Piazza di Villa Braglia quattro anni dopo. Un intervento di Flavio Quintavalli

Poco più di quattro anni fa, nel marzo 2009, la piazzetta davanti a Villa Braglia veniva restituita, rinnovata, alla città (guarda la slideshow su Flickr). Il cantiere per l’intervento di riqualificazione era durato quasi un anno e non aveva mancato di sollevare proteste (vedi). Lo stesso progetto di sistemazione della piazza aveva suscitato accesi conflitti (vedi). Quattro anni dopo accendiamo di nuovo i riflettori sulla piazzetta di Villa Braglia, per ragionare sulla trasformazione di questa parte della città, con un intervento di Flavio Quintavalli. Nel frattempo è esploso un nuovo acceso conflitto tra un pubblico esercizio, il Tubooza Café, approdato un anno fa ad un angolo della piazza, ed i residenti, disturbati dal prolungato rumore notturno che esso genera. Sulla vicenda della piazza di Villa Braglia si possono consultare i post ricompresi nell’apposita categoria.

La piazza davanti a Villa Braglia, una domenica d'agosto alle 9 e mezza. Non si può dire che non ci sia un cane. ;-) (foto del 4 agosto 2013)

La piazza davanti a Villa Braglia, una domenica d’agosto alle 9 e mezza. Non si può dire che non ci sia un cane  😉 (foto del 4 agosto 2013)

Eh no, gli 883 no! Posso tollerare le cover band di Queen, di Vasco, di Michael Jackson, ma gli 883 proprio no!” “Ma dai c’è gente in piazza, andiamo …” Già la piazza. E’ bastata la presenza di un intraprendente baretto all’angolo per far scoprire a questo strano paese che ha una piazza. Vignola non è come le altre città. Bologna, Modena, Marano sul Panaro ce l’hanno, un bel rettangolo con la chiesa da una parte ed il comune dall’altra, ma noi no. Davanti alla chiesa c’è una stradina un po’ più larga. Il comune è in una villa ottocentesca dentro un parco, in disparte. Sarà per questo che di sera è deserta per 350 giorni l’anno. A dire il vero ce n’è una molto bella, da cartolina, ma non essendoci né attività, né panchine è lì, metafisicamente solitaria.

Giochi d'acqua e di luci nella piazza di Villa Braglia - ora disattivati da circa un anno (foto del 28 settembre 2009)

Giochi d’acqua e di luci nella piazza di Villa Braglia – ora disattivati da circa un anno (foto del 28 settembre 2009)

E’ un paio d’anni che la movida vignolese ha trovato spazio in centro, lo struscio serale può quindi partire dal centro ed arrivare alla piscina ed ogni fascia d’età può finalmente trovare i suoi spazi. C’è chi si lamenta dei rumori notturni. A Bologna e Modena ed anche nei bagni della Riviera musica e concerti alle 23.30 abbassano puntualissimi il volume con tanto di vigili all’uscio che controllano, così i comitati antitutto non rompono le balle e non fanno chiudere il locale. Se poi qualcuno alticcio fa casino dovrebbero prima intervenire gli amici, poi magari anche la forza pubblica.

La piazza di Villa Braglia con le fontane in funzione. Da circa un anno, invece, sono disattivate (foto del 28 settembre 2009)

La piazza di Villa Braglia con le fontane in funzione. Da circa un anno, invece, sono disattivate (foto del 28 settembre 2009)

La scorsa estate i tavolini del baretto lambivano delle fontanelle a raso, tanto da bagnarsi le scarpe, tipo quelle che ci sono negli outlet che servono alle mamme a tenere a bada i bambini mentre fanno shopping. I più giramondo di voi le avranno notate anche a Reggio Emilia, ma essendo state installate in un contesto leggermente diverso si nota che fanno parte della piazza e non sono la piazza stessa, poi mi sono ricordato che abbiamo un Centro Commerciale Naturale – per quelli esperti di marketing urbano – con tanto di logo “astambéin”. Essendo romagnolo ho capito il significato, poi mi sono ricordato anche che un mio conterraneo è diventato famoso al mondo con la parola “amarcord”, che onestamente suona molto più liscia.

