Stazione ferroviaria di Vignola all’ex-Sipe. Ma il sindaco di Vignola conosce il contenuto dei documenti che approva?

Gli interventi del sindaco di Spilamberto Francesco Lamandini e di quello di Vignola Daria Denti sulla questione del nuovo tracciato ferroviario, sulla realizzazione di una nuova stazione nell’area ex-Sipe e sulla dismissione dell’attuale tratto di ferrovia Bazzano- Vignola con le relative stazioni (Savignano Mulino, Savignano comune, Vignola) non hanno di certo né fatto chiarezza sulle reali intenzioni, né rassicurato gli utenti del servizio ferroviario. Che i due non siano quasi mai d’accordo è noto. Ed anche in questo caso le dichiarazioni rilasciate alla stampa vanno in direzione opposta. In questo caso, però, c’è un documento – il “documento strategico” (sic) del PSC – che entrambi hanno approvato. “Roba” scritta, dunque. E questo documento, alle pp.11 e 12, prefigura il “superamento” dell’attuale tracciato e la realizzazione di uno nuovo che da Bazzano procede in direzione di Formigine-Sassuolo, attraversando il territorio dell’Unione Terre di Castelli seguendo la pedemontana. Inevitabilmente le due nuove stazioni (Savignano Magazzino e Spilamberto ex-Sipe) diventano sostitutive di quelle oggi esistenti. Tutto questo sembra ad un po’ di gente (residenti di Vignola e di Savignano) decisamente assurdo, per argomenti che qui sono già stati ampiamente esposti (vedi).

In giallo il tracciato attuale della ferrovia Bologna-Vignola. In turchese l'ipotesi prospettata dai documenti del PSC: una linea ferroviaria che da Bazzano si muove verso Sassuolo fiancheggiando la pedemontana (ricostruzione effettuata utilizzando Google Maps)

In giallo il tracciato attuale della ferrovia Bologna-Vignola. In turchese l’ipotesi prospettata dai documenti del PSC: una linea ferroviaria che da Bazzano si muove verso Sassuolo fiancheggiando la pedemontana (ricostruzione effettuata utilizzando Google Maps)

[1] Con delibera della Giunta dell’Unione Terre di Castelli del 18 luglio scorso (e con voto favorevole sia di Daria Denti che di Francesco Lamandini) sono stati approvati “tecnicamente” i documenti del PSC. Tra questi il cosiddetto “Documento strategico” – l’unico di cui conoscevamo da tempo la bozza. Questo “Documento strategico” alle pp.11 e 12 parla del trasporto ferroviario e dopo aver evidenziato i limiti dell’attuale ferrovia Bologna-Vignola (come anime candide, quasi non fossero loro ad amministrare questi comuni e dunque ad avere qualche responsabilità in merito) prefigura un “un nuovo tracciato che, a partire dal confine con Bazzano, si colleghi alla linea Modena-Sassuolo utilizzando il corridoio della Pedemontana”. Questo nuovo tracciato avrebbe la virtù di “superare le criticità dell’attuale tracciato”, ovvero di superare il “conflitto tra ferrovia e centri abitati” (che si realizza, evidentemente a Vignola ed a Savignano – peraltro esplicitamente citato). Se prendiamo sul serio quanto lì sta scritto – e quel testo va preso sul serio, visto che è un atto fondamentale della pianificazione territoriale (e soprattutto questo “rimane”, mentre le parole dei sindaci …) – è chiaro che per “superare le criticità dell’attuale tracciato” lì si prefigura lo spostamento del tracciato! E dunque lo spostamento delle stazioni ferroviarie che su quel tracciato ora stanno (che sono tre: Savignano Mulino, Savignano Comune e Vignola). Dove sta la “ratio” di tutto ciò? Perché allontanare il tracciato ferroviario dalle città significa costringere tutti gli utenti del servizio ferroviario a muoversi in macchina per recarsi in stazione (o far affidamento su mezzi pubblici che oggi non ci sono e che comunque, qualora ci fossero in futuro, renderebbero più scomodo organizzativamente il viaggio!).

Qui il testo del Documento strategico: “Il nostro territorio dispone di un collegamento ferroviario con l’importante nodo di Bologna attraverso la Vignola-Bologna che può rappresentare un’opportunità ed una vera alternativa al trasporto merci e persone su gomma. Opportunità che attualmente non può essere sfruttata per l’inadeguatezza della linea, del tracciato e dei mezzi. Inadeguatezze che determinano anche notevoli criticità soprattutto nel territorio di Savignano. In un’ottica infrastrutturale di lungo periodo, a cui la proposta di PSC deve guardare, occorre prevedere un nuovo tracciato che, a partire dal confine con Bazzano, si colleghi alla linea Modena-Sassuolo utilizzando il corridoio della Pedemontana. In questo modo si offrirebbe una opportunità importante di mobilità sia per le persone che per le merci, a tutto il territorio dei 5 comuni. La nuova linea consentirebbe di superare le criticità dell’attuale tracciato (conflitto tra ferrovia e centri abitati) creando due nuove stazioni decentrate: una a est del fiume Panaro a servizio di Savignano, l’altra a ovest a servizio della futura Cittadella del cibo, in posizione baricentrica tra Spilamberto e Vignola. Il collegamento tra le nuove stazioni e i centri abitati sarebbe assicurato da nuove linee di trasporto pubblico su gomma o su ferro.” (Documento strategico, delibera della Giunta dell’Unione del 18 luglio 2013, pp.11-12; qui il pdf)

