. E di fatto, anziché indirizzare e controllare, il consiglio comunale si limita a ratificare l’operato del sindaco e della giunta (ovvero dell’organo esecutivo). Questo è il prodotto del rafforzamento del potere dei sindaci avvenuto con la loro elezione diretta (legge n. 81/1993) – un aspetto positivo, ma che va adeguatamente bilanciato con un rafforzamento dei poteri del consiglio sugli atti più importanti dell’amministrazione (bilanci e atti di pianificazione generale, in primis. Le competenze dei consigli comunali sono definite dall’art.32 della legge n.142/1990: vedi). Ma perché il consiglio riesca ad esercitarle (per davvero) occorrono risorse e metodologie di lavoro oggi mancanti. Bisognerebbe:

  • rafforzare momenti e strumenti di analisi e di elaborazione in vista della predisposizione del bilancio di previsione. Che oggi le cose non stiano così risulta evidente se solo si pensa che nel corso dell’attuale legislatura, concomitante alla crisi economica più grave da ottant’anni a questa parte, il consiglio comunale di Vignola ha deciso l’allocazione delle risorse di bilancio senza mai disporre di un report sull’impatto della crisi sul territorio, su imprese e famiglie!
  • rivedere i meccanismi di governance della “holding comune”, ovvero i circuiti di indirizzo, controllo e rendicontazione verso gli enti di secondo livello (es. Unione Terre di Castelli), le aziende pubbliche di servizio (es. Azienda USL e ASP), le società partecipate (Hera, ecc.). Oggi tali circuiti non funzionano per sindaci ed assessori, figuriamoci per i consigli comunali!
  • Aggiornare le metodologie di istruttoria quando si intende adottare politiche di settore o atti di pianificazione generale (es. mediante “istruttoria pubblica”: vedi). Una testimonianza dell’irrilevanza del consiglio comunale emerge in riferimento alla definizione del PSC rispetto a cui i consiglieri comunali hanno addirittura meno opportunità di analisi e di coinvolgimento rispetto ai “portatori di interessi” della società civile (associazioni di categoria e associazionismo sociale).
Un bimbo in pose davanti ad un'opera in bronzo di Marc Quinn (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia - foto del 6 agosto 2013)

Un bimbo in pose davanti ad un’opera in bronzo di Marc Quinn (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia – foto del 6 agosto 2013)

Negli ultimi dieci anni, sotto diverse presidenze del consiglio, non ci sono stati passi in avanti significativi nel miglioramento della performance del consiglio comunale – ad eccezione dell’introduzione del “bilancio di missione” (vedi; uno strumento di rendicontazione, rispetto a cui però il consiglio comunale è stato prontamente marginalizzato – dovrebbe essere invece il consiglio a validare gli indicatori contemplati! vedi) e poco altro. Insomma, chi accetta di ricoprire il ruolo di presidente del consiglio dovrebbe avere una chiara idea dei deficit di funzionamento del consiglio stesso e dunque dovrebbe avere un programma di lavoro per ridare ad esso maggiore centralità nei processi decisionali dell’ente locale. Esiste una diagnosi condivisa, innanzitutto nel PD, circa il funzionamento del consiglio comunale? E’ credibile che un tale programma possa essere messo in campo a pochi mesi dalla fine della legislatura?

Marc Quinn, Life Breathes the Breath (The Road), scultura in bronzo, 2012 (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia - foto del 6 agosto 2013)

Marc Quinn, Life Breathes the Breath (The Road), scultura in bronzo, 2012 (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia – foto del 6 agosto 2013)

