Pochi giorni all’elezione del nuovo presidente della Fondazione di Vignola. Emergono ripensamenti?

Lunedì 29 aprile il consiglio uscente della Fondazione di Vignola ha completato, con l’elezione degli ultimi 4 componenti, la formazione del nuovo Consiglio, chiamato a definire gli indirizzi generali dell’ente per il periodo 2013-2017. Nella prossima seduta, programmata per domani, 9 maggio, si procederà alla nomina del nuovo presidente e vicepresidente. E qui il malcontento registrato in città sulla proposta di Valerio Massimo Manfredi potrebbe, forse, riaprire i giochi.

Riflesso della Rocca di Vignola sul lunotto di un'automobile parcheggiata in piazza dei Contrari (foto del 17 febbraio 2013)

Riflesso della Rocca di Vignola sul lunotto di un’automobile parcheggiata in piazza dei Contrari (foto del 17 febbraio 2013)

[1] L’elenco dei 15 componenti il nuovo Consiglio della fondazione è stato pubblicato, ad oggi, solo da un quotidiano locale (Il Resto del Carlino, 1 maggio 2013: pdf). Eccone dunque la composizione completa:

Nomine fatte dal Consiglio uscente della Fondazione (peraltro ampiamente previste: vedi):
Giuseppe Baccolini, manager, già consigliere comunale a Spilamberto (dove era capogruppo DS), consigliere uscente della Fondazione (pdf)
Claudia Baracchi, professore associato di filosofia morale all’Università Milano-Bicocca (vedi)
Massimo Bazzani, medico e presidente del Centro di documentazione “Mezaluna” (vedi)
Elena Salda, imprenditrice, vicepresidente della CMS Spa di Marano, presidente dei Giovani industriali di Modena (vedi)

Nomine fatte dall’Università di Modena e Reggio Emilia:
Cesare Giacobazzi, professore associato di letteratura tedesca (vedi)
Alessandro Stefani, ricercatore in Chirurgia toracica (vedi)
Mauro Zavani, professore ordinario di Economia aziendale, già direttore del Dipartimento di Economia aziendale (vedi)

Nomine fatte dalla Camera di Commercio:
Luigi Scelleri, già ristoratore a Savignano s.P., presidente Confesercenti area di Vignola, consigliere uscente della Fondazione (nel 2009 era stato nominato dai comuni di Savignano e Marano)
Daniele Bartolini, geometra con studio a Pavullo, associato Lapam, presidente della consulta economica dell’Unione Terre di Castelli (vedi)

Nomine fatte dal sindaco del comune di Vignola:
Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore (vedi)
Milena Nasi, biologa, ricercatrice all’Università di Modena e Reggio Emilia, consigliere uscente della Fondazione (pdf)
Giuseppe Pesci, avvocato, consigliere uscente della Fondazione (pdf)

Nomine fatte dal sindaco del comune di Spilamberto:
Barbara Vecchi, psicologa, consigliere uscente della Fondazione (pdf)
Tullio Zini, architetto (pdf)

Nomine fatte dai sindaci dei comuni di Marano e Savignano:
Stefano Camatti, imprenditore e vicepresidente CNA di Vignola (pdf)

Vista della Rocca di Vignola dal parcheggio di via Zenzano (foto del 27 marzo 2010)

Vista della Rocca di Vignola dal parcheggio di via Zenzano (foto del 27 marzo 2010)

[2] Una sola considerazione sulle nomine del nuovo consiglio: nessun rappresentante del mondo del volontariato è stato chiamato a farne parte. Era così, peraltro, anche nel Consiglio uscente. Anche se importanti rappresentanti del mondo del volontariato locale (Federico Donini, presidente AVIS Vignola e presidente della Consulta del Volontariato; Savio Burzacchini, già presidente AVIS Vignola; Stefano Barbieri, presidente Pubblica Assistenza di Vignola) si sono in effetti proposti in questa tornata. Un’ulteriore prova della debolezza del volontariato locale e della sua incapacità di coordinarsi. Comunque, che di 15 componenti di una fondazione che si vorrebbe “risorsa della comunità” non vi sia alcun rappresentante del volontariato locale è davvero singolare. Ci sarebbero, in realtà, buone ragioni per introdurre una modifica dello Statuto al fine di prevedere, magari ampliando il numero dei consiglieri, una rappresentanza specifica del volontariato locale (così come oggi sono previsti rappresentanti dell’Università e della Camera di Commercio, ovvero del mondo imprenditoriale). Ma è facile prevedere che non se ne farà nulla. Prevarranno gli impulsi alla mera conservazione.

