Una nuova procedura per la nomina dei consiglieri della Fondazione di Vignola

Segnali di apertura per la Fondazione di Vignola! Per la nomina del prossimo consiglio della fondazione (15 componenti) è stata definita, da alcuni degli enti con potere di nomina (ma non da tutti), una nuova procedura. Appunto “aperta”. Ovvero che offre, ai cittadini che ritengono di avere i titoli, la possibilità di partecipare. Superando così forme chiuse e cooptazione. Hanno scelto questa nuova modalità, che qui su AmareVignola abbiamo chiesto da tempo per le nomine spettanti agli enti locali (vedi), i comuni di Vignola, Spilamberto e Savignano-Marano (nominano, rispettivamente, 3, 2 e 1 consigliere) ed anche il consiglio uscente (a cui spetta la nomina di 4 componenti). Ovviamente di per sé questa procedura non è garanzia di nomine di qualità, anche se ne accresce le chances per via della maggiore trasparenza (e della confrontabilità tra i curricula). Scadenza per presentare domanda è il 15 marzo (Vignola e Spilamberto), il 21 marzo (Savignano e Marano), il 29 marzo (per la domanda presentata direttamente al consiglio della Fondazione) – ovviamente le cose non sono incompatibili: chi vuole può presentare domanda dall’una e dall’altra parte.

La Rocca di Vignola, proprietà della Fondazione di Vignola (foto del 17 agosto 2008)

La Rocca di Vignola, proprietà della Fondazione di Vignola (foto del 17 agosto 2008)

[1] Diamo atto al consiglio della Fondazione ed agli enti locali di esser stati ricettivi rispetto ad una richiesta di apertura e trasparenza nel procedimento di nomina che da un po’ di tempo era stata avanzata da più parti. Non solo su AmareVignola, ma anche in due mozioni della lista di cittadini Vignola Cambia (anche se entrambe bocciate). E da qui questa prospettiva ha costretto partiti (in primo luogo il PD) e amministratori locali a farci i conti. Inutile nascondersi che ha pesato anche la vicenda della nomina di Giuseppe Novembre, segretario dei Giovani Democratici, nel consiglio di amministrazione dell’ASP G.Gasparini, con le accese polemiche che ne sono seguite (vedi). Tanto che anche nel PD della zona sono arrivati a riconoscere (meglio tardi che mai) che proseguire su quella strada sarebbe stato sconveniente, visto il rischio di disgustare un altro pezzo di opinione pubblica locale.

Dettaglio degli affreschi che decorano la Sala dei Leoni e dei Leopardi (foto del 19 giugno 2010)

Dettaglio degli affreschi che decorano la Sala dei Leoni e dei Leopardi, nella Rocca di Vignola (foto del 19 giugno 2010)

[2] Fatto sta che tanto gli enti locali (che nominano 6 componenti su 15), quanto il consiglio uscente (che nomina 4 consiglieri su 15) hanno ritenuto opportuno introdurre significative innovazioni (gli altri 5 componenti su 15 sono nominati da Università di Modena e Reggio Emilia e Camera di Commercio di Modena). Dunque un “avviso” ai cittadini delle quattro comunità interessate (Vignola, Spilamberto, Savignano e Marano) e l’invito agli interessati a sottoporre il curriculum vitae. Il bando, in verità, non dice molto di più. Riafferma i requisiti fissati nello statuto della fondazione (vedi): requisiti di professionalità e di onorabilità (artt. 11, 12 e 13), oltre alle condizioni di incompatibilità (art. 14). In particolare l’art. 12 richiede che “abbiano acquisito conoscenze specialistiche nei settori di intervento della Fondazione, ovvero in settori funzionali o utili per il funzionamento e la vita della stessa, attestate dalla avvenuta iscrizione in albi professionali, dallo svolgimento di attività imprenditoriale o accademica, di insegnamento superiore, di funzioni dirigenziali o direttive in enti pubblici o privati per almeno un biennio;
– ovvero abbiano acquisito significativa e comprovata esperienza e conoscenza del territorio, tale da conferire particolare autorevolezza e garantire l’adeguatezza ai compiti da svolgere, nei settori rilevanti di intervento della Fondazione”. E’ già un primo importante filtro. Ma sappiamo che molto dipende dall’intelligenza con cui viene applicato – per il passato non possiamo dire che le scelte fatte siano state entusiasmanti (vedi). Tant’è che lo statuto stesso è stato aggiornato “al ribasso” per consentire qualche ingresso non proprio titolatissimo.

