Parco della piscina/2. Una replica di Stefano Corazza

Un post del 25 marzo scorso, dedicato al parco del centro nuoto – “un parco pubblico chiuso al pubblico” (vedi) – e scritto da Stefano Corazza, ha ottenuto numerosi commenti con rimostranze e critiche. Qui dunque un secondo post, con repliche, precisazioni, approfondimenti.

La cancellata di ingresso all'area verde/piscina scoperta (foto del 24 marzo 2013)

La cancellata di ingresso all’area verde/piscina scoperta (foto del 24 marzo 2013)

[1] Che storia! Un alieno, un marziano astioso, malintenzionato  e bugiardo atterra con la sua astronave CORAZZAta sul Polivalente e Polivirtuoso pianeta Olimpia. Ha un esercito travestito da bambini  “armati” di palle da basket. Nessuno però si  lascia ingannare e le sue cattive intenzioni sono subito smascherate dagli abitanti di quelle terre. Al suo annientamento provvede un prode locale che fa esplodere la sua verde testa biliosa dentro il casco-sfera di vetro di cui è provvisto diffondendo versi di una canzone vernacolare adattati per l’occasione. Una trama interessante e divertente,  anche se non originale vista la palese citazione dell’ottimo film di Tim Burton, Mars Attack!, in cui gli invasori marziani vengono distrutti con l’arma della musica folk (country and western). Una favola appunto.
E’ facile dire alieno a qualcuno per dichiararlo estraneo alla storia e ai luoghi quindi inattendibile. Alieno lo sono solo nel senso di non essere “nativo” di questa città, ma in questa  vicenda e sui  luoghi di cui parlo ho storia e conoscenza. Non solo per il fatto che da oltre dieci anni vivo di fronte al Parco della Piscina, ma anche  perché ho formazione e professionalità specifiche sugli argomenti di cui tratto (non mi “vanto di tutelare” nessun “percorso natura”,  fantasioso sig. Adani). Una esperienza personale e comune che penso possa essere considerata equipollente a quella di altre comuni e personali esperienze da altri proposte.  Inoltre,  e lo dimostrerò in seguito, le informazioni che fornisco sono attinte a prezzo di fatica e tempo da fonti ufficiali. Fa un po’ specie che un ex-sindaco utilizzi argomenti (?) così pregiudizialmente discriminatori per affermare la sua “verità”.
La patente di “astioso”, vacuamente e pregiudizialmente polemico,  mi viene attribuita con toni più o meno garbati da tutti i post. Negli anni tra il 2006 ed oggi ho effettivamente presentato in  due casi “esposti” su questioni diverse  relative a specifiche opere condotte nel Parco  e modalità di gestione (emissioni sonore) nello stesso. In ambedue i casi, sintetizzo al massimo, con argomenti fondati che hanno trovato poi riscontro nei fatti successivi. Tanto è bastato tuttavia per individuare atti ostili di un “nemico” contro il quale compattare uno schieramento “Olimpico” ed a cui negare qualsiasi attendibilità.
In questa costruzione è persino ovvio che il nemico alieno dica il “falso” (Covili) o “astiose inesattezze” (Migliori)  o cose “diffamatorie” (in tribunale! clarkkent) “non veritiere” (graziosamente, Adani) o nel migliore dei casi “vacue”(istruttore). Ringrazio la Sig.ra Migliori che mi gratifica almeno della verità dei fatti di Sabato 23 marzo da me narrati e per i quali mi porge scuse che non ho difficoltà di accettare. Mi spiace invece che ritenga di dovermi fare lezione di bon ton civile elencandomi altre possibili modalità di interlocuzione  quando (ma forse non ne è al corrente o non ricorda) in altri tempi e per altre questioni, richieste ripetute formulate civilmente proprio in quei modi sono state del tutto ignorate al punto da costringermi ad utilizzare, come detto sopra, la modalità dell’esposto. E poi non è forse il blog una  sede civile e trasparente per discutere di questioni che riguardano molti soggetti diversi di una comunità?
Quali sarebbero dunque le mie falsità?

L'area del Centro nuoto di Vignola, con relativo parco, vista su Google Maps.

L’area del Centro nuoto di Vignola, con relativo parco, vista su Google Maps.

