Caro sindaco, non vorrai trattare da babbei i tuoi cittadini? Ancora sulla vicenda Manfredi

Ribadisco la trasparenza dell’iter sulle nomine e la coerenza delle mie scelte”. E poi anche: “abbiamo deciso di rendere il tutto più limpido”. E pure: “la politica è stata lasciata fuori” – e così via di questo passo. Sono alcune delle affermazioni del sindaco di Vignola, Daria Denti, fatte a difesa del proprio operato nella “vicenda Manfredi” (così su Il Resto del Carlino, 22 giugno 2013, p.22: pdf) – uno degli atti che hanno spinto alle dimissioni il presidente del consiglio comunale, Giancarlo Gasparini (vedi). Tutto bene, dunque? Mai iter fu così limpido? Suvvia. Io non ci sto ad essere trattato da babbeo e vorrei dunque fare pubblicamente qualche domanda al nostro caro sindaco. Vediamo.N_Foto 27gen2013 039
[1] Perché molti cittadini hanno avuto l’impressione che il “bando” emanato dai comuni di Vignola e Spilamberto (in un secondo momento seguiti da Marano e Savignano e dalla Fondazione stessa: vedi), con la raccolta delle candidature (e relativi curricula), fosse in realtà un’operazione di facciata, volto a mascherare il fatto che una decisione era già stata presa in precedenza? Se vogliamo comprendere cosa è successo dobbiamo partire da questo interrogativo. A cui se ne aggiunge subito un altro: davvero è credibile che Valerio Massimo Manfredi (peraltro non residente su questo territorio) abbia presentato la propria candidatura senza aver prima ricevuto assicurazione che sarebbe stato nominato presidente? Ovvero che non sarebbe stato un semplice consigliere – ruolo di scarso rilievo e dunque di scarsissimo appeal per chi gode già di fama e prestigio? Ed infine: ammesso e non concesso che qualcuno abbia “millantato” di poter garantire per un organo non ancora costituito (visto che il presidente è nominato dal Consiglio, composto da 15 membri – al  momento della candidatura non ancora individuati), chi mai poteva dargli una tale assicurazione? Ironia della sorte a sciogliere questo rebus è stato lo stesso Valerio Massimo Manfredi, con la sua prima dichiarazione ufficiale alla stampa, subito dopo esser stato nominato presidente della Fondazione di Vignola, il 9 maggio 2013 (vedi). “Non sono stato io a cercare questo incarico e prima che i sindaci della zona mi contattassero per sollecitare la mia candidatura, ne ero lontano mille miglia” (è quanto Manfredi dice al Resto del Carlino, 10 maggio 2013, p.23: pdf). Dunque Manfredi è stato sollecitato a presentare la propria candidatura “dai sindaci della zona”. Chi sono questi sindaci? Forse il sindaco di Savignano? O quello di Marano? In questa partita entrambi valgono come il due di coppe quando briscola è denari! Inevitabilmente il riferimento è ai sindaci di Vignola (Daria Denti) e Spilamberto (Francesco Lamandini) – con potere di nomina rispettivamente di 3 e 2 consiglieri (su 15) della fondazione.

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[2] Veniamo alle domande. Fossi un cittadino di Vignola che ha seguito puntualmente tutti i capitoli di questa vicenda (vedi alla categoria: Fondazione di Vignola) avrei maturato qualche interrogativo e non mi dispiacerebbe poter porre alcune domande al “primo cittadino” vignolese. Del tipo:

  1. caro sindaco, puoi dichiarare pubblicamente di non aver garantito a Manfredi, prima della sua candidatura al consiglio della Fondazione, direttamente o per interposta persona (leggi Luca Gozzoli, coordinatore di zona del PD), che sarebbe stato nominato presidente? Non è solo questione di come i partecipanti, tra cui Manfredi, abbiano saputo del bando (“Cosa importa come ogni candidato abbia saputo del bando?” – dice il sindaco). Più rilevante è se a qualcuno dei partecipanti è stata data assicurazione preliminare circa la carica che avrebbe ricoperto.
  2. caro sindaco, puoi dichiarare pubblicamente di non aver dato indicazione, direttamente o per interposta persona, ai consiglieri di riferimento (nominati da Vignola o cooptati dal consiglio uscente), affinché Manfredi fosse eletto presidente?
  3. caro sindaco, come dobbiamo intendere la tua dichiarazione “la politica è stata lasciata fuori” dopo aver visto il video di You Dem della partecipazione di Valerio Massimo Manfredi alla giornata di chiusura della campagna elettorale del PD di Modena per le politiche del 25 e 26 febbraio scorso (vedi)? Come facciamo a credere che i “meriti politici” del neo-presidente non abbiano giocato un ruolo di rilievo nella nomina?

