Discorso sullo stato dell’Unione. Quello che Lamandini non dice

Nel marzo 2011 l’allora Presidente dell’Unione Terre di Castelli Francesco Lamandini replicava piccato al “civico” sindaco di Savignano Germano Caroli per sue dichiarazioni alla stampa riportate sotto il titolo “Troppi i soldi destinati all’Unione” (vedi). Avrebbe voluto fare la stessa cosa poche settimane fa, Lamandini, nei confronti della collega Daria Denti, sindaco di Vignola che nel frattempo l’ha sostituito nel ruolo di presidente (vedi), e che per chiudere il bilancio del comune di Vignola ha tagliato unilateralmente i trasferimenti all’Unione guidando una maggioranza consiliare compattata dallo slogan “Troppi i soldi destinati all’Unione!”. Così va il mondo, caro Lamandini. E così va, purtroppo, l’Unione Terre di Castelli nella legislatura 2009-2014. Che nonostante la visibilissima perdita di collante politico e la scomparsa di ogni ambizione strategica, rimane tuttavia almeno un esempio importante di gestione associata dei servizi. I problemi ci sono e si vedono tutti. Non se ne trova traccia solo nella relazione (pdf) con cui il sindaco di Spilamberto nonché assessore al bilancio dell’Unione accompagna il bilancio di previsione 2013 (che sarà approvato nella seduta di domani, giovedì 18 luglio). Vediamo di ricordarli (a noi ed a lui).

La ditta Cherry Grove a Brodano, una delle prime ad essere colpita dalla crisi economica (foto del 22 luglio 2009)

La ditta Cherry Grove a Brodano, una delle prime ad essere colpita dalla crisi economica (foto del 22 luglio 2009)

[1] Con un bilancio che oramai assomma a quasi 3 volte quello del comune di Vignola (48 milioni di euro di spese correnti l’Unione; 17,7 milioni il comune di Vignola: vedi) l’Unione Terre di Castelli è ancora oggi una di quelle che, a livello nazionale, gestisce per conto dei comuni che l’hanno istituita un importante “volume” di servizi e funzioni. Purtroppo ciò si traduce in una perdita di controllo da parte dei consigli comunali, unici organi di effettiva rappresentanza dei cittadini – un problema noto da tempo, ma su cui, ovviamente, i sindaci (veri deus ex machina dell’Unione) non si sentono minimamente impegnati. Servizi scolastici, sociale, polizia municipale, servizi alle imprese (un po’), cultura (essenzialmente il PoesiaFestival e poco altro), turismo (lo IAT affidato alla disgraziata Strada dei Vini e dei Sapori: vedi), l’ufficio di piano per il PSC ed un po’ di funzioni amministrative e di gestione del personale – questi i servizi o le attività gestite. Frutto della visione strategica e del lavoro degli amministratori (qualcuno di più, qualcun altro di meno) che l’hanno costruita e fatta crescere nei primi 7-8 anni di vita (il periodo 2001-2009). L’ultima attività divenuta a gestione associata – la polizia municipale – è il frutto di una decisione già assunta nella passata legislatura e dai nuovi amministratori solo implementata (che infatti su di essa si sono subito incartati – perdendo alla gestione associata il comune di Savignano). Ancora oggi non sappiamo, tra i contendenti (da un lato l’assessore alla sicurezza Daria Denti, dall’altro il sindaco di Savignano Germano Caroli), quale avesse ragione, ovvero quale delle due formule organizzative del servizio risultasse più vantaggiosa dal punto di vista dell’efficacia e dell’efficienza (fatto che la dice lunga sul livello di trasparenza della politica locale – i dati servono a far baruffe, non a far capire ai cittadini!). Comunque quella di allora sulla Polizia Municipale è stata solo la prima di una lunga serie di baruffe giocate più sulla stampa locale che in giunta e che hanno punteggiato la legislatura che si avvia alla fine nel 2014.

Auto della Polizia Municipale intercomunale a Vignola. Dopo mesi di polemiche non c'é alcun documento di analisi costi/benefici per confrontare la gestione associata con quella di un singolo comune (foto del 9 aprile 2011)

Auto della Polizia Municipale intercomunale a Vignola. Dopo mesi di polemiche non c’é alcun documento di analisi costi/benefici per confrontare la gestione associata con quella di un singolo comune (foto del 9 aprile 2011)