Poi è venuta puntualmente la siccità estiva e queste meraviglie di led colorate spreca acqua sono state spente, giusto un anno fa. I bambini in mutande, di solito “extracomunitari”, hanno smesso di fare il bagnetto sotto lo sguardo divertito delle loro mamme etnicamente vestite in questo spazio che mi ricorda l’apartheid: gli “extra” in fila lungo le lunghe panchine; gli italiani al gozzoviglio ai tavolini. Si è tornati all’antica, mamme e italiani sempre lì, i bambini gironzolano in bicicletta o giocano a palla.

Bambini che giocano con le fontane (foto del 9 aprile 2011)

Bambini che giocano con le fontane (foto del 9 aprile 2011)

Anche i tavolini sono sempre lì a lambire i quadratini di pietra e la gente sta sempre ammassata verso il baretto tanto che si fa fatica ad entrare se non a spintoni, quasi come se avessero paura che all’improvviso riprendessero i getti. O forse perché allontanandosi di 5 metri non ci si sente all’interno dell’evento, mah.
La piazza si chiamava Corso Italia, era un parcheggio con alberelli di origine esotica quindi non autoctoni e il sindaco disse che erano velenosi e volevano estirpati. Al loro posto sono stati piantati tre alberelli, neppure questi autoctoni, però a ridosso delle case a sud – quindi fanno ombra all’ombra portata dagli edifici. Il sindaco disse che fu la Sovrintendenza a volerli lì per non offuscare la vista di Villa Braglia, posta a nord, restaurata a metà (naturalmente è più bella la parte vecchia). Fossi stato uno degli edifici a sud mi sarei offeso, anche loro hanno una dignità ed una ragione d’essere.

Donne italiane e straniere sedute sulla panchina della pizza di Villa Braglia (foto del 3 luglio 2013)

Donne italiane e straniere sedute sulla panchina della piazza di Villa Braglia (foto del 3 luglio 2013)

Vennero spesi circa 1.200.000 euro, molti dei quali per le fontanelle che solo di manutenzione aggravano il bilancio comunale di altri 20.000 euro all’anno, ma molti anche per l’illuminazione di design formata da 14 totem e tantissimi faretti a pavimento che delimitano gli spazi del parcheggio, puntualmente massacrati ad ogni nevicata dalle poiane. Penso che sia l’impianto di illuminazione col rapporto lux/euro più scandaloso della storia: a tre metri di distanza non riconosci il volto delle persone in quanto le potenti lucine in cima al totem ti fanno stringere le pupille ed i volti sono sottoesposti. Fateci caso, sono stati aggiunti faretti sopra alcuni totem, quando vi sono eventi dove c’è bisogno di vederci qualcosa vengono puntualmente accesi. Mi ricordo la presentazione del progetto: bellissime tavole di rendering con bellissimi effetti di chiaro-scuro. Ma se magari si fosse fatto anche un modellino con le curve fotometriche si sarebbe scoperto che “non si vede ’na sega”. Ma a quanto pare i faretti sono stati la passione dell’allora sindaco. Anche nella “piazzetta ombreggiata” dove c’è l’edicola sono stati montati: questa volta dal basso verso l’alto, verso le foglie di ciliegio. Peccato che d’inverno l’illuminazione funzioni solo quando c’è la nebbia.

Un faretto "supplementare" aggiunto all'impianto di illuminazione della piazza (foto del 4 agosto 2013)

Un faretto “supplementare” aggiunto all’impianto di illuminazione della piazza (foto del 4 agosto 2013)

Tali impianti sono anche fuorilegge in quanto è dal 2003 che l’Emilia-Romagna ha giustamente legiferato contro l’inquinamento luminoso vietando i corpi illuminanti che sparano luce verso il cielo, ma evidentemente il Comune di Vignola preferisce fare gli accertamenti di conformità al vecchietto che ha tirato giù un pezzo di tramezza in casa che controllare che i propri lavori siano a norma.

Uno dei due quadri elettrici "provvisori" installati nella piazza per garantire energia elettrica per bancarelle e spettacoli. Non si potevano integrare nell'arredo? (foto del 4 agosto 2013)

Uno dei due quadri elettrici “provvisori” installati nella piazza per garantire energia elettrica per bancarelle e spettacoli. Non si potevano integrare nell’arredo? (foto del 4 agosto 2013)

Per fare “agorà” a volte basta poco: qualche bella idea, qualche bella iniziativa, un ambiente decente ed ospitale. Quindi cari sindaci ed assessori non fate come quelli che si montano l’idromassaggio in casa e poi lo usano tre volte l’anno! Risparmiate i soldi ed usate la testa. Non siete il Principe della città per divina autorità, bensì i rappresentanti eletti dai cittadini. Cittadini che magari non hanno né marciapiedi né fogna nella strada dove abitano.