[2] Ho scritto: “2,5 milioni di euro (!) in 5 anni sono stati assegnati dal Comune alla Polivalente Olimpia, che gestisce il Centro, per migliorie e riqualificazione“. Diversi interventi addebitano a questa  affermazione  l’essere falsa o non veritiera (Sig. Adani)”; la sigra Migliori parla invece di “inesattezza” (“magari”, dice) riferendo cifre diverse e inferiori e diversa destinazione.  L’accordo tra il Comune e il “Circolo Polivalente Olimpia” è stato sottoscritto in data 11 Luglio 2006 (la Delibera di Giunta n.119 che approvava lo schema di accordo era del 27  Giugno precedente). Il progetto per “Lavori di miglioramento funzionale, rifacimento degli impianti tecnologici e parziale adeguamento normativo del Centro Nuoto…..” dell’importo complessivo di € 2.211.000  (non 2,5 Milioni!!!)  la cui esecuzione era affidata al CPO è stato approvato in data 4 Agosto 2006 (Det.Dir n.457). Tranne l’impreciso ammontare complessivo che ho citato a memoria, (mi scuso dell’errore, ma anche la sig.ra Migliori cita cifre a memoria) cosa c’è in quanto ho scritto di falso o non veritiero?  Migliorie e riqualificazione non è una sintesi adeguata del titolo originale dell’intervento?  Lo è di più “manutenzione straordinaria” (Migliori)?  Mah? Se poi, successivamente, l’importo dei lavori sia stato ridotto per un qualsiasi motivo non ho al momento elementi per dubitarne e quindi accetto le specifiche fornite dalla sig.ra Migliori
[3] Per quanto riguarda la “Pista da Jogging” ho parlato  di una opera costata “circa” 250.000 € citando a memoria (come fanno il sig. Adani e la stessa sig.ra Migliori che mi corregge su questo punto); se l’importo finale maggiore (285.000€) era relativo anche ad altra opera non si modifica in modo sostanziale il senso del mio discorso. E le mie presunte falsità possono tranquillamente essere valutate come parziali inesattezze dovute al fatto di richiamare a memoria?  Dice la Sig.ra Migliori in proposito: “… ma sto andando a memoria e potrei anche sbagliarmi …” senza  che questo debba,  presume, inficiare il suo argomentare.
Ho scritto “ingenti risorse sono state investite nel Parco”. 2,5 milioni sono “ingenti” e  1,25 milioni non lo sono? Faccio ragionieristicamente osservare  al Sig Adani che solo tale cifra (chissà se ce ne sono altre, confesso che non ho spulciato tutti i bilanci né del Comune né della Polivalente) divisa per cinque anni, fa 250mila euro all’anno che è più di quanto (dice lui) venga erogato annualmente per “le Dogali”.

L'area del Centro nuoto di Vignola. Alle spalle il complesso residenziale che ha sostituito il "Mulino Marmi" (foto del 21 marzo 2009)

L’area del Centro nuoto di Vignola. Alle spalle il complesso residenziale che ha sostituito il “Mulino Marmi” (foto del 21 marzo 2009)