[2] E’ vero che nel passaggio alla nuova legislatura, nel 2009, l’Unione ha visto crescere l’eterogeneità sia territoriale che politica. Da un lato vi è confluita la comunità montana Modena Est (senza però il comune di Montese), portandovi in dote le problematiche di un territorio difficile come quello di montagna. Da un altro questo allargamento (da 5 a 8 comuni), assieme alle sorprendenti elezioni comunali del 2009 (soprattutto a Savignano!), ne ha aumentato l’eterogeneità politica: le amministrazioni che partecipano all’Unione non sono più tutte PD! Vi sono comuni amministrati dal centrodestra (Guiglia), amministrazioni civiche (Savignano) e civico-misto-PD (Zocca). Ma è proprio per le più difficili condizioni del “contesto” che doveva affermarsi un nuovo modo di gestione politica dell’Unione. Invece l’arroganza ha preso il posto dell’autorevolezza, il confronto anche serrato sulle questioni strategiche è stato accantonato, nessun progetto innovativo (significativo) è stato messo in campo e così il tavolo dell’Unione è divenuto quello in cui scaricare tensioni e difficoltà del livello comunale, piuttosto che essere la cornice per esercitare meglio funzioni di innovazione nei servizi, nelle politiche o nella governance. Il modo in cui si è arrivati alla formazione del bilancio di previsione 2013 lo testimonia una volta di più – se solo potesse parlare liberamente è quello che direbbe lo stesso assessore al bilancio Lamandini. Che invece non può dire oggi al sindaco di Vignola quello che disse due anni fa a quello di Savignano. Ma si sa, il primo è PD, il secondo no.

Manifestazione per il diritto alla casa a Vignola: sintomo delle difficoltà prodotte dalla crisi economica (foto del 2 marzo 2013)

Manifestazione per il diritto alla casa a Vignola: sintomo delle difficoltà prodotte dalla crisi economica (foto del 2 marzo 2013)

[3] L’Unione non è bella se non è litigarella – si potrebbe osservare. La crescita degli episodi di “liti” testimonia il venir meno del minimo collante politico. Partiamo dalla bufera sul servizio di scuolabus che ha opposto, sempre sulla stampa, il comune di Guiglia da un lato e l’assessore al bilancio Lamandini, dall’altro. Che aveva avuto assicurazione di appoggio da parte del presidente Daria Denti. La quale, però, a mezza via l’ha scaricato. Esternalizzare il servizio anche per Guiglia, come avviene per altri comuni, approfittando del pensionamento di un autista – questo chiedeva Lamandini. Ma il presidente ha beatamente fatto dietro-front, peraltro senza informare il suo assessore. Che ha dunque appreso dalla stampa che in fondo Guiglia aveva ragione: il servizio può rimanere così com’é. Ecco, già solo questo episodio – un tormentone andato avanti tra marzo e giugno 2013 – è sufficiente a tratteggiare l’alta visione strategica e la qualità della discussione politica nella giunta dell’Unione – oltre ovviamente la qualità dei rapporti umani. Nella mia rassegna stampa (vedi sotto) di episodi come questo ce ne sono più di una decina – all’incirca uno ogni tre/quattro mesi. E, fatto singolare, nessuno di questi “risolto” mettendo a disposizione del “pubblico” dei cittadini e degli operatori (che guardano perplessi questo baruffare politico, spesso inconcludente) un po’ di dati precisi, un report con qualche analisi, un libro bianco o anche solo un libriccino!

Philippe Daverio alla Rocca di Vignola per la presentazione del "museo diffuso". O per promuovere l'adozione di un ricco da parte della collettività? (foto del 23 marzo 2013)

Philippe Daverio alla Rocca di Vignola per la presentazione del “museo diffuso”. O per promuovere l’adozione di un ricco da parte della collettività? (foto del 23 marzo 2013)

[4] Nell’Unione Terre di Castelli di oggi la politica vive di annunci e confida sulla smemoratezza dei cittadini. Nella sua relazione Lamandini ipotizza addirittura l’apertura della sede del tecnopolo entro il 2014! Varrebbe la pena scommetterci. In effetti è un dejavù. Il cantiere partirà entro dicembre 2011 e si concluderà entro il 2012” – così recitava il comunicato stampa dell’Unione Terre di Castelli del 3 agosto 2011, relativo all’acquisto dell’area su cui realizzare l’opera (pdf). Invece nessuna opera verrà realizzata nel corso di questa legislatura! Forse neppure la posa della prima pietra avrà luogo – né per il tecnopolo, né per il “polo della sicurezza”, né per le altre opere minori. Sul PSC non sono stati sufficienti i primi quattro anni di legislatura per giungere all’apertura della Conferenza di pianificazione – ora si sta accelerando al massimo, sacrificando qualità del piano e partecipazione dei cittadini (pur a fronte di una spesa inutile di 84.700 euro: vedi). Ed anche sulla gestione dei rifiuti – vanto del sindaco Lamandini, a capo di un comune con “cassonetti intelligenti” (sic) – l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata (da centrare secondo la legge entro il 2011!) è stato mancato in tutto il territorio! Mentre del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) – implementazione del famoso “patto dei sindaci” (per la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, del 20% dei consumi energetici e la produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi energetici – il tutto entro il 2020) – non si dice nulla, nonostante l’Unione abbia deliberato un proprio impegno in tal senso! L’unica azione innovativa – il progetto del “Museo diffuso” (vedi) – è talmente poco significativa che Lamandini può (in questo caso legittimamente) dimenticarsene! A ben vedere, dunque, suona decisamente ironica la chiusa scelta da Lamandini per la sua relazione: innovare, semplificare e assumersi responsabilità come “le tre sfide da vincere oggi”. Nell’Unione Terre di Castelli è fantascienza.