La Rocca di Vignola e l'ingresso alla sede della Fondazione da via L.A.Muratori (foto del 17 giugno 2010)

La Rocca di Vignola e l’ingresso alla sede della Fondazione da via L.A.Muratori (foto del 17 giugno 2010)

[3] Chi pensa che la scelta del nuovo presidente della Fondazione nasca da una libera valutazione dei componenti del Consiglio ha una visione ingenua delle cose. In realtà, il ruolo degli enti locali, sebbene indiretto, è determinante (vedi). Ed è così che le espressioni di perplessità raccolte dal sindaco Daria Denti in merito all’ipotesi di nomina alla presidenza di Valerio Massimo Manfredi sta producendo qualche ripensamento. Assai tardivo, in verità. Qualcuno accarezza così l’idea di avanzare, come proposta alternativa, quella di Massimo Bazzani, medico vignolese e presidente del Centro di documentazione “Mezaluna” (dimessosi dalla carica alcuni giorni fa, subito dopo la nomina al Consiglio della Fondazione). I motivi per cui, personalmente, non ritengo affatto convincente la proposta di Manfredi li ho esposti con chiarezza da tempo (vedi). Tra i rappresentanti delle comunità locali in Consiglio vi sono certamente persone di qualità che potrebbero svolgere egregiamente il ruolo di presidente, proseguendo una giusta tradizione di presidenti “locali” per una fondazione “locale”. Fossi un consigliere della Fondazione mi orienterei in tal senso.

Particolare degli affreschi della Sala delle colombe, Rocca di Vignola (foto del 23 settembre 2012)

Particolare degli affreschi della Sala delle colombe, Rocca di Vignola (foto del 23 settembre 2012)

[4] La scelta dei vertici della Fondazione di Vignola è tuttavia solo una parte dell’impegnativo compito del nuovo Consiglio. Gli otto anni di presidenza di Giovanni Zanasi consegnano certamente una fondazione in salute e con modalità operative migliorate, ad esempio in termini di trasparenza (vedi). “A chi arriverà dopo di me lascio una macchina perfettamente funzionante, ben oliata in tutti gli ingranaggi: basterà girare la chiave per avviarla. Poi è fisiologico che la si possa guidare in altre direzioni” – così ha dichiarato il presidente uscente ai giornalisti. Questa metafora evidenzia un’opportunità che sarebbe bene prendere sul serio. Il primo compito del nuovo Consiglio dovrebbe essere infatti quello di ragionare se confermare o meno i “settori rilevanti” di intervento. Nel mezzo di una gravissima crisi economica, in grado di scuotere fortemente anche questo territorio, l’interrogativo se continuare a privilegiare le erogazioni ad “arte, attività e beni culturali” non può essere eluso (vedi). La Fondazione, cioè, potrebbe interrogarsi sull’opportunità di costituirsi come il principale motore per l’innovazione della traiettoria dello sviluppo economico locale (vedi). Prendere sul serio l’opportunità di un cambio di orientamento non significa, certo, aver già deciso che ciò è sia auspicabile che fattibile, ma semplicemente che questa domanda va posta e che una risposta adeguatamente motivata va elaborata. A tal fine, ad esempio, perché non indire un “avviso” alla ricerca di argomenti pro o contro il cambiamento, da presentare sotto forma di relazioni (meglio se elaborate da soggetti collettivi) in appositi meeting pubblici?