[4] Ribadisco infine che sono  la mia esperienza concreta e diretta, vissuta soprattutto negli anni fra il 2006 e il 2010 (che ho già succintamente riferito)  e la mia percezione fino ad oggi che mi hanno portato a descrivere il Parco come “chiuso” o inaccessibile per buona parte di questo periodo.   In questo e solo in questo per il passato e per lo specifico episodio nel presente ho chiesto se le “clausole del contratto” sul parco (sig.ra Migliori) si dovessero ritenere rispettate.  Mi fa d’altronde piacere sentire le diverse esperienze di altre persone in proposito. Rilevo tuttavia che mi paiono relative a tempi più recenti di quelli sopra citati sui quali posso appunto mettere in campo solo osservazioni più casuali (dalle mie finestre, tuttavia,  posso vedere tutto il Parco) e discontinue che negli anni precedenti. Mio figlio è cresciuto e il raggio di azione delle nostre passeggiate si è allargato…
Come sarebbe bello che  questa discussione potesse giovarsi di informazioni trasparenti  e agevolmente accessibili (non solo attraverso temporalmente dispendiose procedure di accesso agli atti) riguardanti sia gli aspetti finanziari  che i risultati di gestione sia di fonte Olimpia (tra le tante tipologie di attività che compaiono nel suo sito web la gestione del Parco non è menzionata) che di fonte Comunale.
Ma voglio tornare al punto di partenza che mi ha spinto a scrivere l’articolo su questo blog.
[5] Il Parco della Piscina , su cui sono state e saranno  impiegate ingenti risorse pubbliche,  è un Parco poco frequentato in quanto tale senza cioè parlare della frequentazione legata ad altre attività che vi vengono periodicamente (cinema, café, feste, manifestazioni sportive, etc.) svolte. Anche coloro che dicono attualmente di frequentarlo lo fanno in gran parte collateralmente ad altre attività del centro nuoto.  E ciò pare francamente stupefacente visto che si trova in prossimità al centro storico che non solo è ancora (pur con i noti problemi) sede di funzioni abitative, ma anche il principale luogo di attrazione dei visitatori della città. Ho diversi motivi per credere  che ciò sia dovuto oltre al fatto che il Parco sia stato, diciamo così, accessibile in modo molto discontinuo in passato , che l’informazione sulla sua presenza, compreso un cartello dedicato sui varchi di accesso, non sia adeguata, che infine occorra pensare ad attrezzature di minima per renderlo più accogliente  (qualche panchina in più in prossimità dei giochi bimbi,  qualche semplice attrezzo ginnico)  e venga promosso proprio come spazio liberamente accessibile per il gioco, il riposo, il relax, l’attività fisica, l’ascolto e la contemplazione della natura, etc.
Diceva il verso di una canzone recitativo di Jannacci: “Per andare in Kenia bisogna sapere dov’è!Parafrasando:  per andare al Parco Pubblico bisogna sapere che c’è! E se neppure un cartello dedicato ce ne dà notizia allora perché stupirsi se i giochi per bambini di Villa Trenti, a dieci metri da una strada inquinata e rumorosa, sono più frequentati di quelli del Parco della Piscina? Forse perché quel piccolo Parco è permanentemente accessibile e perché vicino ai giochi c’è anche qualche panchina per le mamme che sorvegliano i bimbi?
E perché mai nei pressi della trafficata  rotonda della stazione ferroviaria invecchiano  da anni (oggi anche dietro una recinzione) attrezzature ginniche (una cyclette, delle parallele , etc) mai utilizzate da alcuno e non ve ne sono nel Parco della Piscina dove l’attività fisica risulterebbe certamente più salutare.
Ogni considerazione che ho fatto e sto per fare, preciso anche se mi pare del tutto chiaro,  è sullo specifico tema del Parco Pubblico Comunale e non riguarda la gestione del Centro Nuoto e delle sue strutture che per quanto ne so soddisfa moltissimi cittadini di Vignola e non.  Mi piacciono anche, se condotte nel dovuto rispetto dei diritti dei cittadini che vi vivono all’intorno, i café concerto e i cinema all’aperto che portano nel Parco giovani, bambini e famiglie e ovviamente fanno quel “bisinisso” (chissà se Tavoni rimane perplesso o risolve almeno uno dei sui amletici interrogativi?) che giova a chi vi lavora e che è perfettamente accettabile quando compatibile con lo spazio che viene utilizzato.

Un segmento del parco del Centro nuoto (con bici in mezzo al prato) visto da via Portello (foto del 6 novembre 2010)

Un segmento del parco del Centro nuoto (con bici in mezzo al prato) visto da via Portello (foto del 6 novembre 2010)

