L’Unione Europea non ammette al finanziamento il progetto WOW. Un colpo duro per il Contratto di fiume del medio Panaro

E’ inutile raccontarsela. La bocciatura del progetto WOW, presentato al bando 2012 del programma Life+ per l’ottenimento di un finanziamento europeo, riduce le chances di fare del “Contratto di fiume” qualcosa di più di un mero esercizio teorico. Già il Contratto di fiume (vedi) ha avuto sin qui vita tribolata, visto il diverso significato ad esso associato dagli attori coinvolti (Provincia di Modena, comuni del territorio, associazioni degli agricoltori, Presidio partecipativo). La perdita di questo finanziamento renderà tutto più complicato. Ma non è certo colpa del destino cinico e baro, se questo è successo. Le responsabilità sono chiaramente accertabili e stanno in capo a chi ha governato il processo: gli enti locali. Tutte le osservazioni critiche dei referee della UE erano già state espresse come perplessità dai componenti del Presidio Partecipativo (una rappresentanza dei comitati e delle associazioni ambientaliste del territorio). Quello che era facilmente prevedibile è successo: il progetto non ha superato i rigorosi “test di coerenza” messi in atto per aprire le porte ai finanziamenti europei. La ri-partenza di un progetto mai partito (il Contratto di fiume) diventa ancora più difficile.

Il fiume Panaro nei pressi del ponte della ferrovia (foto del 4 dicembre 2005)

Il fiume Panaro nei pressi del ponte della ferrovia (foto del 4 dicembre 2005)

[1] “Con delibera n. 1104 del 30/07/2012 la Giunta regionale ha approvato il Contratto di fiume /paesaggio del Medio Panaro. Questo atto sancisce l’avvio della fase operativa, che porterà alla realizzazione compiuta degli strumenti di governance propri del Contratto. Un ulteriore sviluppo si avrà nel caso in cui si arrivasse al finanziamento del progetto presentato in associazione con altri partner istituzionali e non nell’ambito del LIFE+” – così sta scritto nella Relazione Previsionale e Programmatica (p.25) che accompagna il bilancio di previsione 2013 del comune di Vignola. Niente da fare, purtroppo. Ma se è vero che la responsabilità del fallimento ricade in primis su Provincia e Regione, il comune di Vignola e gli altri comuni partecipanti (Marano e Fanano) hanno la loro parte di responsabilità. A guidare la gioiosa macchina progettuale c’erano loro. In ogni caso non c’è dubbio che sia stata l’ennesima occasione mancata – solo che in tal modo il futuro del Contratto stesso diventa assai difficile.

Il fiume Panaro nei pressi del ponte della ferrovia. In primo piano la traversa in alveo abbattuta (foto del 24 maggio 2009)

Il fiume Panaro nei pressi del ponte della ferrovia. In primo piano la traversa in alveo abbattuta (foto del 24 maggio 2009)

[2] Il progetto WOWWell Organised Water landscapes è stato presentato al bando Life+ nel settembre 2012 (qui i progetti ammessi a finanziamento: vedi). Prevedeva una spesa complessiva di 2,8 milioni di euro e richiedeva all’Unione Europea 1 milione di finanziamento (37,2%). Il resto sarebbe stato a carico dei partecipanti (Regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena, comune di Vignola, comune di Marano, comune di Fanano) (per i materiali di progetto: vedi). Eterogenei e non ben definiti gli obiettivi perseguiti: dalla realizzazione di coperture automatizzate per gli impianti di ciliegio alla realizzazione di orti lungo il fiume, dalla fitodepurazione delle acque di scarico al recupero del reticolo dei canali d’irrigazione, al rilevamento di scarichi abusivi. Non è stato difficile per i referee dell’Unione evidenziare contraddizioni e lacune del progetto. Ragioni più che sufficienti per bocciarlo (qui una traduzione in italiano delle osservazioni che hanno portato alla bocciatura del progetto: pdf).

Il fiume Panaro nei pressi del ponte della ferrovia (foto del 24 maggio 2009)

Il fiume Panaro nei pressi del ponte della ferrovia (foto del 24 maggio 2009)

[3] Per ora il Contratto di fiume si è tradotto esclusivamente in workshop e “cerimonie” – detto in modo che tutti possano intendere: chiacchiere. Come quello tenuto il 26 marzo 2013 a Vignola (intitolato “La governance e le tematiche del contratto”). L’unico attore che spinge davvero per uscire dalla fase delle chiacchiere e dei riti è però il Presidio Partecipativo che è intervenuto pubblicamente, anche di recente, con la voce del vicepresidente Eros Pancaldi (Il Resto del Carlino del 19 maggio 2013, p.20: pdf). Ma l’impressione è che le leve dei rappresentanti della società civile siano troppo corte per smuovere l’immobilismo degli enti locali. L’esaurirsi dell’originaria “spinta propulsiva” degli enti locali si capisce però meglio se si guarda all’origine del progetto.