Rocca di Vignola da via Posterla (foto del 25 febbraio 2012)

Rocca di Vignola da via Posterla (foto del 25 febbraio 2012)

Un secondo ambito di innovazione è quello della trasparenza e della partecipazione. Trasparenza in merito alle erogazioni effettuate (ci sono evidenti margini di miglioramento, ad esempio rendendo pubblici i progetti presentati, le valutazioni che portano all’erogazione o meno del contributo, le valutazioni a posteriori già oggi effettuate: vedi). E partecipazione, appunto, nel senso di un coinvolgimento meno episodico e meno “acclamatorio” (ma più “argomentativo”) della comunità locale nella formulazione degli indirizzi e nella rendicontazione circa i programmi assunti (vedi). Un’ultima cosa. Sarebbe bene precisare sin da subito il senso del coinvolgimento dell’Università nel consiglio della fondazione: che è quello, primariamente, della messa a disposizione di “intelligenza” altrimenti non disponibile localmente, piuttosto che quella di drenare risorse per i progetti (anche fossero meritevoli progetti di ricerca) dell’Università stessa (vedi). Insomma, il momento presenta qualche rischio, ma anche delle evidenti opportunità. Certo è che affinché queste si concretizzino occorre il massimo sforzo di mobilitazione di “intelligenza”, anche emotiva.

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13 Responses to Pochi giorni all’elezione del nuovo presidente della Fondazione di Vignola. Emergono ripensamenti?

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Fautore della nomina di Massimo Valeri Manfredi,pur senza conoscerlo,per quello che ha fatto nella sua vita,sono certo che,come presidente, verrà scelta una scialba figura amica degli amici.
    Un proverbio recita :”Il pesce puzza dalla testa.” ed e meglio che Vignola continui ad procedere nella continuità, senza avventure pericolose.
    Pazienza,se nel frattempo continuerà il DEGRADO progressivo del Centro Storico e pochi continueranno ad essere i visitatori della ROCCA, e l’Industria dell’Ospitalità non si accrescerà.
    Tanto a chi importa ?

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Lanfranco, ad oggi l’ipotesi più probabile è quella che vede Valerio Massimo Manfredi eletto presidente. Lo sapremo entro domani sera. Nella storia della Fondazione di Vignola l’elezione a presidente di una persona, famosa e prestigiosa, ma non appartenente a questa comunità (Manfredi risiede a Piumazzo), sarebbe un fatto assai singolare. Assieme a questo ci sono altri motivi per cui io non valuto positivamente questa ipotesi. E che ho esposto sin da subito qui:
      https://amarevignola.wordpress.com/2013/04/02/valerio-massimo-manfredi-nuovo-presidente-della-fondazione-di-vignola/
      Faccio fatica a pensare che tra i residenti a Vignola, Spilamberto, Savignano e Marano non vi sia nessuno che assommi nella sua persona una visione innovativa, competenze e capacità di fare, radicamento e conoscenza della realtà sociale, economica ed associativa di questo territorio. Inoltre, vorrei qualcuno che garantisca maggiore autonomia dal partito che da decenni amministra questo territorio. Non è detto, dunque, che debba essere “una scialba figura amica degli amici”. Ma certo dovrebbe essere una figura diversa.

  2. lanfrancoviola2011 ha detto:

    L’eperienza di come vanno le cose nelle nostre città e più in generale in questa regione,mi fanno prevedere quanto ho scritto più sopra.
    Quando nel Medioevo, le famiglie nobile di una città se ne contendevano il Dominio,dopo lunghe guerre e tanti morti,in qualche occasione veniva chiamato un PODESTA’ straniero per risolvere le diatribe.
    Ed eravamo nei secoli bui,ma evidentemente oggi non siamo neppure tornati a quel livello di saggezza.
    Quello che un tempo poteva essere un valore e che tu richiami come come auspicabile,” il radicamento ” sul territorio, negli anni si è trasformato in una delle cause del nostro DECLINO.
    E’ diventato s-partitocrazia-spartizione-familismo-anti-modernismo ed infine corruzione, come leggiamo tutti i giorni.
    In ogni società-associazione-fondazione-categoria economica ecc. oggi c’è bisogno di ricambi drastici di persone e mentalità.
    Un piccolo esempio: il Presidente NAZIONALE della Confesercenti lo è da quasi venti anni.
    Come mai ? Perchè?