E’ proprio perché la Convenzione riconosce l’utilizzo “produttivo” del Parco che gli interventi sulle strutture rivendicati da diversi post sono in parte dovuti per legge (sotto i giochi per bambini deve esserci pavimentazione antitrauma) o dovuti  dal gestore in virtù degli stessi obblighi convenzionali. Altri interventi come “i campi da gioco su sabbia” fanno parte di iniziative imprenditoriali ritenute di maggiore attrazione per il pubblico che ne godrà  a pagamento (i frequentatori della piscina estiva ).
Il Comune di Vignola e la Polivalente,  in virtù dei loro accordi e con le modalità ivi stabilite,  sono solidalmente responsabili nei confronti dei cittadini per come viene gestito e curato il Parco Pubblico ecco perché quelli che seguono sono per me cittadino argomenti rilevanti.
Il Comune di Vignola risulta uno della dozzina di Comuni italiani che aderiscono a ICLEI (Governi Locali per la sostenibilità: vedi) organizzazione da cui è stata lanciata una intensa campagna per l’azione locale per la Biodiversità (LAB).  Mentre molte città  di questa associazione mondiale fanno rete con le loro iniziative locali, a giudicare dalle attività e dai progetti in essere, al Comune di Vignola i principi di questa campagna non sono  neppure conosciuti. Il consenso ottenuto dallo scoiattolo non ha permesso di leggere il fatto, che ho solo suggerito, che l’eliminazione della vegetazione spontanea  in una piccola area “sotto il bastione” sul lato Est, un tempo tra l’altro recintata, sia stata  un’azione che ha impoverito e non arricchito il Parco di Biodiversità. La presenza di piccole aree “wildlife” (dedicate alla vita selvatica: piante e animali) nei Parchi Urbani è proprio una delle risposte che il programma LAB individua come auspicabili per favorire la biodiversità, arricchire i servizi da essa generati e i benefici che la sua “esperienza” porta alle persone (tutti si dicono edificati dallo scoiattolo!). Cito un esempio  contrario molto vicino a noi. Nei Giardini Margherita di Bologna esiste da almeno 15 anni una piccola oasi (con stagno) del WWF ampiamente usata come aula didattica dai bambini delle scuole per l’esperienza della vita selvatica.
Perché non pensare anche per questo Parco  l’uso di un piccolo spazio (attrezzandolo  anche solo temporaneamente) come “aula all’aperto” in cui le scuole di diverso ordine e grado possano tenere lezioni su temi:  territorio, ambiente, verde pubblico, biodiversità  ma anche letteratura,  fotografia  etc. legati e ispirati in quello spazio?
Altro si potrebbe dire sulla gestione della vegetazione come ad es. sui diversi alberi del Parco eliminati nel corso degli anni e mai sostituiti. Si badi bene non solo per il loro valore naturalistico, ma anche paesaggistico (si tratta di un’area sottoposta a vincolo) e artistico: il Parco e il Centro nuoto (che il Sig. Adani demolirebbe) sono  il frutto di un progetto dell’Arch. Cesare Leonardi  di Modena apprezzato e pubblicato in numerose riviste (vedi).
Siamo sicuri poi che le gare di ciclocross  (sole o nel contesto di un triathlon) di cui si va  così orgogliosi siano il modo giusto per usare i prati di un Parco fortemente strutturato e costruito come quello della Piscina? I solchi delle ruote permangono  per mesi (anni?)  e costringono a spese per il loro restauro. Chiunque può facilmente osservare anche dall’esterno i segni lasciati dall’ultima gara di ciclocross  (effettuata in Autunno, mi pare) sotto il bagolaro nell’angolo Nord est del Parco.
Vogliamo poi valutare  il valore aggiunto di una pista da jogging costruita  come un nastro continuo esattamente dove era presente un camminamento all’incirca della stessa larghezza realizzato in lastre di cemento? Su quello ci ho camminato sopra per anni senza dolermene e senza inciampare!
E l’illuminazione della pista. Si dice serva ai camminatori notturni. Quanti? Possibile che non se ne veda no che rarissimamente nonostante i lumen dispiegati? E poi le luci sono accese ben oltre gli orari di chiusura. E’ per la sicurezza dicono. Ma allora non basterebbero due riflettori ad illuminare le strutture? E una telecamera?  E poi “paga l’Olimpia”! E’ dovuto, lo dice la Convenzione  che però assegna anche al gestore  l’obbligo di: “- attivare forme di gestione idonee al contenimento dei consumi energetici”!
Considerazioni speciose, si dirà da parte di qualcuno! Ma su questi e altri aspetti è evidente la mancanza di una guida e un indirizzo da parte dell’istituzione comunale al gestore nel nome dell’interesse generale.
E poi… lascia stare il Polivalente! Chi tocca muore!

Stefano Corazza

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5 Responses to Parco della piscina/2. Una replica di Stefano Corazza

  1. Silvia Covili ha detto:

    …CHE AMAREZZA!…FORTUNATAMENTE C’E’ TANTA GENTE CHE -CONOSCENDOCI- CI SOSTIENE… STIA SERENO SIG. CORAZZA: CHI TOCCA L’OLIMPIA VIVE, FORSE, MEGLIO DI LEI!

  2. antonio tavoni ha detto:

    Stefano, tu metti insieme tante cose e si rischia di affogare il bimbo nell’acqua. E’ evidente che c’è un rapporto critico tra te e l’Olimpia, e questo, come ho avuto occasione di dire stamattina anche ad Andrea, finisce per uccidere ogni discussione. Tranquillo, direi la stessa cosa se l’Olimpia scrivesse un post su di te. Quindi su questa strada non proseguo.

