Scritti di impegno incivile. Ugo Cornia al Circolo Ribalta

In una gradevolissima serata al Circolo Ribalta lo scrittore modenese Ugo Cornia, incalzato da Ivano Gorzanelli, ha letto brani del suo ultimo libro: “Scritti di impegno incivile” (Quodlibet Compagnia Extra, Macerata, 2013, 14 euro: vedi). Il libro raccoglie 49 scritti di “impegno incivile”, che in realtà evidenziano una civilissima sensibilità. Innanzitutto quella di non assuefarsi a quelle assurdità che solo per il fatto di essere oggi propinate quotidianamente, spesso proprio da chi dovrebbe costituire l’élite del paese, corrono il rischio di diventare indistinto senso comune. La forza di questi brevi scritti è proprio quella di prendere sul serio pezzi del discorso quotidiano, ad esempio politico, e di sezionarli e guardarli al microscopio, con una sorta di scientifico e straniante distacco. L’effetto ironico è assicurato. Ma anche lo stimolo alla crescita della civica sensibilità.

Ivano Gorzanelli (a sinistra) con lo scrittore modenese Ugo Cornia, presso il Circolo Ribalta a Vignola (foto del 3 luglio 2013)

Ivano Gorzanelli (a sinistra) con lo scrittore modenese Ugo Cornia, presso il Circolo Ribalta a Vignola (foto del 3 luglio 2013)

Tra i brani letti riporto quelli intitolati “Biciclette I” e “Biciclette II” – confesso che nella scelta pesa l’auspicio per un aumento degli utilizzatori del velocipede (vedi)! Il primo è una lettera aperta dello scrittore al primo cittadino Giorgio Pighi, vero e proprio cultore della bicicletta, ed è stata pubblicata sulla Gazzetta di Modena il 3 marzo 2011 (vedi) a seguito di alcuni episodi che avevano visto ciclisti multati perché andavano in senso contrario al senso di marcia stradale. Il secondo è una replica alla risposta del sindaco Pighi.

Ivano Gorzanelli (a sinistra) e lo scrittore modenese Ugo Cornia presso il Circolo Ribalta (foto del 3 luglio 2013)

Ivano Gorzanelli (a sinistra) e lo scrittore modenese Ugo Cornia presso il Circolo Ribalta (foto del 3 luglio 2013)

Biciclette I

Carissimo e Gentile Signor Sindaco
io che la conosco come un ostinato e maniacale utente della bicicletta, da parimenti ostinato e maniacale utente della bici quale sono vorrei dirle questo: l’altro giorno inizio a sentire strane notizie su ciclisti che vengono multati per aver percorso in senso contrario alcune delle viuzze del centro sulla loro bicicletta; immediatamente atterrisco.
Quanto è vero che se tre volte nella mia vita, per sbaglio e lontano da casa, avendo per caso infilato per dieci centimetri il muso dell’automobile all’interno di un senso vietato, subito mi fermavo e coi sudori freddi facevo dieci centimetri di marcia indietro, vergognandomi moltissimo di questa azione compiuta per errore e senza la minima volontà di praticare un illegalismo, è altrettanto vero che quando passo dal centro in bicicletta e vado prima dal tabaccaio, poi al mercato coperto, poi a lavorare, poi in libreria, poi a rivedermi il Duomo in Piazza Grande, in quel tipico stato di contentezza svagata che ci dà il pedalare a zonzo in bicicletta, ecco, adesso lo confesso, spesso io non lo so neanche se sono in senso giusto oppure in senso contrario.
L’andare in bicicletta ci svuota la testa di tutte le ansie e ci riempie di benessere e pacifiche fantasie. Tante volte mentre mangiavo un kebab su la via Emilia, verso l’una e mezzo, L’ho vista passare pedalando con la stessa faccia spensierata, oppure così mi pareva.
Subito, a sentire di ste multe, avevo pensato: se mi danno una multa in bicicletta questa volta brucio veramente tre bidoni del rusco con la benzina. Ma poi ho pensato: perché essere così negativi.
Facciamo la nostra proposta positiva. Visto che sono stati spesi tanti soldi pubblici per fare andare più gente in bicicletta, si sono fatte tante piste ciclabili, e sono stati soldi spesi bene visto che in bicicletta si sta così bene, prendendo però anche atto che le regole sono regole, e in questo periodo le regole sono così importanti, alla fine di questo lungo elenco quello che volevo dirLe è: perché non facciamo come a Reggio Emilia, che un giorno di due o tre anni fa stavo passeggiando con una mia amica per Reggio Emilia, e a un certo punto vediamo dei cartelli strani e allora andiamo a guardarli e vediamo che i cartelli dicevano che in quella strada il senso unico vale soltanto per le automobili e non per le biciclette. Perché non facciamo così anche a Modena? Tutti i sensi unici del centro aboliti per le biciclette. D’altronde ingombrano poco in larghezza.
Essendo un po’ campanilista, come tutti, se arriva un mio amico di Roma e dice che bello, qua andate tutti in bicicletta, io ci godo; ma se arrivasse un mio amico di Reggio Emilia e un bel momento mi dicesse: ma qua avete ancora i sensi unici per le biciclette? Io ci soffrirei come un cane.
Distinti saluti tra ciclisti

Nella risposta alla lettera aperta di Cornia il sindaco Pighi avanzava dubbi circa la legalità della soluzione adottata a Reggio Emilia. Origina così la replica.

Biciclette II

Carissimo e Gentile Signor Sindaco,
riprendendo la questione del mio campanilismo: non Le dico la gioia che mi dà a informarmi che a Reggio Emilia fanno ordinanze di dubbia legalità. Probabilmente a Reggio Emilia, dopo che si era preso atto che ormai la città era rimasta invischiata nelle oscure trame di una losca torma di delinquenti (i ciclisti che vanno dove gli pare), invece di intraprendere la via difficile, una seria politica di informazione, dissuasione e repressione della devianza (ciclisti in senso contrario), il sindaco cedeva alla forza di questo pugno di violenti sopraffattori e preferiva legalizzare il reato rendendo insicura qualsiasi passeggiata  nel centrocittà. Già mi immagino questi bravacci sulle due ruote che zigzagano incuranti di furgoni e automobili per vicolo Folletto, guardando il sedere delle belle pedone prima di svoltare su viale Garibaldi dove terrorizzeranno i corrieri. Telefonerò al mio amico reggiano per dirgli che lui ormai si è assuefatto, ma sappia che vive in una giungla. (…)

E così via.

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