  3. ENRICO ZOCCA ha detto:

    Mi sembra proprio molto strano…che una persona come Valerio Massimo non venga auspicata come Presidente. Secondo il mio piccolo punto di vista è proprio la persona giusta, sia per quello che è a livello personale e intellettuale e anche cumunicativo, ma anche per essere totalmente distaccato da quello che può essere il “vivere a Vignola”. Questo forse è proprio quello che farà fare il salto di qualità a questa bellissima cittadina, e che farà si che ci sarà un vero e proprio far nascere occasioni a tutti quelli che HANNO VOGLIA DI FARE il bene di Vignola…. e non che sono parenti o amici di amici.
    Ritengo molto importante questo…Vignola ha tantissimo da poter dare sia a livello umano che culturale….ha delle potenzialità enormi…che potranno far si che il Centro storico ritorni ad essere il Cuore battente come lo era nel medioevo…SEMPER FIDELIS

  4. pierpaolo ha detto:

    (ANSA) – VIGNOLA (MODENA), 9 MAG – Il Consiglio della Fondazione di Vignola ha eletto l’archeologo Valerio Massimo Manfredi presidente per il prossimo quadriennio. Manfredi succede all’avvocato Giovanni Zanasi, presidente della Fondazione di Vignola per due mandati consecutivi.
    Nella seduta di oggi il presidente ha nominato anche il vice presidente della Fondazione che lo affiancherà per tutto il suo mandato, l’avvocato Giuseppe Pesci. I membri del nuovo Comitato di gestione che comprende Valerio Massimo Manfredi (Presidente) e Giuseppe Pesci (Vice Presidente) verranno nominati in occasione del prossimo Consiglio di indirizzo.

  5. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Ho perso la scommessa e ne sono lieto.
    Si vede che qualcosa sta iniziando a cambiare anche a Vignola.
    c’è qualche speranza.

  6. stefano ha detto:

    In pratica il canto del cigno di un PD ( non solo locale, ma anche provinciale ..) che forse nemmeno sospetta che siamo all’ultimo giro di giostra. I Cv espressi dalla Fondazione sono validi. Senza dubbio. Ma l’idea di disporre, spostare, nominare convinti di essere ancora padroni di un territorio è l’orchestra del Titanic che suona. Tra un anno qualcosa manderà loro a dire che un tempo è finito. Per sempre. Tanta gente dovrà trovarsi un lavoro vero.

  7. Luciano Credi ha detto:

    Pesci nella boxe sarebbe stato un peso massimo. Io vagamente me lo ricordo all’oratorio, ero di qualche anno più giovane, poi io ero “l’ala” sinistra di Marco Sirotti (all’oratorio)… prima di tentare approcci di amicizia (quasi ricambiati, in senso politico…), con il mondo Denti. La vignolosità mi dispiace per Viola, é molta compatta, alla ore 8 mi hanno telefonato (speen doctor… di…) per dirmi che l’incontroX (di boxe? ma non voglio scendere nell’interpretazioni, lascio il compito agli italianisti…)… era terminato.

    Sicuramente Manfredi ha numeri.

  8. ENRICO ZOCCA ha detto:

    Si sicuramente ha i numeri….e farà anche bene, ne sono convinto, e una volta tanto si è scelto una persona ritengo per le sue capacità lavorative…e non perchè ha concluso la campagna elettorale a Modena…non credo proprio. Ben venga uno al di fuori di Vignola…almeno le voci che dicono “INCIUCIO” quando si distribuiscono i fondi…finiranno. Auguri al Nuovo Presidente…e vi chiedo la cortesia…lasciamolo lavorare e poi critichiamo. E….caro Viola….le cose stanno cambiando…se il giorno si vede dal mattino…oggi ho visto una bell’alba,e i Feudi piano piano….cadono SEMPER FIDELIS