    Dove vorrei proseguire invece è il discorso dell’utilizzo, della percezione e dell’organizzazione delle aree “verdi” in prossimità del centro. Allargando lo sguardo includerei oltre la piscina tutta l’area al di là del canale di marano, dove parte il percorso sole, e l’area a valle del ponte dove inizia il percorso natura.
    Sono aree poco “percepite” e sotto utilizzate? Probabilmente sì, ma perchè?

    Credo che le questioni siano due. Da un lato il fatto che una fascia sia condizionata dal costante mutare del corso del fiume, e che pertanto sia in parte da non toccare, in parte necessiti di continui e per forza di cose temporanei aggiustamenti (vedi il tragitto del percorso sole, appunto). Dall’altro, anche dove il fiume neppure si vede, permane la percezione di marginalità di queste aree, di confine naturale e umano, dove non c’è niente, la sera è buio, non c’è nessuno, ecc ecc.

    Questo è lo stesso identico discorso che vale per il parcheggio di via Zenzano, enorme, gratuito, a un mezzo niente dal centro che più centro di Vignola non si può… e che rimane sempre per lo più se non vuoto quasi!

    La specializzazione “sportiva” ha permesso sicuramente all’area del centro nuoto e limitrofi una frequentazione ed un utilizzo che diversamente non credo ci sarebbero stati.
    Allo stesso tempo non necessariamente questa “specializzazione” è percepita da tutti, per esempio da quelli che non nuotano, non fanno jogging o bicicletta off road. Però attenzione, questo non vuole dire che queste aree non siano pubbliche, aperte e disponibili a tutti i cittadini. Lascio ad un’altra discussione il discorso del passare il sabato dall’ingresso del centro nuoto per accedere al parco.

    Allora credo che il punto sia come fare sì che queste aree siano sempre più utilizzate, in particolare da una frequentazione più allargata, bambini che giocano, genitori, ragazzi che studiano, morosi, anziani, gente che passeggia, legge un libro, fa una pennichella, come sarebbe un classico parco “urbano”.

    In questo senso penso che proprio il centro nuoto abbia un merito. Quello di aver allargato lo spettro delle sue attività per esempio con i concerti dello Stone Cafe, che tra l’altro portano spesso a Vignola cose che altrimenti nessuno porterebbe e sono una risorsa per tutta la comunità (anche per chi non è direttamente interessato, come lo sport è un risorsa anche per chi non lo pratica). E poi con le attività estive, l’apertura serale, il cinema all’aperto e così via.
    Parentesi sull’apertura serale estiva , la sua qualità e la sua accessibilità, credo che anche tu Stefano non possa che definirle ampiamente migliorate rispetto ai primi esperimenti di una quindicina di anni fa che anche tu ricorderai…

    Poi chiaramente il discorso non si esaurirebbe qua. Ma attenzione perchè la corda ha bisogno dei due capi per fare il nodo. Ben vengano proposte di grande respiro, progetti di valore, ma d’altro canto bisogna lavorare su una percezione di marginalità e di scarso appeal di queste aree che rischia di prescindere spesso dal loro contenuto. E tutti noi sappiamo quanto è attraente un parcheggio gratuito!

