Questionario online sul PSC: ultimo bluff?

Qui non siamo nella situazione in cui “la montagna ha partorito il topolino”. Di meno. Mi riferisco all’ultima trovata di Andrea Pillon e di Avventura Urbana, l’associazione di professionisti incaricata di organizzare “ascolto strategico e partecipazione” (sic) per il PSC. Per rispondere alle critiche ricevute, anche da questo blog (vedi), sulla scarsa qualità del percorso partecipativo messo in campo, hanno pensato di aggiungere una “toppa” ad un tessuto già mal rammendato. E così hanno proposto un questionario online, a disposizione degli interessati dal 4 al 29 marzo sul sito web dedicato al PSC. 131 i questionari raccolti (compilati anonimamente). Il cui valore, tuttavia, è pari a zero.

Il tavolo della presidenza nell'incontro congiunto delle commissioni consiliari. Da sinistra: Andrea Pillon, Carlo Bruzzi, sindaco di Castelnuovo; Simone Pelloni, consigliere della Lega Nord e presidente della commissione dell'Unione (foto del 3 aprile 2013)

Il tavolo della presidenza nell’incontro congiunto delle commissioni consiliari. Da sinistra: Andrea Pillon; Carlo Bruzzi, sindaco di Castelnuovo; Simone Pelloni, consigliere della Lega Nord e presidente della commissione dell’Unione (foto del 3 aprile 2013)

[1] Lo stesso Andrea Pillon ha riconosciuto, in un momento di onestà intellettuale, in occasione della seduta congiunta delle commissioni consiliari mercoledì 3 aprile, che il “campione” non è un campione statisticamente rappresentativo. Ovvero che non si può presumere che le opinioni espresse dai 131 rispondenti siano rappresentative di quelle dei circa 60mila cittadini adulti dei cinque comuni interessati. Ma se è così, qual è il senso di questa operazione? Nullo. Infatti i dati ottenuti dal questionario, elaborati e presentati sotto forma di grafici e tabelle (con cui sono stati martoriati per ben 40 minuti i partecipanti all’incontro del 3 aprile) non possono dire nulla di significativo circa gli orientamenti dei cittadini dell’Unione circa i temi proposti. Riflettono invece solo l’opinione di 131 cittadini. Se avessimo intervistato 131 cittadini diversi avremmo ottenuto, probabilmente, risultati significativamente diversi. Quali elucubrazioni possono essere fatte, dunque su questi dati? Nessuna, se si vuole dire qualcosa di sensato e significativo. Bene. Adesso, a posteriori, è stato detto (sottovoce). E qui lo ribadiamo, alzando un po’ il tono, in modo da essere chiaramente uditi: operazione perfettamente inutile. O meglio: utile solo per dire “abbiamo fatto anche questa”! Anche se poi, appunto, questa ennesima azione del percorso di “ascolto strategico e partecipazione” è priva di valore. Neppure i dati possono essere presentati come l’opinione di un particolare sottoinsieme di cittadini o di stakeholder, visto che i partecipanti all’indagine risultano essere assolutamente eterogenei, ovvero incoerenti rispetto a questa seconda (eventualmente sensata) impostazione. Certo, ciò che colpisce, in questo caso, non sono i costi dell’operazione (il questionario online ha costi praticamente nulli, se non il tempo per la stesura del questionario e l’elaborazione dei dati), anche se l’intero percorso di “ascolto strategico e partecipazione” ha visto una spesa spropositata (84.700 euro! – meriterebbe una segnalazione alla Corte dei conti) (vedi). Colpisce invece l’assoluta incompetenza che ha portato ad aggiungere (facendo perdere tempo a 131 persone) un’azione assolutamente inutile, in quanto con risultati assolutamente inutilizzabili. Utile, certo, se invece l’obiettivo è quello del marketing politico (vedi). Ma sono pratiche, queste, di cui ci vorremmo sbarazzare definitivamente. Segno di debolezza degli amministratori. Di tradimento delle cosiddette élites.

Rappresentazione grafica delle risposte ad una delle domande del questionario online. Indipendentemente dal gradimento o meno che ciascuno di noi può avere per questi risultati, questi dati non dicono nulla di significativo (foto del 3 aprile 2013)

Rappresentazione grafica delle risposte ad una delle domande del questionario online. Indipendentemente dal gradimento o meno che ciascuno di noi può avere per questi risultati, questi dati non dicono nulla di significativo (foto del 3 aprile 2013)

[2] Qui il testo sul questionario online nel comunicato stampa dell’Unione Terre di Castelli del 4 aprile: “Le posizioni e le proposte presentate dai cittadini, verificate e discusse con le rappresentante locali, sono state poi sintetizzate e raccolte all’interno di un questionario. Quest’ultimo, incentrato sui temi più rilevanti emersi nel corso del processo di ascolto, è stato pubblicato il 4 marzo e ritirato il 29 marzo. Il questionario comprendeva 17 domande suddivise in cinque aree di interesse: crescita e residenza; sviluppo economico; mobilità; servizi sociali e culturali e ambiente. Hanno risposto al questionario 131 persone.
[3] Come sa chiunque abbia dato almeno un esame di statistica o di metodologia della ricerca sociale un campione rappresentativo (con adeguato intervallo di fiducia) lo si ottiene  con almeno 350-400 persone a condizione di selezionarle in modo tale da riprodurre in piccolo le principali caratteristiche socio-anagrafiche dell’universo (concetto statistico), nel caso specifico: della totalità dei residenti adulti dell’Unione (ovvero stessa proporzione di maschi-femmine, di classi d’età, status occupazionale, professione, ecc.).

Rappresentazione grafica delle risposte ad una delle domande del questionario online (foto del 3 aprile 2013)

Rappresentazione grafica delle risposte ad una delle domande del questionario online (foto del 3 aprile 2013)

[4] Non è dunque questione di “aggiungere pezzi” ad un percorso metodologicamente inconsistente e pertanto necessariamente inconcludente come quello messo in campo dalla coppia Pillon-Bruzzi (vedi). L’aggiunta del questionario online non cambia di una virgola la bassissima qualità del percorso di “ascolto strategico e partecipazione” (vedi). Semplicemente rende ancora più evidente l’impostazione da “venditori di fumo” che, più o meno consapevolmente (su questo il dubbio è concesso), è stata adottata.

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