Uno dei tanti negozi "compro oro" sorti negli ultimi anni. Qui a Vignola (foto del 21 gennaio 2012)

Uno dei tanti negozi “compro oro” sorti negli ultimi anni. Qui a Vignola (foto del 21 gennaio 2012)

Rassegna stampa minima di quattro anni di liti:

“Vignola taglia i fondi all’Unione per far quadrare il bilancio 2013”, Modena Qui, 5 giugno 2013, p.15 (pdf)

“Trasporto scolastico. Guiglia la spunta e si tiene il servizio”, Gazzetta di Modena, 20 luglio 2013, p.26 (pdf) – aggiunto il 20/07/2013

“Trasporti, da Amici una caduta di stile”, Prima Pagina, 4 giugno 2013, p.17 (pdf)
“Non solo lo scuolabus: la Amici incalza l’Unione a 360 gradi. Ci sono anche i nodi tecnopolo, canile e caserma”, Modena Qui, 2 giugno 2013, p.15 (pdf)

“L’Unione Terre di Castelli si allarga a Montese. Mugugni per le nozze combinate dalla Regione”, Il Resto del Carlino – Modena, 19 marzo 2013, p.15 (pdf)

“Rette non pagate per due ospiti disabili. Unione e ASP trascinate in tribunale [da Montese]”, Il Resto del Carlino – Modena, 24 febbraio 2013, p.22 (pdf)

“Schermaglie sui costi del canile. Denti: «Paghiamo troppo. Guiglia ha più animali»”, Modena Qui, 15 febbraio 2013, p.15 (pdf)

“Fattibilità polo sicurezza, non dipende solo da noi” [Guiglia protesta], Prima Pagina, 30 novembre 2012, p.16 (pdf)

“Inceneritore, l’Unione bacchetta Castelnuovo. Lamandini: «Il potenziamento è necessario»”, L’Informazione di Modena, 12 agosto 2011, p.4 (pdf)

“Savignano è fuori dal Poesiafestival”, Il Resto del Carlino – Modena, 20 luglio 2011, p.15 (pdf)

“Mense: è vero, i bidelli non possono ‘scodellare’. Unione in retromarcia”, Il Resto del Carlino – Modena, 21 aprile 2010, p.23 (pdf)

“Caroli: vigili, no al corpo unico. Il sindaco all’Unione: «Il progetto ci penalizza». Denti: «E’ assurdo»”, Gazzetta di Modena, 6 febbraio 2010, p.25 (pdf)

Il poeta cinese Yang Lian al PoesiaFestival 2012 (foto del 28 settembre 2012)

Il poeta cinese Yang Lian al PoesiaFestival 2012 (foto del 28 settembre 2012)

PS E’ sulla stampa locale di oggi la presa di posizione della Consulta economica dell’Unione Terre di Castelli in merito al bilancio ed ai progetti in agenda dell’Unione, con relativa bacchettata sulle dita agli amministratori locali su diversi e significativi punti: il tecnopolo, su cui “da troppi anni si promettono progetti e l’avvio del cantiere”; il nuovo canile intercomunale di cui “non si concorda sulla collocazione (…) prevista nella zona delle Sipe alte, sul margine agricolo e a confine con attività artigianali e industriali”; il turismo su cui “è indispensabile realizzare un progetto di marketing territoriale”; il rapporto con HERA ed il modello di governance, visto che “è impensabile infatti che da una parte i Comuni evochino la calmierazione dei prezzi delle tariffe e dall’altra siano soci e quindi partecipanti ai dividendi azionari. Il conflitto di interessi è fin troppo evidente e non più accettabile”; la ferrovia Vignola-Bologna per cui si richiede di “evitare lo stato di abbandono al quale stiamo assistendo e (…) un progetto di rilancio”. Infine il lavoro – altro grande assente della relazione di Lamandini – rispetto a cui si richiede di “garantire il più possibile il mantenimento del livello occupazionale”. Il resoconto più dettagliato lo si trova su Prima Pagina di oggi, 17 luglio 2013, p.15 (pdf).

