L’amministrazione adotta un ricco. Philippe Daverio.

T_Daverio_23mar2013 024

Sabato 23 marzo, alle ore 18 presso la Rocca di Vignola, invitato dall’Unione Terre di Castelli, Philippe Daverio ha tenuto una conferenza in occasione della presentazione pubblica del progetto del “museo diffuso” (vedi; per una valutazione critica: vedi). Per oltre un’ora ha somministrato ai presenti chiacchiere di assoluta vacuità. Certo, con la sua capacità affabulatoria, per cui è anche un apprezzatissimo conduttore e personaggio televisivo, ha perorato la causa della tutela e soprattutto della valorizzazione del ricchissimo patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Ma all’interno di questo frame, che oggi tutti dicono di condividere, ha inserito temi ed argomenti assai superficiali. Peraltro senza nessuno specifico riferimento a questo territorio (non che fosse necessario, se almeno la parte generale fosse stata meno banale …). Forse il passaggio che ha colpito di più i presenti è stata l’esortazione, ai cittadini italiani, di adottare uno degli attuali 15 milioni di ricchi presenti al mondo (o di lavorare per giungere ad adottare uno dei 60 milioni di ricchi stimati al mondo tra qualche decennio). Laddove per “ricco” – ha spiegato Daverio – è da intendersi colui che dopo aver soddisfatto i bisogni essenziali ha ancora a disposizione 1 milione di euro all’anno per il superfluo. Un modo esuberante per invitare a promuovere il turismo culturale come occasione di sviluppo di questo paese. E per affermare che la prospettiva per il futuro, anche localmente parlando, dovrebbe stare in questo. D’altro canto non era stato ipotizzato, nel “piano delle strategie” di pochi anni fa, di fare di questo territorio nientepopodimeno che il “parco europeo dell’ospitalità” (vedi)? Comunque, un primo risultato è stato conseguito, proprio lungo la linea suggerita. Se penso al cachet che Philippe Daverio ha certamente preteso per un’ora di chiacchiere leggere, ho come l’impressione che almeno un ricco i vignolesi l’abbiano davvero adottato. Lui.

Daria Denti, sindaco di Vignola e presidente dell'Unione Terre di Castelli, presenta il progetto di "museo diffuso", introducendo la conferenza di Philippe Daverio (foto del 23 marzo 2013)

Daria Denti, sindaco di Vignola e presidente dell’Unione Terre di Castelli, presenta il progetto di “museo diffuso”, introducendo la conferenza di Philippe Daverio (foto del 23 marzo 2013)

Certo, dispiace che tale adozione sia finanziata con soldi della collettività, tra l’altro in un periodo in cui gli amministratori pubblici piangono miseria (si veda l’intervista al sindaco di Spilamberto, nonché assessore al bilancio dell’Unione Terre di Castelli, su Il Resto del Carlino di ieri, 26 marzo 2013, p.15). Insomma un accattivante spot elettorale pagato con i soldi dei cittadini dell’Unione. E’ la politica interpretata come marketing (vedi) – di cui abbiamo amministratori “virtuosi” in questa città. La “conferenza” di Daverio aveva certo l’obiettivo di “dare un contributo” (sic) alla promozione del progetto del “museo diffuso”. Che sino ad ora è consistito in poca cosa (ma ha pure ottenuto un contributo di 9.000 euro da parte della Fondazione di Vignola). Un bando rivolto a scuole e giovani per disegnare il logo. Un corso di formazione che si farà per gli operatori culturali. Un’apertura “straordinaria” dei musei della rete in tutte le domeniche di aprile. Tutte cose positive, per carità. Ma il fatto vero è che la messa in rete dei musei dei comuni dell’Unione Terre di Castelli richiederebbe un vero progetto culturale per questo territorio (vedi). Un progetto vero per i luoghi della cultura (musei o altro). Richiederebbe anche che questi musei, i “nodi” della rete, fossero “nodi” di qualità. Cosa che non è, tranne poche eccezioni: il Museo del Balsamico di Spilamberto (vedi) e il Parco archeologico della Terramara di Montale (vedi). All’interno del network del “museo diffuso” stanno anche musei assurdi come il “museo dell’assurdo” o MUSA (vedi) o altri musei che dopo i primi anni sono divenuti rapidamente obsoleti e che dunque risultano oggi inevitabilmente incapaci di esercitare attrazione, di dire alcunché. Ovvero di “fare cultura”. In questa situazione fa davvero tristezza vedere l’amministrazione locale che si affida ad una guest star per avere un attimo di visibilità, mentre risulta incapace di gestire le routines della produzione e diffusione culturale.

Annunci

One Response to L’amministrazione adotta un ricco. Philippe Daverio.

  1. claudio ha detto:

    che vergogna!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: