Uomini che odiano la terra. Villettopoli sulla collina di Castelvetro, di Roberto Monfredini

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Mercoledì 27 marzo in  consiglio comunale a Castelvetro si è assistito ad accuse reciproche fra maggioranza e minoranza e richiesta di portare gli atti in Procura, con gelo totale dei presenti e degli interessati presenti tra il pubblico, oltre ai giornalisti. Uno dei contendenti, il sindaco Giorgio Montanari, ha affermato che l’aumento di 1.755 mq di Superficie Utile (in aggiunta ai 2.520 mq già previsti) nella lottizzazione “Bersella”, sulla sommità della collina a Nord-Ovest del centro urbano di Castelvetro, frazionata in 21 lotti, è da vedere come una riqualificazione del territorio (sic). Prima vi erano capannoni zootecnici, ora vi sono villette, magari con piscina. Questa è la “riqualificazione”! Queste affermazioni non sono state contraddette dalle minoranze. L’avvallo era totale – maggioranza e opposizione su questo non si sono distinte. Lo scontro verteva invece sulla poco chiara scelta di quasi-raddoppio della Superficie Utile. Ebbene, in quelle porcilaie da riqualificare, io ho passato degli anni che posso dire professionalmente bellissimi.

La lottizzazione "Bersella", oggetto di variante per ottenere un ampliamento della S.U., si colloca nell'area cerchiata di giallo, alla confluenza di via Borgognina e via Cavallotti (da Google Maps)

La lottizzazione “Bersella”, oggetto di variante per ottenere un ampliamento della S.U., si colloca nell’area cerchiata di giallo, alla confluenza di via Borgognina e via Cavalliera (da Google Maps)

La strada è la Bergognina (ed esattamente alla confluenza tra via Bergognina e via Cavalliera). Una zona paesaggisticamente stupenda. Gli allevamenti erano dell’APCA, grande mangimificio cooperativo di Modena, delle coop rosse, quelle vere, con un PR19, mangime per vacche da parmigiano reggiano che era fantastico – a detta di tutti gli allevatori ed i tecnici del settore. Due capannoni erano gestiti dai fratelli Galeotti, con 400 fattrici uniche. Non si arrivava mai a 8 parti/anno. Al massimo erano 5 o 6. Il numero nati era di 5-6, non gli 11-12 degli ibridi. Le razze erano il Fulvo di Borgogna, il Blu di Vienna, il California e gli  incroci relativi. Spesso terminavo la mia giornata di veterinario proprio da loro, per riequilibrare la mente dopo qualche lager di allevamento – e questo mi riconciliava con la professione. A cento metri dai due capannoni vi erano i capannoni dell’APCA, con scrofe e ingrasso, accuditi da Serafini e dalla sua ironia sulla vita. I due allevamenti producevano conigli che venivano consumati nel territorio e macellati dalla CAM, macello cooperativo fallito negli anni ‘90, con buco miliardario e tanti allevatori che ne hanno fatto le spese, con oltre 20 famiglie che si sono viste ipotecare case e beni per molti anni, e maiali per il prosciutto marchiato dal Consorzio. L’impatto sull’ambiente era zero, abitazioni vicine non ve ne erano, il luogo era isolato e bellissimo, adatto all’allevamento per produrre  le famose proteine animali che ora sono tanto in discussione.

Uno dei lotti edificati nella lottizzazione "Bersella", alla confluenza tra via Borgognina e via Cavalliera (foto del 23 agosto 2008)

Uno dei lotti edificati nella lottizzazione “Bersella”, alla confluenza tra via Borgognina e via Cavalliera (foto del 23 agosto 2008)

Ebbene sentire affermare che la “riqualificazione” – occorrerebbe anche sentire il tono – del territorio passa attraverso la creazione di 21 lotti di terreno sul quale si costruiscono ville e piscine, come affermato nella seduta consiliare del 27, in parte già costruite, molte ferme con i lavori da anni, superando quel “degrado” dato da allevamenti sani che producevano le proteine per i nostri bambini, lascia sbigottiti e perplessi.
In pratica, e occorre la pratica spesso per capire, qualche centinaio di tonnellate di carni di coniglio e di maiale a Castelvetro non sono più prodotte, ma questo non toglie che le persone non si cibino più di conigli o maiali! Semplicemente sono stati sostituiti con animali allevati in zone a maggior vocazione zootecnica e che hanno tutelato le proprie ricchezze, anziché ricercare la “valorizzazione” dei volumi con nuova edilizia residenziale.

Uno dei lotti edificati nella lottizzazione "Bersella" sulla collina di Castelvetro (foto del 23 agosto 2008)

Uno dei lotti edificati nella lottizzazione “Bersella” sulla collina di Castelvetro (foto del 23 agosto 2008)

A Modena nel 1990 si producevano 1.500.000 conigli/anno. Ora saranno rimasti all’incirca 100mila. I cittadini continuano a cibarsene, anche se non si tratta più di produzioni modenesi. Arrivano invece da altri luoghi. Spesso da allevamenti in soccida con le aziende mangimistiche.
Chi ha perso è stato il consumatore che ora deve solo fidarsi del Visto Sanitario del veterinario del macello, quando invece prima vi era il controllo a monte del Veterinario dell’associazione (io in quel caso) che spesso doveva allontanare personaggi strani che cercavano di indurre in tentazione gli allevatori.

Cartello di cantiere sul lotto 20 e 21 (foto del 30 marzo 2013)

Cartello di cantiere sul lotto 20 e 21 (foto del 30 marzo 2013)

Quelle 21 famiglie dei 21 lotti riqualificheranno l’ambiente? In che senso? Qual è la riqualificazione? Consiste nel vedere un cancello, una casa chiusa, un cortile recintato da una siepe, una villa con piscina? O era maggiormente qualificante prima, quando passando da un cancello nero che non si apriva e chiudeva mai, salutavi i cani, visitavi gli animali, vedevi qualche gallina francesina che correva o curavi qualche fattrice o provavi da Serafini qualche nuovo mangime per le scrofe o l’ingrasso? La visuale prima era di una collina verde, insieme ad altre colline nelle quale i desiderio era di passeggiare in quei campi. Ora la “riqualificazione” ha sostituito tutto con marciapiedi, cancellate, cortili, asfalto, cemento. La collina è stata mangiata dalle pietre dell’edilizia per le “classi agiate”, ovvero per quella tipologia di persone che possono acquistare una casa di questo tipo. La collina ora è un insieme di gru, casa da finire o terminate, un ammasso di mattoni di tutti i tipi, che saranno in  futuro oggetto di compravendita,  ma che hanno cancellato per sempre quella bellissima gobba di terreno che scendeva a valle. Una brutta pagina è stata scritta nel nostro territorio. E, non contenti, si insiste.

Roberto Monfredini

Uno dei lotti in costruzione nella lottizzazione "Bersella", sulla collina di Castelvetro (foto del 30 marzo 2013)

Uno dei lotti in costruzione nella lottizzazione “Bersella”, sulla collina di Castelvetro (foto del 30 marzo 2013)

PS Nella seduta consiliare del 27 marzo 2013 è stato trattato il punto “Comparto Bersella – Nuovo Piano urbanistico attuativo in variante al PRG ai sensi dell’art.41 comma 2 della L.R. 20/2000 ex art.15 comma 4 della L.R. n.47/1978 e art.3 della L.R. n.46/1988 – Adozione”. Già in passato, formulando osservazioni alla variante al PRG adottata con delibera di C.C. n. 29/2009 integrata con delibera di C.C.n.42/2009, la Provincia di Modena aveva valutato negativamente questo ed altri sviluppi insediativi in area agricola (qui il testo delle osservazioni: pdf). Tra cui proprio la lottizzazione Bersella (esplicitamente citata a pag. 10 e 18), oggetto di variante (n.8) proprio al fine di incrementare la superficie utile. “La Variante consiste nel trasferimento in area denominata “La Bersella” (ambito già residenziale C1 nel vigente PRG) di SU da ambiti di cui alla Variante 2 e 1; è previsto un ulteriore trasferimento di SU anche da lotto B1 posto in via Sinistra Guerro/Via della Valle. La SU di trasferimento consiste in mq 1.350 a cui vengono aggiunti nuovi mq 405 per un totale di mq 1.755; aree pubbliche di cessione al Comune sono mq 1.000. L’ambito rimane a destinazione C1, soggetta a Piano Particolareggiato, senza variazione di dimensioni di area e perimetro.” (p.18) Questa variante contrasta tuttavia con le disposizioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) del 2009. “Tali scelte appaiono in palese contrasto con il PTCP1999 ed anche con il PTCP2009 per cui, in relazione alle nuove urbanizzazioni, al comma 11, “ulteriori aree a destinazione d’uso extragricola” possono essere individuate dagli strumenti di pianificazione comunali “solamente” ove si dimostrino le 2 condizioni di cui alle lett.a) e b) ovvero (a) “l’esistenza e/o il permanere di quote di fabbisogno non altrimenti soddisfacibili”, nonché (b) la “compatibilità delle individuazioni con la tutela delle caratteristiche paesaggistiche generali dei siti interessati”.” (p.5) Contrasta pure con quanto previsto dalla L.R. n.20/2000. “La legge regionale riconosce un rapporto di interazione tra le azioni del campo di competenza della pianificazione ed i sistemi ambientali, insediativi infrastrutturali a rete e della mobilità, determinando così i livelli di qualità urbana, nonché la pressione del sistema insediativo sull’ambiente naturale. Pertanto la pianificazione territoriale e urbanistica deve regolare il consumo consapevole delle risorse naturali, ambientali e della sfera antropica del territorio così come disposto all’articolo 2 che dispone di “prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione.” (pag. 10) Insomma, la lottizzazione “Bersella” si configura come un caso da manuale di come non si deve fare urbanistica! E rientra nella triste categoria di “villettopoli in campagna”.

Uno dei lotti edificati nella lottizzazione "Bersella" (foto del 30 marzo 2013)

Uno dei lotti edificati nella lottizzazione “Bersella” (foto del 30 marzo 2013)

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14 Responses to Uomini che odiano la terra. Villettopoli sulla collina di Castelvetro, di Roberto Monfredini

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Tutto sacrosanto,quanto scritto quì.
    Ma ancora si ipotizza che tali “villette”,prima o poi, verranno vendute e completate,mentre dovrebbe venire il dubbio se queste previsioni siano ancora realistiche.
    Io credo di no.
    E’ finita quell’epoca; in tutta la Regione vi sono migliaia di costruzioni/villette/appartamenti non finiti e che difficilmente lo saranno.
    Ma “loro” continuano a ragionare come se la realtà non li dovesse mai coinvolgere direttamente.
    Ne riparleremo.

  2. Roberto Bergonzini ha detto:

    Caro Roberto,
    ero presente anch’io a quel Consiglio comunale. Una vergogna essere rappresentati da certi personaggi. Sia della maggioranza che dell’opposizione. Un’opposizione che sa dare fiato alle trombe solo per visibilità, ma nei momenti di responsabilità preferisce uscire dalla sala consigliare rifiutando l’espressione del voto. Un modo vilgiacco per dire NO solo a parole, ma non esercitare il diniego per non apparire ostili a chi invece serve l’approvazione. Pavidi e codardi.

    • Bruno Rinaldi ha detto:

      Pavido e codardo caro Bergonzini lo va poi dire ad altri…, evidentemente lei non ha capito nulla, noi siamo usciti poichè abbiamo ritenuto la delibera illegittima, per cui non ne riconosciamo la votabilità…si informi invece di scrivere sciocchezze. Eppure lei dovrebbe avere un osservatorio privilegiato mi risulta….

      • Roberto Bergonzini ha detto:

        Sono abituato a dare etichette utilizzando fatti. E, se permette, sono libero di eprimere la mia opinione, come lei la sua.
        Ho seguito alcuni Consigli Comunali in cui vi erano scelte di un certo tipo (io le definirei importanti, tipo INALCA ed altro, ecc.) da votare. Ho ascoltato anche le vostre argomentazioni e preso atto del vostro atteggiamento nel momento della votazione. Che a lei piaccia o non piaccia, l’idea che mi sono fatto (ma non sono l’unico) è precisamente questa.
        Se le da fastidio, si dia da fare affichè i cittadini se ne facciano un’altra.
        Di più non posso dirle.

    • Bruno Rinaldi ha detto:

      E poi dove c’era l’ex caseificio in via Lunga chi ha costruito?…sa ho la memoria corta…forse a Lei, che è cosi attento, viene in mente…eppure è un crinale pure quello, eppure hanno costruito fino all’ultimo mattone…dai dai Bergonzini, si guardi intorno…

      • lanfrancoviola2011 ha detto:

        Così facendo siamo giunti al momento del contrapasso:l qualcuno ,prima o poi ,dovrà mangiare quei mattoni,al posto dei conigli come punizione.
        Perchè nel frattempo è finita una epoca ed un Millennio ,senza che loro se ne siano accorti.
        Si accettano scommesse.