[3] Marginalizzato rispetto alle funzioni centrali che gli assegna la legge – indirizzo e di controllo politico-amministrativo – il consiglio comunale vive sempre più di estemporaneità. Alla “crisi di legittimazione” si aggiunge la “crisi di senso” per i consiglieri comunali (almeno per molti di questi). Qualcuno, vedendosi impossibilitato o incapace di svolgere la funzione primaria, si muove alla ricerca di funzioni secondarie. Ancora di più in questa fase caratterizzata da atteggiamenti di ostilità verso “i politici” (e dunque dal tormentone dei “costi della politica” – assolutamente irrilevanti a livello locale: vedi). A Sassuolo alcuni consiglieri comunali si danno allo sfalcio dell’erba nelle aiuole e nei parchi pubblici (leggo da Prima Pagina di oggi, 21 settembre 2013). A Vignola, grazie all’azione di alcuni consiglieri del PdL, il consiglio comunale si propone come comitato di beneficienza, assegnando le risorse (poche) destinate ai gruppi consiliari od i gettoni di presenza dei consiglieri (circa 22 euro lordi a seduta) ad attività socio-assistenziali (“un fondo per aiutare i malati” – così su Modena Qui del 15 settembre 2013). Iniziative lodevoli, per carità. Ma che riempiono un vuoto di senso e di funzione. E confermano l’incapacità dell’organo elettivo, quello di rappresentanza della comunità locale, di svolgere la funzione che la legge gli assegna. In effetti il consiglio comunale vignolese – ed in ciò si ritrova in buona compagnia – risulta assolutamente incapace ed incapacitato di avere un quadro generale dei bisogni della collettività e di tradurre questa “analisi dei bisogni” in politiche di settore (occorrono nuovi strumenti a sostegno delle famiglie in difficoltà? Come funzionano i servizi sociali e sanitari del distretto? E così via). Un consiglio continuamente indebolito nello svolgimento della sua funzione primaria non è un buon servizio alla comunità vignolese. Questo è il vero “costo della politica” (vedi).

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6 Responses to Il 24 settembre si elegge il nuovo presidente del consiglio comunale. Una riflessione

  1. giancarlo ha detto:

    Dopo aver letto le tue considerazioni, in parte condivisibili, sul funzionamento del consiglio comunale, mi permetto di fare alcune semplici considerazioni. Anzitutto un augurio di Buon Lavoro al prossimo presidente del consiglio comunale con l’auspicio che possa riuscire in quelle opportunità che non sono riuscito a cogliere. Ad esempio alla veste, alla sede istituzionale. Una bella mano di bianco alla sala consigliare e una riparazione del soffitto credo che sia nei desideri di tutti coloro che vanno ad assistere le sedute consiliari. Un altro obiettivo sarebbe quello di far svolgere qualche seduta nei quartieri di Vignola attraverso la collaborazione con le associazioni del territorio. Ad esempio quando si tratta di temi inerenti i problemi di quelle zone. Uno su tutti la manutenzione delle aree verdi. Un altro il bilancio comunale. Oppure incontrare periodicamente tutti coloro che l’amministrazione ha nominato nei vari enti di secondo grado o in società partecipate. Come la Fondazione CRV, Hera, ASP solo per citarne alcune. Cosi come sarebbe utile per i consiglieri comunali avere un rapporto costante con le associazioni di volontariato. In ultimo rendere sempre più trasparenti e quindi visibili a tutti le sedute pubbliche con quella web cam da tanti desiderata e mai realizzata. Credo poi che il materiale di informazione possa essere più ampio e più facilmente disponibile per tutti i cittadini. I cittadini, il popolo, gli elettori hanno il diritto e il dovere di controllare e verificare. Mi auguro poi che la collaborazione fra presidente del consiglio e sindaco non sia come quella che ho vissuto nei miei quattro anni. Ad esempio la totale assenza agli incontri della presidenza da parte del sindaco, l’impossibilità di scambiare opinioni e pareri prima di ogni seduta, non riuscire a parlarle e a condividere un parere sui punti maggiormente scottanti. Per non parlare dell’iter che deve portare il consiglio comunale all’approvazione del Bilancio di Previsione. Nessun coinvolgimento della presidenza se non l’invio mezzo posta elettronica delle date di incontro delle varie commissioni consiliari. L’ultimo episodio fu la mia richiesta di convocare la presidenza dell’ASP a un incontro con il consiglio comunale sui temi del bilancio. Atto per altro sempre compiuto in ogni legislatura prima della discussione di bilancio e già calendarizzato ad inizio mandato con la presidenza Salici. È noto come i temi del sociale siano rilevanti sia in termini di impatto sui cittadini che sulle finanze comunali. Ebbene dopo aver scritto una formale richiesta e mandata per conoscenza ai capigruppo, appresi che una telefonata informale partita dalla sede da via Bellucci consigliava qualcuno in via Libertà di non tenere conto della mia richiesta. Unica decisione possibile? Le dimissioni.
    Il mezzo per esprimere una democrazia è la sede del consiglio comunale dando visibilità alle scelte che vengono fatte per tutti i cittadini.