Allestimento della mostra "Segni", frutto della catalogazione dei graffiti sulle pareti della Rocca (foto del 19 giugno 2010)

Allestimento della mostra “Segni”, frutto della catalogazione dei graffiti sulle pareti della Rocca (foto del 19 giugno 2010)

[3] Il nuovo procedimento è stato adottato sia dagli enti locali, sia dal consiglio uscente della fondazione. Certo, un po’ più di coordinamento non sarebbe stato male. I termini per la presentazione delle domande sono diversi e di questo non c’è ragione (il 15 marzo per Vignola e Spilamberto, il 21 marzo per Savignano e Marano, il 29 marzo per il consiglio uscente della Fondazione). Neppure è chiaro se il grado di pubblicità è lo stesso per tutti gli enti nominanti: gli enti locali annunciano la pubblicazione di tutti i CV pervenuti (“al fine di garantire la più ampia trasparenza, dal  giorno successivo alla scadenza di presentazione delle candidature, tutti i curricula pervenuti alle Amministrazioni saranno pubblicati sui siti istituzionali”), la Fondazione non dice niente in merito. Si tratta, per così dire, di peccati veniali, testimonianza della mancanza di un vero coordinamento. Più che questi aspetti, però, vale la pena evidenziarne un altro. Con un po’ più di fantasia istituzionale, non sarebbe stato male far accompagnare il curriculum da un testo, redatto dai candidati, in cui chiamarli a sviluppare la propria visione di ruolo e modalità operative della fondazione – i temi non mancavano, ne ho fatto io stesso una rassegna, nel tentativo di valutare la presidenza Zanasi (a titolo esemplificativo: quali modalità di rendicontazione? Quali modalità di coinvolgimento delle comunità locali nella programmazione? Eventuali considerazioni sulla revisione della mission, ecc.: vedi). Anche perché io non conosco nessuno che affiderebbe la scelta di un candidato (anche per ruoli assai meno significativi) alla sola analisi del curriculum vitae!

La Rocca di Vignola (foto del 21 marzo 2009)

La Rocca di Vignola (foto del 21 marzo 2009)

[4] Che i cittadini delle quattro comunità di riferimento, laddove dotati di competenze, professionalità, capacità di visione (questo lo aggiungo io), possano partecipare al procedimento per la formazione del nuovo consiglio della Fondazione di Vignola è senz’ombra di dubbio cosa positiva. Aiuterebbe in questa operazione, tanto gli enti nominanti, quanto i candidati (ed anche le comunità di riferimento), se essa avvenisse nell’ambito di una discussione collettiva sulla fondazione, la sua performance, la sua mission, le sue modalità operative di “radicamento” nella comunità (ascolto, rendicontazione, coinvolgimento nella programmazione). Questa discussione, purtroppo, non è mai decollata a livello pubblico. Né tantomeno gli organi istituzionali hanno provato a farla decollare (un’occasione persa, per volontà della maggioranza consiliare, è stata quella relativa ad un ordine del giorno “sulla Fondazione di Vignola” avanzata da Vignola Cambia, ma rigettata nel consiglio comunale del 12 febbraio scorso). Eppure è una discussione di cui ci sarebbe assolutamente il bisogno. Altrimenti cresce fortissimo il rischio di autoreferenzialità di un consiglio (e di una Fondazione) in cui tutti (o quasi) ne parlano bene per l’unico motivo che ha solo da distribuire soldi! Ho già espresso il mio apprezzamento per la presidenza di Giovanni Zanasi, ma non mi sono sottratto al dovere di mettere in luce modalità e scelte programmatiche che non ritengo convincenti o su cui è auspicabile fare ulteriori passi in avanti (vedi).  La mia, ovviamente, è una voce soltanto. Ma se altre non si alzano per intavolare un dibattito vero (che significa però rispondere agli argomenti altrui – non fare monologhi a mezzo stampa) rischiamo di mancare l’occasione di radicare la governance di questa “fondazione di comunità” nella stessa comunità! Pochi giorni fa il presidente Giovanni Zanasi ha tracciato un bilancio dei suoi due mandati (otto anni) sulle pagine de Il Resto del Carlino (28 febbraio 2013: pdf). Non basta comunicare alla comunità a mezzo stampa. Alcune delle questioni su cui risponde nell’intervista (ne cito tre: destinazione di Villa Trenti a sede degli archivi comunali; valorizzazione a fini turistico-culturali della Rocca; costo degli organi statutari), assieme ad altre che pongo da tempo (rivisitazione della mission, modalità operative di rendicontazione e programmazione “partecipata”), non possono essere liquidate con poche battute. Comunque, se questa discussione fosse in atto sarebbe certamente più agevole anche la selezione di quei candidati che meglio incarnano la “visione”, per la fondazione, che emergerebbe dal confronto collettivo.

Accade in Rocca. Nuovi strumenti di conoscenza della Rocca . convegno organizzato per il 16 marzo 2013 (foto del 2 marzo 2013)

Accade in Rocca. Nuovi strumenti di conoscenza della Rocca . convegno organizzato per il 16 marzo 2013 (foto del 2 marzo 2013)

PS Qui i materiali dell’avviso degli enti locali:

  • Comune di Vignola (vedi);
  • Comune di Spilamberto (vedi);
  • Comune di Marano (vedi);
  • Comune di Savignano (vedi).

L’informazione più striminzita è quella che si trova sul sito della Fondazione di Vignola (vedi), che recita:
La Fondazione di Vignola rende noto che il Consiglio uscente procederà alla elezione di quattro componenti del Consiglio di indirizzo, nonchè di tre membri effettivi e di due supplenti del Collegio sindacale. Gli interessati, che dovranno essere in possesso dei requisiti previsti negli articoli 11, 12, 13, 14, 15, 21 dello Statuto, potranno far pervenire la loro candidatura entro il 29 marzo 2013, corredata da apposito curriculum vitae, con una delle seguenti modalità: raccomandata o PEC”.

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