      • Roberto Bergonzini ha detto:

        @ Bruno Rinaldi

        Questo intervento davvero mi è incomprensibile. Spieghi per bene cosa vuole dire, dica a cosa si sta riferendo, faccia nomi e cognomi e ci delucidi su questa questione che evidentemente dovrebbe riguardami, almeno dal tono un po’ misterioso, quasi intimidatorio. Solo così potrei risponderle. Diversamente mi sembra uno sfogo senza né capo né coda.

  3. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Proprio per il motivo esposto da Roberto Bergonzini,il M5 Stelle,alle ultime elezioni politiche, ha preso tanti voti!

  4. Maurizio Tedeschi ha detto:

    Grazie a Roberto per accende i riflettori su queste brutte storie.
    Siamo stanchi di trovare i luoghi più belli del nostro territorio nascosti da alte siepi.
    Sarebbe ora che i Cittadini frequentassero di più i consigli comunali per guardare in faccia quelli che alzano la mano per approvare questi scempi…
    E non pensiamo che la crisi fermi queste costruzioni. Sono gli appartamenti “popolari” che non hanno mercato; le ville con piscina ce l’hanno eccome.
    Maurizio Tedeschi

  5. dimer marchi ha detto:

    Nei vari interventi non trovo una riflessione più specifica sulla riflessione che Roberto Monfredini fa sull’allevamento e, indirettamente, sulla nostra agricoltura: com’era, com’è, come vorremmo che fosse, specie a fronte del fatto che, a parole, si dice che vorremmo rilanciarla. La passione che Roberto mette nel suo intervento ci dovrebbe portare ad un confronto di merito, insieme agli agricoltori e a chi vorrebbe impegnarsi non solo in modo bucolico. Dimer Marchi.

  6. roberto monfredini ha detto:

    sono d’accordo con Marchi sulla riflessione agricola e zootecnica del nostro territorio , quel 1.500.000 di conigli che mancano come per maiali e altro , sono diventate ville a schiera, per quella sciagurata legge regionale che ha aperto le porte al mattone in campagna,ma i mattoni non si mangiano , e così abbiamo demolito la nostra zootecnia con il mattone , nel caso sopraesposto invece è il connubio maiali e conigli , volume dei capannoni , indici per la moltiplicazione e proliferazione delle villone.

  7. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Al Resto del Carlino il sindaco di Castelvetro, Giorgio Montanari, rilascia la seguente dichiarazione (riportata il 10 aprile 2013, p.15): “Dovessi far partire oggi un intervento edilizio di questo genere, onestamente non lo farei. Ma il piano è partito nel 2001 e gli accordi sui diritti edificatori non si possono cancellare”. E’ già una prima cosa. Poi però l’amministrazione retta dal sindaco Montanari ne aumenta la Superficie Utile da 2.520 a 4.275 mq (+69,6%). Ovvero gli alloggi passano da 21 a 34. Se era criticabile prima, lo è ancora di più ora. Non solo per l’impatto sul paesaggio di questo insediamento “estensivo”. Ma per gli effetti negativi che questo nuovo aggregato residenziale genera sull’ambiente: in termini di reti, servizi, mobilità. Un caso da manuale di sprawl, ovvero di come NON si deve fare urbanistica. Eppure a Castelvetro perseverano. E purtroppo non sono gli unici.

  8. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Un proverbio recita :
    Per un martello, il mondo è fatto di chiodi.”
    Per un amministratore che ha vissuto,tutta la vita da
    “martello delle villette”,il mondo è fatto di aumenti di superficie sempre; a prescindere.
    come a Ferrara.
    Fatevene una ragione.

  9. roberto monfredini ha detto:

    Da un lato si parla di cibo a km zero, e magari (non a castelvetro) si fa una conferenza spendendo 10.000 euro al fine di “sensibilizzare”, parola abusata, l’opinione pubblica, dall’altro si asfalta e copre una collina che aveva come colpa solo quella di essere bella , a produrre qualche coniglio e qualche maiale, spariscono gli animali che lasciano il posto al cemento, e gli animali per le nostra alimentazioni li portiamo sul banco da Treviso o dalla Cina, dall’Ungheria o dall’Olanda. E il terreno asfaltato e coperto? Cosa significa asfaltare una collina? Siamo in un momento tragico per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, si muoverà quella terra fra alcuni anni? E i marciapiedi asfaltati che finiscono in campagna? Chi dovrà pagare? La collettività?
    Se il sindaco afferma che è una riqualificazione, come fa ad affermare che non la rifarebbe? Ha votato contro? Ha espresso pareri e dubbi? Dai verbali non risulta. E se non la rifarebbe perchè ne aumenta la possibilità edificatoria?

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