  2. Luciano Credi ha detto:

    Qui si fa l’Italia o si muore, in apparenza.

    Detto questo per buonismo Prodiano (sebbene questa persona non sia di tradizione democristiana), per capacità di credere che Vignola possa competere con New York, perché la prima settimana di tutti i mesi di settembre di ogni anno, c’é la biciclettata popolare; oltre che essere un’ottima persona, io vedrei bene se fossi un dirigente PD importante della città, come presidente del consiglio comunale Zaccarini; quantomeno per non aver il pericolo d’avventurarsi alla cieca.

    Detto ciò, il malcontento politico verso parte della maggioranza, nasce da cose molto localiste che alla fine in un network di questo tipo non vale la pena parlarne, bisognerebbe essere troppo dialettali.

    Io comunque penso che vada come vada, con annessi rischi tipo Sabattini per l’attuale giunta, in vista del 2014; alla fine il PD politicamente parlando a Vignola ha ancora abbastanza il coltello dalla parte del manico, semplicemente perché ha un zocccolo duro d’elettorato più fedele che Emilio Fede nei confronti dell’ex premier.

    Io spererei invece, che si parlasse del bene dei valori della sinistra (Costa, Turati, Rosa Luxemburg, Anna Kuliscioff, Fromm, Marcuse…), e non se sia utile salvaguardare ad ogni costo il PD, come se fosse una questione di vita o di morte; questi dogmi li lascio a Bonaccini e company.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    C’è un’unica espressione con cui descrivere quanto successo stasera in consiglio comunale a Vignola in merito all’elezione del nuovo presidente del consiglio comunale: dilettanti allo sbaraglio! Incapace di relazionarsi alle minoranze il PD ha incassato l’uscita dall’aula di tutti i consiglieri di opposizione al momento del voto. Ovviamente sin da subito il PD ha cercato di accreditare l’interpretazione della vicenda nei termini di un atteggiamento strumentale, frutto del clima da campagna elettorale. Ma è una pura invenzione, utile a coprire un modo terribilmente maldestro di condurre le cose. Niente di nuovo sotto il sole. Già nel luglio 2009 le cose erano andate nello stesso modo. L’incapacità di relazionarsi con le minoranze (nel senso esatto che nessuno, né sindaco, né segretario del partito, né capogruppo ha mai contattato qualcuno della minoranza per fare una proposta!) ha portato al compattamento di queste. Nel luglio 2009 finì che la maggioranza si impossessò sia della carica di presidente del consiglio che di vicepresidente. Questa sera le minoranze compatte sono uscite dall’aula al momento del voto. Alla maggioranza non è rimasto altro da fare che votarsi il “suo” presidente del consiglio, e la scelta è caduta su Marco Santunione, consigliere IdV e attuale vicepresidente. Un tale livello di dilettantismo non si era mai visto. Per l’assegnazione della carica di vicepresidente, invece, bisognerà attendere un futuro consiglio comunale. Ma l’esito rimarrà comunque lo stesso: di nuovo le minoranze usciranno dall’aula al momento del voto. Il coinvolgimento delle minoranze tentato dal capogruppo PD Maurizia Rabitti non poteva che ottenere un rifiuto, visto che per più di 4 anni di questa legislatura la maggioranza ha occupato tanto il ruolo di presidente che di vicepresidente del consiglio. Poiché stupisce che si possa essere davvero così politicamente maldestri viene da pensare che questo fosse esattamente l’effetto voluto. Rimane però aperto l’interrogativo: perché? E’ questa la cultura delle istituzioni di cui è portatore il PD locale? Sembra di sì.

  4. Marco Franchini ha detto:

    Gent. Dott. Gasparini,

    in merito a quanto scrive su Asp mi preme dare il mio contributo. Le confermo che in data 03.05.2013 mi è pervenuta la sua richiesta a cui ho dato adesione fin da subito. In tale lettera lei scriveva “Sarà cura del sottoscritto comunicare, non appena definita, la data della seduta della Commissione Consigliare”. In realtà non mi è mai pervenuta alcuna comunicazione. Qui sta il motivo del mancato incontro. Pertanto trovo assai sgradito quando scrive – “una telefonata informale partita dalla sede da via Bellucci consigliava qualcuno in via Libertà di non tenere conto della mia richiesta” – che nei fatti non risulta veritiero. Fatti che invece mostrano la mia propensione al confronto in ogni sede opportuna.
    Le rinnovo, pertanto, fin da ora l’invito ad incontrarla.

    Cordiali saluti,
    Marco

    • giancarlo ha detto:

      la ringrazio dell’invito e della sua precisazione. Lei giustamente fa riferimento alla mail che le inviai il maggio scorso. Purtroppo a quella mia comunicazione non ebbi nessuna risposta.Lei afferma di avermi dato la sua adesione che ripeto non ho ricevuto. A questo punto penso sia dovuto a un disguido di posta elettronica. Tuttavia , rimanendo ai fatti, vorrei precisare che quell’invito era dettato dalla necessità di conoscere meglio , da parte dei
      consiglieri comunali, l’attività dell’ASP. In passato tali occasioni erano giustamente usate per migliorare i rapporti di conoscenza reciproca tra ASP e consiglio comunale. Infatti anche col suo predecessore, Mauro Salici, (ed in passato con Carla Bernardi e col presidente del CC di allora ) dopo un invito formale seguiva sempre una telefonata , in genere cordiale, per concordare sui materiali da fornire ai consiglieri prima dell’incontro e sulle modalità d’esposizione dei dati. Tutto ciò in questo caso non si è verificato. Probabilmente ero abituato male ma credo che in realtà territoriali come le nostre sia utile e necessario far seguire alle comunicazioni formali, uno scambio di battute per chiarire meglio i compiti reciproci. Da parte mia non ci sono chiusure preconcette di nessun genere e sarei ben lieto di incontrarla per chiarire e chiudere questa situazione. Come lei sa bene ora sono un comune cittadino non avendo nessun incarico pubblico ma ciò non diminuisce il mio interesse per tutte le attività dell’ASP.

      cordialmente
      Giancarlo

      • Marco Franchini ha detto:

        Condivido nel merito la necessità di rafforzare gli scambi e definire i compiti. Proprio per questo gli incontri di conoscenza reciproca di cui parla non solo non sono stati soppressi ma, ritengo, rafforzati in un incontro plenario a cui annualmente invitiamo tutte le amministrazioni in ogni suo organo di rappresentanza, compresi ovviamente i consiglieri comunali. Mandiamo tempo prima il materiale in formato digitale a tutti -questo ha permesso un economia nei costi, un ecologia di produzione e una capillarità nella diffusione – in stretto contatto con le segreterie comunali per verificarne il ricevimento. Oltretutto esponiamo nella sede dell’incontro i prodotti che i nostri ragazzi fanno, proprio per toccare con mano dove parte delle risorse date vengono investite (conviene con me che la giusta tensione al bilancio non deve distoglierci dalla finalità). Facciamo questo perché riteniamo che un incontro dedicato in uno spazio e tempo definito, come avviene in qualunque azienda, con i diversi responsabili presenti e non ritagliato all’interno dei consigli comunali, dia l’opportunità a chi per competenza di entrare nel contenuto, in un confronto serrato e di merito. Ecco il senso di quel mio “rafforzati”.
        Giancarlo, i tempi comunicativi, mi verrebbe da dire, sono decisamente cambiati – guardi giustappunto dove stiamo dialogando! – e penso in un senso migliorativo, sebbene non privo di criticità e necessità di adattamento, ma la sostanza, il comunicare appunto, rimane immutata. Come dire: dallo squillo al “cinguettio” il suono arriva e forse più forte di prima. A risentirci a presto…magari tramite un sms o un tweet #giustappunto. 😉

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