La nuova traversa in alveo completata nell'estate del 2011 (foto del 24 luglio 2011)

La nuova traversa in alveo completata nell’estate del 2011. In primo piano sulla destra la bocca di uscita dell’annessa centrale idroelettrica (foto del 24 luglio 2011)

[4] Il Contratto di fiume del medio Panaro nasce come progetto di riqualificazione dell’area fluviale strettamente connesso al progetto di recupero dell’area ex-Sipe (il “sottotitolo” è infatti: Rifunzionalizzazione dell’ambito fluviale del Panaro di cui all’accordo di programma: Area Sipe-Nobel). Era uno dei tasselli che dovevano dare credibilità al recupero di 500mila mq di area demaniale inseriti nel progetto ex-Sipe (per farci, appunto, un grande parco fluviale), quando l’obiettivo era ancora quello di realizzarvi un Parco Scientifico e Tecnologico (con relativa area commerciale di 11mila mq di superficie di vendita nelle cosiddette “Sipe Alte” come contropartita). Certo, il progetto mantiene tutta la sua validità anche al di fuori del progetto ex-Sipe – l’esigenza di “rigenerazione” dell’area fluviale è sotto gli occhi di tutti. La profonda erosione del letto fluviale nel tratto tra Ponte Muratori e Ponte della Ferrovia ha cambiato radicalmente struttura e paesaggio del fiume e sappiamo che non tornerà mai più quello di una volta (vedi). La città (mi riferisco in primis a Vignola) ha perso ogni contatto, ogni relazione “percettiva” con il “suo” fiume (vedi). Negli anni i segnali di degrado si sono via via accumulati (vedi) – lo testimoniano anche le tante baracche che, in diversi punti, costeggiano il “percorso sole” / “percorso natura” (vedi). Certo, negli ultimi anni è un po’ migliorata la qualità delle acque – ma il paesaggio è stato definitivamente sconvolto anche a seguito delle pesanti attività di escavazione. L’impressione è che i problemi accumulati nel tempo abbiano prodotto cambiamenti non più reversibili. Il fallimento della ricerca di un finanziamento al bando Life+ lascia sul tavolo un problema  non facilmente risolvibile: come fare ora per dare gambe al “Contratto”?

Il fiume Panaro nei pressi del ponte della ferrovia dopo la realizzazione della nuova traversa in alveo (foto del 24 luglio 2011)

Il fiume Panaro nei pressi del ponte della ferrovia dopo la realizzazione della nuova traversa in alveo (foto del 24 luglio 2011)

PS Sulla bocciatura del progetto WOW vedi anche l’articolo di Giovanni Moi su La Carbonara Blog (vedi). Domenica 14 luglio Legambiente ha coordinato per l’Italia il progetto “Big Jump”: alle ore 15 tuffi nelle acque fluviali per richiamare l’attenzione sulla condizione dei fiumi e dei laghi in tutta Europa (vedi). Forse servono azioni dimostrative anche da noi. Prima che il “Contratto di fiume del medio Panaro” affondi definitivamente nelle (torbide?) acque del fiume.

Il fiume Panaro subito a monte del ponte della ferrovia. La nuova traversa ha prodotto una sorta di bacino idrico (foto del 30 maggio 2012)

Il fiume Panaro subito a monte del ponte della ferrovia. La nuova traversa ha prodotto una sorta di bacino idrico (foto del 30 maggio 2012)

Documentazione. Dalla Relazione della giunta al Bilancio d’esercizio 2011 del comune di Vignola:
Il Contratto di Fiume è uno strumento integrato e processuale per una nuova dinamica istituzionale e partecipativa di trasformazione territoriale e paesistica. Questo Servizio è coinvolto, in collaborazione con il Direzione Pianificazione Territoriale – Sportello Unico, nella definizione delle azioni inerenti la parte agricola. Con Deliberazione di Giunta n. 174 del 28/09/2009 il Comune di Vignola ha approvato gli elaborati di progetto e la Bozza di Contratto di Fiume Panaro.
Durante lo scorso anno, a seguito del coinvolgimento dell’Amministrazione e di questo Servizio nel merito dei progetti afferenti all’agricoltura previsti dal “Contratto di Fiume Panaro”, sono stati organizzati 5 incontri (6-18 novembre, 2-16 dicembre e l’1 Aprile) con le Associazione Agricole e gli Imprenditori del territorio coinvolto, allo scopo di individuare le priorità ed elaborare proposte progettuali. Nonostante gli sforzi messi in atto, le Associazione non hanno firmato il contratto, riproponendosi però di rivedere successivamente la loro posizione a fronte di progetti condivisi. Le amministrazioni di Vignola e Savignano, con proprie deliberazioni consiliari, hanno approvato nel Novembre 2010 il Contratto di Fiume, apportando alcune modifiche riguardanti in special modo le parti agricole. Per il 2011 ci si ripropone di individuare progetti che possano coinvolgere e impegnare gli agricoltori dell’area.” (p.109) Purtroppo è facile prevedere che, stante il mancato finanziamento UE, nel corso della legislatura 2009-2014 non si avrà nessuna azione concreta di realizzazione degli impegni del Contratto.

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