E’ chiaro che in questa vicenda non c’è nessun comportamento illecito (al massimo un dubbio sul fatto che il CV di Manfredi fosse, come richiesto dal “bando”, “in formato europeo”: vedi). C’è “solo” una contraddizione tra le dichiarazioni ufficiali (improntate alla trasparenza ed alla limpidezza) e quello che alcune dichiarazioni, tra cui in primis quelle del neo-presidente, fanno intravvedere circa la realtà. Se davvero il sindaco voleva “rendere tutto più limpido” avrebbe dovuto assumersi la responsabilità della scelta, senza aver la pretesa di farla passare per un accadimento dettato dagli eventi. Il sospetto che fosse stato tutto progettato a tavolino è tutt’altro che fugato. Tutto qua. Passi dover subire una scelta di cui non si condividono le ragioni (la contrarietà è qui argomentata: vedi) e le modalità di conduzione. Ma esser trattati da babbei no. Evidentemente alle stesse conclusioni è giunto anche Giancarlo Gasparini, presidente del consiglio comunale e componente del comitato direttivo del PD di Vignola, che ha ritenuto opportuno non chiudere gli occhi di fronte alla vicenda e dimettersi dalla carica, per prendere le distanze da un modo di fare tutt’altro che limpido (vedi).

PS Sulla vicenda sono intervenuti ad oggi con dichiarazioni alla stampa locale anche Daniele Mislei, segretario del PD di Vignola, e Maurizia Rabitti, capogruppo del PD in consiglio comunale. Loro invece gli occhi li tengono ben chiusi – in questa come in altre analoghe vicende (vedi). Una possibile spiegazione? Si chiama “sindrome di Stoccolma”.

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4 Responses to Caro sindaco, non vorrai trattare da babbei i tuoi cittadini? Ancora sulla vicenda Manfredi

  1. Luciano Credi ha detto:

    Se io fossi stato nominato la politica sarebbe entrata, in quanto scrissi nel CV candidato al consiglio municipale per il sindaco eletto nel 2009?

    Non direi proprio in quanto io non avevo rapporti particolari con nessuna segretaria semplicemente all’epoca c’era amicizia con Daria e alcune persone di Vignolanoi, con cui chiacchieravo quindi dato che tutti nel 2009 hanno sentito il bisogno di schierarsi quasi come lotta da compagnia di bar, bar Gioconda contro bar Vescovada… insomma cose vignolesi anni 70… io accettai volentieri di essere candidato…

    Si é vero Nasi é il nome anche dell’unica vittima vignolese di Pratomavore, ma mi sembra una cosa tirata…

    Manfredi ha fatto quella dichiarazione, che io non considero una gaffe, semplicemente per dire ai baroni universitari, guardate non é colpa mia, insomma che se é una perona potente una strongatura critica anche solo da un piccolo gruppo più o meno radical chic dà noia…

    La politica c’entra invece nella misura i cui la Denti ha voluto fare una mise en abime che ha provocato le dimissioni di Gasparini… usando modalità vecchie per farsi dire dai suoi quello che voleva, cioé che per il 2014 bisogna cambiare, quindi lei prende alla lettera e le cose ed ha le mani libere dalla segreteria per fare quello che vuole.

  2. Luciano Credi ha detto:

    Io personalmente sono proprio da stroncare.

  3. Maria Rita Plessi ha detto:

    La pagina web di Unimore:
    http://www.magazine.unimore.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1764
    riporta con una certa evidenza la dichiarazione del rettore riguardo l’unificazione delle 4 Fondazioni bancarie della provincia di Modena, prospettata dal presidente della Provincia e dai sindaci di Modena e di Vignola. Per me è una novità, ma a questo punto non capisco più il perché delle grandi manovre per l’appena costituito Consiglio della Fondazione di Vignola.

  4. Luciano Credi ha detto:

    Io (generazione Denti) personalmente se avessi fatto gli studi a Modena dopo la maturità avrei avuto più possibilità rispetto a Bologna… Unimore localmente é molto potente e forse molto valida, ma nella tradizione delle scienze umane non può competere con Bologna. Ma il potere a Vignola é a Unimore. Io personalmente sarei per l’accentramento di molti laboratori di ricerca universitari della nostra regione, creando legami non solo a livello internazionale fra le diverse Università, ma a anche a livello regionale, cosa che propose come assessore regionale la povera Manzini. Il problema sta nel fatto che quando si analizza un quadro sociale non si deve valutare la società come chiusa in una campana di vetro, i colori ci appaiono uguali, il vetro é trasparente, ma sicuramente manca l’empatia con la gente.

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