  9. unicode ha detto:

    Carissimo Andrea, soltanto una piccola riflessione tra i diversi post che hai pubblicato e i commenti che si sono succeduti. Tralascio se alcuni di questi sono abbastanza ripetitivi e[praticamente]a senso unico. Detto senza offesa. In questo frangente sono più interessato a che mi si dica se sono un cittadino di Vignola oppure di Mirandola.In almeno uno dei post precedenti, “rendicontavi” le erogazioni dell’Ente e tra queste anche quelle riferite all’attività di ricerca. Condivido pienamente i dubbi che avanzavi riguardo sia la scelta dei progetti sia i risultati sia se tutto ciò è funzionale al territorio e alle scelte che ha operato. Un brevissimo “giro” nel sito della FCRM, e salvo errori, non mi è parso di leggere erogazioni legate ad attività di ricerca nel campo biomedico della stessa entità che si è avuta a Vignola. E’ abbastanza singolare che la FCRV investa, non poco, in un polo tecnologico[versione ridotta]……..strumento pensato per le piccole imprese[Adani-comunicato 42/2005]…..legate al territorio…………ed eroghi fondi per la ricerca nel campo ……medico. Non sarebbe, e sono d’accordo con te,male se queste scelte(comunque meritorie e positive) si condividessero. Forse non sarebbe male finanziare[sic] una ricerca per conoscere le attività imprenditoriali esistenti nei comuni d’intervento della FCRV. Forse potremmo scoprire che a Vignola esiste un forte insediamento di imprese biomedicali e a Mirandola………….altro.
    un caro saluto

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Unicode. Ho scritto più volte che il senso della presenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia nel Consiglio della fondazione non è quello di facilitare il drenaggio di risorse, l’accesso facilitato ai fondi della fondazione per l’università, ma il portare “intelligenza” su questo territorio. Sino ad oggi non è stato così, se non in piccolissima parte. Risalta allora questo continuo finanziamento di micro-progetti (in genere da 20.000 euro, l’equivalente di una borsa di studio annuale) di ricerca biomedica dell’Unimore. Come se fossimo Mirandola con il suo distretto biomedicale – giustamente aggiungi tu. L’unico modo per uscire da questa imbarazzante situazione è aumentare trasparenza e partecipazione (1) nella definizione delle linee di programma della Fondazione e (2) nella rendicontazione (che non può limitarsi alla pubblicazione del titolo del progetto e dell’importo erogato)! Bisogna iniziare a rilevare cosa è stato “prodotto” sul territorio. Quale impatto.

  10. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Se i giochi sono fatti, ( con mia soddisfazione ) forse è il caso di iniziare ad occuparsi di dove vanno l’Economia a Vignola, a Ferrara e nel mondo secondo informazioni che sono a disposizione di tutti,ma che l’attuale sistema industriale obsoleto ed ingessato,non ha interesse a divulgare,con nostro GRAVE NOCUMENTO.
    A tutti consiglio ancora una volta, la lettura di un libro uscito da poche settimane,dal titolo ” La cultura si mangia.” ( e in futuro darà da mangiare ,aggiungo io ) Edizioni Guanda scritto da 2 giornalisti Bruno Arpaia-Pietro Greco. che io ho iniziato a regalare a chi vuole saperne di più di dove andrà questa nostra società.
    Un Es.L’occupazione nelle 443.000 Industrie Culturali italiane dal 2007 al 2011,in piena crisi, è cresciuta in media dello 0’8 % annuo ed i lavoratori della cultura sono passati dallo 5,3 al 5,6 % dell’intera forza lavoro producendo il 5,4 % del PIL con un Valore Aggiunto per circa 76 Miliardi di €
    Un settore in crescita come l’Export dei prodotti di lusso italiani.
    Chi ne parla ? Nessuno.
    Sarebbero costretti ad andare a casa un mucchio di sindacalisti di grandi fabbriche

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