Flavio Quintavalli

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12 Responses to Piazza di Villa Braglia quattro anni dopo. Un intervento di Flavio Quintavalli

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Vorrei far presente che è il sistema che fa acqua da tutte le fontane e Vignola ripete delle coazioni a fare che è comune a tutte questo tipo di giunte.
    A Ferrara, senza nessun bisogno apparente, che non sia far finta di progettare qualcosa, verrà “rifatta” la pavimentazione di Piazza Trento Trieste, quella di fianco alla Cattedrale, l’antica piazza del mercato cittadino. Cosa di cui nessuno sente la necessità. L’importo dei lavori sarà, (dicono), di 1.650.000 €uro e sicuramente sarà visto, di questi tempi, come un miracolo da qualche Cooperativa che vincerà (ci scommettiamo?) l’appalto.
    Fortunatamente la Locale Sovrintendenza ha BOCCIATO il progetto redatto dagli uffici comunali e il tutto verrà rifatto come è attualmente, solo risistemandolo. Ma, guarda caso, è previsto che i lavori della nuova piazza terminino poco prima delle prossime elezioni.
    Voi non siete stati altrettanto fortunati e dovrete tenervi questo “Arredo urbano” SPENTO per sempre: “arredo” che nulla ha a che fare con IL CONCETTO DI PIAZZA, come la nostra cultura e la nostra tradizione ne ha consentito l’evoluzione durante i secoli, prima dell’arrivo di questi nuovi barbari. Gli inconvenienti tutti che si verificano, non sono altro che la logica ad inevitabile conseguenza di questa grave mancanza di cultura della vera Cultura architettonica.
    Auguri

  2. Renata Fiori ha detto:

    METTONO LE FONTANE..LUMINOSE…….CHE IL RUMORE CHE FANNO E’ INFERNALE……ORA SONO SPENTE…..INUTILIZZABILI…..IN GIRO PER VIGNOLA……. IL PARCO EUROPA….DOVE SI E’ SVOLTA LA FESTA DEI VICINI…..SEMBRA UN DESERTO….DI PAGLIA SECCA…..QUEST’ANNO A MARZO HANNO TAGLIATO 8 ALBERI…..PERCHE ERANO AMMALATI…..MAI FATTO NULLA PER SALVARE IL VERDE…..CI DOVEVA ESSERE L’IRRIGAZIONE X INNAFFIARE…..HANNO SPESO SOLDI PER LA TUBAZIONE…..ORA STA ANDANDO TUTTO IN MALORA PERCHE IL COMUNE….NON HA FONDI PER COMPRARE UNA POMPA PER INNAFFIARE UN PARCO COSI GRANDE….GRAZIE COMUNE…..!!!!!!!