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3 risposte a Discorso sullo stato dell’Unione. Quello che Lamandini non dice

  1. Gian Luigi Morotti ha detto:

    Per descrivere che il partito che ci governa da 65 anni è “logoro” bastano tre dati.
    1- Raccolta differenziata: molti comuni italiani sono molto oltre il 60% e puntano tutti al quasi 100. Nel blog del bravo Costantini, http://spilumberto.com/, si vedono i dati HERA per quel comune: indifferenziata 1.400.000 su 2.090.000 raccolti, cioè il 67,7%. Il contrario dei virtuosi. HERA e i comuni sono riusciti a creare tanta fiducia che i cassonetti sono cambiati per punire gli utenti, come mi ha detto la povera precaria impiegata nel porta a porta.
    2- Negli opuscoli di intermediazione immobiliare, fai fatica enorme a trovare edifici in classe A. Nessuno in A+. Moltissimi anche nuovi o costruiti negli ultimi 10 anno (dopo il 2000) in classe F. Tutti però con finiture di pregio. Il nostro futuro: eterne cicale, no sostanza?
    3- 400 comuni in italia e moltissimi in europa sono bollette energetiche free, riscaldamento o entrambi. E’ partita la costruzione dell’impianto adesso 2013. veloci eh? si vede l’importanza che si danno a certe cose.
    E che dire appunto del tecnopolo. Su questo tema mi faccio anche un pò schifo: quanto ho combattuto come imprenditore contro le speculazioni e a favore del tecnopolo. Mi sento un po’ idiota.
    Su temi che riguardano il futuro questa zona ha prodotto zero. E per ultimo terre di castelli, più terremotata del nord della provincia.
    Io credo in una politica che progetta il futuro e lo fa davvero.

  2. Isa ha detto:

    sono molto contenta di vedere scritte, meglio di come avrei potuto fare io, tutte le cose che io ho detto e ridetto nel poco tempo in cui sono stata Consigliere di Castelnuovo e anche dell’Unione. Difficile combattere contro chi non crede davvero di potere, anzi di dovere, cambiare le cose. io alla fine ho lasciato, ma spero che altri abbiano più perseveranza di Me. Isa

  3. Boschi Arcadio ha detto:

    E che dire della porcheria che stanno facendo a Vignola con il teleriscaldamento.
    Scaldiamo dell’acqua in Circonvallazione con una centrale a metano di Megawatt per portarla fino al centro nuoto, alle scuole e a tutti gli altri edifici pubblici.
    All’inizio era una centrale che doveva usare il cippato delle potature, ma poi qualcuno si e’ preso la briga di fare due conti ed e’ saltato fuori che servivano circa 400 ettari di piante all’anno e un sito di non so quante migliaia di metri per stoccare il tutto e questo solo per prendere dei contributi dallo stato (chissa’ chi sara’ mai questo stato).
    Inoltre a pochi metri di distanza dovra’ sorgere il nuovo polo scolastico e per come tira normalmente il vento c’e’ proprio sotto.
    Beh cosi fin dalle elementari vedremo di fare una selezione naturale dei nostri figli: nuova materia scolastica: sopravvivere ai fumi della centrale. Chi ce la fa va all’Universita.
    In pratica hanno messo un cappio al collo ai Vignolesi che pagheranno tutti gli sprechi di questa tecnologia.
    Pensare di isolare meglio gli edifici, usare le nuove tecnologie, come pannelli solari, geotermia, l’eolico a basso impatto ambientale (si installa sui tetti) era troppo difficile vero?
    Sarebbero stati soldi spesi una tantum che avrebbero fatto risparmiare in seguito.
    No evidentemente era troppo difficile, gli veniva subito il mal di testa.
    Sicuramente un vantaggio c’e’, quando ci saranno le abbondanti nevicate come abbiamo visto in questi ultimi anni le uniche strade che non avranno bisogno degli spazzaneve saranno quelle attraversate dal Teleriscaldamento.
    In Emilia ormai abbiamo dei “geni” non ne imbroccano piu’ una.
    Ormai non vale piu’ neppure la legge dei grandi numeri, (una volta ogni tanto ci prenderanno a fare qualcosa).
    Non riescono neppure a trovare uno smacchiatore decente e dire che in qualche loro supermercato dovrebbero averlo, invece macche’ neppure questo.
    Abbiamo ormai una commistione di politica ed economia inquietante, come e’ inquietante quel palazzaccio della Unipol a San Lazzaro di Bologna.
    Ah dimenticavo, abito in via Liberta’ dove stanno massacrando la strada per mettere giu’ i tubi del Teleriscaldamento c’e’ un tubo dell’acquedotto che piscia a tutto buco nella fogna…interessa a qualcuno ??

    saluti

    Boschi Arcadio

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