La stazione de-centrata di Via Lunga: una cattedrale nel deserto! (foto del 28 settembre 2011)

La stazione de-centrata di Via Lunga: una cattedrale nel deserto! (foto del 28 settembre 2011)

[2] Il sindaco di Vignola ha però inteso rassicurare i propri concittadini rispondendo al giornalista di Modena Qui: “La stazione di Vignola non sarà sostituita con un’altra all’ex Sipe” (così sul quotidiano del 25 luglio, p.15: pdf). Peccato però che il “Documento strategico” che anche Daria Denti ha approvato il 18 luglio dica altro – appunto il superamento delle “criticità dell’attuale tracciato” tramite “un nuovo tracciato che, a partire dal confine con Bazzano, si colleghi alla linea Modena-Sassuolo utilizzando il corridoio della Pedemontana”. Se vuole davvero rassicurare c’è una cosa sola da fare: modificare il testo del Documento Strategico, scrivendo in modo esplicito che non si prevede alcun “superamento” dell’attuale tracciato Bazzano-Vignola. Ma che invece si lavorerà per migliorare il servizio e per ridurre i disagi nell’unico punto critico: l’intersezione tra incrocio stradale e ferrovia a Mulino di Savignano (ma uguali problemi ci sono nel bolognese: a Bazzano ed a Muffa). Non rassicurano affatto, infatti, le battute che il suo collega spilambertese, Francesco Lamandini, ha rilasciato a Modena Qui (era il 20 luglio, p.15: pdf) e che invece fanno pensare che di spostamento della stazione di Vignola si tratti (come peraltro messo nero su bianco nei documenti di piano): “Si tratta di uno scenario futuro. La stazione di Vignola non è baricentrica per il resto dei comuni.” Su queste dichiarazioni, a mo’ di sberleffo, si veda questo post.

Parcheggio auto alla stazione ferroviaria di Pilastrino, sulla Vignola-Bologna. Anche qui una cattedrale nel deserto (foto del 28 settembre 2011)

Parcheggio auto alla stazione ferroviaria di Pilastrino, sulla Vignola-Bologna. Anche qui una cattedrale nel deserto (foto del 28 settembre 2011)

[3] Ma c’è un’ulteriore considerazione da fare e che mette in luce le criticità di quanto prospettato nei documenti del PSC. Riguarda le famose “stazioni decentrate”, quelle che dovrebbero trovare collocazione al di fuori dei centri urbani così da superare il “conflitto tra ferrovia e centri abitati” (sic). Ne abbiamo già alcuni esempi sulla ferrovia Vignola-Bologna e non sono affatto esempi “edificanti”, visto che si tratta in genere di stazioni poco frequentate, anzi quasi abbandonate. E’ così in Via Lunga dove si è voluta realizzare una stazione in mezzo alla campagna a servizio dell’area produttiva “Via Lunga”, con un parcheggio da più di 100 posti sempre deserto (non ci vedete mai più di 3-4 macchine parcheggiate). Ed è così anche alla stazione di Pilastrino, in questo caso ai margini dell’urbanizzato. Anche qui c’è un parcheggio da 100 posti praticamente inutilizzato. Insomma le stazioni de-centrate sulle linee di periferia, non ad alto traffico, non se la passano troppo bene. Deve proprio essere questo il futuro nel territorio delle Terre di Castelli?

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2 Responses to Stazione ferroviaria di Vignola all’ex-Sipe. Ma il sindaco di Vignola conosce il contenuto dei documenti che approva?

  1. emma andreoli ha detto:

    ma perchè quando c’è qualcosa che funziona anche se non perfettamente bisogna che si scervellino per fare delle cavolate?,ma se si prende un treno per andare a bologna da vignola,nella maggior parte dei casi non può usare una macchina,ma con che cosa ci vado al confine? tanto vale che prenda la macchina e vado a bologna e gli altri,andiamo in comune dalla Denti e ci facciamo portare al confine,ma poi ci viene anche a prendere.Ma come fanno a rendere sempre difficile una cosa così semplice da capire,ma tra l’altro per evitare sia a mulino che da altre parti,non costa meno fare un sopra o sotto passo di viabilità che una nuova stazione inutile e non frequentata? bo non si riesce a capire cosa ci sia dietro……questi politici…………

  2. Prit il Verdurista ha detto:

    C’è il magnamagna! Non a caso si delira su una cittadella del cibo di cui non frega assolutamente a nessuno, a parte quelli che ci faranno il magnamagna! Ma perchè non decentrano il comune di Vignola in Etiopia e quello di Spilamberto a Valladolid?

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