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Due sono le considerazioni che mi sento di fare a commento del post di Flavio. (1) La prima riguarda un aspetto trascurato nella valutazione di questo intervento. Che è certamente un intervento complesso, con più finalità. In primo luogo quella di rendere di nuovo percepibile l’ottocentesca Villa Braglia. E per questo motivo che la Soprintendenza ha prescritto lo spostamento delle nuove alberature, che il progetto originario aveva previsto al centro della “piazza”. Questo obiettivo è certamente conseguito. Più complesso il secondo, quello che si è posto il sindaco Roberto Adani: trasformare un pezzo di “corso Italia”, sino allora destinato a parcheggio, in una piazza! Prima questo tratto “stradale” non lo era e non ne aveva neppure l’ambizione. E’ riuscito, da QUESTO punto di vista, il progetto? Questo è secondo me l’interrogativo centrale. Ed è rispetto a questo obiettivo che andrebbe valutata la presenza delle fontane. Che certo, come tutti gli oggetti (arredi & C.) non sono in grado di trasformare uno “spiazzo” in una “piazza”. Ovvero di produrre un luogo per la socialità, l’incontro, lo stare (anche isolati) in pubblico. Ma la loro era una funzione di “facilitazione”. Ed in questa funzione hanno avuto successo (finché sono state fatte funzionare!), supplendo al limite principale della nuova “piazza”, la mancanza d’ombra.
    (2) La seconda riguarda invece un aspetto di dettaglio, forse marginale, ma che viene ripetuto con una certa insistenza – e comunque in misura decisamente eccessiva. Riguarda i principali fruitori delle fontane che anche Flavio identifica con gli “extra” (termine inappropriato se pensiamo che pure i cittadini USA sono extracomunitari, ma nessuno si sognerebbe di chiamarli in tal modo – visto che l’espressione ha assunto una valenza negativa). A parte che, pur avendo fatto decine di foto a bambini che giocano con l’acqua delle fontane non ne ho neppure una che ritragga “bambini in mutande” – siano o non siano extracomunitari. Il che vuol dire semplicemente che anche se episodi di questo tipo si sono verificati, si sono verificati con una frequenza stimabile in pochi punti percentuali. Più in generale va considerato che sono tutti i luoghi pubblici oggi che sono usati in misura più significativa dai cittadini stranieri: che in effetti sono presenti in misura considerevole nel parco della biblioteca, negli spazi pubblici di Corso Italia e viale Mazzini, e dunque anche nella piazzetta davanti a Villa Braglia. Ma questo è semplicemente perché assai più di frequente che nel passato i cittadini italiani si sono “ritirati” in spazi privati o privatizzati, quelli dei pub, dei bar, dei circoli, delle sedi associative. Questo va riconosciuto. Insomma, diversamente da Flavio, io non ci vedo nulla di male nel fare un investimento significativo per abbellire un luogo pubblico, riconoscendone la centralità nella vita collettiva o volendo offrire un luogo significativo alla collettività. Le fontane erano – mi sento di interpretarle così – uno strumento per aumentare le chances che quel luogo potesse fungere da piazza. Certo, ce ne sono altri. Ma non certo quella “privatizzazione degli spazi” che è l’appropriarsi (dietro pagamento della tassa per l’occupazione di suolo pubblico) di quegli spazi per mettervi i tavolini di un bar.

  4. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Partiamo da un concetto semplice:
    Una Piazza serve ai cittadini se la frequentano e la vivono, altrimenti è un bel gioco di “arredo urbano” che può solo servire a soddisfare l’orgoglio di qualche amministratore e le richieste di lavoro di qualche cooperativa.
    Poiché dalla descrizione della sua frequentazione,non sembra che ci si trovi davanti al primo caso è evidente che vale “la seconda che ho detto.”
    Poi la colpa del fatto che come piazza (?) non induca all’AGGREGAZIONE è una brutta bestia che nessuno vuole e quindi se come “piazza ” ( Agorà ) non funziona, si può tranquillamente buttare addosso alla Sovrintendenza o in alternativa,al “rio destino”.
    Come se per un progettista esistessero solo due opzioni : mettere gli alberi qui o metterli là.
    Balle !
    Se indicate il nome di chi ha firmato il progetto e l’area di appartenenza politica dello stesso, forse molte cose vi si chiariranno.

  5. Giuliana ha detto:

    Non intervengo per giudicare l’architettura di Piazza Braglia, che può piacere o no o la scelta, più o meno condivisa 4 anni fa, ma per sottolineare come, da tempo, non esista una piazza, ma uno “spazio vuoto, senza vita…”
    Sembrava potesse essere un luogo di incontro e di aggregazione per tutti i cittadini: bambini, in primis, (e non solo extra) che si sarebbero divertiviti con l’acqua sotto lo sguardo compiaciuto e disteso delle mamme e per anziani ( per lo più soli), che non possono permettersi luoghi di villeggiatura. Ma così non è. Questo spazio deve essere “rivatilizzato”: a mio parere, per cominciare, sarebbe sufficiente far funzionare le fontane, nel periodo estivo (luglio/agosto), anche per poche ore serali per rivedere un po’ di animazione. Non è forse stato così all’inizio? Non conosco i motivi (anche se posso intuirli) per cui ciò non avvenga: ritengo comunque che, avendo fatto un investimento notevole si debba cercare di sfruttare al massimo questo spazio nell’interesse dei vignolesi. Un po’ di buona volontà sarebbe sufficiente per permettere di “vivere” con piacere questa Piazza.
    Grazie

  6. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Gentile Sig.ra Giuliana, invece dovrebbe proprio intervenire “per giudicare l’architettura di Piazza Braglia, che come afferma “è uno spazio vuoto senza vita…” proprio perché non è una architettura ,ma una operazione come tante di maquillages” o se vuole di “arredo urbano”..
    La prima mistificazione inizia proprio dalla mistificazione delle parole.
    Rimborso elettorale invece che Finanziamento ai partiti.
    Termovalorizzatore invece che Inceneritore ( HERA?)
    Turisti quelli che invece sono invece dei semplici Escursionisti
    e potrei continuare.
    Purtroppo, salvo rare eccezioni gli operatori dell’informazione seguono il lessico di quanto indicato nelle veline che ricevono.
    Si rassegni quella non è mai stata una PIAZZA, nel senso nobile del termine, né mai lo sarà.
    Le luci colorate ,che non possono più permettersi di tenere accese ,
    sono servite solo per “epater les bourgeois “.
    E non sono state certo frutto di un Concorso di Idee. progettuali.
    Anche perché quando ne hanno fatto uno ( di concorso di idee ) a Ferrara 5/6 anni fa., proprio sul tema delle Piazze, poi non ne hanno tenuto conto.
    Purtroppo siamo messi così!

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Lanfranco, non è il caso di interpretare ogni intervento con lo stesso schema. L’intervento sulla “piazza” (ma prima non lo era! era solo un parcheggio!) davanti a Villa Braglia si è posto l’obiettivo di creare una piazza dove prima non c’era. Una piazza è un luogo sociale, oltre che fisico. La sfida era quella. Ha usato alcuni elementi di arredo – in primo luogo le due fontane a raso – per creare l’effetto piazza. Ovvero per portarci gente, farne un luogo d’incontro o di pubblico stazionamento. Ci è riuscito? E’ quanto vorrei provare a valutare e per cui ho chiesto a Flavio Quintavalli, che sapevo critico verso quell’intervento, di scrivere un commento. Io penso che l’operazione non sia riuscita – ma ciò anche in conseguenza della disattivazione delle fontane (non sono mai entrate in funzione nel 2013!). La piazza è poco ospitale in estate, di giorno, a causa della mancanza d’ombra. Però come piazza tardopomeridiana o serale iniziava a funzionare. Le fontane fungono da “catalizzatore” (certo si possono trovare altri equivalenti funzionali …). Ed in ciò funzionavano. Certo che il loro spegnimento toglie un elemento importante, rendendo il tutto più complicato e rimettendo in discussione la possibilità di centrare l’obiettivo.

  7. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Ciao Andrea
    ho ribadito più volte lo stesso concetto, e me ne scuso se ritieni che abbia esagerato, proprio perché se si ritiene che le luci accese o meno, diventino la discriminante per giudicare se quella può essere considerata una vera piazza o no, non usciamo dall’equivoco che si gioca ogni volta, su cosa dovrebbe rappresentare quello spazio per i Vignolesi nel CENTRO STORICO.
    E su come dovrebbe e/ o potrebbe essere da loro vissuta in ogni stagione.
    Essendo architetto ,il tema mi tocca moralmente,su ferite scoperte.
    Il fatto che prima fosse solo un parcheggio auto, non è una buona ragione per giustificare questo tipo di interventi .
    Al peggio non c’è mai limite.
    Non hai comunicato il nome del progettista incaricato; credo sarebbe interessante conoscerlo anche a posteriori.

  8. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Non avevo quasi dubbi che si sarebbe trattato di un architetto donna, della quale però non esiste traccia sul web..
    Ho fatto una breve ricerca e non ho trovato nulla ,essendo il suo sito “in costruzione.”

  9. Flavio Quintavalli ha detto:

    Sto partendo per le vacanze e vi dico in fretta perchè le fontane non funzionano (anche quelle di Marano e Savignano): costano!

  10. Flavio Quintavalli ha detto:

    Ah Andrea, quando parlo di “extra” uso un termine ormai divenuto di uso comune, almeno da parte mia non vuole essere visto come valenza negativa… ultimamente si sente dire anche “tunca”, che sinceramente non ho idea da dove provenga.

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