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Se guardiamo al tema sollevato da Stefano al di là dei “botta e risposta” e degli eccessi polemici, ci sono due elementi che meritano di essere evidenziati. E che potrebbero essere utilmente trattenuti dal Circolo Polivalente Olimpia, in quanto gestore dell’area, e dall’amministrazione comunale, in quanto committente del servizio. (1) Il primo elemento riguarda la percezione pubblica. Anch’io, come Stefano, ho l’impressione che molti cittadini vignolesi non siano a conoscenza del fatto che il parco del centro nuoto è un parco pubblico e che dunque può essere fruito come qualsiasi altro parco pubblico cittadino. E’ un’impressione, lo ribadisco. Ma varrebbe la pena verificare se quest’impressione riflette la realtà. Antonio sviluppa questo tema provando a mettere a fuoco quei fattori che ostacolano una corretta percezione ed una più ampia fruizione. Mi sembra in ogni caso che ci sia spazio per migliorare. (2) Il secondo elemento riguarda l’impegno informativo che deve essere assunto da ogni gestore di servizi pubblici. Si tratti di amministrazione comunale, di azienda pubblica di servizi, di privato o realtà associativa che gestisce un servizio pubblico, bisognerebbe vedere un impegno ad informare gli utenti sull’attività, le performances nell’offerta di servizi, il rispetto di “standard” di qualità. E’ assai raro che questo accada, però. Io mi ci confronto quotidianamente con il servizio ferroviario regionale. Ma la cosa non cambia per gli asili nido (comunali o dati in gestione, come il Barbapapà); per i centri estivi (affidati a parrocchie od associazioni); il servizio idrico (HERA); le scuole; ecc. Ed anche per il centro nuoto e l’annesso “parco pubblico”. Perché non rendere facilmente accessibile all’utente i dati di attività e gli indicatori di qualità? In questo paese l’utente di servizi pubblici è tradizionalmente bistrattato (in alcuni casi più che in altri, ovviamente). E c’é invece un gran bisogno di formare una cultura dei diritti degli utenti. Sono anche convinto che rendere più facilmente accessibili questi dati (tra cui anche quelli sui “reclami” e relativa risposta) eliminerebbe qualche spigolosità nei rapporti tra soggetto gestore ed utenti.

  4. Roberto Adani ha detto:

    Sig. Corazza mi sembra che proprio non ci capiamo, c’è una differenza abissale tra il delegare un proprio intervento di manutenzione straordinaria al gestore perché in questo modo si preoccuperà direttamente della convivenza del cantiere con l’attività quotidiana e il dare un contributo alla gestione. Negli altri comuni si danno centinaia di migliaia di euro di contributi per la gestione (es. Dogali) e si fanno interventi sulle strutture per milioni di euro. L’Olimpia non riceve un euro per la gestione. I contributi a cui lei fa riferimento non sono contributi ma semplici deleghe di funzione di stazione appaltante di lavori, che spettano al comune in quanto proprietario. Non sono contributi, lo ribadisco, non sono sul parco (percorso a parte) ma sono sulla messa a norma degli impianti tecnici del centro nuoto! La messa a norma e il rispetto delle normative di legge per un impianto sono precisi obblighi del proprietario che deve dare in gestione una struttura che rispetti la legge e sia in grado di funzionare, mentre spetta al gestore rispettare le norme tipiche di una corretta gestione, Quindi quando lei definisce gli interventi dell’Olimpia come dovuti o motivati da una semplice convenienza gestionale mi sembra si sbagli di grosso. Gli interventi del Polivalente invece si caratterizzano proprio come i tipici interventi di un organizzazione senza fini di lucro e se devo rimproverare qualcosa al Polivalente, è di aver più di una volta rischiato il fallimento per non aver fatto i conti con le entrate guidati principalmente dall’attaccamento al parco e alla struttura. Ci sono stati presidenti del Polivalente che per finanziare gli interventi sul parco hanno dato le proprie garanzie personali in banca rischiando di perdere la propria casa. Un comune non ha bisogno di un gestore suicida, ma far passare gli interventi del Polivalente sull’area verde come speculativi mi sembra un po’ troppo. Detto questo non si preoccupi, non si preoccupi che a criticare l’Olimpia non si muore, bisogna invece avere cura delle associazioni di volontariato che invece quelle sì tutti i giorni rischiano di morire. Mi preme però più complimentarmi con l’intervento del Sig. Tavoni, sono assolutamente d’accordo con le sue considerazioni. L’area del centro nuoto deve la sua fortuna a queste funzioni sportiva e benessere coniugate assieme, ma assume una funzione strategica per la città solo se la si guarda nella sua versione allargata alle aree verdi circostanti, al percorso Sole (lo richiamo così), al progetto di collegamento con ponte ciclabile con l’altra sponda del fiume liberata dal frantoio che potrebbe essere un ulteriore completamento dell’area sportiva. al progetto del parco dei bambini e delle bambine sotto Villa Braglia, con la sua specializzazione di parco agricolo per i bambini e le famiglie. Ma se alziamo lo sguardo vediamo un unico sistema verde, fatto dalle sponde del fiume, dal parco del castello di Spilamberto, dal parco naturale delle Sipe basse e dal parco fluviale di Marano per poi proseguire fino al parco dei Sassi di Roccamalatina. La salute futura dei cittadini Vignolesi non sarà garantita dall’attività agonistica ma dal cammina, corri, pedala e nuota di quel piano regolatore dello sport che i comuni dell’Unione avevano approvato sul finire della legislatura. A proposito del progetto gestionale del centro nuoto, ho già detto che non ho difficoltà a metterci la faccia, ma devo dare i giusti meriti ai giovani, capaci e professionali gestori del Polivalente e all’assessore che ha messo in pratica il progetto, il giusto merito deve essere certamente riconosciuto a Francesco Galli. Per il resto non si preoccupi, non abbatterei l’opera di Leonardi, ma in comune giace un progetto di profonda ristrutturazione redatto da due dei suoi “discepoli”. La prima volta che mi impegnai in politica era il 9 maggio del 1984 era la sera della chiusura della campagna elettorale delle amministrative e in piazza sotto la tettoia del mercato suonava Eugenio Finardi…

    Extraterrestre portami via
    voglio una stella che sia tutta mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio un pianeta su cui ricominciare

    Una notte il suo messaggio fu ricevuto
    ed in un istante é stato trasportato
    senza dolore su un pianeta sconosciuto
    il cielo un po’ più viola del normale
    un po’ più caldo il sole, ma nell’aria un buon sapore
    terra da esplorare, e dopo la terra il mare
    un pianeta intero con cui giocare
    e lentamente la consapevolezza
    mista ad una dolce sicurezza
    “l’universo é la mia fortezza!”

    Ma dopo un po’ di tempo la sua sicurezza
    comincia a dare segni di incertezza
    si sente crescere dentro l’amarezza
    perché adesso che il suo scopo é stato realizzato
    si sente ancora vuoto
    si accorge che in lui niente é cambiato
    che le sue paure non se ne sono andate
    anzi che semmai sono aumentate
    dalla solitudine amplificate
    e adesso passa la vita a cercare
    ancora di comunicare
    con qualcuno che lo possa far tornare, dice:

    “Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro dall’Olimpia mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio tornare per ricominciare!
    Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro dall’Olimpia mia
    extraterrestre non mi abbandonare
    voglio tornare per ricominciare!”

  5. claudia ha detto:

    Vorrei lasciare un piccolo contributo alla discussione come cittadina e in parte fruitrice del centro.
    Personalmente penso che la nostra piscina con il suo parco, sia la più bella della zona. Le attività svolte durante il periodo estivo le ritengo un’ottima soluzione per il coinvolgimento della popolazione ( mi riferisco al cinema all’aperto, alle attività di nuoto e fitness in acqua, peraltro gratuite durante l’orario “pausa” lavoro, concerti allo Stones ) Per quanto riguarda la “zona tennis” devo dire che gli spogliatoi ormai sono veramente molto decadenti , alla sera NON ILLUMINATI all’esterno. Inoltre la difficile possibilità di accesso ai campi come cittadino è spesso difficile perchè occupata dai vari corsi che vengono , peraltro, ben effettuati .
    Il parco è vero che praticamente non è quasi accessibile durante l’intero anno. Rispetto a questo devo dire che purtoppo la presenza di extracomunitari che bivaccano, non la si avverte come sicura.
    Credo anche che nella zona sempre libera, quindi non dentro l’area “piscina”, forse varrebbe la pena attrezzarla anche come piccolo punto ristoro, forse in questo modo potrebbe essere utilizzata da più persone che amano passare un pò di tempo all’aperto. Ricordo che anni fa si vedevano anziani a giocare a carte, ragazzi a giocare a pallone ecc. Oggi questi possibili fruitori sono quasi spariti, in compenso si vedono appunto extracomunitari, che alla popolazione vignolese sembra facciano veramente tanta paura.
    Personalmente penso che più “noi vignolesi” ci chiudiamo in casa più lasciamo spazio a gruppi che possono dare poca sicurezza.
    Purtoppo questo è un tema molto difficile , e per quanto riguarda la mia esperienza, il vignolese “doc” preferisce lamentarsi piuttosto che prendersi il suo spazio nel paese con la propria presenza.
    Molti ricorderanno gli anni in cui il parco della piscina veniva utilizzato come punto da ballo, concerti, mangiare una pizza o semplicemente per bere qualcosa all’aperto e al fresco; in quegli anni venivano da paesi e da città limitrofi ! Oggi purtoppo è spesso semi deserto, benchè ben attrezzato !
    Auguro sia all’amministrazione comunala che alla Polivalente un buon lavoro !
    Claudia

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